Azioni da Comprare e Tenere per i Prossimi 20 anni, Ecco le Migliori Azioni da Cassettista: Quali Titoli Comprare per Tenerli in Portafoglio?

Se cerchi le migliori azioni da cassettista, probabilmente hai un obiettivo abbastanza chiaro: investire in aziende solide, tenerle in portafoglio per anni e occuparti anche di altro nella vita.

È un modo di ragionare che condivido. Passare le giornate davanti alle quotazioni non è una condizione necessaria per investire bene e, per molti risparmiatori, può diventare una fonte di problemi.

La parte difficile viene quando devi scegliere le aziende e decidere che cosa fare dopo averle comprate. Un marchio famoso può attraversare una crisi, un’impresa può perdere clienti e un prezzo pagato con troppo entusiasmo può pesare sui risultati per molto tempo.

Vediamo quindi alcuni esempi di azioni americane e italiane da studiare con un’ottica da cassettista, i criteri che userei per valutarle e le situazioni in cui rimetterei in discussione la scelta.

Azioni da cassettista: che cosa significa tenerle per sempre

Il cassettista compra titoli e li mantiene per diversi anni in portafoglio, facendo poche operazioni. Nel caso delle azioni, il suo interesse riguarda soprattutto l’attività dell’impresa: come guadagna, quali prospettive ha e quanto può crescere nel tempo.

Questo approccio richiede pazienza. Se compri pensando ai prossimi anni, devi accettare che la quotazione possa attraversare mesi difficili, anche quando l’azienda continua a lavorare bene.

L’espressione “tenere per sempre”, però, va presa con un po’ di buon senso. Nessuno di noi conosce oggi i bilanci, i concorrenti e le decisioni che un’impresa dovrà affrontare fra vent’anni.

Puoi partire con l’intenzione di restare azionista molto a lungo. Poi devi verificare che ci siano ancora buone ragioni per esserlo.

Essere un cassettista non ti esonera dal controllare gli investimenti. Ti permette di farlo guardando ai risultati dell’azienda, senza sentirti obbligato a intervenire a ogni oscillazione del titolo.

Migliori azioni da cassettista: aziende da studiare per il lungo periodo

Non mi piacciono le liste della spesa, ma capisco che qualche esempio aiuti a rendere concreto il ragionamento.

Le aziende che seguono hanno attività, dimensioni e rischi differenti. Le prendiamo in esame per capire quali caratteristiche osservare e quali domande fare prima di comprare.

La lista che segue ha esclusivamente finalità divulgative e non va intesa come una sollecitazione al pubblico risparmio né come una consulenza in materia di investimenti. I nomi proposti rappresentano soltanto esempi: non compongono un portafoglio da replicare e il loro ordine non costituisce una classifica di convenienza.

Per valutare un acquisto servono anche il prezzo richiesto e la situazione di chi investe.

5 azioni americane da valutare per il lungo termine

Berkshire Hathaway

Partiamo dalla holding costruita da Warren Buffett. Berkshire comprende attività assicurative, ferroviarie, energetiche, industriali e commerciali, oltre a un portafoglio di partecipazioni azionarie.

L’interesse per un investitore di lungo periodo sta anche nella capacità di impiegare il capitale: acquistare imprese, investire nelle attività già possedute e mantenere risorse disponibili quando le opportunità non sono convincenti.

Per valutarla guarderei i risultati delle attività operative e le decisioni di investimento. L’utile complessivo può risentire delle oscillazioni delle partecipazioni quotate, quindi il numero finale del conto economico richiede qualche approfondimento.

Restano rischi assicurativi, industriali e regolamentari. La storia di Berkshire è un elemento da studiare; per il futuro contano le decisioni di chi la gestisce e il prezzo al quale ne diventi socio.

Microsoft

Microsoft è presente nel software per imprese e consumatori, nei servizi cloud e in numerose attività digitali. Microsoft 365 e Azure sono esempi di prodotti e infrastrutture che entrano nel lavoro quotidiano delle aziende.

Qui la domanda da cassettista è concreta: quanto è utile il servizio al cliente e quanto sarebbe complicato sostituirlo? Una presenza radicata può sostenere i ricavi nel tempo, purché l’offerta continui a essere competitiva.

I risultati dell’esercizio chiuso a giugno 2026 confermano il ruolo del cloud. La crescita va però letta insieme alle risorse necessarie per sostenerla.

Controllerei la cassa dopo gli investimenti e i ritorni delle spese per l’intelligenza artificiale. L’importanza di Microsoft per i suoi clienti non rende conveniente qualsiasi quotazione.

Apple

Apple combina dispositivi, software e servizi. Chi possiede un iPhone può utilizzare anche altri prodotti e servizi dello stesso ecosistema: questa integrazione è una delle caratteristiche da approfondire.

La domanda non può fermarsi a “fra molti anni esisteranno ancora gli iPhone?”. Un prodotto può continuare a essere venduto mentre cambiano margini, concorrenza e disponibilità dei clienti a pagarlo.

Per seguire Apple guarderei la capacità di rinnovare l’offerta, mantenere i clienti e produrre cassa. Nei risultati vanno osservate le diverse attività, senza dare per scontato che procedano tutte allo stesso modo.

Fra i rischi ci sono concorrenza, dipendenza dalla filiera produttiva e interventi normativi. Essere affezionato ai suoi prodotti, da cliente, non basta per valutarne l’azione.

Alphabet

Alphabet comprende Google, YouTube e Google Cloud, oltre ad altre iniziative. Ricerca e pubblicità sono centrali nel ragionamento, insieme alla capacità di sviluppare nuove fonti di ricavo.

Per un cassettista è interessante studiare la diffusione dei servizi e il loro valore per utenti e inserzionisti. Occorre anche capire come cambiano le abitudini di ricerca e quanto incidono le nuove modalità di utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Controllerei l’andamento delle attività pubblicitarie, la redditività del cloud e la cassa assorbita dalle infrastrutture. Avere molto traffico non basta, se poi cambia il modo in cui viene trasformato in ricavi e utili.

Concorrenza e provvedimenti delle autorità possono modificare le condizioni del business. La posizione di oggi va riesaminata nel tempo.

Meta Platforms

Meta gestisce piattaforme come Facebook, Instagram e WhatsApp. Il suo interesse economico passa in larga parte dalla capacità di trasformare l’attenzione degli utenti in servizi pubblicitari utili alle imprese.

Le dimensioni della rete sono un punto da studiare. Poi bisogna vedere se gli utenti continuano a frequentare le piattaforme e se gli inserzionisti ottengono risultati sufficienti a giustificare la spesa.

I risultati del secondo trimestre 2026 offrono un esempio utile: la crescita dei ricavi si accompagna a un aumento dei costi e a una riduzione dell’utile operativo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Per questo seguirei anche investimenti nell’AI, redditività e rischi legali. La popolarità delle applicazioni è soltanto una parte dell’analisi.

Prima di passare all’Italia, nota una cosa: quattro di questi cinque esempi hanno una forte esposizione alle attività digitali. Comprare più nomi famosi può lasciarti comunque molto dipendente dagli stessi temi, come pubblicità online, cloud e investimenti nell’intelligenza artificiale.

Azioni italiane da cassettista: tre esempi da approfondire

Ferrari

Ferrari permette di ragionare sulla forza di un marchio e sull’esclusività dell’offerta. La sua strategia comprende il controllo dei volumi e la cura del rapporto con i clienti: vendere più auto possibile non è l’unico obiettivo dell’impresa.

Per chi investe a lungo, la questione è capire se questa capacità di distinguersi può continuare a sostenere domanda e redditività.

Seguirei il rinnovo della gamma, gli investimenti e la capacità di preservare il valore del marchio. La notorietà non rende l’azienda immune da errori o da un peggioramento della domanda.

Anche qui il prezzo dell’azione conta. Puoi stimare molto un’impresa e ritenere che, alla quotazione richiesta, il margine per ottenere un rendimento soddisfacente sia insufficiente.

Eni

Eni è un gruppo energetico con attività internazionali. È uno dei nomi che un investitore italiano incontra facilmente quando cerca aziende consolidate e dividendi.

La sua attività resta esposta al ciclo di petrolio e gas, alle condizioni geopolitiche e ai costi dei progetti. Questa caratteristica va considerata anche se intendi mantenere il titolo a lungo.

Guarderei quanta cassa viene prodotta in scenari differenti, quali investimenti servono e quanto spazio rimane per remunerare gli azionisti senza indebolire la situazione finanziaria.

Un anno favorevole per le materie prime può far apparire molto abbondanti utili e distribuzioni. Il cassettista deve chiedersi come regge l’azienda anche quando lo scenario diventa meno generoso.

Tamburi Investment Partners

Tamburi Investment Partners, o TIP, investe in società quotate e non quotate, affiancando gli imprenditori nei loro progetti di sviluppo.

Per chi ragiona sul lungo periodo, il caso è interessante perché sposta l’attenzione sulla scelta delle partecipazioni e sulla capacità di accompagnarle nel tempo.

Occorre però entrare nel portafoglio: quali imprese contribuiscono ai risultati, quali richiedono risorse e quanto pesa ciascun investimento? Vanno distinti anche il debito della holding e quello delle partecipate.

TIP resta una singola società quotata, con le proprie decisioni di gestione e i propri rischi. Il possesso di varie partecipazioni non la rende equivalente a un ETF azionario ampio.

Per una panoramica più estesa puoi consultare la guida alle migliori azioni da comprare. Qui ci interessa soprattutto capire come valutare la permanenza di un titolo in portafoglio.

Come riconoscere un buon titolo da cassettista

Un buon titolo da cassettista dovrebbe appartenere a un’azienda che riesci a comprendere e della quale puoi valutare le prospettive con un minimo di criterio.

Dire “è un’azienda solida” serve a poco se poi non sai spiegare da che cosa dipende quella solidità. Io partirei da questi aspetti.

Vantaggio competitivo e capacità di produrre cassa

Chiediti perché i clienti scelgono quell’impresa e che cosa potrebbe spingerli ad abbandonarla.

Può esserci un marchio difficile da sostituire, una rete di distribuzione, un servizio integrato nei processi aziendali o una capacità produttiva che un concorrente faticherebbe a replicare.

Queste caratteristiche devono trovare un riscontro economico. Guarderei quindi redditività, cassa prodotta e investimenti necessari a mantenere l’attività competitiva.

Un’impresa può mostrare utili interessanti e avere comunque bisogno di spendere quasi tutto per rinnovare impianti, finanziare la crescita o sostenere il capitale circolante. Sono differenze che, per chi vuole restare socio molti anni, contano parecchio.

Poi c’è il debito: importo, scadenze, costo e capacità di sostenerlo anche in una fase difficile. Le valutazioni vanno adattate all’attività: una holding e un produttore industriale non si leggono con gli stessi identici indicatori.

Il prezzo conta anche se investi per vent’anni

Un orizzonte lungo non rende secondario il prezzo di acquisto.

Se paghi un’azienda incorporando aspettative molto elevate, potresti ottenere risultati deludenti anche se l’attività continua a crescere. Una parte di quel futuro era già compresa nella cifra che hai versato.

Lo stesso vale al contrario: un titolo che costa meno rispetto all’anno precedente potrebbe avere prospettive peggiori. Il vecchio massimo di Borsa non è una promessa di ritorno.

Per questo terrei distinti qualità dell’impresa, valutazione dell’azione e durata prevista dell’investimento.

Il cassettismo riguarda soprattutto l’orizzonte e il comportamento dell’investitore. La ricerca di azioni value riguarda la convenienza rispetto a un valore stimato. Le due cose possono incontrarsi, ma non coincidono automaticamente.

Dividendi: conta la sostenibilità, non soltanto il rendimento

Il dividendo attira perché rende visibile una parte del risultato: possiedi le azioni e ricevi del denaro.

Bisogna però ricordarsi che la distribuzione può cambiare e non costituisce un rendimento garantito. L’azienda deve poterla sostenere con le risorse disponibili, tenendo conto di investimenti e debiti.

Un rendimento da dividendo molto elevato può dipendere anche da un forte ribasso del titolo. Prima di considerarlo un’occasione, chiediti perché il mercato stia valutando meno l’impresa e se quella distribuzione sia ripetibile.

Per giudicare il risultato devi considerare insieme variazione del valore delle azioni e dividendi incassati, tenendo conto di costi, imposte ed eventuali effetti del cambio.

Ci sono aziende che restituiscono risorse ai soci e altre che le reinvestono. Il punto è valutare quanto bene viene utilizzato quel denaro e se la scelta è coerente con l’attività dell’impresa.


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Quando tenere un’azione e quando rivedere la scelta

Dopo l’acquisto arriva una parte del lavoro di cui si parla molto meno: capire se continuare a tenere il titolo.

Per aiutarti, scriverei già prima di comprare poche righe: perché vuoi essere socio di quell’azienda, quali risultati ti aspetti di osservare e quali cambiamenti ti farebbero riconsiderare l’investimento.

Non serve una previsione precisa del prezzo. Serve evitare che, dopo un calo, la motivazione diventi soltanto “ormai aspetto che torni a quanto l’ho pagata”.

Un ribasso di Borsa e un’azienda in difficoltà sono cose diverse

Un titolo può scendere perché il mercato è in una fase negativa, perché erano state pagate aspettative eccessive o perché l’attività dell’impresa sta peggiorando. A volte più fattori agiscono insieme.

Per distinguere le situazioni, tornerei ad alcune domande:

  • I clienti continuano a comprare e a pagare?
  • Il peggioramento dei margini dipende da una fase del ciclo o da difficoltà che sembrano durature?
  • L’azienda genera risorse sufficienti per investire e sostenere i debiti?
  • È cambiato qualcosa nella concorrenza o nelle regole che governano l’attività?
  • Le decisioni di chi gestisce l’impresa sono ancora compatibili con le ragioni dell’acquisto?

Immagina un produttore che perde ordini perché i clienti stanno smaltendo le scorte. La situazione richiede un’analisi diversa da quella di un’impresa il cui prodotto viene sostituito stabilmente da un concorrente.

Capire quale dei due casi hai davanti richiede studio, e potresti comunque sbagliare. Il prezzo sceso, da solo, non dimostra che devi vendere o comprare altre azioni.

La pazienza è utile quando le ragioni dell’investimento restano valide. Se l’unico argomento rimasto è il desiderio di recuperare la perdita, devi rifare i conti con maggiore attenzione.

Diversificazione e controlli del portafoglio

Puoi analizzare bene una società e sbagliare comunque le previsioni sul suo futuro. Per questo non affiderei una parte decisiva del patrimonio alla riuscita di una sola idea.

Controlla il peso delle singole aziende, dei settori e dei Paesi. Considera anche quello che possiedi attraverso fondi ed ETF: acquistare direttamente un titolo già molto presente negli strumenti in portafoglio ne aumenta l’esposizione complessiva.

La concentrazione può crescere anche dopo un buon investimento. Se un’azione sale molto più delle altre, finirà per incidere maggiormente sul patrimonio: è una conseguenza da valutare rispetto al rischio che vuoi sostenere.

Dedicherei ai controlli momenti precisi, partendo dai risultati societari e dagli eventi rilevanti. Guardare il bilancio una volta all’anno può essere utile, ma fra due bilanci possono succedere cose che richiedono attenzione.

Va rivista anche la tua situazione. Se quei soldi iniziano a servirti per una spesa vicina, l’orizzonte che avevi quando hai comprato potrebbe non essere più adatto.

Azioni singole o ETF: come investire da cassettista

Mi riconosco nell’approccio di chi investe con pazienza e limita le operazioni inutili. Per la parte azionaria, la mia preferenza va però a strumenti che permettono un’ampia diversificazione, come gli ETF che seguono mercati estesi.

Con un paniere ampio riduci il peso del destino di una singola azienda sul tuo investimento. Restano i ribassi del mercato e devi comunque capire dove stai mettendo i soldi.

Un ETF concentrato su un settore o un solo Paese può lasciarti esposto a rischi importanti. Anche possedere più ETF richiede di verificare che cosa contengono e quanto si sovrappongono.

Se vuoi approfondire questa strada, trovi criteri ed esempi nella guida agli ETF da tenere per il lungo periodo.

Le mie opinioni: prima la strategia, poi i nomi

In tanti si precipitano a investire senza aver deciso prima cosa fare da grandi. La ricerca dell’azione giusta diventa così un modo per rimandare le domande più importanti.

Quanto puoi investire davvero? Quando potrebbero servirti questi soldi? Quale perdita riusciresti a sostenere senza compromettere i tuoi progetti?

Prima risponderei a queste domande. Poi valuterei se hai tempo, competenze e interesse per seguire singole aziende, oppure se per te sia più sensato un investimento maggiormente diversificato.

Una lista di società famose non risolve queste decisioni. Può offrirti spunti da studiare, ma non stabilisce quanto investire e quali rischi puoi permetterti.

E se hai già un portafoglio pieno di strumenti scelti in momenti diversi, partirei da quello: prima di aggiungere un’altra azione, serve capire come lavorano insieme gli investimenti che possiedi.

È anche il tipo di ragionamento che puoi affrontare attraverso una consulenza finanziaria, partendo dalla tua situazione e dagli obiettivi del patrimonio.

Ulteriori risorse utili per approfondire

Per continuare, puoi leggere la guida per investire in azioni e la selezione generale delle aziende da approfondire.

Se invece vuoi partire dalla tua situazione personale, trovi qui i percorsi che ho preparato per orientarti:

Buona lettura.


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Fonti
  • Berkshire Hathaway, Berkshire Hathaway. Quarterly Report on Form 10-Q, trimestre e semestre chiusi al 30 giugno 2026.
  • Microsoft, Microsoft. Earnings Release FY26 Q4, 29 luglio 2026, trimestre ed esercizio chiusi al 30 giugno 2026.
  • Apple, Apple. Apple reports third quarter results, 30 luglio 2026, trimestre fiscale chiuso al 27 giugno 2026.
  • Alphabet, Alphabet. 2026 Q2 Earnings Call, 22 luglio 2026.
  • Meta Platforms, Meta Platforms. Meta Reports Second Quarter 2026 Results, 29 luglio 2026.
  • Ferrari, Ferrari. Annual Report and Form 20-F 2025, esercizio chiuso al 31 dicembre 2025.
  • Eni, Eni. Risultati del secondo trimestre e del semestre 2026, 29 luglio 2026.
  • Tamburi Investment Partners, Tamburi Investment Partners. Relazione finanziaria semestrale consolidata, dati al 30 giugno 2026.
  • Tamburi Investment Partners, Tamburi Investment Partners. Modello di business, pagina istituzionale consultata il 15 ottobre 2026.
  • U.S. Securities and Exchange Commission, Investor.gov, Asset Allocation and Diversification e Stocks, pagine istituzionali consultate il 15 ottobre 2026.
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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei
Ha fondato Affari Miei nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente. É autore dei libri "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" (2019) e "Investimenti Sicuri - Come Proteggere il Tuo Patrimonio e Vivere di Rendita" (2023).

4 Commenti

Pietro · 4 Aprile 2021 alle 8:19

Veramente una bella spiegazione, un modo molto chiaro e convincente. Consigli ottimi e molto equilibrati. Complimenti!

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    Davide Marciano · 4 Aprile 2021 alle 9:05

    Ciao Pietro, grazie per i complimenti.

    A presto!

piero · 16 Novembre 2019 alle 15:56

Caro Davide ti ringrazio per il contributo informativo e formativo che continui a distribuire a coloro che vogliono crescere nei mondo degli investimenti.
Detto ciò gradirei avere un tuo parere sugli ETF che ho focalizzato per costruirmi un portafoglio permanente con ribilanciamento annuale. Ti alenco di seguito gli ISIN: IE 00B4L5Y983-IE00B4L60045-LU0908508731-JE00B1VS3770. Sono tutti ad accumulazione fuorchè lo 045 finale. In alternativa mi potresti consigliare un altro ETF ad accumolo ? Che ne pensi del mio progetto ?
Grazie
Piero

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