Migliori Azioni da Comprare nel 2026: Cosa Conviene Acquistare Oggi? Ecco le Aziende su cui puntare per il futuro

Quali sono le migliori azioni da comprare nel 2026? Su quali aziende investire a settembre 2026? Questa domanda, legittima, ci arriva periodicamente da moltissimi investitori e aspiranti tali.

Individuare i migliori titoli da acquistare è complesso perché l’economia attuale si caratterizza per ritmi molto sostenuti e cambiamenti estremamente veloci.

Se sei agli inizi del tuo percorso, oltre a questa guida, ti conviene dare uno sguardo a questo articolo dedicato a chi non ha mai investito in azioni e necessita di una guida preliminare che, in qualche modo, anticipi la vera e propria “lista”.

Qui trovi una selezione di aziende americane ed europee, alcuni outsider italiani e uno spazio dedicato ai titoli di crescita. Nvidia e le grandi società tecnologiche meritano un ragionamento a parte, soprattutto per le aspettative che accompagnano gli investimenti nell’intelligenza artificiale.

Prima di cominciare, tieni a mente un principio: la qualità dell’azienda e la convenienza dell’azione sono due valutazioni diverse. Anche un’impresa con ottimi prodotti può rivelarsi un investimento deludente se la compri a un prezzo eccessivo.

Azioni da comprare oggi: come scegliere le aziende da approfondire

La fonte da cui attingiamo per questo articolo è un mix di testate che pubblicano analisi sui titoli dei rispettivi mercati. Per questa selezione abbiamo utilizzato contributi di Forbes Investor Hub, Kiplinger, MoneyWeek e The Motley Fool, confrontandoli con le informazioni pubblicate dalle aziende. La parte italiana mantiene una selezione editoriale di Affari Miei.

Le analisi esterne ci aiutano a individuare idee da approfondire. I bilanci servono a controllare cosa sta succedendo dentro le società: un giudizio favorevole scritto qualche mese fa può richiedere una revisione dopo risultati deludenti o un cambiamento dell’attività.

I contenuti che trovi qui si basano su una logica di lungo periodo. Questo richiede pazienza, ma anche la disponibilità a rivedere le proprie scelte quando vengono meno le ragioni dell’investimento.

Per ogni azienda, partirei da alcune domande:

  • Come guadagna? Devi riuscire a spiegare quali prodotti o servizi vende e perché i clienti li scelgono.
  • Quanto è solida? Utili, cassa e indebitamento vanno letti insieme.
  • Che cosa può andare storto? Concorrenza, cambiamenti tecnologici e dipendenza da pochi prodotti possono compromettere anche un’attività affermata.
  • Quanto stai pagando? Il prezzo va confrontato con risultati e prospettive realistiche, senza dare per scontato lo scenario migliore.
  • Quanto pesa nel tuo patrimonio? Un titolo può essere interessante e risultare comunque inadatto a un portafoglio già troppo esposto allo stesso rischio.

Le aziende che seguono costituiscono quindi un elenco da studiare. Non sono una graduatoria dalla più conveniente alla meno conveniente, né un portafoglio da replicare comprando tutti i nomi nelle stesse proporzioni.

Detto questo, possiamo cominciare con il nostro elenco.

Migliori azioni americane: quattro aziende di qualità da valutare

Inseriamo qui aziende con attività consolidate e caratteristiche differenti: beni di consumo, partecipazioni industriali, pagamenti e servizi per i mercati finanziari. Il filo conduttore è la qualità del business, da verificare anche quando il marchio ci è familiare.

Procter & Gamble

Procter & Gamble vende prodotti che entrano abitualmente nelle case dei consumatori, attraverso marchi come Pampers, Gillette e Head & Shoulders. Catherine Brock la include nella selezione di Forbes Investor Hub aggiornata all’8 settembre 2026, richiamando la continuità dell’attività e la generazione di cassa.

La ragione d’interesse è la domanda ricorrente: per vendere un dentifricio o un prodotto per l’igiene, P&G non deve convincere il cliente a cambiare completamente le proprie abitudini. Deve però continuare a convincerlo che il suo prodotto meriti il prezzo richiesto.

I risultati dell’esercizio chiuso a giugno 2026 mostrano una crescita organica contenuta, mentre nell’ultimo trimestre le vendite organiche sono rimaste sostanzialmente ferme. La notorietà dei marchi non elimina la concorrenza dei prodotti meno costosi né la pressione sui consumi.

Prima di comprare guarderei volumi venduti, margini e cassa disponibile dopo gli investimenti. Se paghi un multiplo elevato per un’attività che cresce lentamente, il dividendo da solo può non bastare a rendere interessante l’operazione.

Berkshire Hathaway

Berkshire Hathaway possiede numerose attività, tra le quali possiamo citare nomi come GEICO, Duracell e Dairy Queen, oltre a investimenti in società quotate. È presente nella selezione di lungo periodo di Matthew Frankel per The Motley Fool, aggiornata a settembre 2026.

L’interesse sta nella combinazione fra imprese operative e gestione del capitale: i risultati dipendono sia da come vanno le attività controllate sia da come vengono impiegate le risorse disponibili.

La guida operativa è passata a Greg Abel. Il nome di Warren Buffett resta legato alla storia del gruppo, ma comprare Berkshire significa valutare anche la gestione attuale, senza attribuirle automaticamente i rendimenti del passato.

Assicurazioni, ferrovie ed energia hanno rischi differenti, che possono emergere contemporaneamente. Anche il portafoglio azionario può perdere valore.

Per farsi i conti serve distinguere i risultati delle attività operative dalle oscillazioni contabili degli investimenti. Un utile netto molto alto in un singolo trimestre non basta a dimostrare che l’azione sia economica, e la diversificazione interna del gruppo non sostituisce quella del tuo patrimonio.

Visa

Visa gestisce una rete utilizzata per i pagamenti elettronici. Il suo ruolo è diverso da quello della banca che emette una carta e concede credito al cliente: il valore dell’attività è legato al funzionamento e all’utilizzo della rete.

Kyle Woodley la inserisce nella selezione 2026 di Kiplinger dedicata alle aziende da considerare per la componente stabile del portafoglio. L’elemento interessante è la diffusione del circuito fra consumatori, banche e commercianti.

La crescita dei pagamenti digitali va tradotta in ricavi e utili, tenendo conto di quanto Visa riesce a trattenere per il servizio svolto. Regolamentazione delle commissioni, contenziosi e sistemi di pagamento alternativi sono aspetti da seguire; anche un rallentamento dei consumi o dei viaggi può incidere sull’attività.

Il confronto sul prezzo richiede di guardare alla crescita degli utili per azione e alla cassa generata. Un circuito molto utilizzato può essere un buon business, ma il rendimento per chi compra dipende anche dalle aspettative già incorporate nella quotazione.

S&P Global

S&P Global fornisce rating, dati e servizi utilizzati da chi opera sui mercati finanziari; attraverso S&P Dow Jones Indices partecipa anche al business degli indici. È un altro dei nomi selezionati da Kyle Woodley per Kiplinger nel 2026.

L’interesse è legato al ruolo di queste informazioni nei processi di lavoro di banche, imprese e investitori. Acquistare l’azione della società, però, è un investimento diverso dal comprare un ETF sull’S&P 500.

Nel corso del 2026 è stata completata la separazione della divisione Mobility. Per confrontare i risultati nel tempo occorre quindi considerare il cambiamento del perimetro, evitando di mettere sullo stesso piano numeri che includono attività differenti.

Il rischio da osservare è anche ciclico: una parte del business dei rating dipende dalle emissioni di debito, mentre concorrenza e nuove tecnologie possono modificare il mercato dei dati. La valutazione deve poggiare sulla redditività delle attività rimaste e sulla loro capacità di generare cassa, senza proiettare automaticamente un trimestre favorevole su tutti gli anni successivi.

Migliori azioni europee: marchi e aziende di qualità

Vediamo adesso alcune aziende europee da approfondire. In questa sezione includiamo anche il Regno Unito, dove ha sede Unilever.

L’analisi di Jamie Ward pubblicata da MoneyWeek il 23 febbraio 2026 offre uno spunto sui marchi di consumo, ma richiama anche la concorrenza delle alternative economiche. I risultati successivi aiutano a distinguere le situazioni: Unilever, L’Oréal e Beiersdorf non stanno attraversando una fase identica. Ferrari aggiunge un’attività diversa, legata al lusso.

Unilever

Unilever è il gruppo britannico a cui fanno capo marchi come Dove e Rexona. La diffusione dei prodotti per la cura personale e della casa è il motivo per cui la prendiamo in considerazione fra le aziende europee da studiare.

La composizione del gruppo è cambiata: l’attività dei gelati è stata separata, mentre l’operazione annunciata per combinare il business alimentare con McCormick è ancora soggetta al completamento delle condizioni previste. Non bisogna quindi analizzare Unilever come se il suo portafoglio di attività fosse rimasto immutato.

Per il lettore questo ha una conseguenza pratica: crescita, utili e dividendi vanno confrontati tenendo conto delle operazioni societarie, distinguendo i risultati delle attività rimaste da quelli delle attività cedute o separate.

I rischi riguardano la concorrenza sui prezzi, la capacità di mantenere i clienti e l’esecuzione della riorganizzazione. Prima di considerarla conveniente, controllerei quanto della redditività attesa dipenda da risultati già ottenuti e quanto da miglioramenti ancora da realizzare.

L’Oréal

L’Oréal opera nella cosmetica attraverso prodotti di largo consumo, marchi di lusso, prodotti professionali e dermocosmesi. In quest’ultima attività rientrano, fra gli altri, CeraVe e La Roche-Posay.

La presenza in fasce di prezzo e canali differenti è una delle ragioni per approfondire l’azienda. Il valore dei marchi va sostenuto nel tempo attraverso ricerca, distribuzione e investimenti pubblicitari: avere un nome conosciuto non rende superflua questa spesa.

I risultati del primo semestre 2026 mostrano una crescita delle vendite e una buona redditività operativa. Il lettore deve però distinguere le divisioni: un andamento favorevole della dermocosmesi non significa che ogni marchio o mercato cresca allo stesso ritmo.

Tra gli aspetti da monitorare ci sono la domanda cinese, la concorrenza locale e il costo necessario per sostenere le vendite. Nel valutare il titolo guarderei alla crescita degli utili e alla cassa, chiedendomi quanta continuità nei risultati sia già richiesta dal prezzo pagato.

Beiersdorf

Beiersdorf è il gruppo tedesco di Nivea, Eucerin e Aquaphor. La notorietà di questi marchi giustifica un approfondimento, ma la situazione recente richiede più cautela di quanto possa suggerire la loro familiarità.

Nivea è il punto da tenere sotto osservazione. Nei risultati del primo semestre 2026 il gruppo ha comunicato difficoltà nelle vendite del marchio e un piano di rilancio, mentre le attività dermatologiche hanno avuto un andamento più favorevole.

Questo distingue Beiersdorf dagli altri nomi della sezione: alla qualità dei marchi si accompagna una componente di recupero operativo ancora da dimostrare. La maggiore spesa per sostenere Nivea deve produrre risultati sui volumi e sulla redditività, e può pesare sui margini durante il percorso.

Per valutarla non mi fermerei agli utili storici: guarderei quanto l’azienda guadagna nella fase attuale e quali miglioramenti servono per giustificare il prezzo dell’azione. Un piano annunciato resta un piano finché non trova riscontro nei risultati.

Ferrari

Ferrari è un brand di auto sportive di lusso che ha una storia inimitabile nel settore automobilistico. La consideriamo qui fra le aziende europee di qualità per la forza del marchio e per un modello basato su esclusività e produzione selettiva.

Neil Patel, nell’analisi pubblicata da The Motley Fool il 19 settembre 2026, concentra la propria tesi sulla capacità di sostenere i prezzi e sul contributo delle personalizzazioni alla redditività.

Il nodo è quanto paghi questa qualità. Ferrari va valutata tenendo conto delle sue caratteristiche, senza presumere che i multipli delle case automobilistiche di massa siano un confronto sufficiente. Allo stesso tempo, un premio per il marchio non giustifica qualsiasi quotazione.

I risultati dipendono dalla gestione della gamma, dalla domanda e dalla capacità di preservare l’esclusività mentre cambiano prodotti e tecnologie. Una clientela facoltosa non rende il titolo immune alle recessioni o a un calo generale dei mercati.

Per approfondire il tema geografico puoi leggere anche la guida dedicata alle azioni europee.

Azioni italiane da comprare? Tre outsider da approfondire

Se ti interessa investire sul nostro Paese, possiamo guardare anche oltre i nomi più presenti nelle classifiche delle grandi capitalizzazioni.

Italmobiliare, Tamburi Investment Partners e Zignago Vetro restano una selezione editoriale di aziende da approfondire, con attività differenti. Non presentiamo questi nomi come una classifica condivisa dalle testate internazionali o come le società italiane con le migliori performance.

Italmobiliare

Italmobiliare è una holding di partecipazioni. Nel suo portafoglio rientrano attività come Caffè Borbone e Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella: acquistando la holding partecipi indirettamente a un insieme di imprese, anziché a un solo prodotto.

L’interesse sta nella possibilità di accedere attraverso una società quotata a queste attività e alle decisioni di investimento del gruppo. I risultati semestrali 2026 mostrano andamenti differenti fra le partecipate, perciò la notorietà di alcuni marchi non basta a giudicare l’intero portafoglio.

Per valutarla occorre capire il NAV, cioè il valore netto delle attività stimato dalla società. Va esaminato il modo in cui sono valutate le partecipazioni, soprattutto quelle non quotate, e va distinta la posizione finanziaria della holding da quella delle imprese controllate.

Un eventuale sconto della quotazione rispetto al NAV richiede una spiegazione: può riflettere costi, incertezza sulle valutazioni o difficoltà nel trasformare le partecipazioni in liquidità. Non c’è una scadenza entro cui il mercato debba eliminarlo.

Tamburi Investment Partners

Tamburi Investment Partners investe in imprese e affianca gli imprenditori in operazioni di sviluppo. Il suo interesse come outsider è legato alla selezione delle partecipazioni e alla capacità di impiegare e recuperare il capitale nel tempo.

La lettura del bilancio richiede attenzione. Nella semestrale 2026 il risultato pro forma positivo e la perdita del conto economico consolidato IFRS descrivono grandezze differenti: nel pro forma vengono considerate anche plusvalenze realizzate che, secondo il trattamento contabile applicato, transitano direttamente a patrimonio netto.

Fermarsi al numero più favorevole darebbe quindi una rappresentazione incompleta. Per capire come procede l’investimento bisogna esaminare partecipazioni, risultati delle aziende sottostanti, indebitamento e cassa prodotta dalle dismissioni.

Il valore attribuito a una società in portafoglio può cambiare e i tempi di un’uscita possono allungarsi. Prima di comprare TIP, guarderei quanto la valutazione dipenda da poche partecipazioni e quali risorse siano disponibili per sostenere gli impegni finanziari.

Zignago Vetro

La società produce contenitori in vetro cavo, che sono prevalentemente destinati ai mercati delle bevande e degli alimenti, della cosmetica e della profumeria.

È un’attività industriale concreta, ma questo non la rende stabile in ogni fase del ciclo. Ordini dei clienti, scorte lungo la filiera, costi energetici e utilizzo degli impianti incidono sui risultati.

La comunicazione sul primo semestre 2026 segnala un miglioramento della redditività rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, insieme a un contesto ancora competitivo e a rischi sui costi. La cassa va letta dopo gli investimenti necessari agli impianti, senza confondere il margine operativo con denaro interamente disponibile per gli azionisti.

Per valutare il titolo servono utili sostenibili lungo il ciclo e un controllo dell’indebitamento. Il confronto con un solo anno particolarmente favorevole può far apparire l’azione più economica di quanto sia; il basso prezzo unitario, da solo, non aggiunge alcuna informazione sulla convenienza.

Per approfondire puoi leggere anche la guida sulle azioni italiane da comprare.


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Azioni in crescita: tre aziende da seguire con più cautela

Dopo le aziende appena viste, possiamo considerare alcune società per le quali lo sviluppo dell’attività ha un ruolo centrale nella tesi di investimento.

Se stai cercando le “azioni che esploderanno”, il rischio è di dare per certo proprio il passaggio più difficile: prevedere quanto crescerà l’impresa e quanto di quella crescita il mercato abbia già pagato. Puoi individuare un settore interessante e perdere denaro sull’azione scelta.

MercadoLibre

La società viene spesso definita l’Amazon dell’America Latina. Gestisce un’attività di commercio elettronico affiancata da pagamenti, servizi finanziari e logistica, con una presenza rilevante in mercati come Brasile, Messico e Argentina.

Matthew Frankel la include nella selezione di lungo periodo di The Motley Fool aggiornata a settembre 2026. Il motivo per approfondirla è l’integrazione fra queste attività: venditori e consumatori possono utilizzare più servizi all’interno dello stesso sistema.

La crescita deve essere valutata insieme alla sua redditività. La lettera agli azionisti sul secondo trimestre 2026 descrive investimenti commerciali e logistici e un’espansione del credito; i risultati mostrano anche pressione sull’utile netto.

Oltre alla concorrenza, vanno considerati insolvenze sui finanziamenti, oscillazioni valutarie e condizioni economiche dei Paesi in cui opera. Nel farsi i conti, non basta proiettare la crescita dei ricavi: bisogna capire quanta cassa resta dopo gli investimenti e quali rischi si stanno assumendo per ottenerla.

Vertex Pharmaceuticals

Vertex è un’azienda biofarmaceutica con un’attività consolidata nei trattamenti per la fibrosi cistica. La tesi di crescita riguarda anche l’espansione verso altre aree terapeutiche.

Nell’analisi dell’8 settembre 2026 su The Motley Fool, Prosper Junior Bakiny sottolinea le opportunità legate all’ampliamento del portafoglio. È una lettura favorevole da confrontare con risultati commerciali, studi clinici e decisioni delle autorità competenti.

Un farmaco in sviluppo non equivale a un ricavo acquisito. Tra ricerca, autorizzazione e diffusione commerciale ci sono passaggi distinti, ciascuno con il proprio rischio. Anche un prodotto già autorizzato può vendere meno delle aspettative.

Per valutare Vertex occorre partire dai risultati dei medicinali già sul mercato e capire quanta parte del prezzo dipenda dai nuovi prodotti. La concentrazione nella fibrosi cistica, la concorrenza e gli investimenti necessari alla diversificazione restano elementi centrali; il successo in un’area terapeutica non garantisce lo stesso esito in un’altra.

Airbnb

Airbnb mette in relazione chi cerca un alloggio con chi lo offre, senza dover possedere gli immobili disponibili sulla piattaforma. Matthew Frankel la mantiene fra i titoli da approfondire nella selezione di The Motley Fool aggiornata a settembre 2026.

Il marchio e la rete di ospiti e host sono gli elementi da studiare. Nei risultati del secondo trimestre 2026 la società descrive anche l’ampliamento di servizi, esperienze e offerta alberghiera: iniziative che richiedono di verificarne l’effettivo contributo economico.

Le restrizioni sugli affitti brevi restano un rischio concreto, insieme alla concorrenza e all’andamento della domanda turistica. La presenza in molti mercati non impedisce che provvedimenti locali incidano sulle destinazioni più richieste.

Per capire se l’azione sia interessante guarderei prenotazioni, margini e cassa, considerando anche il costo delle remunerazioni in azioni e il loro effetto sui soci. Il successo di una piattaforma fra i viaggiatori e il rendimento di chi ne compra il titolo sono questioni da analizzare separatamente.

Nvidia e big tech: opportunità e rischi da valutare a parte

Microsoft, Amazon e Nvidia hanno attività differenti, ma una parte delle aspettative che le riguarda passa dallo stesso tema: la spesa per infrastrutture e servizi di intelligenza artificiale.

Le trattiamo insieme per mettere a fuoco questa esposizione. Possedere più titoli legati all’AI può concentrare il rischio, anche quando appartengono ad aziende diverse: la spesa di un grande cliente diventa il ricavo di un fornitore, e un rallentamento può propagarsi lungo la filiera.

Microsoft

Microsoft non ha bisogno di presentazioni: si tratta della multinazionale americana d’informatica che ha sede a Redmond, nello Stato di Washington.

Accanto al software per imprese e consumatori, Azure e i servizi cloud hanno un ruolo centrale. Marc Guberti, nell’analisi del 13 settembre 2026 per The Motley Fool, dedica particolare attenzione alla domanda di cloud e intelligenza artificiale.

L’interesse è legato alla presenza di Microsoft nei processi di lavoro delle aziende e alla possibilità di vendere loro servizi aggiuntivi. I risultati dell’esercizio chiuso a giugno 2026 mostrano un’espansione del cloud, ma leggere solo la crescita dei ricavi lascerebbe fuori una parte essenziale dell’analisi.

Gli investimenti nell’AI devono produrre ritorni adeguati: infrastrutture, capacità di calcolo e concorrenza richiedono risorse. Prima di valutare l’acquisto occorre confrontare gli utili con la cassa disponibile dopo gli investimenti e considerare quanto il prezzo presupponga una monetizzazione efficace dei nuovi servizi.

Amazon

La società ha una posizione di rilievo nel commercio elettronico e si è diversificata attraverso la piattaforma cloud Amazon Web Services. A queste attività si affiancano pubblicità e servizi per i venditori.

Amazon compare nella selezione di Matthew Frankel per The Motley Fool aggiornata a settembre 2026. Il motivo d’interesse è la combinazione fra le attività, che hanno esigenze di capitale e margini differenti.

Il punto da controllare è la cassa dopo gli investimenti. Nel comunicato sul secondo trimestre 2026, Amazon indica un free cash flow negativo nei dodici mesi terminati a giugno, collegandolo soprattutto all’aumento degli investimenti in infrastrutture per l’AI. Un dato del genere va letto insieme alla cassa operativa e alla sostenibilità dei piani di spesa.

Per valutare il titolo eviterei di fermarmi al rapporto fra prezzo e utile netto: alcune componenti dell’utile possono essere poco rappresentative del risultato delle attività operative. Servono un esame dei diversi business e ipotesi prudenti sui ritorni degli investimenti.

Nvidia

Nvidia fornisce processori, sistemi e software impiegati nel calcolo accelerato e nell’intelligenza artificiale. Adam Levy la include nella selezione di titoli di crescita di The Motley Fool aggiornata all’8 settembre 2026.

Il ruolo dell’azienda nell’infrastruttura AI è la ragione per approfondirla. La valutazione deve però considerare sia la domanda attuale sia il rischio che le aspettative sulla spesa futura siano troppo elevate.

Tra i fattori da seguire ci sono gli investimenti dei grandi clienti, la concorrenza di altri chip e delle soluzioni sviluppate internamente, le restrizioni alle esportazioni e la capacità della filiera di sostenere il ritmo dei nuovi prodotti.

Una crescita degli utili può accompagnarsi a un calo del titolo se il mercato si aspettava risultati ancora migliori. Per questo il confronto fra prezzo e utili va fatto chiedendosi anche quanto siano sostenibili i margini e quale rallentamento sarebbe compatibile con la quotazione.

Prima di aggiungere questi titoli, controlla l’esposizione che hai già attraverso fondi ed ETF. Un acquisto diretto può aumentare il peso delle stesse aziende già presenti nel tuo portafoglio.

Azioni da comprare e tenere per 20 anni: come ragionare sul lungo periodo

Comprare un’azienda e lasciarla crescere per vent’anni è un’idea comprensibile, soprattutto se vuoi evitare di passare le giornate davanti alle quotazioni. La difficoltà è stabilire in anticipo quali imprese conserveranno le proprie caratteristiche così a lungo.

Per questo sarei prudente davanti a una lista di “cinque azioni da comprare e tenere per i prossimi vent’anni”. Le aziende viste in questa guida possono fornire spunti, ma nessuna lista elimina il bisogno di controllare cosa succede al business.

Nel lungo periodo cercherei attività comprensibili, una gestione attenta del capitale e la capacità di finanziare gli investimenti senza dipendere continuamente da nuovo debito o nuove azioni. Anche il prezzo iniziale conta: un’azienda può crescere e impiegare anni per giustificare una valutazione pagata con troppo entusiasmo.

Essere un investitore di lungo periodo richiede di rivedere la tesi, non soltanto di aspettare. Un calo della quotazione può essere un’oscillazione di mercato; la perdita duratura di clienti, un debito ingestibile o il deterioramento del vantaggio competitivo richiedono un esame diverso.

Il tempo non cancella il rischio specifico di una società. Se il tuo obiettivo è far crescere il patrimonio su un orizzonte lungo, la diversificazione resta una parte essenziale della strategia, anche quando hai molta fiducia nei nomi scelti.

Azioni in ribasso: quando il calo può essere un’opportunità

Un titolo che scende attira l’attenzione perché sembra offrire la stessa azienda a un prezzo più basso. Prima di definirlo un’occasione, devi capire se l’attività e le prospettive siano rimaste davvero le stesse.

Il ribasso può dipendere da un mercato generalmente debole, da aspettative iniziali eccessive o da problemi specifici dell’impresa. Se sono peggiorati utili, cassa e capacità competitiva, il prezzo precedente può essere un riferimento poco utile.

La domanda è perché l’azione costi meno. Nel caso di un produttore industriale, per esempio, bisogna distinguere una fase temporanea di riduzione delle scorte dei clienti da una perdita strutturale di domanda. Per una holding occorre verificare se siano cambiate le valutazioni delle partecipazioni o la situazione finanziaria.

Anche il prezzo unitario inganna facilmente. Un’azione da pochi euro può incorporare una valutazione onerosa rispetto ai risultati dell’impresa; una quotazione nominale elevata non dimostra il contrario. Il confronto passa dal valore complessivo attribuito alla società, dagli utili, dalla cassa e dal debito.

Lo stesso vale per le penny stock, titoli dal prezzo unitario molto basso, spesso associati a società piccole e rischiose. Non sono automaticamente sottovalutate: liquidità ridotta, informazioni limitate e aumenti di capitale possono complicare ulteriormente l’investimento.

Comprare dopo un ribasso richiede quindi una ragione verificabile. Se l’unico argomento è “prima valeva di più”, l’analisi è ancora da fare.

Comprare singole azioni conviene? Diversificazione ed errori da evitare

Se trovare le azioni giuste su cui investire è difficile, possiamo almeno concentrarci sugli errori che rischiano di compromettere il nostro patrimonio. Dobbiamo essere molto esigenti quando selezioniamo gli investimenti da mettere in portafoglio.

Il primo errore è attribuire a una lista di nomi più valore di quanto abbia. Una selezione può aiutarti a studiare, ma non stabilisce quanto investire, quali perdite puoi sostenere e quando ti serviranno i soldi.

Comprare singole azioni richiede tempo e competenze. Devi seguire i risultati, capire le operazioni societarie e accettare che anche una tesi ragionevole possa rivelarsi sbagliata. Se non hai interesse a svolgere questo lavoro, non sei obbligato a diventare un selezionatore di aziende per investire sui mercati.

Un ETF azionario ampio può distribuire l’investimento fra molte società e ridurre il peso del fallimento di una singola impresa. Resta esposto ai ribassi del mercato e la sua composizione va comunque compresa: un ETF tematico o concentrato su un solo Paese non offre la stessa diversificazione di uno globale ampio.

Se non conosci gli ETF o non vi hai mai investito, puoi cominciare dalla guida per investire in ETF. Per un primo approfondimento pratico puoi anche scaricare il report gratuito dedicato agli ETF.

Un altro aspetto sono i costi. Pagare di più un gestore non garantisce risultati migliori: i costi sostenuti devono trovare una giustificazione nel servizio e nei risultati ottenuti, valutati su un periodo adeguato e rispetto a un riferimento coerente.

Gli ETF sono fondi di investimento e possono essere passivi oppure attivi. Il confronto utile riguarda strumenti con esposizioni e rischi simili, considerando commissioni, costi di negoziazione e qualità della gestione, senza fermarsi all’etichetta commerciale.

Partirei quindi dal tuo patrimonio: obiettivi, liquidità necessaria, orizzonte temporale e rischi già presenti. La scelta delle aziende viene dentro questa strategia. Anche una società interessante può essere un’aggiunta poco sensata se aumenta una concentrazione che hai già.

Se questa è la tua prima volta su Affari Miei, ti ho fornito un parere qualificato su questa tipologia di investimenti. Il mio consiglio, comunque, è quello di partire dalle fondamenta e puoi farlo attraverso i percorsi che ho strutturato per te:

Ti auguro un buon proseguimento di navigazione su Affari Miei, a presto.


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Avvertenze: questo contenuto ha finalità informative e non costituisce consulenza finanziaria personalizzata. Le analisi e le opinioni richiamate si riferiscono alle date indicate e possono cambiare. Gli investimenti azionari possono comportare perdite anche rilevanti, fino alla perdita del capitale investito; per esposizioni in valuta estera va considerato anche il rischio di cambio. I risultati passati non garantiscono risultati futuri.
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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei
Ha fondato Affari Miei nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente. É autore dei libri "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" (2019) e "Investimenti Sicuri - Come Proteggere il Tuo Patrimonio e Vivere di Rendita" (2023).

4 Commenti

Egidio Basile · 4 Aprile 2023 alle 13:13

Sono d’accordo con te nell’evitare assolutamente di investire in ”fondi” di qualsiasi natura essi siano. Non fatevi convincere dai vari ”bancari”. Azioni su cui investire consiglio BB BIOTECH, ora è il momento di comprare e PST se scendono al di sotto di 9 euro.

Gianni pisacane · 9 Febbraio 2021 alle 23:08

Complimenti Davide il tuo sito è sempre illuminante per ripassare studiare e aumentare il nostro senso critico. Gli articoli sono sempre interessanti e spiegati in maniera semplice.
Chi cerca di migliorare se stesso prima del denaro e già in partenza un vincitore

    Avatar photo

    Davide Marciano · 10 Febbraio 2021 alle 8:21

    Ciao Gianni, grazie per il feedback e per il commento.

    A presto 😉

giannino saponara · 6 Aprile 2017 alle 6:51

Stacco dividendo ENI e mediolanum

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