ETF India: Guida per Investire su MSCI India e Nifty 50, Scopri i Migliori ETF da comprare

Sei alla ricerca dei migliori ETF per investire sul mercato indiano? L’economia indiana e, in generale, i mercati emergenti attirano l’attenzione di moltissimi investitori che cercano rendimenti elevati e per questo ho pensato di fare una breve ricerca sugli ETF che puoi comprare se desideri concentrarti su questo Paese.

Perché mi piacciono gli ETF

Se sei arrivato su questo articolo cercando “ETF India” su Google o simili sai già cosa sono gli ETF e quali vantaggi possono avere per te.

Io prediligo gli ETF rispetto ad altre forme di investimento perché con cifre relativamente basse ti permettono di accedere ad una buona diversificazione ed hanno costi decisamente inferiori rispetto, per esempio, ai fondi comuni. Nella mia strategia, l’investimento mediante ETF trova ampio spazio e per questo motivo mi sono appassionato alla materia.

Il mercato di riferimento

Gli ETF possono essere basati su un mercato particolare, replicando un indice, oppure possono essere basati su una particolare commodity. Nel nostro caso non possiamo che interessarci all’India e cercare di capire perché questo Paese sta attirando l’attenzione degli investitori di tutto il mondo.

L’India è concettualmente parte dei Paesi emergenti, cioè di quelle nazioni un tempo considerate in via di sviluppo che stanno facendo progressi molto significativi in campo economico. La crescita di questo Paese che, lo ricordiamo, è tra i più grandi al mondo in quanto ad abitanti, è praticamente seconda soltanto alla Cina.

Non deve sorprendere che Paesi come l’India crescano tanto: noi in Occidente abbiamo raggiunto un livello di benessere tale che gli incrementi del PIL, quando ci sono, hanno entità ridotte perché in buona sostanza siamo già ad un punto abbastanza elevato di ricchezza e la percentuale di crescita non può che essere modesta.

Quando, invece, ci approcciamo a nazioni che partivano da una situazione più disagiata, è chiaro che le percentuali di incremento siano superiori.

Nell’immagine, tratto da Il Sole 24 Ore, puoi vedere che il progresso conosciuto da India e Cina è tutt’altro che irrilevante e, alla luce delle previsioni di quasi tutti gli osservatori internazionali, il trend proseguirà in questo senso.

Il sistema produttivo indiano ha diversi punti di forza: tra questi l’elevato livello del capitale umano, caratterizzato da un livello d’istruzione significativo raggiunto una particolare attenzione al sistema di formazione, e la lingua Inglese che permette al Paese di avere relazioni con importanti partner quali Stati Uniti, Regno Unito e UE.

L’India vive un periodo di transizione iniziato con le liberalizzazioni di molti settori dell’economia che hanno avuto non poche polemiche e creato diverse disuguaglianze. Ciò, però, non ha impedito alle grandi multinazionali mondiali di aprire sedi in questo mercato proprio per sfruttare i punti di forza che ti ho esposto.

L’economia indiana di oggi è trainata dalle esportazioni ed è fortemente terzializzata grazie a servizi ad alto valore aggiunto che servono il mondo intero.

Tuttavia, va sottolineato, una parte consistente della popolazione vive ancora in qualche modo di agricoltura che, in diverse regioni, rasenta la sussistenza. Un segno, questo, che i cambiamenti come sempre non riguardano il 100% della popolazione ma si sviluppano a step, lasciando spesso indietro le masse.

Principali Indici Indiani

Fatte le dovute premesse, veniamo alla parte più puramente finanziaria e concentriamoci sui principali Indici che rappresentano il mercato azionario indiano.

Tra questi ti segnalo i più importanti:

MSCI India

Costituito da 79 componenti, replica l’andamento delle principali aziende indiane. La diversificazione, come puoi vedere dal foglio informativo, è ben assortita sia nel numero di componenti che nei settori.

Come puoi vedere dal grafico, la crescita degli ultimi anni è stata poderosa ma non sono mancate battute d’arresto consistenti, segno che investire in Paesi come questo comporta una certa esposizione al rischio sebbene le tendenze di lungo periodo paiano essere positive.

Nifty 50

I dati su questo indice partono dal 1996 ed evidenziano l’andamento delle top 50 aziende del Paese. L’indice in esame, per capirci, è “cugino” del nostro FTSE MIB.

Anche qui valgono i discorsi di prima: al trend apparentemente positivo devi comunque abbinare la maggiore volatilità di un’economia che, pur crescendo, può nel breve periodo subire grosse battute d’arresto.

Migliori ETF per Investire in India

Ora che abbiamo visto i principali indici, concentriamoci sugli ETF disponibili sul mercato. Come avrai ben chiaro, gli ETF replicano un indice e, di conseguenza, il loro rendimento riflette l’andamento dell’indice scelto.

  • Amundi ETF MSCI India UCITS ETF – EUR – ISIN LU1681043086: questo ETF è recente, è stato lanciato ad aprile 2018 e si basa sull’MSCI India. E’ a replica sintetica con la politica di distribuzione ad accumulazione (quindi non distribuisce rendimenti annui ma li accumula progressivamente), ed è caratterizzato da un indicatore sintetico di costo dello 0,80% annuo. L’ETF è disponibile su Borsa Italiana ed è quotato in Euro;
  • Lyxor MSCI India UCITS ETF C-EUR – ISIN FR0010361683: lanciato dal 2006, replica anch’esso l’MSCI India. Disponibile su Borsa Italiana con quotazione in Euro, è caratterizzato da un costo annuo dello 0,85%. Anche in questo caso la politica di distribuzione è ad accumulazione, quindi non c’è dividendo ma progressivo incremento;
  • Xtrackers Nifty 50 UCITS ETF 1C – LU0292109690: questo ETF è attivo dal luglio del 2007 e replica sinteticamente l’indice Nifty 50, quindi è basato sulle principali aziende indiane. Il costo annuo è dello 0,85%, la politica di distribuzione anche qui è ad accumulazione. La valuta di denominazione, in questo caso, è il dollaro.

Conclusioni

Abbiamo visto i migliori ETF per investire sul mercato indiano ed alcuni aspetti di particolare interesse per una svelta di questo tipo.

L’idea di investire in mercati emergenti, con una quota non troppo elevata della propria disponibilità finanziaria, va sicuramente tenuta presente in sede di asset allocation.

I mercati emergenti, come spesso viene fatto erroneamente per semplificare, non sono tutti uguali: il Paese su cui decidi di puntare va studiato, analizzato e, per certi versi, capito.

Se credi nella crescita dell’India puoi sicuramente investire in ETF per limitare il rischio e minimizzare i costi: il mio consiglio è, comunque, di definire bene la strategia a monte e di destinare una parte non troppo elevata dei tuoi soldi su questo Paese per proteggerti da battute d’arresto che, ciclicamente, possono arrivare e che su mercati come questo possono essere più dure rispetto alle aree più mature come quelle occidentali.

mm
Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

1 COMMENTO

  1. salve la banca unicredit mi ha consigliato un fondo con accumulo su l’india sta perdendo il 13% valuta dollaro cattiva gestione da parte consulente di unicredit? saluti guido

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