ETF India: Conviene Investire sull’Azionario Indiano? Scopri i Migliori ETF da Comprare

Sei alla ricerca dei migliori ETF per investire sul mercato indiano? L’economia indiana e, in generale, i mercati emergenti attirano l’attenzione di moltissimi investitori che cercano rendimenti elevati e per questo ho pensato di fare una breve ricerca sugli ETF che puoi comprare se desideri concentrarti su questo Paese.

In questo articolo infatti cercheremo di capire perchè investire in ETF è così conveniente, e successivamente vedremo insieme quali sono i migliori ETF in cui investire.

Buona lettura!

Perché mi piacciono gli ETF?

Se ti interessa sapere come investire in ETF dell’India, allora molto probabilmente sai già cosa sono gli ETF e quali vantaggi possono avere per te.

Io prediligo gli ETF rispetto ad altre forme di investimento perché con cifre relativamente basse ti permettono di accedere ad una buona diversificazione ed hanno costi decisamente inferiori rispetto, per esempio, ai fondi comuni. Nella mia strategia, l’investimento mediante ETF trova ampio spazio e per questo motivo mi sono appassionato alla materia.

Si tratta infatti di una modalità di investimento trasparente e, oltre che con costi di gestione contenuti, ti permette di investire diversificando notevolmente il tuo investimento.


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Il mercato di riferimento

Gli ETF possono essere basati su un mercato particolare, replicando un indice, oppure possono essere basati su una particolare commodity. Nel nostro caso non possiamo che interessarci all’India e cercare di capire perché questo Paese attira l’attenzione degli investitori in tutto il mondo.

L’India è concettualmente parte dei Paesi emergenti, cioè di quelle nazioni un tempo considerate in via di sviluppo che stanno facendo progressi molto significativi in campo economico. La crescita di questo Paese che, lo ricordiamo, è tra i più grandi al mondo in quanto ad abitanti, è praticamente seconda soltanto alla Cina.

Non deve sorprendere che Paesi come l’India crescano tanto: noi in Occidente abbiamo raggiunto un livello di benessere tale che gli incrementi del PIL, quando ci sono, hanno entità ridotte perché in buona sostanza siamo già ad un punto abbastanza elevato di ricchezza e la percentuale di crescita non può che essere modesta.

Quando, invece, ci approcciamo a nazioni che partivano da una situazione più disagiata, è chiaro che le percentuali di incremento siano superiori.

Nell’immagine, tratta da Il Sole 24 Ore, puoi vedere che il progresso conosciuto da India e Cina è tutt’altro che irrilevante e, alla luce delle previsioni di quasi tutti gli osservatori internazionali, il trend proseguirà in questo senso.

Il sistema produttivo indiano ha diversi punti di forza: tra questi l’elevato livello del capitale umano, caratterizzato da un livello d’istruzione significativo raggiunto una particolare attenzione al sistema di formazione, e la lingua Inglese che permette al Paese di avere relazioni con importanti partner quali Stati Uniti, Regno Unito e UE.

Spesso associamo l’India al settore manifatturiero, e questo in parte è corretto, anche se non è l’unico settore che dobbiamo considerare.

Infatti ci sono aziende di altri settori che sono più ricche e che sono quotate in Borsa quindi, di fatto, saranno proprio quelle in cui ti troverai a investire se dovessi scegliere un ETF: parliamo del settore legato al mondo dei servizi, dell’informatica, delle banche e della finanza, delle materie prime e dell’industria automobilistica.

L’India vive un periodo di transizione iniziato con le liberalizzazioni di molti settori dell’economia che hanno avuto non poche polemiche e creato diverse disuguaglianze. Ciò, però, non ha impedito alle grandi multinazionali mondiali di aprire sedi in questo mercato proprio per sfruttare i punti di forza che ti ho esposto.

L’economia indiana di oggi è trainata dalle esportazioni ed è fortemente terzializzata grazie a servizi ad alto valore aggiunto che servono il mondo intero.

Tuttavia, va sottolineato, una parte consistente della popolazione vive ancora in qualche modo di agricoltura che, in diverse regioni, rasenta la sussistenza. Un segno, questo, che i cambiamenti come sempre non riguardano il 100% della popolazione ma si sviluppano a step, lasciando spesso indietro le masse.

Principali Indici Indiani

Fatte le dovute premesse, veniamo alla parte più puramente finanziaria e concentriamoci sui principali Indici che rappresentano il mercato azionario indiano.

Tra questi ti segnalo i più importanti:

MSCI India

Costituito da 79 componenti, replica l’andamento delle principali aziende indiane. La diversificazione, come puoi vedere dal foglio informativo, è ben assortita sia nel numero di componenti che nei settori.

La crescita degli ultimi anni è stata poderosa ma non sono mancate battute d’arresto consistenti, segno che investire in Paesi come questo comporta una certa esposizione al rischio sebbene le tendenze di lungo periodo paiano essere positive.

Ovviamente con le incertezze post COVID-19 questo trend di volatilità nel medio periodo non può che continuare essendo l’economia indiana molto legata comunque all’Occidente.

Nifty 50

I dati su questo indice partono dal 1996 ed evidenziano l’andamento delle top 50 aziende del Paese. L’indice in esame, per capirci, è “cugino” del nostro FTSE MIB.

Anche qui valgono i discorsi di prima: al trend apparentemente positivo devi comunque abbinare la maggiore volatilità di un’economia che, pur crescendo, può nel breve periodo subire grosse battute d’arresto.

I tre migliori ETF presenti su Borsa Italiana

Ora che abbiamo visto i principali indici, concentriamoci sugli ETF disponibili su Borsa Italiana.

Amundi MSCI India UCITS ETF

L’indice MSCI India replica i principali titoli azionari indiani.

Il fondo è stato lanciato ad aprile 2018, quindi è abbastanza recente, e ha una dimensione piccola, pari a 100 milioni di euro.

Il metodo di replica è sintetico e non possiede copertura valutaria.

Il fondo è domiciliato in Lussemburgo e la politica sui dividendi è ad accumulazione, ovvero essi non vengono distribuiti agli investitori ma vengono reinvestiti nel fondo stesso.

I costi di gestione ammontano allo 0,80% annuo.

Il profilo di rischio per questo ETF è pari a 6 in una scala che va da 1 a 7, quindi stiamo parlando di un rischio alto.

Se ci concentriamo sull’allocazione settoriale vediamo che al primo posto ci sono aziende del settore finanziario, con il 23,56%, seguite da aziende delle nuove tecnologie con il 18,99% e infine al terzo posto troviamo aziende che operano nel settore dell’energia con il 12,62%.

Lyxor MSCI India UCITS ETF

L’indice MSCI India replica i principali titoli azionari indiani.

Questo fondo ha una dimensione grande pari a 722 milioni di euro ed è stato lanciato a ottobre 2006.

Il metodo di replica è sintetico e non ha copertura valutaria.

Il fondo è domiciliato in Francia e la politica per quanto concerne i dividendi è ad accumulazione, ovvero essi vengono reinvestiti nel fondo stesso.

I costi di gestione ammontano allo 0,85% annuo.

Il profilo di rischio anche per questo fondo è di 6.

L’allocazione settoriale del fondo vede al primo posto il settore finanza con il 26,08%, seguito dal settore dell’informatica con il 17,57% e dal settore dell’energia con il 12,57%.

Xtrackers Nifty 50 Swap UCITS ETF

L’indice Nifty 50 replica 50 titoli azionari di 22 settori dell’economia indiana.

Il fondo ha una dimensione media pari a 116 milioni di euro ed è stato quotato a luglio 2007, quindi è un fondo maturo.

Il metodo di replica è sintetico e non possiede copertura valutaria.

Il fondo è domiciliato in Lussemburgo e la politica per quanto concerne i dividendi è ad accumulazione, ovvero essi vengono reinvestiti nel fondo stesso.

I costi di gestione ammontano allo 0,85% annuo.

Il profilo di rischio anche per questo fondo è di 6.

L’allocazione settoriale del fondo vede al primo posto il settore finanza con il 35,48%, seguito dal settore dell’information technology con il 19,27% e dal settore dell’energia con il 12,76%.

Conclusioni

Abbiamo visto i migliori ETF per investire sul mercato indiano ed alcuni aspetti di particolare interesse per una scelta di questo tipo.

L’idea di investire in mercati emergenti, con una quota non troppo elevata della propria disponibilità finanziaria, va sicuramente tenuta presente in sede di asset allocation.

I mercati emergenti, come spesso viene fatto erroneamente per semplificare, non sono tutti uguali: il Paese su cui decidi di puntare va studiato, analizzato e, per certi versi, capito.

Se credi nella crescita dell’India puoi sicuramente investire in ETF per limitare il rischio e minimizzare i costi.

Come abbiamo visto però si tratta di fondi che hanno un profilo di rischio alto, dal momento che tutti e 3 gli ETF presentano un profilo di rischio pari a 6.

Inoltre anche i costi di gestione non sono dei più bassi, attestandosi sullo 0,80% tutti quanti.

Il mio consiglio è, comunque, di definire bene la strategia a monte e di destinare una parte non troppo elevata dei tuoi soldi su questo Paese per proteggerti da battute d’arresto che, ciclicamente, possono arrivare e che su mercati come questo possono essere più dure rispetto alle aree più mature come quelle occidentali.

Prima di salutarti inoltre ci tengo a lasciarti alcune risorse che fanno riferimento all’investimento in ETF:

Ti lascio anche queste guide che potrebbero rivelarsi molto utili per cominciare il tuo percorso di investimento in generale:

Buoni investimenti!


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.
Categorie: ETF

2 Commenti

guido cavaler · 13 Luglio 2018 alle 14:04

salve la banca unicredit mi ha consigliato un fondo con accumulo su l’india sta perdendo il 13% valuta dollaro cattiva gestione da parte consulente di unicredit? saluti guido

    Daniele Sugamosto · 7 Dicembre 2019 alle 15:24

    Ciao Guido, osservando il momento in cui hai scritto questo commento credo che l’oscillazione in negativo si riferisca al variare delle valutazioni delle valute in riferimento, anche se lo strumento è controvalorizzato in dollari ricorda sempre che il sottostante sono invece correlate alle valute locali, trattandosi di india poi si tratta di un indice che ha subito molteplici oscillazioni cicliche. essendo azionario (se lo è) è piu che normale. un buon orizzonte temporale per investire in azionario è di 7 anni non scordartelo. il tempo è tutto quando si parla di azioni. la strategia del piano di accumulo rista la migliore da adottare per i piccoli risparmiatori. piu che altro controlla le commissioni di gestione del fondo che ti hanno fatto sottoscrivere. spesso i fondi collocati da unicredit sono non di classe A ma b… d il che comporta commissioni piu care a parita di strumento sottostante. saluti

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