ETF FTSE MIB: Conviene Investire sull’Italia? Quali sono i migliori fondi sull’azionario italiano?

Torno a parlare di strumenti di gestione passiva e lo faccio toccando l’argomento ETF FTSE MIB, ovvero degli ETF che hanno come paniere di titoli e come indice di riferimento uno dei più importanti di quelli che rappresentano le piazze azionarie italiane.

Conviene investire in FTSE MIB con un ETF? Che tipo di rischi corriamo? Quali sono gli eventuali vantaggi e gli eventuali svantaggi? Quali sono i costi? Come si comporta rispetto ad altri tipi di indici? Conviene ancora puntare sul nostro Paese? Vediamolo insieme, in una guida completa su quello che è rappresentato da questo indice e dagli ETF che lo utilizzano come paniere.

Non investire in ETF sul FTSE MIB prima di aver letto fino in fondo questa guida!

Che cos’è l’indice FTSE MIB

L’indice FTSE MIB è un indice azionario che include nel suo paniere le 40 azioni principali di società italiane, anche se con sede legale all’estero, indice che viene aggiornato periodicamente ogni 3 mesi, per includere o escludere società che rispondano o non rispondano più alle caratteristiche per l’inclusione.

All’interno di questo paniere trovi società molto importanti non solo per l’economia italiana, ma anche per quella mondiale, come Enel, Eni, Intesa San Paolo, Unicredit, Luxottica, Generali, FCA, Ferrari, Atlantia, e quindi andando ad investire su un ETF con questo particolare indice come riferimento, ti troverai, in maniera ponderata, soppesata e differenziata, ad operare su titoli che sono se non di certa affidabilità, comunque di stazza e stabilità tale da essere molto apprezzati dagli investitori di tutto il mondo.

Siamo davanti ad un indice che, pur non essendo il più importante a livello europeo, rappresenta comunque l’economia borsistica di un paese molto importante a livello internazionale.

Se non hai chiaro il concetto di indice non temere: qui trovi la mia guida che ti introduce al tema.


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Il mercato di riferimento: l’Italia

Conviene ancora investire in Italia? È una considerazione che dovresti fare innanzitutto in prima persona, anche se molte delle Cassandre che vorrebbero il nostro Paese come decotto fondamentalmente si sbagliano. L’Italia continua ad essere uno dei Paesi con le economie più importanti del pianeta, e nonostante le enormi difficoltà vissute negli ultimi tempi, continua ad offrire, soprattutto a chi vuole operare nel settore privato, delle ottime possibilità.

Che tu abbia fiducia o meno nel nostro Paese, dovresti comunque avvicinarti a questa situazione con gli occhi dell’investitore imparziale, e non con gli occhi di chi è, giustamente, coinvolto emotivamente.

FTSE MIB continua ad essere uno degli indici più interessanti a livello mondiale ed è di gran lunga uno di quelli che dovresti necessariamente considerare per l’investimento.

Quali sono i fattori per scegliere un buon ETF su FTSE MIB?

I fattori da considerare per questo tipo di strumenti su FTSE MIB sono poi gli stessi che dovremmo considerare quando andiamo a investire in qualunque ETF:

  • Liquidità: più un ETF è liquido, più è facile scambiarlo sui mercati, più è facile per te andare ad operare quando vuoi chiudere la tua posizione;
  • Costi: ogni ETF ha costi di gestione diversi – trattandosi di un indice, meglio scegliere quello che “costa meno”, ovvero quello che ci chiede meno in commissioni;

Non ci sono altri fattori che dovremmo tenere in considerazione per investire in questo specifico ETF.

I migliori ETF su FTSE MIB

Di seguito troverai una selezione dei migliori ETF FTSE MIB che ti permettono di investire su questo indice a costi contenuti e con una buona capitalizzazione.

Lyxor FTSE MIB UCITS ETF

Il benchmark di riferimento è ovviamente l’indice FTSE MIB che replica le 40 più grandi società italiane.

Ha una dimensione grande, pari a 505 milioni di euro, ed è stato lanciato a novembre 2003, quindi si tratta di un fondo molto maturo.

Il metodo di replica è fisico e non ha copertura valutaria.

Il fondo è domiciliato in Francia, e la politica per quanto concerne i dividendi è a distribuzione, ovvero essi vengono distribuiti ogni sei mesi agli investitori.

I costi di gestione ammontano allo 0,35% annuo.

Il profilo di rischio, come nel grosso degli ETF su azionario, è di 6 su 7, ed è dunque uno strumento da considerarsi come a rischio particolarmente alto in generale, e medio a livello di ETF.

Per quanto riguarda l’allocazione settoriale, al primo posto troviamo le aziende del settore finanziario che coprono il 30,64% del totale, seguite dal settore dei servizi di pubblica utilità con il 19,54% e dal settore dei beni voluttuari con il 17,1%.

Tra le prime dieci componenti troviamo aziende quali Enel, Intesa SanPaolo, Eni e Stellantis.

Xtrackers FTSE MIB UCITS ETF 

Il benchmark di riferimento è ovviamente l’indice FTSE MIB che replica le 40 più grandi società italiane.

Ha una dimensione piccola, di 42 milioni di euro, ed è stato lanciato a gennaio 2007, quindi si tratta di un fondo molto maturo.

Il metodo di replica è fisico e non ha copertura valutaria.

Il fondo è domiciliato in Lussemburgo, e la politica per quanto concerne i dividendi è a distribuzione, ovvero essi vengono distribuiti annualmente agli investitori.

I costi di gestione ammontano allo 0,30% annuo.

Il profilo di rischio anche in questo caso è di 6 su 7, ovvero un rischio alto.

Per quanto riguarda l’allocazione settoriale, al primo posto troviamo le aziende del settore finanziario che coprono il 30,64% del totale, seguite dal settore dei beni voluttuari con il 17,10% e dal settore delle utenze con il 16,86%.

Tra le prime dieci componenti troviamo aziende quali Enel, Intesa SanPaolo, Unicredit e Ferrari.

iShares FTSE MIB UCITS ETF

Il benchmark di riferimento è l’indice FTSE MIB che replica le 40 più grandi società italiane.

Ha una dimensione media pari a 236 milioni di euro, ed è stato lanciato a gennaio 2010.

Il metodo di replica è fisico e non ha copertura valutaria.

Il fondo è domiciliato in Irlanda, e la politica per quanto concerne i dividendi è ad accumulazione, ovvero essi non sono distribuiti agli investitori ma vengono invece reinvestiti nel fondo stesso.

I costi di gestione ammontano allo 0,33% annuo.

Il profilo di rischio anche in questo caso è di 6 su 7, ovvero un rischio alto.

Per quanto riguarda l’esposizione geografica abbiamo l’Italia al primo posto con il 93,91% del totale delle aziende, mentre la Francia si attesta al 5,97%.

Tra le prime dieci componenti troviamo aziende quali Enel, Intesa SanPaolo e Moncler.

Conclusioni

Quando compri ETF su FTSE MIB stai puntando sul mercato azionario italiano, e dunque direttamente sulle condizioni di salute dell’economia italiana. L’investimento è rischioso, ma non perché al centro c’è l’Italia, ma piuttosto perché i titoli azionari sono comunque fonte di volatilità e di rischio.

Investi in questo tipo di titoli e di ETF soltanto parti ridotte e che puoi permetterti di perdere perché, per quanto il fondo tenda a distribuire i tuoi soldi su più aziende, l’Italia resta un Paese relativamente piccolo e, da solo, non basta per permetterti una buona diversificazione.

Personalmente credo poco in un futuro da protagonista dell’Italia in Europa e nel Mondo, pur ritenendo che continuerà a far parte dei Paesi avanzati, e più che investire sul FTSE MIB mi sono concentrato su indici più ampi che comprendono anche (ma non solo) l’Italia. Ovviamente è un mio parere, frutto delle mie riflessioni, e non è un invito a fare altrettanto.

Risorse Utili

Se cerchi idee per investire, ecco altre risorse utili per te:

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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.
Categorie: ETF

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