ETF Settore Petrolifero, ecco i migliori su Borsa Italiana: Investi sul petrolio

Stai cercando informazioni sugli ETF sul settore petrolifero?

Il settore del petrolio è da sempre visto con una certa diffidenza, e a volte anche come una lama a doppio taglio.

È una delle materie prime più conosciute e presenti sul pianeta, il suo prezzo è argomento di tantissime discussioni e attenzioni da parte dei potenti e dei paesi, ed è così importante averlo che è chiamato l’oro nero.

È chiamato anche greggio quando viene estratto dai giacimenti, prima che subisca qualsiasi trattamento che lo trasformi in un prodotto lavorato.

Gli ETF sul petrolio fanno parte del più grande settore delle materie prime.

Investire nel settore petrolifero potrebbe essere un buon investimento, se teniamo in considerazione alcuni aspetti.

Petrolio: di cosa parliamo?

Come abbiamo accennato, il petrolio è una materia prima. Dal punto di vista chimico, il greggio (ovvero il petrolio appena estratto dai giacimenti) è un’emulsione di idrocarburi con acqua e altre impurità. È costituito principalmente da idrocarburi appartenenti alle classi degli alcani, cicloalcani e in minore parte idrocarburi aromatici.

Le fluttuazioni del prezzo del petrolio sono quelle che solitamente decidono se per un investitore sia conveniente oppure no scegliere questo come settore per un eventuale investimento.

Il settore petrolifero certamente non è una novità, e nel portafoglio di tanti investitori sono sicuro che trova un posto.

I maggiori paesi produttori di petrolio sono gli Stati Uniti, la Russia e l’Arabia Saudita.

Il prezzo del petrolio è guidato dal mercato, quindi dalla dinamica della domanda e dell’offerta, come i prezzi di tutte le commodities.

Per decidere quindi se investire in questo settore occorre valutare questi due fattori che adesso andremo ad analizzare meglio.

La domanda è principalmente guidata dall’andamento dell’economia generale, ovvero se l’economia cresce allora a quel punto aumenta la domanda.

L’offerta invece è determinata dalle quote che i Paesi produttori del mercato decidono di estrarre. I paesi produttori hanno interesse a sostenere il prezzo del greggio, quindi essi si accordano affinché la produzione del petrolio risulti limitata. Sul prezzo del petrolio intervengono altresì parecchie dinamiche politiche internazionali che danno vita ad oscillazioni e determinano quindi molti scostamenti nel prezzo dello stesso.

Occorre anche tenere presente che la domanda e i trend nell’energia si rivolgono sempre più verso un settore delle energie pulite e green, quindi potrebbe essere importante riflettere su un eventuale investimento sul petrolio nel lungo termine.

Se scegli di investire in ETF sul petrolio naturalmente ti imbatterai in aziende che si occupano dell’estrazione, dello stoccaggio e del trasporto di petrolio.

Ma ora vediamo l’ETF del settore.

L’ETF presente su Borsa Italiana 

Al momento, ne troviamo uno soltanto. Vediamolo.

Lyxor STOXX Europe 600 Oil & Gas UCITS ETF

L’ETF replica l’indice STOXX® Europe 600 Oil & Gas, che a sua volta replica il settore europeo del petrolio e del gas.

Questo fondo ha una dimensione media pari a 289 milioni di euro, ed è stato lanciato ad ottobre del 2006, quindi è molto maturo.

Ha un metodo di replica sintetica e non ha copertura valutaria.

I costi di gestione annui ammontano allo 0,30%, è domiciliato in Lussemburgo e la politica sui dividendi è ad accumulazione, ovvero le cedole non vengono redistribuite ma reinvestite nel fondo stesso.

Lallocazione geografica dell’indice vede la Francia la primo posto con il 25,31%, seguita dal Regno Unito con il 15,2% e dai Paesi Bassi con il 14,79%. L’Italia è in quarta posizione con un 8,8%.

Il suo profilo di rischio è pari a 7, quindi il massimo rischio possibile.

Conviene investire in ETF nel settore del petrolio?

Veniamo a noi: abbiamo visto l’ETF presente su Borsa Italiana e abbiamo anche inquadrato il settore; si tratta di un settore molto maturo, al quale gli investitori si sono rivolti e continuano a rivolgersi quando operano sul mercato azionario.

Abbiamo anche analizzato però le criticità di un settore simile:

  • Il prezzo della materia prima, che va controllato e monitorato, e che da luogo a parecchie oscillazioni che potrebbero portarti ad uno stato di agitazione per quanto riguarda il tuo portafoglio;
  • I costi da sostenere, che sono molto elevati in questo settore, dovuti principalmente agli oneri per il trasporto e lo stoccaggio del greggio;
  • La tendenza verso la sostituzione del petrolio con energie pulite ed energie rinnovabili.

Inoltre l’ETF presentato presenta un profilo di rischio pari a 7, ovvero il massimo possibile.

E quindi, conviene investire? Personalmente sono favorevole alle energie rinnovabili, e alla tendenza che si sta percorrendo che ci porta a preferire energie pulite, una riduzione delle emissioni e dell’inquinamento; però questo non vuol dire che il settore petrolifero sia da scartare a prescindere.

In una strategia di diversificazione potrebbe essere una buona slot inserire anche un ETF del settore petrolifero; è importante però non destinare troppo del proprio patrimonio in questo settore (circa un 3% potrebbe essere la percentuale migliore), diversificare la propria strategia e soprattutto magari non inserire un settore come questo in una strategia a lungo termine, vista la tendenza verso le energie rinnovabili potreste trovarvi tra un pò di anni con un fondo che non rende più come prima, o addirittura che vi fa perdere qualche cosa.

Ulteriori Risorse 

Se non sai da dove iniziare a investire, allora qui puoi trovare alcune risorse gratuite da consultare:

Buon proseguimento!


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Imprenditore e Investitore
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l’economia e la finanza conseguendo un Master in Consulenza Finanziaria Indipendente. Nel 2019 ha scritto il libro "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" ed ha fondato la Affari Miei Academy.
Categorie: ETF

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