Investire in Obbligazioni Sicure: Come e Cosa Comprare, Analisi delle Tipologie e Consigli per il 2018

Vorresti investire in obbligazioni nel 2018? Cosa conviene comprare oggi? Molto spesso ci si ferma soltanto ai rendimenti dei prodotti finanziari, bancari o assicurativi, senza cercarne di capire le caratteristiche.

In questo articolo ti spiego cosa sono le obbligazionicome funzionano e se vale la pena oppure no mettere mano al portafoglio e comprarle.

Continuando a leggere non solo imparerai tutto quello che ti occorre sapere sul tema ma troverai una lista incredibile di approfondimenti sull’argomento che ti guideranno passo passo verso l’acquisizione di una maggiore consapevolezza per gli investimenti obbligazionari.

Il mio pensiero generale sugli investimenti

Se questa è la tua prima visita ad Affari Miei, ti consiglio di leggere la sezione dedicata alla finanza in cui trovi veramente tutto quello di cui hai bisogno per gestire al meglio i tuoi soldi. Puoi, inoltre, scaricare gratis il mio report gratuito che è stato già studiato da migliaia di lettori negli ultimi anni con ottimi risultati in termini di apprendimento.

Ti dico in breve come la penso in generale sugli investimenti. La mia filosofia – condivisa all’interno del corso per investire che ho realizzato – è quella di rischiare il meno possibile, specie quando si tratta di far fruttare risparmi che sono già, a loro volta, derivazione di un lavoro dipendente o un’impresa e, come tali, sottoposti ad altri innumerevoli pericoli. Ovviamente non evito di analizzare le altre strade, fermo restando che ritengo sia giusto giusto nei tuoi confronti farti conoscere la mia opinione.

Detto questo…cominciamo!

Non Sai Come Investire i Risparmi?
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Cosa Sono le obbligazioni

Prima di pensare di poter investire in obbligazioni, nonostante si tratti di un prodotto considerato in genere sicuro (soprattutto da chi non si è mai occupato di investimenti), dovremmo provare a capire cos’è un’obbligazione, che tipo di guadagno può offrirci, in cosa differisce nei confronti degli altri strumenti di risparmio e investimento.

L’obbligazione è un pagherò emesso da un ente sovrano come può essere uno stato, oppure da aziende strutturate e di grandi dimensioni, alle quali la legge, a certi termini e secondo certi limiti, permette di emettere questi titoli di debito. 

L’obbligazione ha un prezzo, un tasso di interesse, la presenza o meno di cedole (di cui parleremo), una scadenza.

L’obbligazione indica che abbiamo prestato del denaro all’ente che l’ha emessa, che ce lo restituirà (si spera), alla scadenza.

Per ottenere denaro in prestito l’ente in questione offre ai risparmiatori un premio, il tasso di interesse, che può essere corrisposto in soluzione unica al termine dell’obbligazione, oppure periodicamente tramite una cedola/coupon.

Chi compra invece azioni, sta acquistando una quota di una società, per quanto piccola possa essere.

Riceverà non interessi, ma talvolta dividenti (sono delle somme che il consiglio di amministrazione decide di distribuire periodicamente o una tantum agli azionisti). Un’azione potrebbe non rendere nulla fino al momento della vendita, a patto che si riesca a venderla a prezzo più alto rispetto a quello al quale l’avevamo acquistata.

L’obbligazione ha un andamento più stabile, garantisce gli interessi e il capitale, anche se in alcuni casi, di cui ci occuperemo più avanti, anche questo investimento tradizionalmente sicuro può creare problemi e diventare pericoloso.

Non esistono in assoluto obbligazioni da comprare assolutamente, vale la solita regola del mercato:

più alto è il rischio, maggiore è la remunerazione per chi presta i soldi.

È chiaro, dunque, che se il rendimento promesso è elevato, probabilmente gli stessi rischi sono da considerarsi più alti.

Esistono una serie di parametri da considerare per capire se conviene investire in obbligazioni, ne elenchiamo alcuni.

Parametri da considerare per Investire in Obbligazioni

Rating

Hai sicuramente sentito parlare delle agenzie di rating: le più famose sono Moody, Standard & Poor Fitch.

Il loro ruolo è estremamente importante perché sostanzialmente valutano l’affidabilità del debitore: maggiore è il giudizio, minore è il rendimento dell’obbligazione.

Ovviamente, però, è più probabile che un debitore con elevata affidabilità restituisca i soldi e non fallisca.

I rating variano leggermente tra le varie agenzie: in linea generica, possiamo dire che partono dalla tripla A (AAA) per indicare il massimo dell’affidabilità e arrivano fino alla D che sta per “default”.

Secondo Altro Consumo, l’investimento in obbligazioni i cui emittenti sono valutati al di sotto della tripla B (BBB) è da considerarsi speculativo, quindi molto rischioso.

Tasso fisso o variabile

A seconda della tipologia, cambia la corresponsione dell’interesse.

Se il tasso è fisso si sa fin dal principio quale sarà il rendimento, se invece è variabile non lo si può conoscere perché legato all’andamento dei tassi variabili dell’indice che sarà preso a riferimento.

Le formule a tasso variabile sono diventate estremamente rare però, soprattutto nel comparto delle obbligazioni statali sovrane.

Valuta dell’obbligazione

E’ un fatto non secondario: ormai siamo in un mercato globale e si può comprare di tutto.

Diventa importante, pertanto, informarsi sulla valuta: ad esempio c’è chi suggerisce di comprare una parte di obbligazioni in monete che possono, nel medio periodo, rivalutarsi nei confronti dell’Euro.

La corona svedese, la corona danese, la sterlina o il dollaro potrebbero crescere secondo le stime di diversi esperti.

Ad ogni modo sono da evitarsi le obbligazioni in valuta “esotica”, anche se legate alle economie dei paesi cosiddetti emergenti.

Soprattutto per quei paesi che non riescono a garantire infatti la netta indipendenza della banca centrale dalla politica, le svalutazioni competitive possono essere sempre dietro l’angolo. Con la moneta che si svaluta, si svaluta anche il tuo capitale.

Il grosso dei paesi in via di sviluppo tende comunque ad emettere obbligazioni con valuta di riferimento forte, tipicamente il dollaro o l’euro, per garantire agli investitori che non ci saranno fluttuazioni dovute alla potenziale svalutazione della valuta.

Durata dell’obbligazione

In questa fase si predilige il medio lungo periodo, visti i rendimenti generalmente bassi: leggi bene, in questa fase storica particolare per le vicende che stiamo analizzando insieme, dieci anni fa o tra dieci anni potrebbe essere diversa la valutazione.

Mentre si acquista è importante ipotizzare anche l’inflazione, così da capire se i propri risparmi si rivaluteranno di più rispetto all’aumento del costo della vita nel periodo di tempo considerato.

Nel computo della convenienza deve finire l’inflazione, anche se quella comunque che i mercati si aspettano viene in genere scontata e incorporata nel tasso di interesse che l’ente emittente deve offrire affinché possa attirare capitali e risparmi.

Tendenzialmente più l’obbligazione è di lunga durata, più la resa del titolo è alta, per un motivo che dovrebbe essere, a questo punto della trattazione, estremamente chiaro: più è lontano il momento della restituzione, più ci sono rischi (anche se per gli stati è estremamente improbabile) che il prestatore fallisca e non sia dunque in grado di onorare i suoi debiti.

Rendimento

Lo metto per ultimo perché solo dopo aver osservato attentamente tutte le condizioni elencate precedentemente ritengo sia necessario comparare la remunerazione promessa.

Il rendimento è costituito nel caso di obbligazioni con cedola dal tasso di interesse, nel caso di obbligazioni zero coupon, dalla differenza tra il valore dell’obbligazione e il prezzo di emissione.

Come specificato poco sopra, più è alto il rendimento, più tendenzialmente è rischiosa l’obbligazione: uno stato poco credibile e già sommerso dai debiti tende a recuperare capitali a tassi molto più alti; in altre parole deve necessariamente offrire premi maggiori ai risparmiatori per attirarne i capitali.

Le obbligazioni sono rischiose?

Dipende di cosa stiamo parlando: c’è una grossa differenza tra Stati e Stati e tra aziende ed aziende.

Gli Stati e le aziende possono fallire quindi no, le obbligazioni non sono garantite sempre al 100%.

Tuttavia le obbligazioni sono da sempre considerate uno degli strumenti più solidi per chi vuole risparmiare, e a testimoniarlo c’è il fatto che almeno quelle emesse dagli stati sviluppati offrono rendimenti estremamente bassi. 

Il motivo è semplice: non c’è motivo di credere che Germania, Regno Unito, Francia e anche paesi dalle economie più sgangherate, come Italia, Spagna o Portogallo, non restituiscano quanto ricevuto in prestito.

In realtà, come il caso della Grecia e dell’Argentina avrebbero dovuto insegnare (e purtroppo non hanno fatto), anche entità di queste dimensioni, come gli stati appunto, possono avere problemi estremamente difficoltosi da affrontare, con i creditori che rimangono alla porta.

Per quanto riguarda l’Argentina, i risparmiatori che hanno accordato una ristrutturazione del debito a Buenos Aires si sono in realtà visti rimborsare i capitali, anche se a distanza di anni.

Per quanto riguarda la Grecia, il paese ha potuto procedere grazie a prestiti di emergenza dell’UE e dell’IMF rifinanziare il suo debito, anche se a tassi di interesse stratosferici che non fanno presagire nulla di buono per il paese ellenico.

Ad ogni modo anche gli stati e le grandissime aziende possono fallire o comunque non essere in grado di rimborsare i propri debiti e anche per un investimento così sicuro si deve comunque mettere in considerazione che, soprattutto per i titoli molto lunghi, potremmo finire per non vedere più il capitale.

Il profilo di rischio

È importante dunque, prima di acquistare delle obbligazioni, valutare la propensione al rischio che abbiamo:

  • se il capitale che vogliamo investire in obbligazioni è capitale sul quale facciamo affidamento per degli acquisti importanti futuri, oppure magari per pagare gli studi dei nostri figli, dovremmo orientarci verso prodotti a basso rischio, come le obbligazioni a breve termine dei paesi più avanzati o i conti deposito;
  • se il capitale invece è di rischio, ovvero siamo disposti a correre rischi più intensi in cambio di retribuzioni potenziali più interessanti, potremmo anche orientarci verso le obbligazioni dei paesi esotici, facendo però comunque particolarmente attenzione a scegliere paesi quantomeno dalla situazione politica stabile e al riparo dalla possibilità di eventi particolarmente nefasti, come ad esempio potrebbe essere il caso di guerre civili.

Obbligazioni con cedola e Obbligazioni Zero Coupon

Se hai già letto qui e lì di obbligazioni, ti sarai sicuramente imbattuto nei concetti di cedola o di coupon (e zero coupon, mammamia che casino semantico!).

Le obbligazioni standard hanno pagamenti periodi degli interessi sotto forma di coupon o cedole, che vengono tipicamente corrisposte ogni 6 mesi a saldo degli interessi fino a quel momento maturati.

Il capitale viene, nelle forme più tipiche delle obbligazioni, restituito alla scadenza dell’obbligazione.

Investendo in obbligazioni standard, quindi, ricevi subito una parte dei soldi indietro (cedola) corrispondente agli interessi con cadenza periodica mentre alla fine ti viene restituito il capitale.

Obbligazioni zero coupon

Le obbligazioni zero coupon sono invece delle obbligazioni che non rilasciano cedole periodiche con le quali vengono corrisposti eventuali interessi.

Il funzionamento è diverso: si stabilisce nel titolo la somma che verrà restituita (immaginiamo 5.000 euro) e poi il titolo viene messo all’asta, un asta al rialzo da parte dei collocatori, che sono tipicamente le banche, che dovranno poi rivenderli ai loro clienti.

Il titolo zero coupon viene acquistato per, sempre a titolo di esempio, 4.800 euro, e per calcolare il suo rendimento dovremo spalmare il rendimento lungo l’arco temporale per il quale saremo costretti a mantenere il titolo, prima della restituzione della somma.

Il mercato secondario: comprare e vendere prima della scadenza

Una volta acquistata un’obbligazione non devi necessariamente mantenerla fino a scadenza.

Puoi infatti venderla sul “mercato secondario”, un mercato particolare dove vengono scambiati questo tipo di titoli.

Tendenzialmente riuscirai a portare a casa o una somma maggiore di quella di acquisto, nel caso in cui il titolo sia vicino a scadenza oppure l’emittente si sia dimostrato più solido di quello che si pensava, oppure una somma minore, nel caso in cui invece la credibilità dell’emittente sia compromessa.

Per fare un esempio pratico, che può sicuramente aiutarti a comprendere la questione, possiamo dire che chi ha cercato di vendere i titoli di debito greci / Bond / obbligazioni che aveva in portafoglio dopo la notizia del semi-default del paese, ha dovuto venderli, ammesso che ci sia riuscito, a pezzi molto molto più bassi di quelli di acquisto, dato che il rischio connesso all’emittente era salito, e di molto.

Vendere prima, comunque, ti espone anche al rischio del tasso che non è sempre collegato al rating dell’emittente. È vero che se la Grecia fa default, il prezzo scende, ma può succedere anche se le banche centrali alzano i tassi, a parità di altre condizioni, perché la tua obbligazione acquistata quando i tassi erano più bassi perde di appeal rispetto a quanto c’è di nuovo sul mercato.

Conviene oggi investire in obbligazioni?

La convenienza o meno di una determinata tipologia di investimento, come può essere il caso delle obbligazioni, non può essere determinata in via generale e valida per tutti.

Bisogna tenere in considerazione:

  • quanto siamo disposti a rischiare: se hai un bassissimo profilo di rischio potresti trovare proprio nelle obbligazioni “tranquille” un porto sicuro, anche se a rendimenti veramente miseri;
  • se vuoi avere in mano un investimento facile da gestire, che può essere dimenticato fino alla riscossione, puoi scegliere senz’altro le obbligazioni, una forma di risparmio che sicuramente, a meno di eventi particolarmente gravi, non ha bisogno di grande manutenzione;
  • se cerchi rendimenti elevati e una vita da trader, potrai trovare le obbligazioni piuttosto noiose, e dovresti invece orientarsi, con tutti i rischi che la cosa comporta, verso altri strumenti di risparmio, speculazione e investimento, come potrebbe essere il caso di fondi, di azioni, di derivati. Sotto questo punto di vista, potrebbe essere utile leggere questa guida per guadagnare in borsa.

Se vuoi ridurre al minimo lo stress ed i rischi, potrebbe tornare utile valutare soluzioni come quelle a cui ho fatto cenno precedentemente.

Affidandoti a consulenti indipendenti o acquistando servizi di informazione che ti guidano nell’operatività, infatti, trovi validi alleati a supporto delle tue intenzioni e acquisisci un know how che, da solo, non puoi avere subito.


Articoli sulle obbligazioni che devi leggere assolutamente


Come ti ho anticipato in apertura, ho scritto moltissimo sul tema. Questa guida è generale ed introduttiva, continuando a leggere troverai i concetti base che voglio trasmetterti.

La tua lettura, però, non deve fermarsi qui perché su Affari Miei trovi tantissimi approfondimenti: salva questa pagina nei preferiti se non hai molto tempo per leggere, così da tornare e leggere tutto con calma.

Ti elenco i principali contenuti che puoi consultare subito o al termine della lettura di questa pagina:

Ulteriori risorse utili

Ti lascio, infine, con delle risorse più specifiche legate al mondo della finanza in generale che potrebbero tornarti utili:

Mi auguro che questa lunga trattazione ti sia stata di aiuto.

In bocca al lupo per i tuoi investimenti e buon proseguimento su Affari Miei!


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Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:


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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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