Percorso per Investire al Meglio: Guida per Giovani Coppie con Figli
Investire, come amo ripetere sulle pagine di Affari Miei, è innanzitutto un percorso. Abbiamo le nostre necessità, il nostro passo, il nostro obiettivo da raggiungere, e per farlo dovremo scegliere le strade giuste.
Strade che non sono uguali per tutti, ma che devono essere scelte in funzione di chi siamo, delle nostre possibilità economiche e degli altri impegni.
Questo percorso è dedicato alle giovani coppie con figli: una fase della vita nella quale il denaro deve rispondere a parecchie esigenze contemporaneamente. Ci sono le spese di oggi, magari il progetto di comprare casa, il futuro dei bambini e quello dei genitori.
È comprensibile chiedersi quale investimento scegliere. Ma prima ti invito a fare un passo indietro: quali soldi puoi investire, per quale obiettivo e per quanto tempo?
In questa guida ti aiuterò a mettere in ordine le priorità della famiglia, a capire il ruolo dei diversi strumenti e a individuare le prime azioni da fare. Troverai anche gli approfondimenti per continuare il percorso secondo le tue esigenze.
A chi è destinato questo percorso
Una coppia giovane con figli può essere una coppia che lavora già da qualche anno, ma che non è ancora all’apice della carriera. Ha qualche anno di contributi alle spalle e magari anche qualche risparmio, in genere accantonato con il desiderio di comprare una casa.
Ha dei figli piccoli e questo vuol dire che, per il futuro, dovrà pensare non solo al proprio benessere, ma anche alle loro spese e alle opportunità che vorrà offrire.
La visione d’insieme è fondamentale: aumentano le responsabilità, i bisogni da conciliare e la necessità di pianificare con attenzione.
Non tutte le famiglie, però, partono dalla stessa situazione. Potreste avere due stipendi, un solo reddito oppure entrate variabili da lavoro autonomo. Potreste essere in affitto o aver già comprato casa. E avere un figlio di tre anni comporta tempi diversi rispetto ad averne uno di quindici.
Per questo ti propongo un ragionamento da adattare alla tua famiglia. Se hai ancora pochi risparmi, servirà soprattutto a costruire le basi; se hai già un capitale, ti aiuterà a capire quale parte destinare ai diversi progetti.
Il primo risparmio viene dalla gestione delle spese quotidiane
La gestione delle proprie spese è il rubinetto al quale dobbiamo prestare più attenzione. Se guadagniamo 10 e spendiamo 9,5, diventa estremamente difficile accantonare delle somme. Se spendiamo 11 o 12, il problema viene ancora prima degli investimenti.
Non parlo di una vita ascetica, ma di attenzione a quello che si spende. Un piano familiare deve lasciarti vivere il presente e, allo stesso tempo, permetterti di costruire qualcosa per il futuro.
Quanto puoi mettere da parte senza affaticare la famiglia?
Il punto di partenza è capire quanto resta davvero dopo le spese. Ti consiglio di guardare i movimenti di un anno, perché il solo mese appena trascorso può darti un’immagine ingannevole.
Oltre ad affitto o mutuo, bollette e spesa alimentare, considera le uscite meno frequenti: assicurazioni, manutenzione, attività dei figli, vacanze e altre spese che sai già di dover affrontare. Se lavori in proprio, separa anche quanto servirà per imposte e contributi.
Prendiamo una famiglia immaginaria con due figli di quattro e otto anni e 3.600 euro di entrate nette mensili. Dopo aver considerato tutte le spese previste, comprese quelle annuali, può mettere da parte 400 euro al mese.
Quella è la cifra sulla quale ragionare. Promettere versamenti di 800 euro perché un mese è avanzato più denaro significherebbe costruire un piano che probabilmente andrebbe interrotto.
Anche eventuali rate meritano attenzione: prima di aggiungere investimenti, guarda quanto costano i debiti e quanto pesano sul bilancio. Non tutti i finanziamenti hanno le stesse condizioni.
Meglio un accantonamento sostenibile che uno ambizioso soltanto sulla carta. E se al momento non resta nulla, la priorità è capire dove intervenire su spese, impegni e reddito. Non cercare un rendimento che compensi un bilancio in difficoltà.
Per lavorare sulle uscite puoi approfondire la guida su come risparmiare soldi.
Decidete insieme come gestire il denaro
In una coppia può essere normale che una persona si interessi agli investimenti più dell’altra. Ma gli obiettivi che quei soldi devono finanziare riguardano entrambi.
Prima di scegliere strumenti, confrontatevi su poche questioni concrete: quali spese vi aspettano, quanto volete tenere disponibile e quali progetti vengono prima.
Non esiste un unico modo corretto di organizzare i conti. Potete averne uno comune, conti separati o una combinazione delle due soluzioni. Conta che entrambi conosciate la situazione della famiglia e sappiate dove trovare i documenti importanti.
Se uno pensa che i risparmi serviranno per cambiare casa e l’altro li considera già destinati all’università dei figli, prima o poi il problema emergerà. Molto meglio chiarirlo prima di investire.
Il profilo di rischio e le aspettative di ritorno sull’investimento
Pensare al medio e lungo periodo, accantonare somme con costanza e cercare di risparmiare dove si può restano buone abitudini.
Ma avere figli non determina automaticamente quale rischio puoi assumere. Prima devi capire quanto la tua famiglia dipende dalle entrate da lavoro, quali impegni ha e quando serviranno i risparmi.
Prima degli investimenti, costruisci una riserva per gli imprevisti
Ci sono spese che conosci già e altre che possono arrivare senza preavviso. L’assicurazione che scade ogni anno è una spesa da programmare; un guasto importante o un periodo senza lavoro sono situazioni diverse.
La riserva per gli imprevisti serve a evitare che una difficoltà ti costringa a indebitarti o a vendere investimenti nel momento sbagliato.
Per quantificarla, partirei dalle spese essenziali mensili: quanto serve per continuare a pagare casa, alimentazione, utenze, rate e necessità dei figli? Poi chiediti per quanto tempo vorresti poterle sostenere se un reddito venisse meno.
Due redditi stabili e indipendenti fra loro sono una situazione diversa da un solo reddito variabile. Anche le coperture già presenti e il patrimonio disponibile cambiano il ragionamento.
Riprendiamo il nostro esempio e ipotizziamo spese essenziali di 2.400 euro al mese. Una riserva di 12.000 euro coprirebbe cinque mesi di quelle spese. È un esempio di calcolo, non una soglia adatta a tutti.
Se la famiglia avesse soltanto 3.000 euro disponibili, prima di destinare tutti i 400 euro mensili ai figli dovrebbe chiedersi come rafforzare questa base.
La riserva deve essere facilmente accessibile. Non basta chiamare «sicuri» soldi che non puoi utilizzare quando ti servono: disponibilità, condizioni di svincolo e stabilità del capitale sono parte della scelta.
Assicura la fonte del tuo reddito: il tuo lavoro
Se il reddito della coppia arriva esclusivamente o principalmente dal lavoro, può essere una buona idea proteggere quella fonte di reddito.
La domanda è scomoda, ma necessaria: che cosa succederebbe alla famiglia se uno dei genitori morisse prematuramente o non potesse più lavorare?
Una polizza temporanea caso morte può prevedere un capitale ai beneficiari se l’assicurato muore durante il periodo coperto, secondo le condizioni contrattuali. Coperture per infortunio o malattia possono invece aiutare di fronte ad altri eventi: non sono tutte equivalenti e non coprono automaticamente qualsiasi causa di invalidità o perdita di reddito.
Prima di sottoscrivere, guarda che cosa è assicurato, per quanto tempo, con quali somme ed esclusioni. Controlla anche le coperture che hai già, per esempio attraverso il lavoro o un finanziamento.
Nel valutare le conseguenze economiche considera anche chi si occupa dei figli senza percepire uno stipendio: sostituire quel lavoro di cura potrebbe comportare nuove spese.
Ti invito a distinguere il bisogno di protezione dalla ricerca di rendimento. Il fatto che un prodotto abbia la parola «assicurazione» nel nome non significa che risponda al rischio che vuoi coprire.
Il rischio dipende dall’obiettivo, non soltanto dall’avere figli
Un capitale che servirà tra due anni e uno destinato a un progetto fra vent’anni non richiedono necessariamente lo stesso investimento.
Devi valutare sia la capacità economica di sostenere perdite sia la tua reazione alle oscillazioni. Potresti avere entrate solide e comunque non riuscire a sopportare un forte calo del portafoglio. Oppure sentirti tranquillo sui mercati, ma aver bisogno di quei soldi molto presto.
Immagina di avere 20.000 euro destinati all’anticipo della casa fra diciotto mesi. Se scendessero a 15.000 euro, riusciresti a procedere ugualmente? La risposta dice molto più sulla scelta dell’investimento di una generica definizione di famiglia «prudente».
Il tempo può consentire di affrontare oscillazioni maggiori, ma non rende certo il risultato. Parti dalle conseguenze che una perdita avrebbe sul tuo progetto; soltanto dopo valuta il rendimento che vorresti ottenere.
Le soluzioni per investire per la famiglia e per i figli
Prima di entrare nel vivo della scelta degli strumenti, è necessario considerare che dobbiamo pensare a due soggetti diversi: i genitori, che un giorno potrebbero avere meno reddito smettendo di lavorare, e i figli, che avranno bisogno di risorse per cominciare la loro vita adulta.
Nel frattempo, però, la famiglia deve continuare a funzionare. Per questo serve un progetto che tenga insieme presente e futuro.
Prima separa i soldi in base a quando ti serviranno
Ti suggerisco di attribuire ai risparmi una destinazione comprensibile:
- una riserva per gli imprevisti;
- le spese già previste nei prossimi anni;
- l’eventuale acquisto o cambio della casa;
- i progetti dedicati ai figli;
- il futuro previdenziale dei genitori.
Non devi necessariamente aprire un conto per ogni voce. Devi però evitare di contare gli stessi soldi più volte.
Se hai 30.000 euro, non puoi considerarli contemporaneamente l’anticipo della casa, il capitale per gli studi e la riserva della famiglia. Puoi decidere di distribuirli, oppure dare precedenza a un progetto. Ma quella decisione viene prima dell’acquisto di un prodotto.
È il senso della pianificazione finanziaria personale e familiare: collegare risorse, obiettivi e tempi.
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Comprare casa: un progetto da coordinare con gli altri
Comprare casa è spesso uno dei progetti più importanti di questa fase della vita. Ma avere figli non rende l’acquisto obbligatorio, né significa che ogni casa e ogni mutuo siano sostenibili.
Nel conto includi l’anticipo, le spese accessorie, eventuali lavori e il denaro che dovrà restare disponibile dopo l’acquisto. Poi valuta la rata insieme agli altri costi dell’abitazione e alle esigenze dei figli.
Una rata che la banca è disposta a concederti non dice, da sola, quanto margine ti resterà per vivere e risparmiare.
Se prevedi l’acquisto a breve, i soldi necessari hanno quella destinazione e quella scadenza. Non diventano capitale da investire a lungo soltanto perché, nell’attesa, vorresti farli rendere di più.
Per ragionare sulla scelta trovi la guida dedicata a comprare casa, mutuo e affitto.
Investire per i figli: quanto serve e tra quanti anni?
«Voglio dare un futuro migliore ai miei figli» è un’intenzione comprensibile, ma troppo generica per scegliere un investimento.
Prova a darle un contenuto: vuoi contribuire agli studi fuori sede, a un percorso di formazione o alle prime spese della vita adulta? Non puoi sapere oggi tutte le scelte che faranno, ma puoi cominciare a stimare quali opportunità vorresti aiutarli a finanziare.
Poi associa un importo e una data, da rivedere nel tempo. Considera che i prezzi possono aumentare: una cifra adeguata oggi potrebbe non esserlo fra quindici anni.
Nella famiglia del nostro esempio, il figlio di otto anni e quello di quattro hanno tempi diversi. Se il progetto riguarda gli studi dopo la scuola superiore, non è corretto trattare tutto il capitale come se avesse un’unica scadenza.
Non è nemmeno necessario iniziare con grandi somme. 100 euro al mese per quindici anni sono 18.000 euro versati, prima di qualsiasi rendimento, costo o imposta. È il contributo del risparmio: ciò che gli investimenti aggiungeranno o sottrarranno dipenderà dai risultati effettivi.
Infine, separa due decisioni: destinare una parte del tuo patrimonio ai figli e intestare direttamente a loro un prodotto. L’intestazione comporta regole di gestione e disponibilità da valutare prima della sottoscrizione; un capitale per un minore non va considerato una riserva liberamente utilizzabile dai genitori.
Qui trovi l’approfondimento sugli investimenti per bambini, figli e nipoti.
Buoni postali per i figli: sei sicuro che siano convenienti?
Tendiamo a replicare i comportamenti di genitori e nonni, spesso senza chiederci se siano adatti alla nostra situazione. I buoni fruttiferi postali sono una delle scelte più comuni quando si pensa ai bambini.
I buoni dedicati ai minori sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti, garantiti dallo Stato italiano e hanno condizioni legate anche all’età del bambino. Questo non basta a stabilire se siano la scelta migliore per il tuo obiettivo.
Valuta il rendimento netto, il periodo per il quale investi e il potere d’acquisto che il capitale potrà avere alla scadenza. Controlla anche le condizioni di rimborso: per un minore, il rimborso anticipato richiede l’autorizzazione del giudice tutelare.
Possono avere un ruolo in un progetto familiare. Ma non li sceglierei soltanto perché «si è sempre fatto così», né li scarterei senza confrontare le condizioni effettive con le tue esigenze.
Il mercato obbligazionario
Con un’obbligazione presti denaro a un emittente, per esempio uno Stato o un’impresa, che si impegna a pagare quanto previsto dal titolo. Resta il rischio che non riesca a rispettare gli impegni.
Il prezzo può oscillare prima della scadenza. In particolare, a parità di altre condizioni, un titolo a tasso fisso molto lungo è più sensibile ai movimenti dei tassi rispetto a uno breve.
Se i soldi servono fra tre anni, acquistare un titolo che scade fra vent’anni può esporti al rischio di doverlo vendere in perdita. La cedola non elimina questo problema.
Anche un fondo o ETF obbligazionario può perdere valore. Un fondo tradizionale che rinnova i titoli in portafoglio non funziona come una singola obbligazione con rimborso a una data precisa; esistono anche prodotti a scadenza, da esaminare nelle loro condizioni specifiche.
Le obbligazioni possono quindi essere utili, ma vanno valutate per emittente, durata, valuta e coerenza con il progetto familiare.
Fondi comuni? Meglio scegliere gli ETF
Il tema dei costi merita attenzione, soprattutto quando investi per molti anni. Le commissioni riducono il risultato che resta a te, indipendentemente dal fatto che il prodotto abbia una confezione rassicurante o venga presentato come pensato per i figli.
Per costruire un portafoglio, partirei dalla valutazione di ETF ampi e a basso costo, coerenti con gli obiettivi. Se ti viene proposto un fondo più costoso, chiedi che cosa offre in cambio e confrontalo con alternative che investono nello stesso mercato: il nome del prodotto non basta a giustificare la differenza.
Gli ETF sono fondi negoziati in borsa. Molti replicano un indice e hanno costi contenuti; esistono anche ETF a gestione attiva. Possono offrire un modo semplice per investire in numerosi titoli, ma l’effettiva diversificazione dipende dall’esposizione scelta.
Un ETF su un solo settore non equivale a un portafoglio ampio. E un ETF azionario non diventa adatto ai soldi dell’anticipo della casa soltanto perché costa poco.
Confronta strumenti con caratteristiche e rischi comparabili, considerando tutti gli oneri. Per capire meglio come funzionano puoi leggere la guida per investire in ETF.
Il mercato azionario
Per i progetti lontani nel tempo, l’investimento azionario può avere un ruolo all’interno di un portafoglio adeguato. Ma comporta oscillazioni anche forti e nessun rendimento garantito.
La diversificazione riduce la dipendenza dalle vicende di poche società; non impedisce al mercato nel suo complesso di scendere. Non baserei il futuro dei figli sulla capacità di individuare qualche azione dal comportamento apparentemente regolare.
Conta anche ciò che succede quando la scadenza si avvicina. Se stai investendo per gli studi, a pochi anni dall’inizio del percorso dovrai rivalutare il rischio sul capitale necessario: potresti non poter rimandare quella spesa in attesa che il mercato recuperi.
Il portafoglio deve accompagnare il progetto nel tempo. La scelta fatta quando tuo figlio aveva tre anni non va lasciata immutata soltanto perché allora sembrava appropriata.
Il piano di accumulo: un metodo da rendere sostenibile
Un piano di accumulo consiste nell’investire attraverso versamenti periodici. Non identifica, da solo, un prodotto e non rende sicuro ciò che acquisti.
Può aiutarti a dare continuità al risparmio, purché importi, costi e investimenti siano coerenti con le tue possibilità.
Torniamo ai 400 euro mensili della famiglia del nostro esempio. Se deve ancora completare la riserva, preparare un cambio di casa e occuparsi di due figli, quei 400 euro non possono essere destinati integralmente a ciascun obiettivo.
Serve decidere le priorità e verificare i tempi. Se il conto non torna, si può modificare l’importo di un progetto, rinviare una spesa o lavorare sulla capacità di risparmio. Alzare il rischio per sperare in rendimenti maggiori non è una soluzione certa alla mancanza di risorse.
Anche i versamenti vanno rivisti quando cambia il bilancio. Se arriva un secondo figlio, diminuisce il reddito o aumenta una spesa essenziale, valuta come adattare il piano e le condizioni degli strumenti utilizzati.
Per approfondire trovi la guida al piano di accumulo capitale.
Previdenza complementare: siamo ancora in tempo
Il fatto che si parli della famiglia non deve farti dimenticare del tuo futuro. Destinare tutto ai figli e trascurare la pensione dei genitori può creare un problema più avanti.
La previdenza complementare può contribuire a integrare la pensione pubblica. Prima di scegliere, valuta la tua posizione lavorativa, le forme accessibili e l’eventuale contributo del datore di lavoro previsto dagli accordi applicabili.
Confronta costi, comparti, vantaggi fiscali pertinenti alla tua situazione e regole di accesso al capitale. Il denaro previdenziale ha una finalità specifica e possibilità di anticipazione o riscatto soggette a condizioni: non va confuso con una riserva disponibile per qualsiasi necessità.
Ragiona su questo obiettivo insieme agli altri, evitando che resti sempre l’ultimo da affrontare. Puoi continuare dalla guida alla previdenza complementare.
Conclusioni: da dove cominciare concretamente
Questa pagina è un punto di partenza. Ho cercato di tracciare un profilo delle problematiche che potresti avere, così da darti spunti sui quali approfondire.
Investire è un processo, non è una vincita alla lotteria: per capire cosa fare nello specifico devi individuare i tuoi problemi e stabilire quali sono i tuoi obiettivi.
Fatto questo fondamentale passaggio, puoi concentrarti nel definire operativamente quello che devi fare.
Ti suggerisco di partire da queste azioni:
- Ricostruisci la situazione della famiglia. Metti insieme conti, investimenti, debiti, entrate e spese. Se hai già prodotti sottoscritti, includili: non ha senso progettare nuovi investimenti ignorando quelli esistenti.
- Valuta riserva e protezione. Calcola le spese essenziali e chiediti cosa succederebbe se mancasse un reddito. Controlla il denaro disponibile e le coperture già presenti.
- Dai importo e data ai progetti. Casa, figli e pensione devono avere un posto comprensibile nel piano, anche se le stime saranno riviste.
- Stabilisci quanto puoi accantonare e le priorità. Verifica se le risorse bastano per ciò che vuoi fare. Se non bastano, affronta il problema prima di scegliere gli strumenti.
- Scegli gli investimenti e controlla il piano nel tempo. Rivedilo quando cambia la situazione familiare o si avvicinano le spese previste, senza confondere questa revisione con il continuo inseguimento dei mercati.
Se coordinare questi aspetti ti mette in difficoltà, puoi valutare un supporto professionale: nella pagina sulla consulenza finanziaria trovi un approfondimento per orientarti.
Non devi risolvere tutto oggi. Puoi però cominciare a rendere esplicite le decisioni che, altrimenti, finiranno per essere prese una alla volta, senza considerare gli effetti sulle altre.
Ulteriori risorse utili per approfondire
Ti consiglio di proseguire in base alla questione che vuoi affrontare per prima:
- se devi ancora ordinare obiettivi e risorse, parti dalla pianificazione finanziaria personale e familiare;
- se il tuo progetto principale riguarda i figli, leggi la guida agli investimenti per bambini;
- se vuoi capire meglio gli strumenti, continua con la guida agli ETF;
- se hai rimandato il tema della pensione, approfondisci la previdenza complementare.
Tramite questi approfondimenti hai a disposizione altre letture: ti consiglio di assimilare i concetti e riflettere prima di prendere decisioni importanti per te e per la tua famiglia.
Un grosso in bocca al lupo!
Scopri che Investitore Sei
Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:





8 Commenti
Francesco · 13 Marzo 2022 alle 10:13
Buongiorno. Da tempo ho sottoscritto una polizza previdenziale come futura pensione integrativa..
Leggendo i suoi articoli mi è venuto il dubbio di aver sbagliato prodotto.. potrebbe aiutarmi? Grazie mille in anticipo
Davide Marciano · 14 Marzo 2022 alle 15:02
Buongiorno,
se desidera il nostro supporto può scriverci seguendo le istruzioni che trova qui:
https://www.affarimiei.biz/contatti
Cordialmente,
Davide Marciano
Antonio Liotti · 11 Novembre 2019 alle 15:47
Vivissimi complimenti!
Chiarezza, semplicità e praticità!
Davide Marciano · 11 Novembre 2019 alle 17:27
Grazie Antonio 😉
Davide Marciano · 2 Agosto 2019 alle 10:59
Buongiorno Carmelo,
oltre alle informazioni che trovi qui puoi iscriverti al video corso gratuito “Investi con Buon Senso”:
https://www.affarimiei.biz/video-corso-gratuito
Buon proseguimento su Affari Miei 😉
Carmelo Cicero Santalena · 2 Agosto 2019 alle 10:26
Salve, vorrei investire dei risparmi, faccio parte della categoria coppie con figli, ho ascoltato è letto i tuoi articoli ma non mi è chiaro il modo di investire. Cosa mi consigli di fare?
Cristian · 17 Gennaio 2019 alle 3:28
Molto interessante è di facile lettura, concetto ben spiegati per tutte le utenze.
Avrei individuato ciò che penso sia meglio, dj questi tempi, per accumulare un gruzzoletto per la mia piccola, posso chiederle la sua opinione?!
Grazie
Davide Marciano · 17 Gennaio 2019 alle 8:55
Ciao Cristian,
grazie del commento.
Buona giornata e in bocca al lupo.
Davide