Migliori Azioni da Comprare nel 2020: Cosa Conviene Acquistare Oggi? Ecco le Aziende su cui puntare per il futuro

Quali sono le migliori azioni da comprare nel 2020? Su quali aziende investire? Questa domanda, legittima, mi è arrivata da moltissimi investitori ed aspiranti tali soprattutto alla luce delle vicende che hanno caratterizzato e stanno ancora caratterizzando i mercati finanziari per via del COVID-19.

Individuare i migliori titoli da acquistare è complesso perché l’economia attuale si caratterizza per ritmi molto sostenuti e cambiamenti estremamente veloci: ottobre 2020 si è aperto come un periodo interlocutorio dove i mercati si stanno un po’ chiedendo cosa accadrà in autunno.

Se sei agli inizi, oltre a questo articolo, ti conviene dare uno sguardo anche alla guida passo passo per comprare azioni senza commissioni che ho scritto per i principianti.

Cominciamo subito.

Quali Azioni Comprare

Riporto, di seguito, due liste tratte da fonti autorevoli e che riguardano Stati Uniti ed Europa. Le riflessioni erano valide prima del Covid, quindi a inizio 2020, ma lo sono a mio parere anche adesso.


9 Migliori Azioni Americane


La fonte da cui attingo le informazioni è il sito Investor Place che, qualche anno fa, ha pubblicato una lista delle 9 aziende dello S&P500 da comprare e tenere in portafoglio.

Ti riporto, in breve, le azioni suggerite dagli esperti americani.

Amazon

Non c’è bisogno che te la presenti e, se ci hai creduto un po’ di anni fa, sicuramente oggi te la starai ridendo.

Apple

Altro colosso che ha segnato le nostre vite negli ultimi decenni, ancora oggi continua a soddisfare consumatori e investitori.

Qui trovi una guida per comprare azioni Apple scritta da Affari Miei.

Berkshire Hathaway 

Warren Buffet è considerato il miglior investitore al mondo e molti si chiedono se la sua holding sarà in grado di sopravvivere in futuro visto che il caro Warren va per i 90.

Diversi analisti sostengono che il suo “metodo” di valutare le aziende su cui investire sarà tramandato e, proprio perché è un metodo, azienda ed azionisti continueranno a beneficiarne.

Ulta Beauty

Nonostante il settore delle vendite al dettaglio sia in crisi, l’azienda sita in Illinois continua a crescere.

Il modello di business di Ulta offre un’esperienza di acquisto unica in un mercato di bellezza in cui nessuna impresa controlla una fetta consistente di quota di mercato, nemmeno Sephora. Stando ai dati, Ulta controlla appena il 4% dei 127 miliardi di dollari del mercato americano nonostante abbia quasi 5 miliardi di dollari di fatturato annuo.

Con la crescita della fiducia dei consumatori, Ulta ha buone probabilità nel prossimo decennio di superare la fase di transizione che sta caratterizzando il mondo del commercio.

Sherwin-Williams

L’azienda si occupa come core business di produrre, distribuire e venderepitture e vernici per industrie, professionisti, commercianti e negozi, principalmente in Nord e Sud America e Europa.

Il rendimento degli ultimi dieci anni è stato superiore al 560%, significativamente maggiore rispetto al rialzo del 190% dell’indice S&P500 nello stesso periodo.

Kraft Heinz

Anche qui siamo di fronte ad un colosso noto al grande pubblico che, negli ultimi anni, è cresciuto in vari Paesi con diverse ed ulteriori acquisizioni.

Sebbene molti discutano sulla qualità dei prodotti, specie quelli meno salutari, non si può dire che economicamente non tirino e che, di conseguenza, è lecito attendersi una certa stabilità dall’azienda.

Five Below

Nota catena di discount con prodotti che costano meno di 5 dollari. Nel commercio odierno le alternative sono due: lusso e low cost, chi sta nel mezzo è destinato a morire.

Five Below, si legge dalla stampa USA, ha un piano per aumentare i ricavi e gli utili del 28% ogni anno per i prossimi cinque anni. Nel 2020, i ricavi e gli utili dovrebbero aumentare rispettivamente del 22% e del 48,6% rispetto all’anno procedente.

Cracker Barrel

Restiamo nel campo del food, in particolare ristorazione. La catena ha trovato un modello di business redditizio e, secondo gli analisti, dovrebbe proseguire con la sua crescita.

ResMed

Apnea notturna, ti dice niente?

ResMed produce dispositivi medici e fornisce applicazioni software basate su cloud per professionisti medici per il trattamento e la gestione dell’apnea notturna e della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Trattando 2 milioni di pazienti ogni giorno, ResMed si è specializzata nel ridurre i costi sanitari e nel minimizzare gli effetti delle malattie croniche.

Negli ultimi dieci anni, ResMed ha regalato agli azionisti un rendimento annuo del 16,98%, molto superiore alla media dell’indice S&P.

Secondo uno studio recente, il 26% degli adulti ha apnea notturna – un disturbo che può devastare il cuore di una persona, per non parlare di un matrimonio a causa della mancanza di sonno di entrambi i partner.

ResMed ha opportunità di crescita in America Latina, Europa dell’Est, Cina e India, tutti mercati enormi che la manterranno occupata per il prossimo decennio e oltre.

Sono tutte valide ragioni, secondo gli analisti, per puntare su questa azienda.


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Migliori 5 Azioni da comprare in Europa


Attingo ad un articolo pubblicato sul sito Guru Focus in cui viene tracciato un quadro che analizza l’andamento degli ultimi 10 anni delle aziende prese in esame.

Bolloré

Il Fondo Yacktman detiene la maggioranza delle azioni in circolazione della società di trasporti e logistica francese ed i gestori hanno deciso di aumentare il loro impegno.

Bolloré ha registrato una crescita media annua degli utili del 12,60% negli ultimi 10 anni ed è considerata da Guru Focus tra le migliori aziende in Europa in una chiave di lungo periodo.

Nestlé

Nestlé è il più grande produttore di alimenti e bevande al mondo ed è un’azienda amata dagli investitori di lungo periodo.

Il rendimento finale del 2018 è stato del 2,52%. Il rendimento da dividendo a termine di Nestle SA è del 2,52% ed è cresciuta mediamente del 2,40% negli ultimi 10 anni.

Richemont

Siamo nel campo del lusso con un’azienda che ha reso, nel 2018, il 2,48% ed ha distribuito utili mediamente con un 3,20% annuo nell’ultimo decenni.

Roche

Roche è una società attiva nel settore biofarmaceutico e diagnostico ed ha staccato un dividendo pari al 3,25% lo scorso anno con una crescita media annua sul decennio dell’1,10%.

Novartis

Solida realtà nel campo sanitario e farmaceutico, Novartis ha visto una crescita degli utili del 3,90% negli ultimi 10 anni con un dividendo finale del 3,66% negli ultimi dodici mesi.


Azioni Italiane da Comprare


Se ti interessa investire sul nostro Paese, ti informo che abbiamo lanciato nei mesi scorsi l’iniziativa #IOPUNTOSULLITALIA in cui siamo andati a fondo individuando la nostra top 50.

Se nel momento in cui leggi non trovi la possibilità di procedere all’acquisto della guida iscriviti pure alla waiting list così da essere informato sui prossimi lanci.

Ecco alcune azioni che si stanno distinguendo su Borsa Italiana.

Nexi

Fintech d’eccellenza, leader nei pagamenti elettronici nel nostro Paese ed in piena espansione. Visti i tempi, il futuro non può che essere promettente.

Interpump Group

Vera e propria eccellenza italiana, da Sant’Ilario d’Enza in provincia di Reggio Emilia il gruppo Interpump ha raggiunto il vertice mondiale nel segmento delle pompe a pressione con una serie di acquisizioni mirate nel corso del tempo.

DiaSorin

Con il COVID-19 i farmaceutici hanno avuto una spinta non indifferente e DiaSorin è la “nostra” eccellenza come Paese in questo settore con ottime performance in borsa.

Leggi anche: Migliori Azioni Italiane da Comprare Oggi

Le azioni (e i titoli) da non comprare

Se trovare le azioni giuste su cui investire è difficile, per lo meno possiamo concentrarci su quali non dovresti comprare. Dobbiamo essere molto esigenti quando selezioniamo i nostri asset in portafoglio e risulta evidente che anche solo ad una prima scrematura ci siano azioni da evitare a tutti i costi. Tra queste:

  • Cina e India: abbiamo sentito parlare spesso delle performance delle azioni di aziende quotate in Cina o in India. Il problema è che la regolamentazione del mercato non è paragonabile a quella Occidentale. Soprattutto in Cina, il timore che si stia creando una bolla speculativa azionaria è crescente da anni a questa parte; il valore delle azioni cresce in un modo visibilmente più rapido di quello degli utili prodotti e la mancanza di enti di vigilanza davvero credibili si unisce al connubio di dubbi sulla solidità di questa crescita. Puntare su questi Paesi è più che mai importante ma va fatto con una grossa diversificazione;
  • Settore automotive: negli ultimi anni il mercato delle automobili sta cambiando ad un ritmo quantomai rapido. Le aziende sono sostanzialmente impegnate su due fronti, ovvero lo sviluppo di vetture a guida autonoma e sempre meno alimentate a combustibili fossili. Questa fase di transizione è destinata a cambiare gli equilibri in campo, segnando la fine di qualcuno e il trionfo di qualcun altro. Meglio non cercare di giocare d’azzardo sulle prospettive di uno o dell’altro costruttore, perché ancora non si è profilato uno scenario chiaro;
  • Settore bancario: è probabilmente uno dei settori più colpiti dai cambiamenti tecnologici e di business degli ultimi anni. Per approfondire, leggi questo articolo in cui ne parlo più dettagliatamente;
  • Tabacco: con il passare del tempo, i fumatori -soprattutto fuori dall’Italia- sono sempre meno. I governi osteggiano questa pratica, l’opinione pubblica è sempre più schierata contro le sigarette e le aziende stanno cercando di ripulirsi studiando il mercato dell’elettronico. Ci ha già provato Philip Morris, le cui famose iQos rappresentano a malapena il 5,5% del fatturato complessivo malgrado una strategia di marketing molto aggressiva. Il futuro è grigio per i produttori di tabacco, almeno così pare;
  • Retail: la vendita al dettaglio, con l’avvento di internet e dell’e-commerce, sta perdendo spinta. Ci sono stati già grandi passi indietro degli investitori istituzionali, tra cui è famosa la vendita della partecipazione di Warren Buffet in Walmart, la più grande catena di supermercati degli Stati Uniti. Questo settore, anche alla luce di quanto accaduto con l’emergenza Covid-19, dovrà andare incontro ad una radicale trasformazione per far sì che il valore aggiunto della sua offerta non risieda nella semplice vendita di prodotti e nella guerra dei prezzi con i competitor digitali, ai quali è difficile far fronte.

I fondi comuni d’investimento

fondi d’investimento hanno lo stesso principio degli ETF: raccolgono capitali in cambio di quote e comprano titoli con i capitali raccolti. La sostanziale differenza è che gli ETF sono a gestione passiva, ovvero riflettono l’andamento del mercato, mentre i fondi sono attivi nel cercare di batterlo. La realtà è che questi strumenti non convengono per due motivi:

  • Non è detto che battano realmente il mercato, anzi, raramente ciò avviene;
  • Le commissioni di gestione sono decisamente più alte di quelle di un ETF. Se per un fondo passivo puoi pagare in media lo 0,30-0,50% del tuo capitale, per un fondo d’investimento comune la forchetta sale a 1,50-2,50% (e mi sto mantenendo basso).

Su questo blog ho elencato 8 motivi per non investire in fondi comuni.

ETF sui titoli italiani

Ci sono, come è ovvio che sia, ETF (e anche fondi) che replicano il FTSE MIB, il principale indice della Borsa Italiana. Il problema di questo indice, a mio parere, sta nella composizione: le più grandi aziende italiane sono banche che, di questi tempi, se la passano tutt’altro che bene.

Lo spread pesa – prima che sul governo e su di noi cittadini – sulle nostre banche, che si ritrovano ad erogare meno prestiti e mutui. In un Paese in cui le banche hanno un ruolo fondamentale, per via delle imprese tendenzialmente medio-piccole e sottocapitalizzate, l’andamento di questo settore è determinante per l’intera economia nazionale.

A ciò bisogna aggiungere che le nostre banche hanno in pancia tantissime obbligazioni statali italiane che, man mano che lo spread sale, si svalutano e, di conseguenza, trascinano giù i titoli delle banche stesse.

Per il meccanismo di cui ti parlavo (ETF = replica passiva di un indice = indice FTSE MIB pieno zeppo di banche), non si prevedono tempi facili per l’azionario italiano.

Se proprio volessi fare un ragionamento più “spinto”  – non ti sto dicendo di farlo e non mi assumo la responsabilità di scelte sbagliate – paradossalmente il mercato obbligazionario italiano (BTP e soci) diventerebbe molto interessante perché, a fronte di un rischio virtualmente nullo di vedere il Paese dichiarare bancarotta (fai gli scongiuri ma, ad oggi, non siamo l’Argentina!), i rendimenti sono molto buoni. Per un BTp, al momento della scrittura del testo, il Tesoro paga il 3,60% di interessi annui a fronte di un’inflazione dell’1,10%.

Conclusioni

Come scrivo sempre e come cerco di spiegare nel mio programma avanzato sugli investimenti, quando devi tirar fuori il portafoglio e gestire le tue finanze la cosa più importante per te è capire esattamente tutto quello che NON DEVI fare.

Il resto, credimi, è paradossalmente una conseguenza.

Se ti interessa la mia filosofia e la mia esperienza agli investimenti, ti lascio un video di approfondimento. Specie se sei agli inizi, credo possa esserti utile:

Spero di averti trasferito il mio modo di ragionare e di averti fornito tutti gli strumenti per ragionare attentamente sui tuoi investimenti azionari. Ti saluto, come sempre, con una lista di risorse che potrebbero tornarti utili:

Buon proseguimento su Affari Miei.


Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:

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Davide Marciano
Imprenditore e Investitore
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, ha sviluppato nel tempo la passione per la finanza personale e lo sviluppo individuale. Nel 2019 ha scritto il libro "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" ed ha fondato la Affari Miei Academy.

1 Commento

giannino saponara · 6 Aprile 2017 alle 6:51

Stacco dividendo ENI e mediolanum

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