Migliori Azioni da Comprare nel 2019: Cosa Conviene Acquistare Oggi?

Quali sono le migliori azioni da comprare nel 2019? Su quali aziende investire? Questa domanda, legittima, mi è arrivata da moltissimi investitori ed aspiranti tali.

Individuare i migliori titoli da acquistare è complesso perché l’economia attuale si caratterizza per ritmi molto sostenuti e cambiamenti estremamente veloci.

In questo articolo voglio fornirti il mio approccio ai mercati finanziari, nello specifico ti spiegherò:

  • Come approcciarsi gli investimenti;
  • Come diversificare con i giusti strumenti finanziari;
  • Errori da evitare e titoli da non comprare;
  • Su quali aziende americane ed europee investire secondo gli analisti.

Se sei agli inizi, oltre a questo articolo, ti conviene dare uno sguardo anche alla guida passo passo per comprare azioni senza commissioni che ho scritto per i principianti.

Cominciamo subito.

Un po’ di teoria…

Sono sincero, le liste non mi piacciono anche perché è veramente difficile esprimere su due piedi una preferenza e, soprattutto, alla luce dei cambiamenti sempre più frequenti è complesso fare previsioni sempre valide.

Diffida da chi finge di sapere tutto per un motivo molto semplice che viene espresso in maniera fantastica da un antico proverbio napoletano:

Quann’ o mare è calmo, ogni strunz è marenaro.

Tradotto:

Quando il mare è calmo, chiunque è marinaio.

Se non mi sono spiegato ancora bene, te lo spiego in maniera più discorsiva: veniamo da anni dove le cose sono andate relativamente bene.

Dopo la crisi del 2008, i mercati sono cresciuti quasi sempre, a parte nel 2018 quando c’è stata una flessione nella seconda parte dell’anno. Quando i mercati vanno bene, è facile fare previsioni perché si sbaglia relativamente poco visto che c’è il vento in poppa.

Il tempo della complessità

Se cercavi una lista della spesa, puoi fermarti qui. Come, però, ti spiegavo in apertura, il mio approccio rispetto al mercato azionario è differente rispetto a quello “da supermercato” che trovi su altri portali ed ho voluto continuare questo contenuto cercando di mostrarti la mia visione.

Per un investitore, il mercato odierno è pieno tanto di opportunità quanto di minacce. Nell’economia digitalizzata è più difficile fare previsioni di quanto non lo fosse in passato. I settori tendono ad assottigliare i loro confini (pensa a quanto è diventata fondamentale la tecnologia per le auto, ad esempio) e spesso sono le start-up di cui oggi non conosciamo nemmeno il nome a rappresentare la più grande minaccia di sconvolgimento per un mercato.

Il time-to-market dei prodotti è sempre più breve, il loro ciclo di vita altrettanto, Cina e India passano gradualmente da produttori per conto terzi a competitor per i loro precedenti fornitori.

In uno scenario di questo tipo, è difficile ipotizzare anche solo a grandi linee quali possano essere i mutamenti dell’arena finanziaria: le conseguenze sono evidenti. La figura del cassettista, che una volta rispecchiava il risparmiatore medio italiano, lascia via via spazio ad investimenti più speculativi che guardano fino a quando ci è possibile farlo. Però le opportunità ci sono, come ho detto inizialmente: qui ti mostro che percorso ho fatto per cercarle.

Come si distingue un’azione su cui investire?

Facciamo un ripasso delle basi, giusto per assicurarci di partire dalle stesse premesse. Le azioni di un’azienda sono interessanti per gli investitori dal momento in cui:

  • Il mercato sta sottovalutando le attese sul valore futuro dei dividendi;
  • I vantaggi competitivi dell’azienda, il suo business model e il suo piano industriale sono coerenti con gli sviluppi economici in atto;
  • L’innovazione – fondamentale per sopravvivere in un contesto di repentini mutamenti continui – è abbracciata dall’azienda come parte integrante della sua strategia;
  • L’ambiente (politico, economico, sociologico e tecnologico) non rappresenta una minaccia per il suo business;
  • Sono verificati l’equilibrio economico, patrimoniale e finanziario dell’impresa, ovvero:
    • I ricavi sono superiori ai costi, con riguardo al lungo periodo e non esclusivamente al momento attuale;
    • Le fonti e gli impieghi, ovvero le risorse da cui proviene il capitale ed il modo di investirlo, sono coerenti fra loro;
    • Le entrate di cassa sono superiori alle uscite, prevenendo così situazioni di insolvibilità:
  • Viene prodotto valore lungo tutta la catena di Porter, che comprende:
    • Logistica in entrata
    • Produzione
    • Logistica in uscita
    • Vendite
    • Funzioni di supporto e amministrative

L’azione perfetta è quella che riesce a verificare tutte queste condizioni. Facile? Assolutamente no. Qui sotto vediamo le tipiche criticità del processo di selezione dei titoli.


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Il problema del “Parco buoi”

Tu sei un bue. Senza offesa (se ti aiuta a non prendermi sulle scatole, lo sono anche io 😉 ), è solo il gergo finanziario con cui comunemente vengono chiamati i risparmiatori privati che cercano di comprendere come investire il proprio denaro.

Come puoi immaginare, l’espressione è nata come modo dispregiativo di rivolgersi a chi hanno più difficoltà a muoversi sui mercati; non importa quanto tu sia preparato, sia tu che io che tutti gli altri investitori privati abbiamo gli stessi limiti:

  • Accesso alle informazioni: quando l’uomo con Google incontra l’uomo con il terminale Bloomberg, l’uomo con Google è un uomo morto. O quasi. Più un’azienda è lontana dai riflettori dei media, più l’accesso alle informazioni è difficile e cresce il divario tra investitori istituzionali e privati. Considerato l’ammontare di informazioni a cui dobbiamo avere accesso per la valutazione dei punti visti prima e considerato che solo una parte di queste si trova all’interno dei bilanci depositati, l’asimmetria informativa è il primo problema del parco buoi.
  • Commissioni di negoziazione: per acquistare direttamente le azioni, senza passare da strumenti derivati (se ti interessa una cosa di questo tipo, leggi la guida apposita), ci vogliono capitali molto alti per riuscire ad ottenere condizioni vantaggiose. Maggiore è la percentuale del capitale che viene speso in commissioni, maggiore è la performance che un titolo deve avere per riuscire a riportarci al punto di pareggio (break even);
  • Rappresentanza: l’investitore può comprare le azioni di una società che sono reperibili presso le Borse, il flottante del capitale sociale. Anche con buoni capitali a disposizione, un privato non può arrivare a detenere una rappresentanza granché rilevante nell’assemblea degli azionisti in questo modo. Facendo confluire i tuoi soldi in un fondo che ha delle partecipazioni significative nelle società che ti interessano, invece, avresti un rappresentante delegato dal fondo che faccia l’interesse degli azionisti.

Questo significa che alle difficoltà oggettive nella ricerca di buoni titoli si sommano le difficoltà specifiche del nostro caso.

Le soluzioni possibili

Cerchiamo di capire come possiamo venire fuori da questa impasse. Le soluzioni possibili sono diverse, ma partono dal presupposto che l’idea di fare “cherry picking”, ovvero di comprare due o tre azioni con una gran parte del tuo capitale e confidare solo in quelle, sia la cosa peggiore.

Piuttosto, cerchiamo un modo per diversificare il rischio su più asset promettenti e ridurre al minimo i costi di negoziazione.

ETF

Gli Exchange-Traded Funds sono fondi che raccolgono capitali, li investono in titoli azionari o obbligazionari e poi vendono le proprie quote.


Ti spiego gli ETF semplicemente: ascolta il Podcast!


Ne esistono migliaia (qui c’è una lista di quelli che ho recensito) dunque ti do le mie raccomandazioni sulla base delle categorie che trovo più valide:

  • ETF sul Dax: l’economia tedesca è sempre solida e basata su un mix equilibrato di manifattura, finanza e terziario. Il rendimento dei Bund è quasi inesistente, ma un paniere di azioni prese dal Dax è un buon compromesso tra rischio e rendimento;
  • ETF sul Dow Jones: la politica economica di Trump, volta alla riaffermazione di un’America industriale che sembrava ormai dimenticata, sta andando meglio del previsto. Complice un contesto economico favorevole che aiuta la crescita delle imprese statunitensi ed una probabile rielezione nel 2020, il DJ è un indice a cui guardare favorevolmente. Come al solito, puntarci su non vuol dire svaligiare tutto il portafoglio per andare dietro a Trump, sia chiaro;
  • ETF Tech: la spinta delle blue chip dell’economia digitale non si arresta. Amazon, Google, Apple, Samsung, Facebook, sembra difficile mettere in dubbio questo oligopolio ed il loro mercato cresce sempre di più. Un ETF che investa su questi titoli mi attrae, perché non temo l’entrata di nuovi competitor nel breve termine; nel medio-lungo, tutto è invece ancora da scrivere;
  • ETF su MSCI World: questi ETF sono creati per rispecchiare un indice che segue i movimenti di 23 tra le economie più grandi del mondo. In un certo senso, è il massimo della diversificazione; dal momento in cui l’economia globale cresce, al di là di chi cresca di più e di chi invece cresca meno, mi sento al sicuro comprando questi titoli.
  • ETF sul Lusso: il mondo del lusso continua a crescere per via delle economie emergenti, in cui si sta affermando una classe borghese smaniosa di esibire il suo status. Mercati come quello cinese e quello russo hanno aperto nuove strade ai brand della moda, dei gioielli, delle aste e dell’orologeria ricercata. Il traino di questa domanda unito alla diversificazione degli ETF è un binomio interessante.

Questi sono alcuni suggerimenti tratta dalla mia esperienza personale e dal mio profilo di rischio; ovviamente se sei in cerca di rendimenti più alti sentiti libero di spaziare su altri fronti.

Al riguardo,

Leggi anche: Come Comprare Azioni Online: Guida Passo Passo

Gli errori che devi evitare

Ci sono tanti errori da evitare sui mercati finanziari. Ad alcuni di questi, però, so quanto sia facile esporsi nel momento in cui si cercano online dei consigli sulle azioni da comprare. In particolare:

  • Una lista di cinque, dieci o venti azioni trovata su Google non significa nulla. Quali sono gli interessi, la formazione, qual è lo studio effettuato dalle persone che ti stanno proponendo quegli investimenti? Se non hai garanzie sull’autore, è inutile fidarsi di quel che dice;
  • Comprare cinque o sei titoli su cui pensi che valga la pena investire il 10% della tua liquidità è una cosa. Un’altra è cercare un ristretto numero di azioni su cui investire tutti o gran parte dei tuoi risparmi. Sul fronte della gestione del rischio, questa scelta sarebbe sbagliata per decine di motivazioni: mancata diversificazione, eccessiva esposizione a pochi titoli rischiosi, mancanza di obbligazioni in portafoglio e tante altre ancora;
  • Non fidarti semplicemente dei titoli blasonati: Amazon, Tesla, Snapchat, fanno tanto rumore perché appartengono a un settore in forte crescita ma questo non significa nulla. Se un’azienda è solida, produce utili ed ha buone prospettive di lungo termine, ma le sue azioni sono sovrapprezzate per un’eccessiva domanda di queste, quella non è un’azienda su cui investire. Devi identificare azioni che tra tot tempo varranno più di oggi, per cui è fondamentale capire se un’impresa è sottovalutata o sopravvalutata, non se questa è la più grande al mondo oppure no.

Quali Azioni Comprare

Riporto, di seguito, due liste tratte da fonti autorevoli e che riguardano Stati Uniti ed Europa.


9 Migliori Azioni Americane


La fonte da cui attingo le informazioni è il sito Investor Place che, qualche anno fa, ha pubblicato una lista delle 9 aziende dello S&P500 da comprare e tenere in portafoglio.

Ti riporto, in breve, le azioni suggerite dagli esperti americani.

Amazon

Non c’è bisogno che te la presenti e, se ci hai creduto un po’ di anni fa, sicuramente oggi te la starai ridendo.

Apple

Altro colosso che ha segnato le nostre vite negli ultimi decenni, ancora oggi continua a soddisfare consumatori e investitori.

Qui trovi una guida per comprare azioni Apple scritta da Affari Miei.

Berkshire Hathaway 

Warren Buffet è considerato il miglior investitore al mondo e molti si chiedono se la sua holding sarà in grado di sopravvivere in futuro visto che il caro Warren va per i 90.

Diversi analisti sostengono che il suo “metodo” di valutare le aziende su cui investire sarà tramandato e, proprio perché è un metodo, azienda ed azionisti continueranno a beneficiarne.

Ulta Beauty

Nonostante il settore delle vendite al dettaglio sia in crisi, l’azienda sita in Illinois continua a crescere.

Il modello di business di Ulta offre un’esperienza di acquisto unica in un mercato di bellezza in cui nessuna impresa controlla una fetta consistente di quota di mercato, nemmeno Sephora. Stando ai dati, Ulta controlla appena il 4% dei 127 miliardi di dollari del mercato americano nonostante abbia quasi 5 miliardi di dollari di fatturato annuo.

Con la crescita della fiducia dei consumatori, Ulta ha buone probabilità nel prossimo decennio di superare la fase di transizione che sta caratterizzando il mondo del commercio.

Leggi anche: Come Comprare Azioni Online: Guida Passo Passo

Sherwin-Williams

L’azienda si occupa come core business di produrre, distribuire e venderepitture e vernici per industrie, professionisti, commercianti e negozi, principalmente in Nord e Sud America e Europa.

Il rendimento degli ultimi dieci anni è stato superiore al 560%, significativamente maggiore rispetto al rialzo del 190% dell’indice S&P500 nello stesso periodo.

Kraft Heinz

Anche qui siamo di fronte ad un colosso noto al grande pubblico che, negli ultimi anni, è cresciuto in vari Paesi con diverse ed ulteriori acquisizioni.

Sebbene molti discutano sulla qualità dei prodotti, specie quelli meno salutari, non si può dire che economicamente non tirino e che, di conseguenza, è lecito attendersi una certa stabilità dall’azienda.

Five Below

Nota catena di discount con prodotti che costano meno di 5 dollari. Nel commercio odierno le alternative sono due: lusso e low cost, chi sta nel mezzo è destinato a morire.

Five Below, si legge dalla stampa USA, ha un piano per aumentare i ricavi e gli utili del 28% ogni anno per i prossimi cinque anni. Nel 2019, i ricavi e gli utili dovrebbero aumentare rispettivamente del 22% e del 48,6% rispetto all’anno procedente.

Cracker Barrel

Restiamo nel campo del food, in particolare ristorazione. La catena ha trovato un modello di business redditizio e, secondo gli analisti, dovrebbe proseguire con la sua crescita.

ResMed

Apnea notturna, ti dice niente?

ResMed produce dispositivi medici e fornisce applicazioni software basate su cloud per professionisti medici per il trattamento e la gestione dell’apnea notturna e della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Trattando 2 milioni di pazienti ogni giorno, ResMed si è specializzata nel ridurre i costi sanitari e nel minimizzare gli effetti delle malattie croniche.

Negli ultimi dieci anni, ResMed ha regalato agli azionisti un rendimento annuo del 16,98%, molto superiore alla media dell’indice S&P.

Secondo uno studio recente, il 26% degli adulti ha apnea notturna – un disturbo che può devastare il cuore di una persona, per non parlare di un matrimonio a causa della mancanza di sonno di entrambi i partner.

ResMed ha opportunità di crescita in America Latina, Europa dell’Est, Cina e India, tutti mercati enormi che la manterranno occupata per il prossimo decennio e oltre.

Sono tutte valide ragioni, secondo gli analisti, per puntare su questa azienda.


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Migliori 5 Azioni da comprare in Europa


Attingo ad un articolo pubblicato sul sito Guru Focus in cui viene tracciato un quadro che analizza l’andamento degli ultimi 10 anni delle aziende prese in esame.

Bolloré

Il Fondo Yacktman detiene la maggioranza delle azioni in circolazione della società di trasporti e logistica francese ed i gestori hanno deciso di aumentare il loro impegno.

Bolloré ha registrato una crescita media annua degli utili del 12,60% negli ultimi 10 anni ed è considerata da Guru Focus tra le migliori aziende in Europa in una chiave di lungo periodo.

Nestlé

Nestlé è il più grande produttore di alimenti e bevande al mondo ed è un’azienda amata dagli investitori di lungo periodo.

Il rendimento finale del 2018 è stato del 2,52%. Il rendimento da dividendo a termine di Nestle SA è del 2,52% ed è cresciuta mediamente del 2,40% negli ultimi 10 anni.

Richemont

Siamo nel campo del lusso con un’azienda che ha reso, nel 2018, il 2,48% ed ha distribuito utili mediamente con un 3,20% annuo nell’ultimo decenni.

Roche

Roche è una società attiva nel settore biofarmaceutico e diagnostico ed ha staccato un dividendo pari al 3,25% lo scorso anno con una crescita media annua sul decennio dell’1,10%.

Novartis

Solida realtà nel campo sanitario e farmaceutico, Novartis ha visto una crescita degli utili del 3,90% negli ultimi 10 anni con un dividendo finale del 3,66% negli ultimi dodici mesi.

Le azioni (e i titoli) da non comprare

Se trovare le azioni giuste su cui investire è difficile, per lo meno possiamo concentrarci su quali non dovresti comprare. Dobbiamo essere molto esigenti quando selezioniamo i nostri asset in portafoglio e risulta evidente che anche solo ad una prima scrematura ci siano azioni da evitare a tutti i costi. Tra queste:

  • Cina e India: abbiamo sentito parlare spesso delle performance delle azioni di aziende quotate in Cina o in India. Il problema è che la regolamentazione del mercato non è paragonabile a quella Occidentale. Soprattutto in Cina, il timore che si stia creando una bolla speculativa azionaria è crescente da anni a questa parte; il valore delle azioni cresce in un modo visibilmente più rapido di quello degli utili prodotti e la mancanza di enti di vigilanza davvero credibili si unisce al connubio di dubbi sulla solidità di questa crescita;
  • Settore automotive: negli ultimi anni il mercato delle automobili sta cambiando ad un ritmo quantomai rapido. Le aziende sono sostanzialmente impegnate su due fronti, ovvero lo sviluppo di vetture a guida autonoma e sempre meno alimentate a combustibili fossili. Questa fase di transizione è destinata a cambiare gli equilibri in campo, segnando la fine di qualcuno e il trionfo di qualcun altro. Meglio non cercare di giocare d’azzardo sulle prospettive di uno o dell’altro costruttore, perché ancora non si è profilato uno scenario chiaro;
  • Tabacco: con il passare del tempo, i fumatori -soprattutto fuori dall’Italia- sono sempre meno. I governi osteggiano questa pratica, l’opinione pubblica è sempre più schierata contro le sigarette e le aziende stanno cercando di ripulirsi studiando il mercato dell’elettronico. Ci ha già provato Philip Morris, le cui famose iQos rappresentano a malapena il 5,5% del fatturato complessivo malgrado una strategia di marketing molto aggressiva. Il futuro è grigio per i produttori di tabacco, almeno così pare;
  • Retail: la vendita al dettaglio, con l’avvento di internet e dell’e-commerce, sta perdendo spinta. Ci sono stati già grandi passi indietro degli investitori istituzionali, tra cui è famosa la vendita della partecipazione di Warren Buffet in Walmart, la più grande catena di supermercati degli Stati Uniti. Questo settore dovrà andare incontro ad una radicale trasformazione per far sì che il valore aggiunto della sua offerta non risieda nella semplice vendita di prodotti e nella guerra dei prezzi con i competitor digitali, ai quali è difficile far fronte.

I fondi comuni d’investimento

fondi d’investimento hanno lo stesso principio degli ETF: raccolgono capitali in cambio di quote e comprano titoli con i capitali raccolti. La sostanziale differenza è che gli ETF sono a gestione passiva, ovvero riflettono l’andamento del mercato, mentre i fondi sono attivi nel cercare di batterlo. La realtà è che questi strumenti non convengono per due motivi:

  • Non è detto che battano realmente il mercato, anzi, raramente ciò avviene;
  • Le commissioni di gestione sono decisamente più alte di quelle di un ETF. Se per un fondo passivo puoi pagare in media lo 0,30-0,50% del tuo capitale, per un fondo d’investimento comune la forchetta sale a 1,50-2,50% (e mi sto mantenendo basso).

Su questo blog ho elencato 8 motivi per non investire in fondi comuni.

ETF sui titoli italiani

Ci sono, come è ovvio che sia, ETF (e anche fondi) che replicano il FTSE MIB, il principale indice della Borsa Italiana. Il problema di questo indice, a mio parere, sta nella composizione: le più grandi aziende italiane sono banche che, di questi tempi, se la passano tutt’altro che bene.

Lo spread pesa – prima che sul governo e su di noi cittadini – sulle nostre banche, che si ritrovano ad erogare meno prestiti e mutui. In un Paese in cui le banche hanno un ruolo fondamentale, per via delle imprese tendenzialmente medio-piccole e sottocapitalizzate, l’andamento di questo settore è determinante per l’intera economia nazionale.

A ciò bisogna aggiungere che le nostre banche hanno in pancia tantissime obbligazioni statali italiane che, man mano che lo spread sale, si svalutano e, di conseguenza, trascinano giù i titoli delle banche stesse.

Per il meccanismo di cui ti parlavo (ETF = replica passiva di un indice = indice FTSE MIB pieno zeppo di banche), non si prevedono tempi facili per l’azionario italiano.

Se proprio volessi fare un ragionamento più “spinto”  – non ti sto dicendo di farlo e non mi assumo la responsabilità di scelte sbagliate – paradossalmente il mercato obbligazionario italiano (BTP e soci) diventerebbe molto interessante perché, a fronte di un rischio virtualmente nullo di vedere il Paese dichiarare bancarotta (fai gli scongiuri ma, ad oggi, non siamo l’Argentina!), i rendimenti sono molto buoni. Per un BTp, al momento della scrittura del testo, il Tesoro paga il 3,60% di interessi annui a fronte di un’inflazione dell’1,10%.

Conclusioni

Come scrivo sempre e come cerco di spiegare nel mio corso sugli investimenti, quando devi tirar fuori il portafoglio e gestire le tue finanze la cosa più importante per te è capire esattamente tutto quello che NON DEVI fare.

Il resto, credimi, è paradossalmente una conseguenza.

Se ti interessa la mia filosofia e la mia esperienza agli investimenti, ti lascio un video di approfondimento. Specie se sei agli inizi, credo possa esserti utile:

Spero di averti trasferito il mio modo di ragionare e di averti fornito tutti gli strumenti per ragionare attentamente sui tuoi investimenti azionari. Ti saluto, come sempre, con una lista di risorse che potrebbero tornarti utili:

Buon proseguimento su Affari Miei.


Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:

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mm
Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
mm
Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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