Portafoglio ETF Consigliato 2019: Dove Investire diversificando? Le Regole Fondamentali da seguire

Come creare un portafoglio ETF ideale? Quali sono i titoli di questo tipo più consigliati da inserire nel nostro profilo di investimento? Ti anticipo che non si tratterà di una questione semplice: ogni investitore è diverso per profilo di rischio e per attesa di rendimenti, e ogni portafoglio pre-esistente può avere bisogno di diversi ETF per equilibrarsi e differenziarsi.

Vediamo insieme quali sono le migliori tipologie di ETF da inserire all’interno del nostro portafoglio, quali sono le linee guida da seguire, come comportarci su un mercato tanto variegato e come operare per farci gli affari nostri, senza tenere in considerazione niente altro che il nostro interesse.

Se vuoi saperne di più su come comporre il tuo portafoglio di ETF, continua a leggere.

Perché un portafoglio di ETF

Partiamo però dalla base: perché dovremmo inserire nel nostro portafoglio gli ETF, gli Exchange Traded Fund, invece che magari fondi comuni di investimento a gestione attiva, che sono poi i prodotti che più comunemente tentano di spacciarci le banche.

Sono riflessioni che caratterizzano il mio corso “100 Mila Euro sul Conto” durante il quale fornisco indicazioni di metodo per investire in maniera efficace e che sottolineo da anni negli articoli della sezione finanziaria di Affari Miei.

Gli ETF sono fondi comuni a gestione passiva, nel senso che replicano perfettamente l’andamento sui mercati di indici o di panieri di beni. A governare l’ETF c’è un algoritmo, che si muove secondo la capitalizzazione di ogni tipo di titolo inserito nel paniere, fornendoci diversi tipi di vantaggi rispetto ai fondi comuni di investimento a gestione attiva:

  • Sono meno costosi: le commissioni che ti vengono richieste dai fondi comuni di investimento sono molto alte e spesso sforano il 2%. Per gli ETF partiamo da pochissimi decimi di punto percentuale, per arrivare mediamente intorno allo 0,40%-0,50%. Si tratta di un risparmio netto di oltre un punto percentuale, il che si traduce in soldi che ci teniamo in tasca a prescindere da quelli che sono poi gli andamenti del fondo;
  • Sono differenziati in modo effettivo, perché in genere nel paniere o nell’indice di riferimento sono contenuti titoli di diversi comparti e che coprono una grossa parte del mercato azionario o obbligazionario di riferimento;
  • Non ci sono conflitti di interessi: le commistioni tra società di gestione dei fondi comuni a gestione attiva e le aziende o gli stati che emettono i titoli non sono mai troppo chiare, anche se la legge imporrebbe il contrario;

Sono vantaggi non da poco per gli ETF rispetto ai più pubblicizzati fondi comuni di investimento e motivo per il quale preferisco consigliarti appunto gli ETF come strumento principe per la composizione del tuo portafoglio di investimenti.

Se non hai ben presente la materia, ti consiglio di consultare le seguenti risorse:

Come scegliere gli ETF per comporre il nostro portafoglio

Come scegliere dunque i migliori ETF in relazione alle nostre necessità? Ci sono diversi tipi di fattori che dovrai tenere in conto prima di muoverti su questo mercato. Su Affari Miei trovi approfondimenti su tutti i principali e migliori ETF, ma avrai comunque bisogno di una bussola per scegliere quelli che devono effettivamente entrare a far parte del tuo portafoglio di investimento.


Ti spiego gli ETF semplicemente: ascolta il Podcast!


Di seguito parlerò di ogni macrocategoria di ETF e soprattutto, cosa più importante, dei fattori che devono necessariamente fare da bussola per le tue scelte.

1. La propensione al rischio

Il primo fattore del quale dovresti tenere conto è sicuramente la tua propensione al rischio, ovvero quanto sei disposto a rischiare alla ricerca del miglior rendimento possibile.

La regola di base della finanza è sempre la stessa: più rischi, più potenzialmente puoi guadagnare. Tenendo costo di questa legge di base della finanza, sempre valida, devi muoverti per equilibrare il tuo portafoglio di ETF a seconda del rischio che ti senti di correre.

Che rischio? Il rischio di perdere parte del capitale che hai investito.

Gli ETF a basso rischio: obbligazionari dei Paesi sviluppati

Le obbligazioni hanno un funzionamento molto semplice: sono titoli di debito che vengono emessi da stati o aziende per finanziare spesa corrente o investimenti. Più l’ente è affidabile, ovvero più è verosimile che restituisca il denaro preso in prestito, più l’interesse è basso.

Le obbligazioni dei paesi sviluppati economicamente parlando sono tra gli strumenti di investimento più sicuri che i mercati possono offrirti. Di conseguenza, gli ETF che hanno questi titoli in paniere sono molto affidabili anche se, ricordandoci la regola fondamentale degli investimenti, hanno rendimenti molto bassi.

Se hai un profilo di rischio basso, gli ETF sugli obbligazionari statali a basso rendimento sono di gran lunga quelli più indicati per fornire la base al tuo investimento.

Puoi approfondire questo tema leggendo il mio articolo sui Migliori ETF Obbligazionari.

Gli ETF a rischio medio-basso: obbligazioni corporate con un buon rating

Nella nostra scala-percorso ideale dagli ETF a rischio più basso fino a quelli più rischiosi, non possiamo che trovare al secondo posto le obbligazioni corporate, ovvero quelle obbligazioni emesse da aziende e che hanno, almeno nel caso specifico del quale stiamo parlando, un buon rating di affidabilità.

Le obbligazioni di questo tipo sono fortemente regolamentate dai mercati e sono affidabili nella misura in cui l’azienda che li emette è affidabile.

Se vuoi correre rischi leggermente superiori a quelli che correresti con gli ETF su obbligazionario statale dei paesi economicamente sviluppati, questi sono i titoli di cui hai bisogno per operare.

Gli ETF a rischio medio e medio-alto: l’azionario dei paesi sviluppati

Il rischio comunque basso che è offerto dai titoli obbligazionari corporate e dunque aziendali, non è sufficiente per chi è alla ricerca di rendimenti decisamente più corposi. Ed è qui che entra in gioco il mercato azionario dei paesi sviluppati, ovvero quelle azioni dei paesi economicamente più avanzati, che pur essendo decisamente più rischioso del mercato obbligazionario, in archi temporali sufficientemente lunghi offre rendimenti decisamente interessanti.

Come ho ripetuto più volte sulle pagine di Affari Miei, le azioni non sono sicuramente materiale per tutti: sono titoli piuttosto rischiosi e chi vi investe, anche tramite ETF, deve essere pronto a sopportare andamenti alterni, che però, come dimostrano le statistiche, sul medio e lungo periodo possono essere fonte di enormi soddisfazioni.

Per approfondire, puoi leggere il mio articolo sull’indice MSCI World Index che ti può chiarire le idee.

Per un rischio ancora più alto: obbligazioni e azioni dei paesi emergenti

Passiamo insieme su un terreno decisamente più difficile, e parliamo di ETF che raccolgono indici o panieri di beni e titoli dei paesi emergenti. Anche se sono ormai anni che queste economie sono quelle che finiscono per tirare di più, siamo comunque davanti ad investimenti parecchio rischiosi, per due ordini di motivi:

  1. I mercati dei paesi sviluppati sono meno capitalizzati e dunque più soggetti a crolli improvvisi, crisi di brevissimo periodo, manipolazioni da parte dei grandi investitori e da parte dei grandi fondi;
  2. I titoli di questi paesi, almeno per quanto riguarda le azioni, sono denominati in valuta locale, il che aggiunge anche l’incognita cambio contro l’euro ad un’equazione già particolarmente difficile.

Sono economie più dinamiche ma più rischiose, e dovresti inserire ETF che riguardano questi paesi soltanto nel caso in cui tu fossi davvero deciso ad investire con un rischio medio-alto, tendente all’alto.

Per approfondire, ti consiglio le seguenti risorse:

Il rischio altissimo: gli ETF sulle materie prime

Inutile girarci intorno. Gli ETF sulle materie prime sono tra i più rischiosi che possiamo inserire nel nostro portafoglio.

A prescindere da quale sia la materia prima che decideremo di inserire all’interno del nostro portafoglio, che si tratti di gas naturale, di petrolio, di preziosi come l’oro o come l’argento, ti esponi a rischi decisamente importanti, dato che si tratta di asset che possono subire variazioni di prezzo decisamente importanti.

In aggiunta, spesso gli ETF sulle materie prime sono strutturati, e possono dunque moltiplicare il reale andamento dell’asset sottostante. Che fare allora? Semplice: inserirli solo se si ha bisogno di dare un po’ di brio (e di rischio) ad un portafoglio altrimenti troppo piatto!

Gli altri fattori di cui tenere conto per scegliere i nostri ETF

Ci sono poi i fattori generici per la selezione degli asset che dovrai sempre tenere in considerazione, sia per la scelta della creazione del portafoglio, sia invece per selezionare un singolo ETF:

  • liquidità: gli ETF sono scambiati in mercati regolamentati in stile borsa, ma se non c’è volume di scambio sarà per te estremamente difficile andare a vendere quando hai bisogno o quando la vendita sarà appunto in linea con la tua strategia;
  • costi: ogni ETF ha un costo diverso, che viene espresso in percentuale sul totale dell’investimento; inutile forse anche sottolineare il fatto che anche pochi centesimi di punto percentuale possono fare, sul medio e lungo periodo, la differenza;
  • struttura: ci sono sempre più ETF strutturati, ETF che possono essere considerati come dei moltiplicatori dei sottostanti – sono ETF che moltiplicano i possibili rendimenti e anche le possibili perdite, e che dovresti maneggiare con estrema cura.

Come costruire un portafoglio ETF valido

Il mio parere è che, capite queste cose, la migliore soluzione sia quella di rivolgersi ad un consulente finanziario indipendente che sappia validare le riflessioni generali che puoi fare sui mercati e, più in generale, ti aiuti a “pesare” la rilevanza dei singoli titoli alla luce della situazione complessiva che, in quanto esperto, segue sicuramente con maggiore frequenza e puntualità.

Di conseguenza tutte le valutazioni generali che abbiamo fatto insieme sono valide ma la costruzione di un portafoglio non può non tenere conto di:

  • storia pregressa: non so cosa hai fatto fino ad oggi, dove hai allocato i tuoi soldi e con che scadenze. Di conseguenza, quindi, non posso simulare nel dettaglio la strategia;
  • situazione economica globale: ti ho accennato ad alcuni problemi che riguardano l’attualità, a seconda del momento in cui ragioni potrebbero cambiare;
  • obiettivi: ognuno di noi ha un obiettivo, devi confrontare i tuoi obiettivi con le indicazioni di massima che abbiamo visto sopra per capire come tradurli in mercati in cui investire. Anche qui è una valutazione soggettiva difficilmente standardizzabile.

Investitore Strategico è la Migliore Soluzione per Te

Se ritieni di avere abbastanza competenze per agire da solo ed investire autonomamente, hai bisogno di un servizio che sappia crearti un portafoglio modello da seguire e ti filtri le informazioni migliori.

Investitore Strategico è la migliore soluzione per te perché ti permette di fare tutto questo in maniera efficiente grazie al supporto della migliore consulenza finanziaria indipendente italiana.

Il servizio è gestito da Matteo Biancolini, consulente attivo da oltre 10 anni, e vanta il main sponsor di Affari Miei in quanto si sposa perfettamente con i principi che, da anni, vengono divulgati tramite il blog.

Autorevoli quotidiani come Il Corriere della Sera ed Il Denaro hanno recensito positivamente l’iniziativa, se non ne hai mai sentito parlare ti consiglio di leggere la recensione ufficiale qui.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni, puoi scaricare subito il video corso gratuito in cui ti viene presentato il servizio:

Quale Piattaforma Scegliere per Investire in ETF

Rientra anche questo aspetto nel “come” e vale la pena dedicare qualche riga al tema. La scelta varia molto a seconda della tua operatività e delle cifre che intendi investire, in generale conviene aprire un deposito titoli tramite il proprio conto online oppure registrarsi ad una piattaforma ad hoc con accesso diretto al mercato.

Per maggiori approfondimenti ti invito a visitare l’articolo sui migliori deposito titoli perché viene aggiornato periodicamente con le ultime offerte e le piattaforme più interessanti.

Conclusioni

Abbiamo visto insieme alcuni aspetti fondamentali su cui devi ragionare per investire in ETF. Mi auguro di esserti stato di aiuto in questa tua analisi e spero che con Affari Miei i mercati finanziari ti facciano meno paura.

Un grosso in bocca al lupo.


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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

3 COMMENTI

  1. Ciao, sono capitato poco tempo fa su questo sito e mi stavo facendo un giro per ampliare in mio bagaglio di conoscenze (se lo ritenessi affidabile potrei anche decidere di comprare il corso, io avevo comprato un libro abbastanza serio sugli investimenti ma quando ho compilato il questionario della banca ho trovato argomenti e domande completamente diverse).

    Nel frattempo devo dire che non sono soddisfatto della gestione dei miei investimenti : in due anni non mi hanno MAI chiamato per dirmi come stavano andando i fondi comuni, le obbligaioni e neppure per investire il capitale accumulato sul CC (ma il gestore non prende una commissione ?), quindi mi chiedo se lo stanno tenedo d’ occhio o cosa.

    Dopo aver letto dei tuoi articoli sugli ETF ho provato a proporlo al mio gestore ma ha fatto mille storie, in pratica sarei io a dovergli dire in quali etf investire perchè la banca non ha pacchetti già costruiti (tuttavia non si è mai offerto di elencarmene qualcuno, insomma aiuto 0).
    Non mi sembra professionale e sono preoccupato.

    PS In compenso mi ha proposto una polizza vita, cosa che tu sconsigli.

    • Ciao Andrea,

      benvenuto su Affari Miei: mi auguro che il blog ed il corso – laddove decidessi di acquistarlo – ti possano essere utili soprattutto per capire come orientarti. Il 90% delle decisioni, fidati, sono legate proprio alla fase pianificativa e gestionale più che al “come” e al “cosa”.

      Le banche sconsigliano gli investimenti in ETF perché, per loro natura, nascono per fare a meno dei gestori in quanto abbattono i costi sui quali i gestori attivi – e di conseguenza la filiera che c’è dietro – guadagnano. I loro “pacchetti” sono i fondi a gestione attiva con costi esorbitanti, vincoli e prestazioni spesso deludenti rispetto ai fondi passivi: ne parlo qui =>https://www.affarimiei.biz/fondi-comuni/31013

      Farsi consigliare dalla banca è concettualmente pericoloso perché il promotore/consulente è in conflitto di interessi: poi ci sono anche quelli bravi e onesti, per carità, ma noi non possiamo sapere chi abbiamo di fronte.

      Sulle polizze…sai come la penso 😉

      Ti faccio un grandissimo in bocca al lupo!

      Davide

      • D’ altra parte se il promotore non “collabora” nella scelta degli ETF diventa dura orientarsi, devi conoscere il settore titoli/azioni/mercati veramente bene se non sbagliare, oltretutto diversificare bene è quasi impossibile se sei costretto a investire su un titolo alla volta.

        Purtroppo prima di leggere il tuo blog mi sono fatto convincere a comprare un bel mazzo di “sicav”, spero se non altro di non andare in perdita.
        D’ altra parte comincio a capire i poveracci di banca etruria e monte paschi di diena, se il tuo promotore finanziario ti consiglia i “suoi” titoli e tace sugli altri senza nemmeno dirti che esistono (come gli etf con me) sei nelle sue mani, a meno di non studiare di brutto.
        Fra parentesi la stessa cosa è successo per i costi di gestione (in percentuale) dei fondi: se non li chiedevo, lui non me li avrebbe descritti, praticamente voleva solo che firmassi.
        Ciao

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