Come Investire in ETF: Cosa Sono, Come Funzionano e Quando Conviene Comprare ETF

Conviene investire in ETFCosa sono? Il mondo degli investimenti per privati è diventato particolarmente variegato, grazie anche alle opportunità offerte dall’internet banking che ormai permette a tutti di acquistare e vendere qualsiasi cosa sul web.

Tra i prodotti finanziari più interessanti del momento troviamo gli ETF che sono delle forme di risparmio collettivo gestito di tipo passivo, ovvero che replicano in tutto e per tutto l’andamento di una certa materia prima, di un indice o di un mercato.

I vantaggi di questo tipo di fondi di investimento sono diversi in quanto, come avremo modo di vedere più avanti, si possono abbattere senza problemi i costi collegati alla gestione e in più si può avere un andamento identico a quello del mercato che ci interessa. Sono vantaggi molto importanti perché, a parità di condizioni, ci permettono di avere rendimenti superiori rispetto ad altri investimenti bancari proprio in virtù dell’aspetto dei costi più contenuti rispetto ai fondi a gestione attiva.

Vediamo insieme perché può convenire investire in ETF, come funzionano, dove si acquistano, quanto si può guadagnare, come vengono tassati e quali sono i vantaggi rispetto alle forme di investimento che possono essere considerate analoghe.

Se sei alla ricerca di una guida completa agli ETF, che ti permetta di capire come funziona a fondo lo strumento prima di investire, sei decisamente nel posto giusto perché oltre a questo articolo su Affari Miei troverai tantissimi approfondimenti che ti mostrerò man mano che entreremo nel merito della nostra trattazione.

Cominciamo subito!

ETF: Cosa sono e come funzionano

Se preferisci il video rispetto alla lettura puoi dare uno sguardo a questo mio contenuto in cui entro nel merito e ti spiego tutto quello che devi sapere:

Se, invece, preferisci leggere veniamo subito al dunque.

Gli ETF sono fondi a gestione passiva che tramite la loro composizione riflettono 1:1 l’andamento del valore di una materia prima o di un indice (tecnicamente si parla di benchmark).

Non ci sono gestori che puntano su titoli che si ritengono più convenienti, come avviene nel caso dei fondi comuni a gestione attiva, ma la replica perfetta di quello che avviene in senso generale su un determinato mercato.

Questa loro particolare configurazione ha reso gli ETF strumenti molto interessanti sia per chi li gestisce che per chi li compra:

  • non è necessario avere analisti e strumenti di analisi avanzata, perché il fondo è a gestione passiva e dunque si deve occupare soltanto di mantenere le proporzioni di titoli che possono riprodurre l’andamento dell’indice stesso;
  • non è necessario, per chi compra questo strumento, gestire il patrimonio, perché se ne occuperanno appunto i sistemi che automatizzano la composizione del portafoglio.

Ad oggi si possono trovare sul mercato italiano diversi tipi di ETF, che legano il proprio andamento a:

  • indici – possono essere indici borsistici, ma anche indici di altro tipo, sempre però su mercati regolamentati. Per approfondire, leggi cosa sono gli indici borsistici;
  • materie prime energetiche – come nel caso di gas naturale e petrolio;
  • materie prime non energetiche – metalli preziosi e metalli industriali, terre rare, altri tipi di materia prima ad uso industriale.

Tramite ETF si può dunque accedere ad un enorme numero di strumenti, con alcuni vantaggi che andremo ad analizzare tra poco.


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Perchè sceglierli per la propria strategia

Ma perché investire in ETF? Questi strumenti si sono guadagnati la loro reputazione grazie al fatto che i fondi a gestione attiva siano noti per le difficoltà a battere l’indice di riferimento, ovvero a registrare performance maggiori rispetto alle gestioni passive(tra cui gli ETF).

Gli Exchange Traded Fund sono parecchi, possono essere venduti in Borsa come qualsiasi altro strumento di Borsa e hanno una buona flessibilità.

Oltre a questa flessibilità e alla maggior capacità di performare in modo positivo, permettono la possibilità di diversificare il proprio portafoglio e di investire sul ,lungo periodo.

Inoltre, si sa sempre in cosa verrà investito il proprio denaro. Come abbiamo visto sopra, infatti, i gestori sono vincolati alla composizione dell’indice che l’ETF dichiara di replicare.

Come investire: ETF a gestione passiva VS Fondi a gestione attiva

Gli ETF sono considerati molto più vantaggiosi dei fondi a gestione attiva che di solito vengono proposti dalle banche.

I fondi a gestione attiva, infatti, nascono con l’obiettivo di battere il benchmark di riferimento (di solito un indice di borsa) attraverso operazioni particolari compiute da un gestore.

I fondi a gestione attiva hanno, in sintesi, i seguenti problemi:

  • Costi di gestione molto più alti degli ETF: questo accade perché bisogna remunerare la società di gestione che investe i soldi per noi “attivamente”, senza limitarsi a “copiare” il benchmark, e bisogna pagare la struttura di vendita (promotori finanziari e banche) che promuove i fondi attivi;
  • Minore trasparenza: mentre l’ETF ci fa capire chiaramente dove saranno investiti i nostri soldi, il gestore prende decisioni discrezionali sulle quali non abbiamo controllo;
  • Minore liquidità: molti fondi non sono quotati in borsa e dunque non sono scambiabili rapidamente, gli ETF invece si possono comprare e vendere in relativamente poco tempo ed è quindi possibile disinvestire velocemente;
  • Performance peggiori: il 90% dei fondi a gestione attiva non batte il benchmark per tutta una serie di ragioni che non sto qui a dirti, se vuoi approfondire però puoi farlo leggendo questa guida.


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Ulteriori vantaggi degli ETF

Vediamo insieme quali sono i vantaggi di investire in ETF rispetto ad altre forme più dirette di investimento:

  • c’è la possibilità di intervenire su un indice per intero, seguendone l’andamento, cosa che sarebbe impossibile fare con le proprie sostanze e senza avere un accesso diretto agli ordini di borsa;
  • c’è la possibilità di investire su mercati che non sarebbero accessibili, soprattutto per chi non ha enormi capitali, perché in altre giurisdizioni; non è difficile trovare ETF che abbiano come indice di base il mercato cinese o quello indiano, nei quali se si hanno pochi capitali a disposizione e non si ha la possibilità di aprire società da quelle parti è particolarmente difficile entrare;
  • si può avere una differenziazione molto interessante, soprattutto per gli ETF basati su indici borsistici, senza alcun tipo di problema tecnico e senza alcuna complicazione; basterà acquistare le quote che ci interessano e il sistema ETF in sé si adeguerà a rappresentare l’indice, secondo i rapporti di capitale delle società quotate.

    ETF ad accumulazione ed ETF a distribuzione

    Gli ETF sono classificabili in due categorie a seconda della politica di distribuzione di cedole o dividendi:

    • ETF ad accumulazione: i proventi derivanti dai titoli sottostanti acquistati (azioni o obbligazioni) non vengono distribuiti al titolare del fondo ma sono reinvestiti in automatico. In questo modo si sfrutta l’interesse composto che consente una maggiore crescita del capitale e la tassazione viene differita al momento in cui disinvestiamo. Per farla semplice, comprando un ETF ad accumulazione puoi anche non far nulla per 10 anni, non riceverai cedole o dividendi e non pagherai l’imposta sui rendimenti durante il decennio in cui sei investito;
    • ETF a distribuzione: a differenza dei primi, periodicamente (mensilmente, trimestralmente, semestralmente o annualmente) distribuiscono cedole o dividendi. Comprando un ETF a distribuzione, dunque, ti puoi garantire una rendita dal tuo investimento che viene sottoposta all’imposta sulle rendite finanziarie nel momento in cui ti viene erogata.

    Non esiste una categoria migliore delle altre, di solito si sceglie un ETF ad accumulazione se si punta alla crescita del capitale mentre gli ETF a distribuzione servono per percepire delle rendite e sono indicati per capitali di dimensioni più consistenti.

    ETF strutturati

    Gli ETF strutturati sono dei particolari strumenti che sono organizzati tipicamente a leva, ovvero con copertura solo a margine e che permettono di avere una moltiplicazione dell’andamento dell’indice. Ne esistono diversi tipi, e possono essere utilizzati per:

    • Si possono avere investimenti in strategia passiva a leva, il che vuol dire avere sul mercato uno strumento più aggressivo;
    • Si possono fare investimenti che possono essere meno costosi, nel senso che si può ottenere il beneficio di un grande investimento ricorrendo poi alla leva e dunque ottenere una moltiplicazione dell’indice, esponendosi per somme molto inferiori rispetto a quelle degli ETF standard e degli strumenti senza leva;
    • si possono abbattere i rischi emittente, nel caso in cui si opti per gli ETF strutturati che vengono negoziati sui mercati strutturati e regolamentati, come ad esempio ETFplus;

    Gli ETF strutturati, sebbene possano essere sicuramente invitanti per chi è a alla ricerca di un guadagno più rapido e più spinto, devono essere però considerati come strumenti ad altro rischio, da maneggiare assolutamente con cura e che necessitano di una buona conoscenza delle variabili finanziarie e macro-economiche.

    Personalmente mi interessano poco perché mi ritengo un investitore cassettista che guarda al lungo periodo: non mi interessa guadagnare tanto nel breve periodo, quella è una strategia da trader, il mio scopo è quello di costruirmi un portafoglio equilibrato che mi faccia crescere nel corso del tempo. Il mio personale approccio agli investimenti è spiegato in un articolo apposito, se ti interessa puoi leggerlo per approfondire.

    La possibilità degli ETF a gestione attiva

    Gli ETF sono nati come strumenti per il risparmio e l’investimento collettivo gestito a gestione passiva, anche se negli ultimi anni si sono arricchiti di ulteriori modalità, che hanno portato alla nascita di strumenti che, seppure indicati come ETF, con quelli delle origini hanno davvero poco a che fare.

    Non si tratta però di fondi che sono gestiti in modo completamente attivo, ma che semplicemente hanno come indici di riferimento delle variabili aggiuntive, che possono riguardare la capitalizzazione in borsa delle società, lo stato economico e altri tipi di variabili che possono correggere il valore delle aziende quotate.

    Le versioni attive non hanno comunque un’autentica gestione attiva come nel caso dei comuni fondi di investimento e dunque possono essere considerati come degli ETF a gestione passiva che basano però il loro valore su un indice di valori diverso dalla mera cifra borsistica.

    Sono comunque degli strumenti che seguono degli indici, per quanto particolari questi possano essere.

    Svantaggi degli ETF

    Gli ETF si sono affermati anche in quanto rispetto ai fondi gestiti classici e attivi, hanno costi di gestione molto più bassi.

    Tra le altre cose il settore è stato coinvolto negli ultimi anni in una guerra tra gli emittenti che ha ulteriormente abbassato le commissioni percepite dai gestori di questa particolare categoria di fondi.

    I costi, dunque, sono generalmente bassi ma devi fare attenzione perché in settori a bassa redditività – esempio, obbligazioni – anche uno 0,1% annuo potrebbe fare la differenza.

    Il problema, a mio parere, non è nel prodotto in sé ma nell’uso che una persona desidera fare: gli ETF sono la forma migliore per effettuare investimenti diversificati a basso costo ed anche con capitale ridotto ma, per forza di cose, bisogna capire cosa si sta comprando.

    Senza un’adeguata asset allocation, infatti, il rischio di costruire un portafoglio troppo aggressivo potrebbe portare a perdite nel breve o medio periodo non attese.

    Parlare di investimenti in ETF è molto generico, è come se ci chiedessimo se è facile guidare un’automobile: tendenzialmente si, se sai come farlo, altrimenti il rischio di schiantarsi nel muro è evidente.

    Nel mio programma “Easy Investments Formula” approfondisco molto la parte che viene prima degli investimenti veri e propri che è fondamentale per non schiantare i propri soldi e non farsi fregare da banche o promotori.

    Se stai iniziando ad investire adesso, ti consiglio di dare uno sguardo al mio video corso gratuito “Investi con Buon Senso” in cui ti illustro i pericoli da cui devi difendere i tuoi soldi e le opportunità da cogliere.


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    Come Investire in ETF: Ecco Dove Comprare i fondi passivi in Borsa

    Dove e come comprate ETF? Gli ETF vengono negoziati in mercati regolamentati e per l’Italia il mercato di riferimento è ETFplus, gestito da Borsa Italiana e che permette l’accesso a tutti gli operatori registrati.

    Basta un conto corrente con deposito titoli abilitato per accedere tranquillamente a tantissimi ETF sia sulla borsa italiana che sulle altre borse europee e mondiali. Qui trovi una classifica dei migliori conti che offrono questo servizio, puoi leggerla per approfondire: il mio consiglio è di distinguere il conto per gli investimenti dal conto tradizionale, quindi se vuoi investire ti conviene avere un conto ad hoc.

    Le negoziazioni sul mercato avvengono proprio come nel caso in cui si trattasse di azioni o obbligazioni, il prezzo oscilla in tempo reale ogni giorno. Gli ETF sono divisi in quote – come i fondi comuni – il cui valore oscilla in base all’andamento del mercato di riferimento.

    Il “nome tecnico” degli ETF è il Codice ISIN: una volta che hai scelto il titolo da comprare, devi cercare nel tuo conto inserendo il codice ISIN che lo contraddistingue.

    Per scegliere un ETF, è necessario procedere per step:

    • Prima si individua il settore o l’indice su cui investire;
    • Successivamente si individuano gli ETF esistenti e si confrontano tra loro;
    • Scelto l’ETF, si cerca nel conto tramite il codice ISIN.

    Investire in ETF Online

    La maggior parte degli investitori acquista ETF online mediante il proprio conto.

    Nello specifico, puoi comprare ETF online tramite:

    Entrambe le soluzioni si “somigliano”, la differenza sostanziale è che il portafoglio titoli è in genere abbinato ad un conto bancario mentre la piattaforma è un broker che permette l’accesso ai mercati finanziari senza che sia necessario aprire un conto corrente.

    ETF in banca: è possibile comprarli?

    Teoricamente si anche se, nella pratica, i consulenti bancari sconsigliano o scoraggiano l’acquisto. Essendo focalizzati a vendere i propri fondi attivi, le banche parlano quasi sempre del proprio prodotto e non promuovono gli ETF.

    Con il proprio home banking, comunque, è possibile comprare ETF online tramite il proprio portafoglio titoli.

    Investimento Minimo

    Non esiste un investimento minimo indicato in quanto il prezzo degli ETF varia a seconda dello strumento scelto. Per darti un’idea, solo su Borsa Italiana ci sono oltre 1000 ETF che si possono acquistare, capisci che è difficile parlare di un minimo o un massimo.

    Se non hai aperto un conto, però, qualche limite lo incontrerai perché il deposito titoli in certi casi ha delle spese annue di apertura, specie con le banche tradizionali, quindi non ha molto senso aprirne uno per investire magari 100€. Questa soluzione è da preferire in presenza di capitali di medie dimensioni, in base alla mia esperienza è preferibile almeno 10.000€.

    Le piattaforme abilitate al trading, invece, hanno di solito un deposito minimo basso anche di 100-200€ e la cosa è più indicata per piccoli investimenti.

    ETF a basso costo: come trovarli?

    Gli ETF mediamente hanno quasi sempre un costo annuo (tecnicamente TER) molto basso.

    In ogni caso, visitando la sezione di Affari Miei dedicata agli ETF trovi diverse liste di strumenti per investire con spese molto basse.


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    Quanto rendono gli ETF? Come guadagnare investendo passivamente?

    Quando parliamo di una categoria ampia è difficile, su due piedi, dire quanto si guadagna.

    Molto cambia a seconda del mercato in cui si decide di investire.

    In maniera molto sintetica:

    • gli indici obbligazionari sono tipicamente i meno rischiosi e permettono di guadagnare magari poco, ma in maniera costante;
    • gli indici borsistici tendono ad essere più rischiosi anche se possono avere rendimenti molto al di sopra di quelli obbligazionari;
    • le materie prima sono in genere i più rischiosi e non dovrebbero interessare chi non ha una buona propensione al rischio.

    Sul tema del rendimento degli ETF ho scritto alcune considerazioni ulteriori che trovi qui.

    Quali ETF Conviene Comprare?

    Qui ci addentriamo in un mondo sterminato: solo su Borsa Italiana ci sono più di 1000 ETF, a livello mondiale ce ne sono probabilmente decine di migliaia.

    Per approfondire ti lascio alcune risorse:

    In più, se sei nuovo, puoi leggere qui le recensioni delle principali società che creano ETF:

    Puoi inoltre approfondire il tema della costruzione del portafoglio consultando anche queste guide:

    Investire in ETF Conviene? Le mie opinioni sincere

    Dipende: se sei alla ricerca di uno strumento gestito (seppur in maniera passiva), che ti permetta di avere un investimento ben assortito e differenziato, questa potrebbe essere la soluzione giusta.

    Occhio però a scegliere quelli giusti, come ripeto sempre, in base a quello che ti aspetti dal tuo investimento e al rischio che ti senti pronto a correre.

    Non esistono formule magiche per guadagnare in finanza e sicuramente gli ETF non sono una di queste.

    Personalmente, utilizzo prevalentemente ETF per investire ed insegno tutto quello che ho imparato nei programmi formativi dell’Academy di Affari Miei e nei servizi collegati al blog.

    Se sei nuovo e questa è la tua prima visita, puoi dare uno sguardo al video report “Investi con Buon Senso” in cui ti introduco al mio metodo per investire cogliendo tutte le opportunità disponibili sui mercati finanziari.

    Ulteriori risorse utili

    Prima di salutarci vorrei proporti la lettura di qualche articolo che potrebbe interessarti, circa le modalità per investire oggi:

      Buona lettura.


      Scopri che Investitore Sei

      Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:

      >> Inizia Subito <<


      Davide Marciano
      Imprenditore e Investitore
      Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l’economia e la finanza conseguendo un Master in Consulenza Finanziaria Indipendente. Nel 2019 ha scritto il libro "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" ed ha fondato la Affari Miei Academy.
      Categorie: ETF

      16 Commenti

      Matteo Dubini · 12 Settembre 2018 alle 15:05

      Ottimo articolo e podcast!

        Davide Marciano · 12 Settembre 2018 alle 19:51

        Grazie Matteo 😉

      lorena · 22 Ottobre 2018 alle 22:31

      Interessante il mondo fondi ottimo il podcast! grazie
      Lorena

        Davide Marciano

        Davide Marciano · 23 Ottobre 2018 alle 9:03

        Grazie 😉

      Andrea · 8 Gennaio 2019 alle 15:15

      Dimentichi un lato negativo, comune peraltro ai fondi in generale: le plusvalenze ETF non si compensano, solo quelle degli ETC. E’ un aspetto mica da poco..

        Davide Marciano

        Davide Marciano · 20 Febbraio 2019 alle 14:37

        Rispetto ai prodotti pacchettizzati standard, al momento, non c’è paragone.

        Quello che citi è l’unico lato “negativo”, l’upgrade successivo però sarebbe quello di costruirsi “a mano” il portafoglio comprando direttamente azioni o obbligazioni e non è praticabile a livello di tempi e costi con piccoli capitali.

      Christian · 20 Febbraio 2019 alle 11:38

      Sempre ben spiegato quello che tratti, Davide. Conosco abbastanza bene la materia ma spesso leggo i tuoi articoli che mi aiutano molto a puntellare gli elementi importanti, complimenti davvero. Ne approfitto per stuzzicarti con una domanda: cosa ne pensi degli ETF Vanguard, anche alla luce della recente quotazione sulla Borsa di Milano? Come ben sai hanno i costi più bassi del mercato, ma acquistarli a Milano forse per ora non conviene perché ho visto che i volumi di scambio sono ancora bassissimi e si avrebbe un rischio liquidità. Tu cosa ne pensi? Su Milano e proprio in generale, ne hai inseriti nel tuo portafoglio?

        Davide Marciano

        Davide Marciano · 20 Febbraio 2019 alle 14:36

        Ciao Christian,

        grazie del commento. In breve:
        1) Vanguard al momento non ho niente però appena dovrò comprare lo valuterò;
        2) Confermo l’impressione su Milano anche se credo ci vorrà poco a “popolarsi” di scambi su Vanguard;
        3) Quando mi conviene, compro sempre su Milano perché di solito la banca che uso mi fa pagare meno l’operazione e compro solo titoli molto scambiati. Nel corso mostro un investimento che però sto facendo su Amsterdam per ragioni di costi.

        Buona giornata,
        Davide

      Arcangelo · 7 Aprile 2019 alle 21:53

      Grazie Davide , io personalmente ho investito dei soldi su azioni e un pacchettizato di una banca
      Ora parlando con il mio Avvocato mi ha presentato gli etf che non conoscevo
      Ci sto entrando in punta di piedi e grazie anche alle tue spiegazioni
      Grazie

        Davide Marciano

        Davide Marciano · 8 Aprile 2019 alle 8:32

        Ciao Arcangelo,

        grazie per i complimenti, ti invito tuttavia a non farti prendere da facili illusioni perché gli ETF vanno capiti e studiati.

        Al riguardo, ti consiglio di frequentare il corso ufficiale di Affari Miei per investire per migliorare la tua preparazione – se ti stai approcciando solo ora – e per avere una visione d’insieme sugli investimenti più ampia: https://www.affarimiei.biz/100-mila-euro-sul-conto-corso/

        Buona giornata,
        Davide

      Rafael · 21 Giugno 2019 alle 0:04

      Ciao Davide. Dove si compra, c’è qualche sito o si va in banca, e poi quale mi consiglia in investire. adesso ho comprato su uvxy. Grazie

      Laura T · 10 Ottobre 2019 alle 23:35

      Come si fa a scegliere ETF etici, cioè che non investono in armi e affini?

      laura moschini · 14 Gennaio 2020 alle 19:10

      grazie del chiarimento. Volevo conoscere i pro e contro del “multiscelta” polizza poste, ho capito che è meglio lasciar perdere, e per me è meglio ricorrere agli etf . Ora devo vedere come. Non so se a Poste lo fanno. Ho un gruzzoletto da investire. Sono rimasta disoccupata (59anni) quindi devo vedere un qualcosa che può essere disponibile in qualsiasi momento, nel caso avessi bisogno.

        Davide Marciano

        Davide Marciano · 15 Gennaio 2020 alle 10:35

        Ciao Laura,

        se sei rimasta disoccupata lascia perdere gli investimenti e pensa, prima di tutto, a trovare un lavoro.

        Una volta che ti sei riabilitata professionalmente ti concentri sugli investimenti.

        Chi ti racconta il contrario sta cercando di truffarti.

        Consiglio gratuito, da amico.

        Un grosso in bocca al lupo!

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