Come Investire in ETF: Cosa Sono, Come Funzionano e Quando ti Conviene Comprare ETF

Conviene investire in ETF? Il mondo degli investimenti per privati è diventato particolarmente variegato, grazie anche alle opportunità offerte dall’internet banking che ormai permette a tutti di acquistare e vendere qualsiasi cosa sul web.

Tra i prodotti finanziari più interessanti del momento troviamo gli ETF che sono delle forme di risparmio collettivo gestito di tipo passivo, ovvero che replicano in tutto e per tutto l’andamento di una certa materia prima, di un indice o di un mercato.


Ti spiego gli ETF semplicemente: ascolta il Podcast!


I vantaggi di questo tipo di fondi di investimento sono diversi, in quanto come avremo modo di vedere più avanti, si possono abbattere senza problemi i costi collegati alla gestione e in più si può avere un andamento identico a quello del mercato che ci interessa. Sono vantaggi molto importanti perché, a parità di condizioni, ci permettono di avere rendimenti superiori rispetto ad altri investimenti bancari proprio in virtù dell’aspetto dei costi più contenuti rispetto ai fondi a gestione attiva.

Vediamo insieme perché può convenire investire in ETF, come funzionano, dove si acquistano, quanto si può guadagnare, come vengono tassati e quali sono i vantaggi rispetto alle forme di investimento che possono essere considerate analoghe.

Se sei alla ricerca di una guida completa agli ETF, che ti permetta di capire come funziona a fondo lo strumento prima di investire, sei decisamente nel posto giusto perché oltre a questo articolo su Affari Miei ho costruito una sezione specifica sugli ETF.

Che significa gestione passiva

Ti confesso che apprezzo molto questo strumento rispetto agli altri, in particolare preferisco gli ETF ai fondi comuni che perseguono obiettivi simili ma con maggiori difficoltà.

Gli ETF non sono altro che fondi a gestione passiva, ovvero che tramite la loro composizione riflettono 1:1 l’andamento del valore di una materia prima o di un indice.

Non ci sono gestori che puntano su titoli che si ritengono più convenienti, come avviene nel caso dei fondi comuni a gestione attiva, ma la replica perfetta di quello che avviene in senso generale su un determinato mercato.

Questa loro particolare configurazione ha reso gli ETF strumenti molto interessanti sia per chi li gestisce che per chi li compra:

  • non è necessario avere analisti e strumenti di analisi avanzata, perché il fondo è a gestione passiva e dunque si deve occupare soltanto di mantenere le proporzioni di titoli che possono riprodurre l’andamento dell’indice stesso;
  • non è necessario, per chi compra questo strumento, gestire il patrimonio, perché se ne occuperanno appunto i sistemi che automatizzano la composizione del portafoglio.

Ad oggi si possono trovare sul mercato italiano diversi tipi di ETF, che legano il proprio andamento a:

  • indici – possono essere indici borsistici, ma anche indici di altro tipo, sempre però su mercati regolamentati. Per approfondire, leggi cosa sono gli indici borsistici;
  • materie prime energetiche – come nel caso di gas naturale e petrolio;
  • materie prime non energetiche – metalli preziosi e metalli industriali, terre rare, altri tipi di materia prima ad uso industriale.

Tramite ETF si può dunque accedere ad un enorme numero di strumenti, con alcuni vantaggi che andremo ad analizzare tra poco.

Non Sai Come Investire i Risparmi?
"5 Consigli Super per Investire Consapevolmente" è la guida che ti aiuta a capire veramente gli investimenti.

Che vantaggi ci sono se investo in ETF

Arrivati a questo punto della discussione sarebbe più che lecito chiedersi quali sono i vantaggi dell’acquistare un ETF rispetto all’acquisto dei titoli ai quali fa riferimento.

Dopotutto potremmo saltare le commissioni e gestire direttamente il nostro portafoglio, quindi perché pagare un surplus?

In realtà allo strumento ETF sono legati dei vantaggi importanti, che li rendono particolarmente allettanti per alcune determinate categorie di investitori.

Vediamo insieme quali sono i vantaggi di investire in ETF rispetto ad altre forme più dirette di investimento:

  • c’è la possibilità di intervenire su un indice per intero, seguendone l’andamento, cosa che sarebbe impossibile fare con le proprie sostanze e senza avere un accesso diretto agli ordini di borsa;
  • c’è la possibilità di investire su mercati che non sarebbero accessibili, soprattutto per chi non ha enormi capitali, perché in altre giurisdizioni; non è difficile trovare ETF che abbiano come indice di base il mercato cinese o quello indiano, nei quali se si hanno pochi capitali a disposizione e non si ha la possibilità di aprire società da quelle parti è particolarmente difficile entrare;
  • si può avere una differenziazione molto interessante, soprattutto per gli ETF basati su indici borsistici, senza alcun tipo di problema tecnico e senza alcuna complicazione; basterà acquistare le quote che ci interessano e il sistema ETF in sé si adeguerà a rappresentare l’indice, secondo i rapporti di capitale delle società quotate.

Ci sono anche altri vantaggi che gli ETF condividono con strumenti analoghi:

  • Essendo negoziati in un mercato regolamentato, sono particolarmente liquidi e hanno contratti di costituzione standard;
  • Possono essere scambiati e non è necessario arrivare, per la monetizzazione, alla scadenza del fondo.

Gli ETF su indici pagano anche dividendi

Altro aspetto molto interessante, che riguarda gli ETF che sono tarati su indici borsistici, è l’erogazione dei dividendi a scadenza periodica, così come vengono erogati dai titoli che fanno parte del portafoglio.

Scegliendo un ETF sul FTSE MIB o anche su altri indici è possibile dunque ottenere gli stessi dividendi, in proporzione alla quota detenuta, che si percepirebbero con il possesso diretto dei titoli.

Come Fare per Investire in ETF

Gli ETF vengono negoziati in mercati regolamentati e per l’Italia il mercato di riferimento è ETFplus, gestito da Borsa Italiana e che permette l’accesso a tutti gli operatori registrati.

Basta un conto corrente con deposito titoli abilitato per accedere tranquillamente a tantissimi ETF sia sulla borsa italiana che sulle altre borse europee e mondiali. Qui trovi una classifica dei migliori conti che offrono questo servizio, puoi leggerla per approfondire: il mio consiglio è di distinguere il conto per gli investimenti dal conto tradizionale, quindi se vuoi investire ti conviene avere un conto ad hoc.

Le negoziazioni sul mercato avvengono proprio come nel caso in cui si trattasse di azioni o obbligazioni, il prezzo oscilla in tempo reale ogni giorno. Gli ETF sono divisi in quote – come i fondi comuni – il cui valore oscilla in base all’andamento del mercato di riferimento.

Il “nome tecnico” degli ETF è il Codice ISIN: una volta che hai scelto il titolo da comprare, devi cercare nel tuo conto inserendo il codice ISIN che lo contraddistingue.

Per scegliere un ETF, è necessario procedere per step:

  • Prima si individua il settore o l’indice su cui investire;
  • Successivamente si individuano gli ETF esistenti e si confrontano tra loro;
  • Scelto l’ETF, si cerca nel conto tramite il codice ISIN.

Nel mio corso per investire “100 Mila Euro sul Conto” spiego approfonditamente come effettuare questa scelta che, a mio parere, viene sempre e solo dopo altri ragionamenti generali inerenti gli obiettivi e la strategia.

Altre caratteristiche degli ETF

Vediamo insieme altre domande frequenti legate agli ETF.

In cosa investire i soldi in ETF?

Gli ETF, come abbiamo visto in apertura della nostra guida, offrono un ampio spettro di possibilità, tipicamente su Indici borsistici, indici obbligazionari e materie prime:

  • gli indici obbligazionari sono tipicamente i meno rischiosi e permettono di guadagnare magari poco, ma in maniera costante;
  • gli indici borsistici tendono ad essere più rischiosi anche se possono avere rendimenti molto al di sopra di quelli obbligazionari;
  • le materie prima sono in genere i più rischiosi e non dovrebbero interessare chi non ha una buona propensione al rischio.

Cosa sono gli ETF strutturati?

Gli ETF strutturati sono dei particolari strumenti che sono organizzati tipicamente a leva, ovvero con copertura solo a margine e che permettono di avere una moltiplicazione dell’andamento dell’indice. Ne esistono diversi tipi, e possono essere utilizzati per:

  • Si possono avere investimenti in strategia passiva a leva, il che vuol dire avere sul mercato uno strumento più aggressivo;
  • Si possono fare investimenti che possono essere meno costosi, nel senso che si può ottenere il beneficio di un grande investimento ricorrendo poi alla leva e dunque ottenere una moltiplicazione dell’indice, esponendosi per somme molto inferiori rispetto a quelle degli ETF standard e degli strumenti senza leva;
  • si possono abbattere i rischi emittente, nel caso in cui si opti per gli ETF strutturati che vengono negoziati sui mercati strutturati e regolamentati, come ad esempio ETFplus;

Gli ETF strutturati, sebbene possano essere sicuramente invitanti per chi è a alla ricerca di un guadagno più rapido e più spinto, devono essere però considerati come strumenti ad altro rischio, da maneggiare assolutamente con cura e che necessitano di una buona conoscenza delle variabili finanziarie e macro-economiche.

Personalmente mi interessano poco perché mi ritengo un investitore cassettista che guarda al lungo periodo: non mi interessa guadagnare tanto nel breve periodo, quella è una strategia da trader, il mio scopo è quello di costruirmi un portafoglio equilibrato che mi faccia crescere nel corso del tempo. Il mio personale approccio agli investimenti è spiegato in un articolo apposito, se ti interessa puoi leggerlo per approfondire.

La possibilità degli ETF a gestione attiva

Gli ETF sono nati come strumenti per il risparmio e l’investimento collettivo gestito a gestione passiva, anche se negli ultimi anni si sono arricchiti di ulteriori modalità, che hanno portato alla nascita di strumenti che, seppure indicati come ETF, con quelli delle origini hanno davvero poco a che fare.

Non si tratta però di fondi che sono gestiti in modo completamente attivo, ma che semplicemente hanno come indici di riferimento delle variabili aggiuntive, che possono riguardare la capitalizzazione in borsa delle società, lo stato economico e altri tipi di variabili che possono correggere il valore delle aziende quotate.

Le versioni attive non hanno comunque un’autentica gestione attiva come nel caso dei comuni fondi di investimento e dunque possono essere considerati come degli ETF a gestione passiva che basano però il loro valore su un indice di valori diverso dalla mera cifra borsistica.

Sono comunque degli strumenti che seguono degli indici, per quanto particolari questi possano essere.

Quali sono i lati negativi degli ETF?

Gli ETF si sono affermati anche in quanto rispetto ai fondi gestiti classici e attivi, hanno costi di gestione molto più bassi.

Tra le altre cose il settore è stato coinvolto negli ultimi anni in una guerra tra gli emittenti che ha ulteriormente abbassato le commissioni percepite dai gestori di questa particolare categoria di fondi.

I costi, dunque, sono generalmente bassi ma devi fare attenzione perché in settori a bassa redditività – esempio, obbligazioni – anche uno 0,1% annuo potrebbe fare la differenza.

Il problema, a mio parere, non è nel prodotto in sé ma nell’uso che una persona desidera fare: gli ETF sono la forma migliore per effettuare investimenti diversificati a basso costo ed anche con capitale ridotto ma, per forza di cose, bisogna capire cosa si sta comprando.

Senza un’adeguata asset allocation, infatti, il rischio di costruire un portafoglio troppo aggressivo potrebbe portare a perdite nel breve o medio periodo non attese.

Parlare di investimenti in ETF è molto generico, è come se ci chiedessimo se è facile guidare un’automobile: tendenzialmente si, se sai come farlo, altrimenti il rischio di schiantarsi nel muro è evidente.

Nel mio corso “100 Mila Euro sul Conto” approfondisco molto la parte che viene prima degli investimenti veri e propri che è fondamentale per non schiantare i propri soldi e non farsi fregare da banche o promotori.

Conviene investire in ETF?

Dipende: se sei alla ricerca di uno strumento gestito (seppur in maniera passiva), che ti permetta di avere un investimento ben assortito e differenziato, questa potrebbe essere la soluzione giusta.

Occhio però a scegliere quelli giusti, come ripeto sempre, in base a quello che ti aspetti dal tuo investimento e al rischio che ti senti pronto a correre.

Non esistono formule magiche per guadagnare in finanza e sicuramente gli ETF non sono una di queste.

Per approfondire, puoi leggere nelle ulteriori risorse utili alcuni articoli in cui analizzo a fondo alcune modalità d’investimento.

Ulteriori risorse utili

Prima di salutarci vorrei proporti la lettura di qualche articolo che potrebbe interessarti, circa le modalità per investire oggi:

Ho provato ad individuare, alla luce della mia esperienza, alcuni percorsi che delineano le fasi della vita in cui ti approcci agli investimenti. Potrebbe essere utile per te partire da qui:

Buona lettura.


Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:


mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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