Migliori ETF 2026: Dove Investire Oggi Al Meglio? (Guida Completa)
Nel 2026 il mercato degli ETF in Europa ha tagliato un traguardo che non era mai stato raggiunto prima: ha superato quota 3.000 miliardi di euro di masse gestite.
Un numero che fa girare la testa, soprattutto se consideriamo che è stato toccato in un periodo che tutti definiscono incerto, tra guerre, prezzo del petrolio alle stelle e banche centrali che non si capisce cosa c’hanno in testa.
Questa guida raccoglie i migliori ETF su cui investire nel 2026, organizzati per categoria. Per ogni strumento trovi il nome, l’ISIN, il costo annuo (TER), quanto ha reso anno per anno e quanto ha perso nel momento peggiore.
Classifica rapida: i migliori ETF del momento
Se non hai tempo di leggere tutta la guida, questo elenco ti dà una mappa immediata.
Venti strumenti, diciotto ETF e due ETC sull’oro, divisi in dieci categorie: per ognuna la prima scelta e l’alternativa vera, così se preferisci un altro emittente o vuoi pagare meno sai già dove guardare.
Alcune note metodologiche.
Per ogni strumento trovi il codice ISIN (è quello che devi cercare sulla piattaforma della tua banca), il costo annuo, il patrimonio gestito, il rendimento anno per anno dal 2022 al 2025 e la perdita massima degli ultimi cinque anni, cioè quanto avresti visto scendere il tuo capitale se fossi entrato nel momento peggiore.
I dati sono stati verificati il 18 settembre 2026, con valori arrotondati: patrimoni e numero di titoli si riferiscono agli ultimi dati disponibili nelle schede e possono cambiare. I rendimenti sono espressi in euro e includono il reinvestimento dei proventi, ove presenti; sono già al netto dei costi del fondo, ma non delle imposte personali e delle commissioni di negoziazione.
Le perdite massime si riferiscono al quinquennio osservato: non sono un limite alle perdite future.
Azionario mondiale, paesi sviluppati
iShares Core MSCI World UCITS ETF (Acc) — ISIN IE00B4L5Y983, costo 0,20% l’anno, patrimonio 127,3 miliardi, 1.280 titoli.
Ha reso +7,1% nel 2025, +26,2% nel 2024, +19,6% nel 2023 e −13,0% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 20,5%. È uno dei maggiori ETF sul suo indice. Per comprare e vendere conta anche lo spread disponibile sulla Borsa e nell’orario in cui operi.
State Street SPDR MSCI World UCITS ETF (Acc) — ISIN IE00BFY0GT14, costo 0,12% l’anno, patrimonio 17,8 miliardi, 1.270 titoli.
Ha reso +7,2% nel 2025, +26,5% nel 2024, +19,6% nel 2023 e −12,7% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 20,5%. Stesso indice del precedente, costa quasi la metà.
Azionario mondiale con emergenti compresi
Vanguard FTSE All-World UCITS ETF (Acc) — ISIN IE00BK5BQT80, costo 0,14% l’anno, patrimonio 50,9 miliardi, 3.758 titoli.
Ha reso +8,4% nel 2025, +24,7% nel 2024, +17,8% nel 2023 e −13,0% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 19,6%. Tutto il mondo in un solo strumento, paesi emergenti inclusi. Il fondo Vanguard FTSE All-World è stato primo per raccolta netta in Europa nel primo semestre 2026, con 14 miliardi: il dato riguarda il fondo, non esclusivamente questa classe ad accumulazione.
State Street SPDR MSCI All Country World UCITS ETF (Acc) — ISIN IE00B44Z5B48, costo 0,12% l’anno, patrimonio 16,6 miliardi, 2.267 titoli.
Ha reso +8,6% nel 2025, +24,8% nel 2024, +17,8% nel 2023 e −13,2% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 20,5%. Stessa idea del Vanguard, costa un po’ meno, ha meno titoli dentro.
Azionario Stati Uniti
Vanguard S&P 500 UCITS ETF (Acc) — ISIN IE00BFMXXD54, costo 0,07% l’anno, patrimonio 30,8 miliardi, 503 titoli.
Ha reso +4,0% nel 2025, +32,6% nel 2024, +21,6% nel 2023 e −13,3% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 23,7%. Costo bassissimo, replica fisica totale delle 500 aziende americane.
iShares Core S&P 500 UCITS ETF (Acc) — ISIN IE00B5BMR087, costo 0,07% l’anno, patrimonio 133,4 miliardi, 503 titoli.
Ha reso +4,0% nel 2025, +32,6% nel 2024, +21,5% nel 2023 e −13,3% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 22,6%. Stesso costo, stessa logica, patrimonio quattro volte più grande.
Azionario Europa
Amundi Core Stoxx Europe 600 UCITS ETF (Acc) — ISIN LU0908500753, costo 0,07% l’anno, patrimonio 20,7 miliardi, 612 titoli.
Ha reso +20,2% nel 2025, +9,0% nel 2024, +16,0% nel 2023 e −10,4% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 20,6%. Esposizione a 600 società europee con un costo contenuto.
Amundi Core MSCI Europe UCITS ETF (Acc) — ISIN LU1437015735, costo 0,12% l’anno, patrimonio 4,1 miliardi, 412 titoli.
Ha reso +19,7% nel 2025, +8,8% nel 2024, +16,1% nel 2023 e −9,3% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 19,4%. Più concentrato sulle grandi aziende, ha oscillato un po’ meno.
Azionario mercati emergenti
iShares Core MSCI Emerging Markets IMI UCITS ETF (Acc) — ISIN IE00BKM4GZ66, costo 0,18% l’anno, patrimonio 38,5 miliardi, 2.991 titoli.
Ha reso +16,3% nel 2025, +14,0% nel 2024, +7,7% nel 2023 e −14,2% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 22,3%. Quasi tremila titoli fra Cina, India, Taiwan e Corea del Sud, comprese le piccole aziende.
Amundi MSCI Emerging Markets UCITS ETF (Acc) — ISIN LU1681045370, costo 0,20% l’anno, patrimonio 4,2 miliardi, 1.136 titoli.
Ha reso +17,9% nel 2025, +14,5% nel 2024, +6,1% nel 2023 e −15,1% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 23,5%. Alternativa valida, ma usa la replica sintetica invece di comprare i titoli — te lo dico perché più avanti ti spiego perché la cosa conta.
Azionario Giappone
iShares Core MSCI Japan IMI UCITS ETF (Acc) — ISIN IE00B4L5YX21, costo 0,12% l’anno, patrimonio 7,5 miliardi, 955 titoli.
Ha reso +11,8% nel 2025, +14,3% nel 2024, +14,7% nel 2023 e −11,0% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 19,8%. Copre quasi tutto il mercato giapponese, grandi e piccole aziende.
Xtrackers MSCI Japan UCITS ETF (Acc) — ISIN LU0274209740, costo 0,12% l’anno, patrimonio 6,1 miliardi, 168 titoli.
Ha reso +10,1% nel 2025, +15,1% nel 2024, +16,0% nel 2023 e −11,9% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 20,2%. Stesso costo, grandi e medie società, senza le piccole aziende incluse nell’indice IMI.
Obbligazionario mondiale con cambio coperto in euro
Vanguard Global Aggregate Bond UCITS ETF EUR Hedged (Acc) — ISIN IE00BG47KH54, costo 0,08% l’anno, patrimonio 2,3 miliardi, 13.200 obbligazioni.
Ha reso +3,2% nel 2025, +0,6% nel 2024, +4,7% nel 2023 e −15,3% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 18,4%. Obbligazioni di mezzo mondo con copertura del rischio di cambio in euro, che ne riduce sensibilmente l’effetto senza eliminarlo del tutto, e un costo contenuto.
iShares Core Global Aggregate Bond UCITS ETF EUR Hedged (Acc) — ISIN IE00BDBRDM35, costo 0,10% l’anno, patrimonio 2,5 miliardi, 19.606 obbligazioni.
Ha reso +2,9% nel 2025, +1,3% nel 2024, +4,4% nel 2023 e −13,6% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 16,8%. Contiene un numero maggiore di obbligazioni e nel 2022 ha tenuto un po’ meglio.
Titoli di stato dell’area euro
iShares Core Euro Government Bond UCITS ETF (Dist) — ISIN IE00B4WXJJ64, costo 0,07% l’anno, patrimonio 5,3 miliardi, 552 titoli.
Ha reso +0,6% nel 2025, +1,8% nel 2024, +7,0% nel 2023 e −18,5% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 21,0%. I titoli di stato dell’eurozona in un colpo solo. Versione a distribuzione: le cedole arrivano sul conto.
Xtrackers II Eurozone Government Bond UCITS ETF (Acc) — ISIN LU0290355717, costo 0,07% l’anno, patrimonio 2,4 miliardi, 560 titoli.
Ha reso +0,6% nel 2025, +1,7% nel 2024, +7,1% nel 2023 e −18,6% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 21,1%. Alternativa nella stessa categoria, ma segue un indice diverso: iBoxx EUR Sovereigns Eurozone anziché Bloomberg Euro Treasury Bond. Inoltre reinveste le cedole invece di accreditarle.
Obbligazioni legate all’inflazione
iShares Euro Inflation Linked Government Bond UCITS ETF (Acc) — ISIN IE00B0M62X26, costo 0,09% l’anno, patrimonio 2,0 miliardi, 39 titoli.
Ha reso +0,9% nel 2025, −0,04% nel 2024, +5,9% nel 2023 e −9,8% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 15,8%. Titoli di stato europei che si adeguano all’inflazione, senza rischio di cambio.
Xtrackers II Global Inflation-Linked Bond UCITS ETF EUR Hedged (Acc) — ISIN LU0290357929, costo 0,25% l’anno, patrimonio 354 milioni, 154 titoli.
Ha reso +2,3% nel 2025, −2,2% nel 2024, +2,0% nel 2023 e −19,0% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 24,6%. La versione mondiale invece che solo europea. È l’unico della lista sotto il miliardo di patrimonio, e più avanti ti spiego perché è una cosa da sapere.
Oro
iShares Physical Gold ETC — ISIN IE00B4ND3602, costo 0,12% l’anno, patrimonio 34,2 miliardi.
Ha reso +45,7% nel 2025, +34,5% nel 2024, +9,7% nel 2023 e +5,6% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 23,4%. Replica fisica dell’oro, con un patrimonio elevato.
Invesco Physical Gold ETC — ISIN IE00B579F325, costo 0,12% l’anno, patrimonio 26,6 miliardi.
Ha reso +45,7% nel 2025, +34,5% nel 2024, +9,7% nel 2023 e +5,6% nel 2022; nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 23,4%. Stesso costo, stessa logica, emittente diverso.
Quasi tutti gli ETF di questo elenco sono ad accumulazione: reinvestono i proventi in automatico invece di accreditarteli. Dove c’è scritto «Dist» succede il contrario. I due ETC sull’oro sono strumenti diversi dagli ETF e non producono dividendi o cedole. Per molti ETF esiste anche una classe con una diversa politica di distribuzione: più avanti ti spiego come distinguerle senza sbagliare.
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Perché proprio questi venti
Quando leggi «i migliori ETF» hai il diritto di sapere con quale metro sono stati scelti, altrimenti è una lista di nomi come tante. Il metro è questo, e puoi ricontrollarlo strumento per strumento.
Uno per ogni pezzo che serve davvero in portafoglio. Non i più bravi dell’anno scorso, ma i mattoni con cui si costruisce: mondo sviluppato, mondo intero, Stati Uniti, Europa, emergenti, Giappone, obbligazionario globale, titoli di stato euro, protezione dall’inflazione, oro.
Almeno un miliardo di euro di patrimonio. È una soglia scelta per questa selezione, non una garanzia di sicurezza. Il rapporto Lipper di fine giugno 2026 censisce 2.578 portafogli ETF, e soltanto 554 superano il miliardo. Quei 554 da soli valgono circa l’86% delle masse censite. Un patrimonio ridotto può aumentare il rischio di chiusura o accorpamento, ma non esiste un confine automatico al miliardo.
Almeno cinque anni di vita. Se un ETF è nato l’anno scorso non si può sapere come si è comportato quando i mercati sono andati male, e senza quel dato una classifica dice poco.
A parità di tutto il resto, vince chi costa meno. E a parità di costo, il più grande.
Nell’elenco c’è una sola eccezione, ed è giusto che tu la sappia: l’ETF sulle obbligazioni mondiali legate all’inflazione con il cambio coperto gestisce 354 milioni, sotto la soglia. Esistono alternative, fra cui un ETF iShares con copertura in euro. In questa categoria ho quindi ammesso un’eccezione alla soglia dimensionale, da valutare insieme a costi, liquidità e caratteristiche dell’indice.
Come scegliere un ETF: i criteri che contano davvero
Prima di guardare i nomi, è utile capire cosa distingue un buon ETF da uno mediocre. Sono otto indicatori, e non servono competenze tecniche per capirli.
1. TER (Total Expense Ratio) — È il costo annuo dell’ETF, espresso in percentuale. Se un ETF costa lo 0,20% e un altro l’1,50%, su 10.000 euro in 10 anni la differenza si accumula e può superare i duemila euro, a seconda del rendimento lordo. Gli strumenti della classifica hanno costi annui tra lo 0,07% e lo 0,25%.
2. Dimensione del fondo (AUM) — Un fondo grande ha meno rischi di essere chiuso o liquidato. Sopra il miliardo di euro puoi stare relativamente tranquillo.
3. Liquidità — Quanto è facile comprare e vendere senza perdere denaro nel passaggio. Uno spread bid-ask contenuto riduce il costo di negoziazione. Contano anche la liquidità dei titoli sottostanti, i market maker e l’orario in cui operi, non soltanto gli scambi dell’ETF.
4. Tracking error — Misura quanto varia nel tempo lo scostamento dei rendimenti dell’ETF rispetto all’indice. Più è basso, più lo scostamento è stabile; per sapere quanto rendimento l’ETF ha guadagnato o perso rispetto all’indice va guardata anche la tracking difference.
5. Tipo di replica — Fisica (compra davvero i titoli dell’indice) o sintetica (usa contratti derivati). La replica fisica è più immediata da comprendere, ma non è automaticamente meno rischiosa: contano sottostanti, eventuale prestito titoli, controparti e garanzie degli swap.
6. Accumulo vs distribuzione — L’ETF ad accumulo reinveste automaticamente i dividendi nel fondo, sfruttando l’interesse composto. Quello a distribuzione li accredita sul tuo conto. Per un piano di accumulo (PAC), l’accumulo è quasi sempre la scelta migliore.
7. Quanto costa davvero — Il TER è solo una parte del conto. Ci sono altre tre voci che nessuno ti mette in evidenza: lo spread fra prezzo di acquisto e prezzo di vendita, che paghi ogni volta che entri o esci; la commissione della banca o del broker, che su alcune piattaforme è di 2-3 euro a operazione e su altre arriva a 19; e il cambio, se l’ETF è quotato in una valuta diversa dall’euro. Su un investimento da 5.000 euro, una commissione di 19 euro pesa quasi il doppio del TER annuale di un ETF che costa lo 0,20%. Vale la pena guardare bene dove si compra, non solo cosa.
8. Il codice, non il nome — Due ETF possono chiamarsi quasi allo stesso modo ed essere prodotti diversi. È il punto che spiego qui sotto, perché è quello dove si sbaglia più spesso.
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Controlla il codice ISIN, non il nome
Molte volte ci si lascia ingannare dai nomi senza scavare a fondo. Per spiegarti questo concetto, riporto alcuni esempi pratici.
Il Vanguard S&P 500 esiste in due versioni. Una si chiama Distributing e ti versa i dividendi sul conto: il codice è IE00B3XXRP09. L’altra si chiama Accumulating e i dividendi li reinveste dentro il fondo: il codice è IE00BFMXXD54. Stesso indice, stessa società che li gestisce, stesso costo dello 0,07%. Cambia solo cosa succede ai dividendi.
Non è un dettaglio. Se stai costruendo un piano di accumulo, la versione ad accumulazione lavora per te in silenzio: i dividendi rientrano nel fondo e continuano a produrre rendimento. La versione a distribuzione ti fa arrivare sul conto piccole somme che poi devi reinvestire a mano, pagandoci le tasse ogni volta che arrivano.
Il problema è che sulla piattaforma della banca i due nomi compaiono uno sotto l’altro e si distinguono per una parola in fondo. Cerca sempre per codice ISIN, mai per nome: è l’unico modo per essere sicuro di comprare quello che hai deciso di comprare.
Vale lo stesso per un’altra distinzione che passa inosservata: alcuni ETF con il nome quasi identico coprono indici diversi. Un fondo che segue l’MSCI World ha dentro 1.280 aziende dei paesi sviluppati; uno che segue il FTSE All-World ne ha 3.758 e include anche i paesi emergenti. Sono due mondi diversi, in senso letterale.
Il mercato degli ETF nel 2026: cosa sta succedendo
La recente analisi “European ETF Industry Review H1 2026″ di Lipper Alpha / Refinitiv riporta che nel primo semestre del 2026 gli investitori europei hanno versato 221,7 miliardi di euro negli ETF. Si tratta di un ritmo che, se confermato, porterà a un nuovo record annuale. Di questi, 170,8 miliardi sono finiti nell’azionario, 39 miliardi nell’obbligazionario, 11,1 miliardi nel monetario.
C’è un dato che spiega meglio di ogni altro cosa è successo: le masse gestite sono passate da 2.578 miliardi di fine 2025 a 3.099 miliardi di fine giugno 2026. Di quei 521 miliardi in più, 299 arrivano dalla salita dei mercati e 222 dai soldi nuovi entrati. Il record non è solo gente che compra: è anche il valore di quello che era già dentro.
Il dato più rilevante non è il volume in sé, ma il cambiamento nelle scelte geografiche.
Per anni il mercato americano ha dominato le preferenze degli investitori europei.
Nel 2026 l’azionario globale ha raccolto 65,9 miliardi di euro, oltre il doppio dei 27,9 miliardi andati all’azionario USA. Non è che gli europei abbiano abbandonato gli Stati Uniti: le masse accumulate restano più alte sull’USA (732 miliardi contro 616 del globale). Semplicemente, i soldi nuovi seguono scelte allocative diverse.
La tecnologia, con l’intelligenza artificiale sugli scudi, resta molto indietro rispetto a quanto si potrebbe pensare. Ad aprile ha raccolto 2 miliardi contro i 13,5 dell’azionario globale, e a fine giugno pesava 85,5 miliardi di masse contro i 616 del globale. Un segnale che gli investitori preferiscono diversificare piuttosto che puntare tutto su un settore.
A marzo 2026, quando è scoppiato il conflitto in Iran e i problemi con lo stretto di Ormuz, la raccolta netta degli ETF è crollata da quasi 49 miliardi dei mesi precedenti a 10,5 miliardi. È stato il mese più difficile dell’anno, ma la raccolta è comunque rimasta positiva. Ad aprile siamo tornati sopra i 37 miliardi. Nemmeno una guerra o uno shock petrolifero sono riusciti a mettere KO il mercato degli ETF che continuano a crescere.
Un’ultima cosa che dice molto: iShares da sola gestisce 1.265 miliardi, cioè il 40,8% di tutto il mercato europeo degli ETF. Dietro ci sono Amundi con 402 miliardi e Xtrackers con 320. Tre nomi che valgono più della metà del settore.
Migliori ETF Azionari: la guida per categoria
ETF su MSCI World — il “tutto in uno” globale
L’MSCI World è l’indice che raccoglie le grandi e medie imprese dei paesi sviluppati: l’iShares Core che lo segue ha circa 1.280 titoli. Se dovessi scegliere un solo ETF azionario per il lungo periodo, valuterei questi strumenti; il terzo segue però un indice diverso, che comprende anche gli emergenti:
- iShares Core MSCI World UCITS ETF USD (Acc) — ISIN IE00B4L5Y983, costo 0,20%. Uno dei maggiori ETF sul suo indice, con 127,3 miliardi di euro gestiti.
- State Street SPDR MSCI World UCITS ETF (Acc) — ISIN IE00BFY0GT14, costo 0,12%. Stesso indice, quasi la metà del costo.
- Xtrackers MSCI AC World Screened UCITS ETF 1C — ISIN IE00BGHQ0G80, costo 0,25%. Segue l’MSCI ACWI Select Screened, non l’MSCI World: include anche i mercati emergenti e applica filtri ESG che escludono alcuni settori e società.
Approfondisci: ETF su MSCI World Index
ETF su S&P 500 — il mercato americano
L’S&P 500 raccoglie circa 500 grandi aziende americane, selezionate secondo i criteri dell’indice. In diversi periodi ha superato l’azionario globale, ma la concentrazione sul mercato USA è un rischio da considerare: gli ETF qui citati hanno perso il 13,3% in euro nel 2022 e nel momento peggiore degli ultimi cinque anni sono arrivati a scendere di oltre il 22%.
- Vanguard S&P 500 UCITS ETF (Acc) — ISIN IE00BFMXXD54, costo 0,07%. Replica fisica totale.
- iShares Core S&P 500 UCITS ETF (Acc) — ISIN IE00B5BMR087, costo 0,07%. Stesso costo, stessa logica, 133,4 miliardi gestiti.
Approfondisci: ETF su S&P 500
ETF su Europa
L’azionario europeo nel 2026 ha raccolto 7,1 miliardi di euro di nuovi capitali, ma ha mostrato segnali di frenata nel secondo trimestre con uscite nette in ogni mese. Resta interessante per diversificare rispetto agli USA, e il 2025 lo ha premiato con un +20%.
- Amundi Core Stoxx Europe 600 UCITS ETF (Acc) — ISIN LU0908500753, costo 0,07%. Segue un indice di 600 società europee, con 612 posizioni rilevate in portafoglio e un costo contenuto.
- Amundi Core MSCI Europe UCITS ETF (Acc) — ISIN LU1437015735, costo 0,12%. Più concentrato: 412 titoli, solo grandi e medie aziende.
ETF sui Mercati Emergenti
I mercati emergenti hanno raccolto 15,7 miliardi nel primo semestre 2026, al terzo posto nella classifica delle categorie più gettonate. Cina, India, Taiwan e Corea del Sud fanno la parte del leone.
- iShares Core MSCI EM IMI UCITS ETF (Acc) — ISIN IE00BKM4GZ66, costo 0,18%. Quasi tremila titoli, piccole aziende comprese.
- Amundi MSCI Emerging Markets UCITS ETF (Acc) — ISIN LU1681045370, costo 0,20%. Alternativa valida, ma a replica sintetica.
Approfondisci: ETF sui Mercati Emergenti
ETF su Giappone e Asia Pacifico
Il Giappone offre un’esposizione a un importante mercato sviluppato al di fuori di Stati Uniti ed Europa. Il rendimento per chi investe in euro dipende anche dalle oscillazioni dello yen.
- iShares Core MSCI Japan IMI UCITS ETF (Acc) — ISIN IE00B4L5YX21, costo 0,12%. Copre quasi tutto il listino, 955 titoli.
- Xtrackers MSCI Japan UCITS ETF (Acc) — ISIN LU0274209740, costo 0,12%. Grandi e medie società, senza le small cap dell’indice IMI.
- iShares Nikkei 225 UCITS ETF (Acc) — ISIN IE00B52MJD48, costo 0,48%. Replica i 225 titoli più attivi di Tokyo, ma costa quattro volte gli altri due e gestisce molto meno: lo cito perché segue un indice molto conosciuto, non perché sia la scelta migliore.
Altri ETF geografici
Per chi vuole un’esposizione mirata su un mercato specifico, ci sono ETF dedicati. Una premessa che vale per tutti: un ETF concentrato su un singolo paese espone maggiormente ai rischi specifici di quel mercato e può oscillare più di uno globale. Nel primo semestre 2026 gli ETF sulla Cina hanno perso 1,1 miliardi di raccolta e quelli sulle piccole aziende tedesche 1,2 miliardi, mentre l’azionario globale ne guadagnava 65,9.
Riporto una serie di risorse utili:
- ETF su MSCI World Index
- ETF su S&P 500
- ETF sui Mercati Emergenti
- ETF su FTSE MIB
- ETF su DAX
- ETF sulla Cina
- ETF su India
- ETF su Grecia
- ETF su Turchia
- ETF su Vietnam
ETF Megatrend
I megatrend sono le macro-tendenze che stanno cambiando il mondo: invecchiamento demografico, tecnologia, energie rinnovabili, robotica. Investirci significa puntare su ciò che crescerà nei prossimi decenni, ma con più volatilità rispetto agli indici generalisti. Da tenere presente prima di partire: sono strumenti che costano di più, in genere fra lo 0,30% e lo 0,65% l’anno contro lo 0,07-0,20% di un indice generalista.
- ETF su Megatrend
- ETF su Tecnologia
- ETF su Robotica
- ETF su Energie Rinnovabili
- ETF su Sicurezza Informatica
- ETF su Infrastrutture
- ETF su Invecchiamento della Popolazione
- ETF VanEck Idrogeno
Altri ETF Settoriali
I settoriali sono più concentrati e possono essere più volatili degli indici generalisti, ma possono sovraperformare quando il settore è in crescita. Nel 2026 il settore Industrials ha beneficiato dei flussi verso la difesa e la rotazione verso i settori value.
Prima di sceglierne uno, guarda dove sono andati i soldi nel primo semestre 2026: in uscita i finanziari (−2,4 miliardi), i metalli preziosi (−1,4), le piccole aziende tedesche (−1,2), la Cina (−1,1), l’oro e i preziosi come settore azionario (−1,0). In entrata gli industriali, trainati dalla difesa. Non è una previsione su chi salirà, è la fotografia di dove si stanno spostando i capitali: serve a capire se stai entrando in un settore che il mercato sta comprando o in uno che sta lasciando.
- ETF Farmaceutici
- ETF Semiconduttori
- ETF su Immobiliare
- ETF su Energia
- ETF Assicurazioni
- ETF Finanza
- ETF Crypto e Blockchain
- ETF su Viaggi e Turismo
- Investire in Vino
- ETF ad egual Ponderazione
Per la lista completa degli ETF settoriali per emittente:
Quali ETF comprare oggi
È la domanda che arriva più spesso, ed è anche quella che arriva per prima quando invece dovrebbe arrivare per ultima.
Il nome dello strumento è l’ultimo passaggio di una catena: prima viene quanto pesa quella somma sul tuo patrimonio, poi fra quanto tempo ti servirà, poi quanto sei in grado di vederla scendere senza toccarla. Chi salta questi tre passaggi e parte dal nome dell’ETF si ritrova con lo strumento giusto dentro il portafoglio sbagliato.
Primo: quanto pesa questa somma sul totale
Ventimila euro non sono ventimila euro. Sono il 4% del patrimonio di chi ne ha cinquecentomila, e sono tutto quello che ha chi non possiede altro. Lo stesso ETF, nelle due situazioni, è una cosa diversa: nel primo caso una scelta che si può sbagliare senza conseguenze sulla vita di chi la fa, nel secondo una decisione che tocca la cassa di emergenza.
Prima ancora di guardare un ISIN, il conto da fare riguarda tutto quello che c’è: la liquidità sul conto, l’eventuale immobile, il fondo pensione, la polizza che qualcuno ha in casa senza sapere bene cosa contiene. La quota da investire in ETF è una fetta di quel totale, e la sua composizione dipende da com’è fatto il resto. Chi ha già il 70% del proprio patrimonio in un immobile ha un’esposizione al mattone che nessun ETF obbligazionario compensa.
C’è poi una regola che vale prima di tutte le altre: i soldi che coprono le spese impreviste — di solito fra le sei e le dodici mensilità — non entrano in questo discorso. Restano liquidi, anche se «rendono zero». Servono a non dover vendere l’azionario nel mese sbagliato, che è il modo più comune di trasformare una discesa temporanea in una perdita definitiva.
Secondo: fra quanto tempo servono
L’orizzonte temporale non è un dettaglio anagrafico, è quello che decide quanta parte azionaria un portafoglio può reggere. Nei dati di questa guida l’azionario globale ha perso il 13,0% nel 2022 e, nel momento peggiore degli ultimi cinque anni, è arrivato a scendere del 19,6%. Nel 2024 il Vanguard FTSE All-World ha reso il +24,7% in euro: sono misure riferite a periodi diversi, non le tappe di un unico calo e recupero. Chi aveva davanti quindici anni ha visto un anno storto. Chi doveva comprare casa nel 2023 ha visto un problema.
La domanda «quali ETF comprare» cambia risposta a seconda che quei soldi servano fra tre anni, fra dieci o mai, perché sono destinati ai figli. Su orizzonti corti la parte azionaria è quella che espone al rischio di dover vendere in perdita; su orizzonti lunghi ha storicamente offerto un potenziale di crescita reale superiore a quello delle obbligazioni, senza garanzie sul risultato. Il mestiere della costruzione di un portafoglio è tenere insieme le due cose quando in casa convivono obiettivi con scadenze diverse: la ristrutturazione fra due anni e la pensione fra venticinque non possono stare nello stesso contenitore.
Terzo: quanto rischio si regge davvero
Qui c’è una distinzione che quasi nessuno fa, ed è quella che separa i portafogli che durano da quelli che vengono liquidati al primo temporale. Una cosa è il rischio che una persona è disposta ad accettare, un’altra è quello che si può permettere.
La disponibilità è una questione di carattere: c’è chi guarda il saldo una volta l’anno e chi lo guarda ogni mattina. La capacità è una questione di numeri: dipende da quanto reddito entra ogni mese, da quanto è stabile, da quante persone dipendono da quel reddito, da quanto vale il cuscinetto di liquidità. Un dipendente pubblico a cinquant’anni senza figli e senza mutuo ha una capacità di rischio alta anche se dorme male; un autonomo con reddito variabile e due figli piccoli ha una capacità bassa anche se in teoria «se la sente».
Quando le due cose non coincidono, comanda la più bassa. È il motivo per cui in questa guida, accanto a ogni strumento, trovi scritto quanto ha perso nel momento peggiore invece del solo rendimento: quel numero aiuta a valutare se una certa allocazione è compatibile con la persona che la deve tenere, ricordando che le perdite future possono essere peggiori di quelle osservate.
La logica del portafoglio: prima i ruoli, poi i nomi
Un portafoglio non è una collezione dei migliori strumenti di ogni categoria. È un insieme di parti che hanno ruoli diversi e che si comportano in modo diverso nello stesso momento.
- L’azionario è il motore. È la parte che nel lungo periodo fa crescere il capitale, ed è anche quella che oscilla di più. Un ETF sul mondo intero come il Vanguard FTSE All-World (IE00BK5BQT80) o un MSCI World come l’iShares Core (IE00B4L5Y983) sono i mattoni più diffusi per questa parte, ed è anche dove va la maggior parte dei soldi europei: il fondo Vanguard All-World è stato primo per raccolta netta in Europa nel primo semestre 2026, con 14 miliardi complessivi, non riferiti esclusivamente alla classe ad accumulazione.
- L’obbligazionario è l’ammortizzatore. Serve a rendere più sopportabili le discese dell’azionario e a dare qualcosa da vendere quando serve liquidità in un momento storto. Il 2022 ha ricordato che non è una parte immobile — il Vanguard obbligazionario globale coperto in euro qui citato quell’anno ha perso il 15,3% — ma il suo ruolo resta quello di ridurre l’ampiezza delle oscillazioni complessive, oltre a contribuire al rendimento.
- L’oro è una possibile copertura. Non garantisce protezione, ma può muoversi diversamente dalle azioni, e questo è il suo valore dentro un’allocazione. Nel 2025 ha fatto +45,7% e nel 2024 +34,5%, ma nel momento peggiore degli ultimi cinque anni è sceso del 23,4%: chi lo tiene lo tiene per come si comporta quando il resto va male, non per il rendimento.
- La liquidità è il cuscinetto. Non è una parte «morta» del portafoglio: è quella che permette a tutte le altre di restare dove sono.
Le percentuali fra queste parti sono la vera decisione, e da lì discende tutto il resto. I tre profili che trovi più avanti in questa guida sono tre modi diversi di combinarle. La scelta dello strumento — questo ETF o quell’altro sullo stesso indice — pesa molto meno di quanto pesi la proporzione fra le parti: fra due ETF che seguono lo stesso indice la differenza è di qualche centesimo di punto l’anno, fra un portafoglio 30% azionario e uno 80% azionario la differenza è tutta un’altra storia.
C’è poi una cosa che il portafoglio la fa invecchiare da sola: se l’azionario corre per due anni, la quota decisa al 60% può ritrovarsi, per esempio, al 70% senza che nessuno abbia comprato niente. Il ribilanciamento annuale rimette le proporzioni dove erano state scelte, e ha l’effetto secondario di far vendere un po’ di quello che è salito e comprare un po’ di quello che è sceso.
Perché inseguire quello che è salito non funziona
Fra gli strumenti della classifica iniziale, l’oro è stato davanti nel 2025 con +45,7% e nel 2024 con +34,5%; nel 2023 ha prevalso l’azionario USA, mentre nel 2022 l’oro è stato l’unico segmento positivo. Due categorie vincitrici in quattro anni: una fotografia del passato, non un’indicazione su chi vincerà il prossimo.
Chi compra oggi il settore che ha reso di più l’anno scorso sta comprando dopo la corsa, non prima, e lo fa quasi sempre con i soldi che avrebbe dovuto mettere sulla parte noiosa del portafoglio. È il modo più efficace per ritrovarsi con un’allocazione che nessuno ha deciso: costruita dalle notizie, un pezzo alla volta.
Migliori ETF Obbligazionari
L’obbligazionario nel portafoglio può servire da stabilizzatore, ma la sua relazione con l’azionario cambia nel tempo e dipende anche da scadenze e qualità degli emittenti. Nel primo semestre 2026, i bond ETF hanno raccolto 39 miliardi di euro in Europa.
Una cosa da sapere prima di comprarli, perché nessuno la dice: il 2022 ha dimostrato che «obbligazionario» non vuol dire «tranquillo». Il Vanguard obbligazionario globale coperto in euro qui citato quell’anno ha perso il 15,3%, mentre l’iShares sui titoli di stato dell’area euro ha perso il 18,5%. Servono a smorzare i colpi dell’azionario nella maggior parte degli anni, non a proteggerti sempre.
- Obbligazionario globale: Vanguard Global Aggregate Bond UCITS ETF EUR Hedged (Acc) — ISIN IE00BG47KH54, costo 0,08%. Copre 13.200 obbligazioni da emittenti di tutto il mondo, con copertura del rischio di cambio in euro. Alternativa: iShares Core Global Aggregate Bond EUR Hedged (Acc), ISIN IE00BDBRDM35, costo 0,10%, 19.606 obbligazioni.
- Obbligazionario governativo europeo: iShares Core Euro Government Bond UCITS ETF — ISIN IE00B4WXJJ64, costo 0,07%. Per chi vuole esposizione solo ai titoli di stato dell’area euro. Alternativa ad accumulazione: Xtrackers II Eurozone Government Bond, ISIN LU0290355717, stesso costo.
- Inflation-linked: iShares Euro Inflation Linked Government Bond UCITS ETF — ISIN IE00B0M62X26, costo 0,09%. Obbligazioni governative europee indicizzate all’inflazione. Versione mondiale con cambio coperto: Xtrackers II Global Inflation-Linked Bond EUR Hedged, ISIN LU0290357929, costo 0,25%.
- Obbligazionario corporate: iShares Core EUR Corporate Bond UCITS ETF — ISIN IE00B3F81R35, costo 0,09%. Obbligazioni societarie investment grade in euro, 4.149 titoli.
Approfondisci: ETF Obbligazionari Globali · ETF Obbligazionari Area Euro · ETF Obbligazioni Indicizzate all’Inflazione · ETF Obbligazioni Aggregate · ETF Obbligazionari ad Accumulo · ETF Obbligazioni Convertibili · ETF Obbligazioni Garantite
Migliori ETF su Materie Prime e Oro
L’oro in portafoglio può contribuire alla diversificazione nei periodi di incertezza, senza garantire una copertura in ogni crisi. Nel 2026 i metalli preziosi hanno registrato uscite nette per 1,4 miliardi, ma l’oro fisico resta lo strumento di rifugio per eccellenza — e chi ce l’aveva negli ultimi due anni non se n’è pentito: +34,5% nel 2024 e +45,7% nel 2025.
Detto questo, non è un porto sicuro nel senso di «non scende»: nel momento peggiore degli ultimi cinque anni ha perso il 23,4%, più dell’MSCI World.
- iShares Physical Gold ETC — ISIN IE00B4ND3602, costo 0,12%. Replica fisica dell’oro, 34,2 miliardi gestiti.
- Invesco Physical Gold ETC — ISIN IE00B579F325, costo 0,12%. Stessa logica, emittente diverso.
Approfondisci: ETF/ETC su Oro · ETF su Petrolio · ETC Argento · ETC Platino · ETF Palladio · ETF sul Rame · ETC su Nickel
I Migliori ETF ad Accumulo (per il tuo PAC)
Per costruire un piano di accumulo che valorizzi il tuo capitale nel tempo, gli ETF migliori sono quelli ad accumulo, che non distribuiscono le cedole ma le reinvestono nel fondo stesso per sfruttare il potere dell’interesse composto.
Gli indici più utilizzati per un PAC sono:
- MSCI World Index — diversificazione globale sui paesi sviluppati
- S&P 500 — esposizione al mercato americano
- FTSE All-World — tutto il mondo, emergenti inclusi
Il fondo Vanguard FTSE All-World è stato primo per raccolta netta in Europa nel primo semestre 2026, con 14 miliardi di euro complessivi, non riferiti esclusivamente alla classe ad accumulazione. Un segnale che gli investitori stanno scegliendo sempre più spesso la strada della diversificazione globale.
Facciamo un conto, perché i numeri parlano meglio delle parole. Duecento euro al mese per vent’anni fanno 48.000 euro versati.
Ipotizzando un rendimento annuo effettivo costante del 7%, con versamenti a fine mese, si arriva a circa 101.500 euro. Con lo stesso versamento e un rendimento del 5%, si arriva a circa 81.200 euro. La differenza è di circa 20.300 euro. Sono simulazioni prima delle imposte personali e senza ulteriori costi, non previsioni: nella realtà i rendimenti oscillano e conta anche l’ordine in cui si verificano. Il confronto mostra quanto pesa il rendimento composto, non una differenza di costo fra due ETF specifici.
Una cosa che il conto non dice: in vent’anni possono esserci diversi anni negativi e perdite anche superiori al 20%. Non possiamo sapere in anticipo quanti saranno né quando arriveranno. Il piano di accumulo permette di comprare più quote, a parità di versamento, quando i prezzi scendono; la costanza è importante, ma non elimina il rischio di perdita.
Per approfondire:
Non sai come investire?
Scopri che investitore sei. Ti bastano 3 minuti per scoprire la strategia migliore per te.
Quali sono gli ETF più sicuri?
“Sicuro al 100%” non esiste in finanza. Ma ci sono ETF che dormono tranquilli la notte, e quelli che ti tengono sveglio.
Per valutare un ETF considero questi elementi, che non equivalgono a una garanzia sul capitale:
- Ha un patrimonio elevato, quindi meno rischio di chiusura
- Replica un indice molto diversificato, con migliaia di titoli
- Ha un metodo di replica di cui comprendi rischi e funzionamento
- Ha un costo annuo basso, che erode meno il rendimento
- Appartiene a un emittente affidabile (iShares, Vanguard, Amundi, SPDR, Xtrackers)
Sul primo punto vale la pena fermarsi, perché è quello che quasi nessuno controlla. In Europa sono quotati 4.989 strumenti che si chiamano ETF, ma i portafogli veri sono 2.578: gli altri sono classi diverse dello stesso fondo. Di questi 2.578, appena 554 superano il miliardo di euro, e da soli valgono l’86,4% di tutto il denaro investito. Nel primo semestre 2026, 859 ETF non hanno superato la soglia di 10.000 euro di raccolta netta positiva usata nel rapporto; questo non significa che non abbiano ricevuto sottoscrizioni.
Quando un ETF viene liquidato ricevi il controvalore residuo delle quote, che può essere inferiore al capitale investito. Perdi la scelta del momento e, se realizzi un guadagno imponibile, può scattare la tassazione anche se non avevi deciso di vendere. Guardare il patrimonio prima di comprare costa dieci secondi.
Gli ETF governativi investment grade a breve scadenza possono avere oscillazioni più contenute di quelli azionari, ma non sono privi di rischio. Un ETF sull’MSCI World diversifica fra i paesi sviluppati, senza proteggere dai ribassi dell’azionario; gli ETC sull’oro fisico possono essere molto volatili. La sicurezza dipende soprattutto da cosa c’è dentro e da quando ti serviranno i soldi.
Quali sono gli ETF con i rendimenti migliori?
Guardiamo i numeri veri degli strumenti di questa guida, anno per anno, invece di parlare di settori in astratto.
Nel 2025 il primo posto è dell’oro con +45,7%, seguito dall’Europa con +20,2% e dagli emergenti con +16,3%; l’azionario americano si è fermato a +4,0%. Nel 2024 l’oro era ancora davanti con +34,5%, seguito dagli Stati Uniti a +32,6%, mentre l’Europa aveva reso +9,0%. Nel 2023 prevaleva l’azionario USA, con circa +21,5%. Nel 2022, fra gli strumenti della classifica iniziale, hanno perso tutti tranne l’oro; diversi ETF obbligazionari hanno perso più di quelli azionari, ma non tutti.
In questi quattro anni hanno prevalso due categorie, oro e azionario USA. Non è una regola per il futuro: il rendimento dell’anno precedente, da solo, non basta per decidere cosa comprare.
Il miglior ETF non è quello che ha reso di più nell’ultimo anno: è quello che ti fa dormire tranquillo e ti fa crescere il capitale nel tempo. Un ETF che raddoppia in un anno e poi perde il 60% non ha aiutato nessuno.
La domanda giusta da porsi è: se domani il mercato crolla del 30%, vendi tutto in panico o dormi tranquillo? Se vendi, hai scelto l’ETF sbagliato per il tuo profilo. È esattamente per questo che accanto a ogni strumento di questa guida trovi scritto quanto ha perso nel momento peggiore: guardalo prima di comprare, non dopo.
Come costruire un portafoglio ETF da zero
Nella costruzione di un portafoglio si possono combinare queste quattro componenti, senza che siano tutte obbligatorie in ogni situazione:
- Azionario globale
- Obbligazionario corporate
- Obbligazionario statale
- Materie prime, oro su tutti
Da qui si possono costruire, a titolo di esempio, tre profili. Le percentuali non sono adatte automaticamente a tutti: contano obiettivi, orizzonte e rischi degli strumenti scelti, comprese scadenze e qualità delle obbligazioni.
Prudente — bassa tolleranza al rischio
- 30% azionario globale
- 50% obbligazionario
- 10% oro
- 10% liquidità
Bilanciato — tolleranza media
- 60% azionario globale
- 25% obbligazionario, diviso fra globale e governativo euro
- 10% oro
- 5% liquidità
Aggressivo — alta tolleranza al rischio
- 80% azionario
- 10% obbligazionario
- 10% oro
Un portafoglio non si costruisce una volta e si dimentica: se l’azionario corre per due anni, la quota che avevi messo al 60% può ritrovarsi, per esempio, al 70% e il portafoglio è diventato più rischioso di quanto avevi deciso. Ribilanciare una volta l’anno significa rimettere le percentuali dove le avevi scelte tu.
Per approfondire: Come Costruire un Portafoglio ETF
Come vengono tassati gli ETF in Italia
La tassazione degli ETF in Italia segue le regole dei fondi comuni d’investimento. Qui considero una persona fisica residente in Italia che investe fuori dall’attività d’impresa, nei regimi amministrato o dichiarativo; il risparmio gestito segue regole differenti.
Sui redditi distribuiti dagli ETF: il prelievo è generalmente del 26%. Per gli ETF esteri qui citati, quando interviene un intermediario residente incaricato del pagamento o della negoziazione, è normalmente questo ad applicare la ritenuta. La quota dei proventi fiscalmente riferibile a titoli di stato italiani ed equiparati, compresi quelli dei paesi in white list, beneficia della tassazione effettiva al 12,5%. Con un intermediario estero che non opera da sostituto d’imposta italiano, gli adempimenti possono ricadere sul contribuente.
Sulle plusvalenze: quando vendi le quote con un risultato positivo rispetto al costo medio fiscalmente riconosciuto, il provento è generalmente tassato al 26%. Anche in questo caso vale l’agevolazione per la quota riferibile ai titoli pubblici qualificati. Fiscalmente, il guadagno dell’ETF è un reddito di capitale.
E qui arriva la parte che quasi nessuna guida spiega, ed è quella che ti costa soldi veri. In Italia i guadagni da ETF armonizzati sono classificati come redditi di capitale, mentre le perdite sugli stessi ETF sono redditi diversi. Sono due cassetti separati che non comunicano: la perdita fatta su un ETF non abbatte il guadagno fatto su un altro ETF.
Un esempio, senza quote di titoli pubblici agevolati. Vendi un ETF perdendo 1.000 euro e un altro guadagnandone 1.000. Con le azioni, rispettando le condizioni e i tempi del regime fiscale, perdita e plusvalenza possono compensarsi. Con gli ETF paghi il 26% sui 1.000 euro di guadagno, cioè 260 euro. I 1.000 euro di perdita entrano nello «zainetto» come minusvalenza compensabile: non sono un credito d’imposta di 1.000 euro. Puoi utilizzarli contro redditi diversi finanziari compatibili, entro il quarto periodo d’imposta successivo: per esempio plusvalenze su azioni, obbligazioni, ETC e derivati, secondo le regole applicabili. Non contro proventi di ETF, dividendi o cedole.
Chi ha un portafoglio fatto solo di ETF può quindi ritrovarsi con minusvalenze che scadono inutilizzate. È un aspetto da considerare, ma il recupero fiscale da solo non giustifica l’acquisto di strumenti inadatti al proprio portafoglio.
Sugli ETF non armonizzati bisogna verificare domicilio e requisiti del fondo: non basta guardare la Borsa su cui è quotato. Per gli ETF domiciliati negli Stati Uniti, i proventi concorrono generalmente al reddito complessivo soggetto a IRPEF; esistono invece OICR non UCITS europei che, rispettando specifici requisiti, rientrano nel prelievo del 26%. Gli ETF di questa guida sono UCITS; i due ETC sull’oro sono titoli diversi dai fondi e seguono la disciplina fiscale propria degli ETC.
Errori da evitare quando scegli un ETF
1. Comprare solo per il rendimento passato. Un ETF che ha reso il 40% l’anno scorso potrebbe perdere il 30% quest’anno. Il rendimento passato non garantisce quello futuro.
2. Ignorare i costi. Su 50.000 euro per 20 anni, ipotizzando lo stesso rendimento lordo costante del 5% annuo e sottraendo ogni anno il TER, un costo dell’1,5% invece dello 0,20% porta a circa 28.200 euro in meno, prima delle imposte. È una simulazione: il risultato cambia con il rendimento.
3. Non diversificare. Avere tutto sull’S&P 500 significa rischio USA al 100%. Se il mercato americano crolla, crolli tu.
4. Comprare ETF settoriali senza capire il settore. Investire su blockchain o intelligenza artificiale può essere redditizio, ma solo se capisci cosa stai comprando.
5. Vendere in panico durante i crolli. Molti mercati hanno recuperato dopo grandi crisi, ma tempi ed esito non sono garantiti. Vendere per panico durante un crollo può cristallizzare una perdita e compromettere una strategia di lungo periodo.
6. Non ribilanciare mai. Se l’azionario cresce più dell’obbligazionario, nel tempo il tuo portafoglio diventa più rischioso di quanto vorresti. Una verifica annuale dei pesi può essere un criterio pratico, valutando anche costi e imposte prima di operare.
7. Comprare per nome invece che per codice. Ne ho parlato sopra: due versioni dello stesso ETF hanno codici diversi e si comportano in modo diverso.
8. Guardare il rendimento e non il patrimonio. Un ETF piccolo può chiudere, e la chiusura te la decide qualcun altro.
Come comprare ETF online e consigli per investire
Esistono diverse piattaforme per acquistare ETF: puoi farlo sia dal tuo home banking che da un broker abilitato.
Qui trovi una lista con i conti titoli migliori.
La strategia è molto importante e nulla va lasciato al caso. Sebbene io prediliga questi strumenti, non significa che siano al 100% sicuri e che si possano comprare con leggerezza.
Diversificare è sempre molto importante, dunque potresti comprare alcuni ETF che offrono protezione e stabilità nel tempo anche nei periodi più incerti dei mercati finanziari, e destinare una piccola parte a ETF molto redditizi, ma sempre nell’ottica di scelte pensate e studiate, mai di gioco d’azzardo.
Da anni predico la necessità di andare sui mercati con una strategia corretta. Investire in ETF, di per sé, non basta perché la scelta degli strumenti finanziari è solo l’ultimo passaggio che devi fare per gestire correttamente i tuoi soldi.
Domande frequenti
Qual è il miglior ETF in assoluto?
Non esiste un unico “miglior ETF in assoluto”. Dipende da una serie di fattori soggettivi e oggettivi. Leggi il paragrafo su come si costruisce un portafoglio in ETF.
Quanto serve per iniziare un PAC con ETF?
Anche 50 euro al mese. La costanza conta più dell’importo.
Meglio ETF o fondi comuni?
ETF, nella stragrande maggioranza dei casi. I costi sono molto più bassi e la performance media dei fondi attivi non batte il mercato nel lungo periodo.
Meglio ETF ad accumulo o distribuzione?
Per un piano di accumulo, l’accumulo, che reinveste i dividendi. Per chi vuole una rendita periodica, la distribuzione. Attenzione al codice ISIN: le due versioni hanno nomi quasi identici.
Quanto rende un ETF in un anno?
Dipende dall’indice, dalla valuta e dal periodo considerato. Non esiste un rendimento annuo fisso: per esempio, l’iShares Core MSCI World citato nella guida ha reso in euro +26,2% nel 2024 e −13,0% nel 2022, con i proventi reinvestiti.
Gli ETF sono sicuri?
Non esiste nulla di “sicuro al 100%” in finanza. Gli ETF sono tra gli strumenti più diversificati e trasparenti disponibili, ma il valore può salire e scendere.
Come compro un ETF?
Da un conto titoli: la tua banca o un broker online abilitato. Cerca lo strumento per codice ISIN.
Qual è il TER più basso?
Fra gli strumenti selezionati, Vanguard e iShares sull’S&P 500 costano lo 0,07%, ma non è il minimo del mercato: lo SPDR S&P 500 UCITS ETF (ISIN IE000XZSV718) costa lo 0,03% ed è nato nel 2023, quindi non soddisfa il criterio dei cinque anni usato qui. Fra gli MSCI World citati, SPDR costa lo 0,12% e iShares lo 0,20%; Amundi Core Stoxx Europe 600 costa lo 0,07%. Sono esempi, non una classifica completa dei TER minimi.
Si può perdere tutto con un ETF?
Con un ETF azionario tradizionale molto diversificato, una perdita totale è estremamente improbabile, ma il capitale non è garantito. Perdere una parte importante del capitale, invece, succede: nel quinquennio osservato l’iShares MSCI World citato è arrivato a scendere del 20,5% e il Vanguard S&P 500 del 23,7%. Le perdite future possono essere superiori.
Cosa succede se fallisce la società che gestisce l’ETF?
Il patrimonio di un ETF UCITS è separato da quello della società che lo gestisce e affidato a un depositario: il fallimento del gestore non comporta automaticamente la perdita del patrimonio del fondo. Questo vale anche per gli ETF sintetici, che presentano inoltre il rischio di controparte degli swap, soggetto a limiti e misure di mitigazione. Gli ETC sull’oro hanno invece una struttura giuridica diversa: occorre valutare emittente, garanzie e diritti sul metallo sottostante.
Quanti ETF servono davvero?
Dipende dalla tua situazione personale. In linea di massima, da uno per piccoli capitali fino a 10-15 per patrimoni più complessi.
Meglio un ETF globale o tre-quattro separati?
Uno globale è più semplice e può ridurre le commissioni di acquisto, a seconda del tariffario del broker. Più ETF separati permettono di decidere i pesi e di ribilanciare, e servono se vuoi tenere anche obbligazioni e oro. Per chi comincia con un piano di accumulo, uno solo va benissimo.
Risorse utili per proseguire
Ecco ulteriori articoli di approfondimento a tema ETF che ti consiglio di leggere:
- Guida generale per Investire in ETF
- Come Costruire un Portafoglio ETF che Funziona
- Come, Quando e Perché scegliere un Piano di Accumulo
Se sei all’inizio delle tue ricerche sul mondo degli investimenti, ho preparato delle guide basate sulle fasi della vita:
- Che Investitore Sei? Scopri Subito il Tuo Percorso
- Percorso per Investire: Guida per Neo Lavoratori
- Percorso per Investire: Guida per Giovani Coppie con Figli
- Percorso per Investire: Guida per Mezza Età
- Percorso per Investire: Guida per Over 65
- IMPORTANTE - I Tuoi Investimenti in Banca non ti convincono? Scopri il DOCUMENTO SEGRETO (che la tua banca nasconde) in cui è spiegato tutto!
A presto.
Scopri che Investitore Sei
Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:





11 Commenti
Salve è possibile avere una Vs.a consulenza personale · 17 Febbraio 2024 alle 10:21
Come si può recuperare una perdita di una polizza assicurativa ” Insurance ” che mi ha regalato la Banca. ?
Lorenzo lo Nero · 3 Giugno 2022 alle 16:28
Salve, vi faccio I miei complimenti x la valutazione che avevate fatto in merito alle polizze assicurazioni della Mediolanum,fi cui io sono un fregato,visto che nel giro di 1 anno sono in perdita di circa 9000 mila euro: Mediolanum My LIFE SPECIAL e un gran blocco affare!
Davide Marciano · 3 Giugno 2022 alle 16:54
Buongiorno Lorenzo,
grazie per i complimenti anche se mi spiace in questo caso di aver avuto ragione dato che mi sembra di capire che le cose non stiano andando bene.
Se pensi di aver bisogno del nostro supporto professionale, non esitare a scriverci:
https://www.affarimiei.biz/contatti
A presto e in bocca al lupo,
Davide
Marcello · 22 Dicembre 2020 alle 9:23
Ciao Davide mi sto approcciando adesso agli etf volevo chiederti se avevi dei consigli su cosa cominciare a guardare per capirci qualcosa in più…idee?
Davide Marciano · 22 Dicembre 2020 alle 11:02
Ciao Marcello,
puoi scaricare questo report oltre a consultare i link presenti nell’articolo: https://www.affarimiei.biz/etf-download-report
L’ho fatto pensando proprio a chi stava iniziando adesso 😉
A presto,
Davide
Salvatore Partemi · 20 Febbraio 2021 alle 19:08
Interessnte.Vorrei costruire un portafoglio investendo 200000 Euro con queste caratteristiche:ETF 20% FARMACEUTI GLOBALE,40%ENERGIE RINNOVABILEuropa,20%RoboticaAsia,20% immobiliareItalia.Condividi?E’possibile farlo con il gruppo Intesa?Attendo risposta.Grazie.
Davide Marciano · 21 Febbraio 2021 alle 10:29
Ciao Salvatore, mi sembra una lista della spesa. Con 200 mila euro ci andrei cauto, hai tutta la possibilità del mondo di farti aiutare.
Per esempio, puoi dare uno sguardo a “Fast Investments Planner” qui:
https://www.affarimiei.biz/fast-investments-planner/46389
oppure ai nostri programmi avanzati:
https://www.affarimiei.biz/academy
A presto!
Gianni · 29 Agosto 2020 alle 7:38
Buongiorno,
Quale piattaforma mi consiglia per investire in etf? Attualmente sto usando la mia banca,ma mi prende 8 euro a transazione un po troppo,mi sa dire una piattaforma serie? Degiro? Ho visto delle buone recensione? Ma sono piattaforme affidabili?
Davide Marciano · 29 Agosto 2020 alle 9:16
Ciao Gianni,
niente da dire su Degiro.
Alla domanda su “Quale piattaforma” si risponde “dipende” perché bisogna distinguere in base a capitale ed operatività.
In Fast Investments Planner abbiamo una sezione dedicata a questa analisi: https://www.affarimiei.biz/fast-investments-planner/46389
A presto, buon proseguimento su Affari Miei 😉
Giovanni Ceruti · 24 Gennaio 2020 alle 18:22
Buonasera, mi chiamo Giovanni ed ho letto il tuo articolo sugli ETF e volevo avere informazioni sulla strategia di scelta degli ETF per cui le chiedo come accedere a questa guida per la scelta di ETF e creare un portafoglio efficace. Nel caso che costo ha questo corso?
grazie
Davide Marciano · 25 Gennaio 2020 alle 10:00
Ciao Giovanni,
benvenuto su Affari Miei. Sul blog trova tantissime informazioni utili, già questo articolo ha moltissimi link che rimandano ad altre risorse e può dare uno sguardo al video dove parlo per 50 minuti di ETF.
La sezione dedicata agli ETF si trova qui: https://www.affarimiei.biz/etf-indici-e-fondi
Per consigli avanzati, il mio programma è in vendita su questa pagina: https://www.affarimiei.biz/easy-investments-formula
Per qualsiasi informazione relativa all’acquisto dei programmi della Academy, può scrivere via mail e le risponderà il mio staff.
Buon proseguimento di navigazione.
Davide