Previsioni Cambio Euro Dollaro per il 2018

La coppia più popolare dell’intera piazza valutaria, euro contro dollaro, è stata una delle più movimentate del 2015-2016.

Lo sottolinea anche il portale specializzato meteofinanza.com a cui ci siamo ispirati nella redazione di questo articolo che, per chi conosce Affari Miei, si spinge un attimino oltre le nostre solite guide essenzialmente impostate su strumenti che definiamo sicuri, in quanto meno rischiosi.

Stiamo infatti vivendo un periodo di confusione non solo economica, ma più precisamente monetaria e le decisioni della Federal Reserve da un lato, e della BCE dall’altro, hanno contribuito ad un 2015 molto incerto sul fronte cambio EUR/USD.

Ma cosa aspettarsi per il 2018 da una coppia che, almeno a rigor di logica, dovrebbe essere tra le più stabili? Quali variabili macroeconomiche tenere in debita considerazione nelle nostre previsioni?

Cosa attendersi da BCE e Fed?

Lo vedremo insieme, in un’analisi che cercherà di tenere conto di tutte quelle che sono le variabili che possono condizionare gli andamenti del cambio euro dollaro.

Previsioni cambio Euro – Dollaro: cominciamo dai tassi

L’Europa difficilmente potrà permettersi di alzare i tassi, in un’economia che continua a soffrire, e parecchio, lo scarso accesso al credito da parte di consumatori finali e investitori dell’economia reale.

Negli Stati Uniti invece sembra ci sia ancora la volontà di riportare i tassi di interesse praticati dalla FED nei confronti delle banche a livelli accettabili, operazioni che potrebbero portare ancora maggiore interesse nel biglietto verde da parte degli investitori dal basso profilo di rischio.

Sedersi su una montagna di dollari, per intenderci, sarà molto più redditizio che farlo su una montagna di Euro, soprattutto per chi vive, o meglio sopravvive, di interessi intraday.

Economia convulsa e imprevedibile

Lo stato dell’economia mondiale, a ormai quasi 10 anni dalla grande crisi dei mutui subprime, è ancora molto convulsa. L’Europa e più in generale tutte le economie che ruotano intorno a quello che è il PIL dell’aerea Euro sembra vivere ancora enormi difficoltà, con i PIGS, soprattutto la Grecia, che non sembrano avere le capacità di uscire dall’impasse.

La situazione è invece diversa negli Stati Uniti d’America, dove i piani del governo guidato dal Presidente Obama sembrano aver sortito gli effetti desiderati. Sì, perché l’economia ha cominciato a girare di nuovo e questo si è ripercosso ovviamente anche sulle politiche monetarie della banca centrale, la Fed, come vedremo più avanti.

Non sono però, e questo lo sa bene chi investe nel mercato valutario, soltanto le economie a muovere verso l’alto o verso il basso i grafici delle divise. C’è molto di più da sapere e di questo ci occuperemo tra pochissimo.

Due banche centrali, due politiche diverse

È passato ormai diverso tempo dal “whatever it takes” di Mario Draghi, l’espressione laconica che indicava la volontà della BCE, sotto la guida del superbanchiere italiano, di sostenere ad oltranza l’economia dell’Unione.

Possiamo dire che sia stato di parola, dato che dalla dichiarazione in poi si sono susseguite operazioni di acquisto di debito sovrano e di quantitative easing molto importanti, che hanno riavvicinato EUR a USD fino a fargli sfiorare, in più contesti, la parità.

Questo si è tradotto nell’aspettativa, da parte di tantissimi investitori istituzionali (gli unici che sono in grado di muovere il mercato del Forex) in una parità da raggiungere entro la fine del 2016.Previsioni cambio euro dollaro

Si tratta però, e anche di questo ci occuperemo più avanti, di un’opinione che non trova d’accordo tutte le banche di investimento, dato che HSBC sembra invece puntare su una riapertura del distacco netto tra euro e dollaro americano, in virtù del fatto, ci torneremo più tardi in modo più approfondito, che la bilancia commerciale giocherà un ruolo sicuramente più importante delle operazioni di QE.

Quantitative Easing EUR già scontato?

La frase di Mario Draghi non sarebbe più in grado di agitare i mercati, almeno stando a quanto ritengono gli investitori che guidano le operazioni di HSBC.

Questo perchè il valore del quantitative easing nei prossimi mesi sarebbe stato già scontato dagli investitori, e sarebbe il motivo primo del riavvicinamento tra le due divise.

Se il grosso degli operatori istituzionali continua a credere che le future immissioni di liquidità nel mercato saranno in grado di avvicinare ancora di più le due valute, secondo HSBC l’effetto sarebbe molto limitato nel tempo e l’Euro potrebbe riguadagnare il largo nel corso dell’anno solare.

Che cos’è il quantitative easing?

Il quantitative easing è un’operazione della banca centrale che, togliendo dal mercato delle obbligazioni sovrane titoli di stato, immette liquidità.

Si tratta di un’operazione che serve in genere a far ripartire mercati finanziari statici e che in Europa viene utilizzata anche per dare sollievo ai bilanci di alcuni stati, che con lo spread sempre pronto a ripartire potrebbero presentarsi sui mercati in condizioni non esattamente apprezzabili.

Si tratta di una misura che, immettendo liquidità di una particolare divisa sui mercati finanziari, contribuisce ad abbassarne il valore ed è per questo motivo che in molti tra gli operatori di borsa e di Forex, credono che le successive operazioni potrebbero sancire la parità Euro Dollaro Americano.

Per approfondire, abbiamo scritto una guida al quantitative easing in cui affrontiamo l’argomento nel dettaglio.

Il problema delle bilance commerciali

In due economie votate all’import-export e più in generale al libero mercato, con dazi che non sono modificabili a piacimento, la politica monetaria rimane l’unico strumento utile per gli aggiustamenti a livello di bilancia commerciale.

Se gli Stati Uniti hanno però confermato la loro volontà di poter giocare con i tassi di interesse per favorire l’import o l’export nel paese a stelle e strisce, la situazione è molto più complessa sul versante EU.

Da Statuto la Banca Centrale Europea ha come unico scopo quello del controllo dell’inflazione e dovrebbe essere completamente indipendente non solo dai poteri statali ma anche dai pareri e dagli interessi politici.

Spesso non è stato così e quello che è più lecito aspettarsi è un rinfocolarsi dello scontro tra i due blocchi che cercano di dettare l’agenda economica dell’UE:

  • da un lato la Germania, che ha un surplus importante a livello di Export e non ha poi interesse ad un ulteriore svalutazione dell’EURO;
  • dall’altro i PIGS e comunque i paesi che stanno vivendo difficoltà anche in virtù del saldo passivo della bilancia commerciale: per loro la parità Euro / Dollaro potrebbe essere in grado di risolvere moltissimi problemi economici.

Tra i due non è dato sapere, almeno per il momento, chi la spunterà. L’Italia sta tentando il tutto per tutto con una leadership forte in seno all’UE, anche se il fatto che la Grecia continui a vivere problemi economici e di politica interna importanti non sembra portare acqua al mulino di Renzi & co.

L’unico punto su cui rimanere ad insistere sembra essere l’italianità di Mario Draghi, che potrebbe cercare di spingere in direzione dei suoi concittadini e contro gli interessi tedeschi.

Quali sono le previsioni più attendibili per il 2018?

È davvero difficile dirlo, perché gli elementi coinvolti saranno quelli che definiranno non solo l’uscita dalla crisi delle maggiori economie mondiali, ma anche quelle che stabiliranno dei rapporti di forza politica tra le parti in gioco.

La parità tra Euro e Dollaro è forse ancora un miraggio, ma difficilmente l’Euro, anche nelle più rosee previsioni di HSBC, riuscirà a superare quota 1,20 contro il dollaro statunitense.

Ci aspettano mesi piuttosto convulsi, con alti e bassi importanti e capaci di mandare in sofferenza tutti quegli investitori che operano con leve finanziari importanti. Un approfondimento ulteriore a quanto abbiamo esposto su questa pagina si può trovare consultando questa guida sulle previsioni euro-dollaro redatta dai colleghi di Meteo Finanza.

Per quel che ci riguarda, e per concludere il ragionamento, ci attendono mesi di turbolenza e di incertezza, dove un mercato bearish può trasformarsi molto facilmente in un mercato bullish e viceversa.

Nel calderone, e non abbiamo voluto darvi troppo peso all’interno della questione di oggi, anche la situazione dei capitali sociali bancari europei. La sofferenza continua e pare che nelle pance dei mostri sacri della finanza europea rimangano ancora molti titoli avariati.

Il 2018 che ci aspetta in borsa e sul forex non è assolutamente di quelli per stomaci deboli. Operare sarà difficile, ma garantirà anche ottime opportunità di guadagno a chi saprà coglierle.

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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