Su Cosa Investire Oggi? 15 Idee per Investire Soldi in Maniera Redditizia nel 2026

Su cosa investire oggi? Se hai un gruzzolo da parte e stai cercando idee per impiegare il tuo denaro, le possibilità non mancano: conti deposito, obbligazioni, ETF, azioni, immobili e strumenti pensati per la pensione.

Il problema arriva quando devi confrontarle. Un interesse promesso da un conto deposito, il rendimento passato di un fondo e l’affitto di un appartamento sono numeri molto diversi. Guardarli senza considerare costi, rischi e tempi può portarti a scegliere un investimento inadatto ai tuoi soldi.

In questa guida vediamo le principali alternative per investire oggi, come possono produrre un rendimento e quali limiti devi conoscere. Parleremo anche di investimenti redditizi e piccole somme, con esempi concreti per capire che cosa confrontare prima di prendere una decisione.

Su cosa investire oggi: le principali alternative

Ecco da dove può arrivare il rendimento delle principali alternative, come puoi recuperare il capitale e quale limite considererei per primo:

  • Conti deposito: ricevi interessi contrattuali. La disponibilità del capitale dipende dal vincolo; oltre al rischio bancario e ai limiti della garanzia, valuta quanto resta dopo imposte e inflazione.
  • BOT, BTP e altre obbligazioni: il rendimento deriva da eventuali cedole e differenza tra prezzo pagato e rimborso. Puoi attendere la scadenza o vendere sul mercato, ma una vendita anticipata può produrre una perdita; resta il rischio dell’emittente.
  • Buoni fruttiferi postali: maturano interessi secondo le condizioni della serie. Puoi chiedere il rimborso del capitale, ma uscendo prima delle date previste potresti non ricevere interessi.
  • ETF e azioni: partecipi all’andamento dei mercati o delle singole imprese, attraverso prezzi e dividendi. Puoi vendere in Borsa, ma il prezzo disponibile potrebbe essere molto inferiore a quello di acquisto.
  • Immobili: puoi guadagnare dagli affitti e dall’eventuale rivalutazione. Per recuperare il capitale occorre vendere, con tempi e costi significativi; pesano concentrazione, manutenzione e periodi senza inquilino.
  • Fondi pensione: il risultato dipende dal comparto scelto, dai costi e dal trattamento fiscale. Il capitale è destinato alla previdenza e l’accesso anticipato segue regole specifiche.

Queste soluzioni possono convivere. Puoi avere una riserva disponibile, una somma destinata a una spesa programmata e una parte del patrimonio investita per obiettivi lontani.

Lo so che ti stai approcciando agli investimenti pensando subito ai prodotti. Se mi permetti un consiglio, prendilo come benvenuto su Affari Miei: i singoli prodotti sono strumenti per realizzare i tuoi obiettivi, e sceglierli senza sapere a cosa devono servire ti espone a errori evitabili.

Conti deposito e strumenti per la liquidità

Un conto deposito può essere utile per una somma che vuoi tenere separata dalle spese quotidiane, ricevendo gli interessi previsti dalle condizioni contrattuali. Prima del tasso, controlla quando potrai riavere i soldi.

Un deposito libero, uno svincolabile e uno non svincolabile non offrono la stessa disponibilità. Se il ritiro anticipato è consentito, può comportare la perdita degli interessi o condizioni meno favorevoli.

La tutela ordinaria dei depositi ammissibili arriva a 100.000 euro per depositante e per banca, considerando insieme i rapporti presso la stessa banca. Non è una copertura da moltiplicare aprendo diversi conti con il medesimo istituto. Per alcune situazioni particolari sono previste tutele ulteriori, da verificare nel caso concreto.

Questo non rende irrilevanti l’inflazione, le imposte o i vincoli. Se il rendimento netto è inferiore all’aumento dei prezzi, il capitale può crescere sul conto e perdere potere d’acquisto.

I fondi e gli ETF monetari possono essere un’altra possibilità da esaminare per la gestione della liquidità, ma non sono depositi bancari e non hanno la medesima garanzia. Devi leggere come investono, quali rischi assumono e quanto costano, considerando anche commissioni di acquisto e vendita. Il rendimento può cambiare con le condizioni del mercato monetario.

Per confrontare le offerte bancarie puoi consultare la guida al miglior conto deposito, verificando sempre le condizioni aggiornate prima di aderire.

BOT, BTP e altre obbligazioni

Quando compri un’obbligazione presti denaro a un emittente, che può essere uno Stato o un’impresa. Il rendimento dipende dai flussi previsti dal titolo, dal prezzo a cui lo acquisti e dalla capacità dell’emittente di rispettare gli impegni.

Nei BOT il guadagno deriva dalla differenza tra prezzo di acquisto e rimborso; nei BTP con cedola entrano nel conto anche i pagamenti periodici. La cedola, da sola, non indica quanto rende il tuo investimento.

Per confrontare titoli diversi devi guardare il rendimento a scadenza e le ipotesi su cui si basa, distinguendo lordo e netto e includendo i costi dell’operazione. Un titolo acquistato sopra il valore di rimborso può pagare una cedola elevata e avere un rendimento effettivo sensibilmente inferiore.

Anche la scadenza conta. A parità delle altre condizioni, il prezzo di un’obbligazione a tasso fisso tende a scendere quando salgono i rendimenti di mercato; la sensibilità varia con le caratteristiche del titolo. Se vendi prima del rimborso puoi incassare meno di quanto hai investito.

Tenerla fino a scadenza evita di dover realizzare le oscillazioni intermedie del prezzo, ma restano il rischio dell’emittente e quello di perdere potere d’acquisto. Su un titolo in valuta diversa dall’euro si aggiunge il cambio.

Se cerchi reddito periodico, chiediti anche quanto del tuo patrimonio dipende dallo stesso debitore. Comprare obbligazioni con nomi e scadenze differenti non elimina la concentrazione se l’emittente è sempre lo stesso.

Per approfondire puoi partire dalla guida per investire in BTP.

Conto deposito o BOT: un confronto concreto a settembre 2026

Dati verificati il 24 settembre 2026. Confrontiamo due durate di circa un anno, distinguendo un’offerta disponibile dal risultato di un’asta già conclusa.

Il deposito CA Auto Bank Tempo Svincolabile a 12 mesi offre il 3% lordo, per vincoli costituiti entro il 14 ottobre 2026 con il Conto Corrente Remunerato della banca come appoggio. Su 10.000 euro per 365 giorni sono 300 euro lordi: dopo il 26% sugli interessi e circa 20 euro di bollo a carico del cliente, restano circa 202 euro, senza reinvestire gli interessi trimestrali. Il deposito non ha spese di gestione; eventuali oneri del conto d’appoggio restano da considerare. Se svincoli, gli interessi maturati e non ancora liquidati vengono ricalcolati allo 0,50%; il riaccredito può richiedere fino a 15 giorni.

Con lo stesso conto d’appoggio, il deposito Tempo a 12 mesi offre il 3,35% lordo, ma non consente lo svincolo ordinario: il contratto prevede soltanto specifiche eccezioni per difficoltà documentate. Qui ho scelto la versione svincolabile per mostrare quanto contano anche le condizioni di accesso al denaro.

Per il BOT con scadenza 14 settembre 2027, l’asta del 9 settembre 2026 ha registrato un prezzo medio di 97,080 e un rendimento medio ponderato semplice lordo del 2,967%. Per 10.000 euro nominali, il prezzo è quindi 9.708 euro e lo scarto lordo 292 euro.

Applicando il 12,5% allo scarto, restano 255,50 euro prima di bollo e commissioni; in caso di sottoscrizione in asta, includendo l’imposta anticipata, l’esborso iniziale è 9.744,50 euro, più le commissioni. I capitali impiegati nei due esempi sono dunque leggermente diversi. Ipotizzando 20 euro di bollo e 10 euro di commissioni complessive, il guadagno del BOT scenderebbe a 225,50 euro: questi ultimi costi sono un’ipotesi, da sostituire con quelli del proprio intermediario.

Il prezzo d’asta non è una quotazione acquistabile oggi: sul mercato devi rifare i conti usando prezzo, giorni residui e costi effettivi. E se vendi prima della scadenza, il prezzo può cambiare. Questo confronto mostra perché una percentuale lorda, da sola, non basta per scegliere.

Buoni fruttiferi postali: attenzione a quando maturano gli interessi

I buoni fruttiferi postali sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti, distribuiti da Poste Italiane e assistiti dalla garanzia dello Stato. Possono interessare a chi cerca uno strumento semplice, ma prima di sottoscriverli leggerei le condizioni della singola serie.

Poter riavere il capitale non significa ricevere sempre anche gli interessi. Il rimborso del capitale è previsto secondo le condizioni del buono; il diritto agli interessi può scattare soltanto dopo un periodo minimo. Se esci prima, potresti avere tenuto il denaro fermo senza remunerazione.

Non sono previste commissioni di sottoscrizione, gestione o rimborso, salvo gli oneri fiscali. Anche qui, però, devi confrontare durata effettiva, rendimento netto e inflazione: la garanzia sul capitale non ne protegge il potere d’acquisto.

Nella guida ai buoni fruttiferi postali puoi approfondire le alternative e i criteri per valutarle.

Investire nei mercati azionari attraverso gli ETF

Gli ETF sono fondi negoziati in Borsa. Con un ETF azionario ampio puoi investire in un insieme di aziende attraverso un unico strumento, evitando di doverle acquistare e seguire singolarmente.

Gli ETF indicizzati cercano di replicare un indice; esistono anche ETF a gestione attiva. Prima di scegliere, devi capire quale mercato o strategia stai comprando, quanto è concentrato il portafoglio e quali sono i costi.

Un ETF non è sicuro o rischioso per il solo fatto di essere un ETF. Un fondo azionario globale, uno concentrato su un settore e uno obbligazionario espongono a rischi differenti. Anche gli ETF obbligazionari possono perdere valore: vanno considerati durata finanziaria, qualità degli emittenti e valuta.

Nel caso dell’azionario, il risultato dipende dall’andamento dei prezzi e dai dividendi, al netto dei costi. I proventi possono essere distribuiti o reinvestiti nel fondo, secondo la classe scelta.

Per la parte di patrimonio che puoi lasciare investita a lungo, la diversificazione può ridurre la dipendenza dalle sorti di poche aziende. Non impedisce che il mercato nel suo insieme attraversi fasi negative, anche prolungate.

Il punto pratico è questo: se una perdita temporanea ti costringerebbe a rinunciare a una spesa necessaria, devi riconsiderare quanto capitale stai esponendo al mercato. L’orizzonte lungo aiuta a pianificare, ma non garantisce un guadagno.

Nella guida per investire in ETF trovi funzionamento, criteri di scelta e aspetti operativi. Per le alternative specifiche c’è l’approfondimento sui migliori ETF.

Azioni singole: cosa cambia rispetto a un investimento diversificato

Comprare un’azione significa partecipare al capitale di un’impresa. Puoi ottenere un rendimento dall’aumento del prezzo e dagli eventuali dividendi, ma entrambi sono incerti: il prezzo può scendere e i dividendi possono essere ridotti o sospesi.

Con una singola azienda assumono un peso rilevante le sue decisioni, i debiti, la concorrenza e il prezzo che paghi per diventarne socio. Un’impresa conosciuta o con prodotti che apprezzi può comunque rivelarsi un investimento deludente.

Conoscere un marchio non equivale a saper valutare un’azione. Devi essere in grado di leggere i risultati, comprendere il modello di attività e valutare se il prezzo incorpora aspettative difficili da realizzare.

Se nel portafoglio hai già un ETF che possiede quella società, acquistarla direttamente ne aumenta il peso complessivo. È una scelta di concentrazione da riconoscere, non un’aggiunta che produce automaticamente maggiore diversificazione.

Per questo, in una panoramica su cosa investire oggi, distinguerei sempre l’esposizione a un mercato ampio dalla selezione di singoli titoli. La seconda richiede valutazioni ulteriori e può comportare anche la perdita integrale del capitale investito nell’azienda.

Per approfondire le singole società puoi leggere la guida alle migliori azioni da comprare, con le aziende da studiare e gli aspetti da valutare prima di investire.

Investimenti immobiliari: reddito da affitto e costi da considerare

Investire in immobili può essere interessante, ma l’affitto che incassi non coincide con quanto guadagni. Prima di comprare devi farti i conti includendo acquisto, imposte, eventuale intermediazione, lavori, manutenzione e periodi senza inquilino.

Se usi un mutuo, separa il costo degli interessi dal rimborso del capitale. La rata assorbe liquidità, ma una sua parte riduce il debito: flusso di cassa e rendimento economico sono due misure differenti.

Lo stesso vale per il tempo che dedichi all’immobile. Occuparti personalmente degli ospiti o degli inquilini riduce alcune spese esterne, ma aggiunge un lavoro che devi poter e voler svolgere.

La concentrazione merita attenzione: un appartamento può assorbire una parte considerevole del patrimonio e legare il risultato a un quartiere, un edificio e un rapporto di locazione. Se possiedi già la casa in cui vivi, valuta quanto sei complessivamente esposto al settore immobiliare.

Poi c’è la disponibilità del capitale. Per vendere possono servire mesi e il prezzo ottenibile dipende anche da quanto puoi aspettare. L’assenza di una quotazione quotidiana sul telefono non rende stabile il valore della casa.

Nella guida agli investimenti immobiliari trovi i casi di studio e i passaggi per confrontare ricavi, costi e capitale impegnato.

Fondi pensione: investire per un obiettivo previdenziale

Se vuoi costruire una pensione complementare, i fondi pensione meritano un’analisi specifica. La scelta riguarda sia quanto e come versare sia il comparto nel quale vengono investite le somme.

Un comparto con una maggiore esposizione azionaria e uno prudente possono avere oscillazioni molto diverse. Le eventuali garanzie operano alle condizioni previste dal fondo, che vanno lette senza confonderle con una protezione incondizionata.

Costi e regole di accesso al capitale devono essere chiari prima dell’adesione. Per confrontare i costi puoi usare l’Indicatore sintetico dei costi, l’ISC, riferito allo stesso periodo di partecipazione e a comparti confrontabili.

La previdenza complementare prevede un trattamento fiscale specifico. Il beneficio effettivo dipende dalla tua situazione, dai versamenti e dalle regole vigenti; per i lavoratori dipendenti conta anche l’eventuale contributo del datore di lavoro previsto dagli accordi applicabili.

Anticipazioni e riscatti seguono condizioni proprie. Prima di destinare una somma a questo obiettivo, verifica quindi di avere risorse adeguate per imprevisti e spese precedenti alla pensione.


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Fondi comuni e polizze: come valutare le proposte che ricevi

Se chiedi alla banca dove investire i risparmi, potresti ricevere proposte di fondi comuni o polizze con una componente finanziaria. Per valutarle devi partire da ciò che il prodotto contiene e da quanto paghi per possederlo.

Un fondo a gestione attiva può investire negli stessi mercati ai quali accedi con altri strumenti. Il confronto va fatto tra esposizioni e livelli di rischio simili, includendo commissioni d’ingresso, costi ricorrenti ed eventuali altri oneri.

Su Affari Miei insistiamo molto sui costi perché sono una delle poche componenti che puoi esaminare prima di investire. Pagare di più richiede una motivazione concreta: quali servizi ricevi, come vengono remunerati e che utilità hanno per te?

Il nome commerciale del fondo non basta a capire il rischio. Leggi il documento contenente le informazioni chiave e controlla investimenti, indicatore di rischio, periodo di detenzione raccomandato e costi. Gli scenari riportati nei documenti non sono promesse di rendimento.

Per le polizze devi distinguere la copertura assicurativa dalla componente di investimento. Una unit linked collegata a fondi non implica automaticamente una garanzia del capitale; nei prodotti con garanzie bisogna verificare chi le presta, quando operano e che cosa succede uscendo prima.

Non fermarti neppure al rendimento passato mostrato nella proposta: controlla se è già al netto dei costi del prodotto e quali spese restano a tuo carico, evitando sia di ignorarle sia di sottrarle due volte.

Oro, criptovalute, crowdfunding e startup

Tra le idee per investire oggi incontrerai anche alternative molto diverse dai depositi e dai mercati tradizionali. Vanno esaminate singolarmente, senza interpretare la parola “alternativo” come una garanzia di rendimento o diversificazione.

Oro

L’oro non paga interessi o dividendi. Il risultato dipende dalla variazione del prezzo e dai costi sostenuti per acquistarlo, detenerlo e venderlo.

Con il metallo fisico entrano in gioco custodia e differenza tra prezzo di acquisto e vendita. Con uno strumento finanziario legato all’oro devi invece leggere struttura, garanzie e costi: un ETC sull’oro non è un ETF azionario e non va valutato come tale.

Il ruolo che gli attribuisci nel patrimonio deve essere compatibile con oscillazioni anche rilevanti. Definirlo “bene rifugio” non significa che salga ogni volta che le Borse scendono.

Criptovalute

Per le criptovalute occorre considerare forti variazioni di prezzo, rischi di custodia e affidabilità degli operatori. La possibilità di un guadagno elevato si accompagna alla possibilità di perdite molto ampie.

Un rendimento offerto da una piattaforma aggiunge domande: chi paga, con quali attività e a quali condizioni puoi ritirare il denaro? Non può essere confrontato con un interesse bancario guardando soltanto la percentuale.

Crowdfunding e prestiti a imprese o privati

Nel lending finanzi un debitore; nell’equity crowdfunding partecipi al capitale di un’impresa. Cambiano diritti, modalità di remunerazione e rischi.

Il progetto può subire ritardi, non rimborsare il prestito o perdere valore. L’esistenza di una piattaforma non assicura che tu possa uscire dall’investimento quando vuoi, anche se viene offerto un sistema per cercare un acquirente.

Prima di guardare il rendimento prospettato devi capire che cosa succede se il piano non viene rispettato, quali garanzie esistono e quanto sarebbe concretamente difficile recuperare il capitale.

Startup e attività imprenditoriali

Investire in una startup può significare immobilizzare denaro per un periodo indefinito, senza dividendi e senza un compratore disponibile per la tua quota. L’impresa può crescere, ma può anche non raggiungere un’attività sostenibile.

Aprire una tua attività richiede poi una valutazione diversa: oltre al capitale, stai impiegando tempo, competenze e lavoro. Se l’obiettivo è aumentare il reddito professionale, conviene affrontarlo con un piano economico dedicato.

Quali investimenti sono davvero redditizi?

Quando cerchi investimenti redditizi, la domanda utile è quanto può restare nelle tue tasche e quali rischi devi assumere per ottenerlo. Per confrontare due possibilità devi usare lo stesso periodo e distinguere rendimento lordo, netto e reale.

Il lordo precede imposte e costi non già inclusi; il netto considera gli oneri pertinenti; il reale tiene conto anche dell’inflazione. Nessuno di questi numeri, preso da solo, racconta quanto l’investimento possa oscillare o quanto sia facile uscirne.

Facciamo un esempio puramente illustrativo, che non descrive un prodotto disponibile né una previsione. Ipotizziamo di investire 10.000 euro per un anno, con un guadagno lordo del 4%, un prelievo ipotetico del 26% sul guadagno e 20 euro di ulteriori oneri complessivi, senza altre spese.

Il guadagno lordo sarebbe di 400 euro. Sottraendo 104 euro di imposte e 20 euro di oneri, resterebbero 276 euro, pari al 2,76% netto.

Con un’inflazione ipotetica del 2%, il rendimento reale sarebbe circa 0,75%, calcolato come 1,0276 diviso 1,02, meno 1. Le aliquote e i costi effettivi variano secondo lo strumento e la situazione fiscale: qui servono soltanto a mostrare il metodo di calcolo.

Lo stesso investimento può avere un senso diverso per due persone

Immagina di possedere già la casa in cui vivi e un appartamento affittato. Ti propongono un terzo immobile con un rendimento interessante: io, prima di guardare quella percentuale, mi chiederei quanta parte del tuo patrimonio dipende già dal mattone. Avresti abbastanza denaro disponibile se servissero lavori su due case contemporaneamente o l’inquilino smettesse di pagare?

Ora considera una persona che ha tutti i risparmi sul conto. Il punto di partenza cambia: bisogna capire quanto denaro serve per imprevisti e spese vicine e quanto può essere investito per obiettivi lontani. Non basta cercare un appartamento o un ETF con il rendimento più alto.

Io partirei dal patrimonio che hai già, prima di aggiungere un altro prodotto. Un investimento può apparire redditizio preso da solo e rendere più fragile l’insieme delle tue finanze. Per questo considero anche casa, debiti, reddito da lavoro e disponibilità liquide quando ragiono sulle alternative.

Cedole e dividendi non raccontano tutto

Un investimento che distribuisce denaro periodicamente non è per questo più redditizio di uno che reinveste i proventi. Devi sommare quanto hai ricevuto alla variazione del valore del capitale, considerando imposte e costi.

Se incassi un dividendo ma il valore dell’investimento diminuisce, guardare soltanto l’accredito sul conto ti dà una rappresentazione incompleta. Per una casa lo stesso errore consiste nel contare gli affitti e dimenticare spese e prezzo di vendita.

Diffiderei quindi delle classifiche che accostano cedole, interessi e rendimenti storici senza spiegare come sono stati calcolati. Il confronto ha senso quando conosci anche il capitale esposto, il periodo e le condizioni necessarie per ottenere quel risultato.

Su cosa investire piccole somme?

Con piccole somme contano soprattutto i costi e la possibilità di diversificare senza frammentare troppo il capitale. Comprare molti strumenti non è automaticamente utile: potresti pagare diverse commissioni per ottenere esposizioni quasi identiche.

Per esempio, una commissione ipotetica di 5 euro su un acquisto da 100 euro pesa il 5% già all’ingresso. Su un acquisto da 1.000 euro la stessa commissione pesa lo 0,5%. È un motivo per confrontare attentamente le condizioni operative e la frequenza degli acquisti.

Un piano di accumulo può organizzare versamenti periodici, ma il suo rischio dipende da ciò che acquisti. Versare poco alla volta in un fondo azionario non elimina le perdite possibili, né assicura un risultato migliore rispetto a investire subito.

Se quelle piccole somme rappresentano tutta la tua disponibilità, valuta prima quali spese impreviste potresti dover sostenere. La ricerca del rendimento non dovrebbe costringerti a indebitarti al primo imprevisto.

Per chi parte con poco, il risparmio che riesce ad aggiungere nel tempo può incidere molto più della ricerca continua di un prodotto con una percentuale apparentemente superiore.

Come scegliere tra queste alternative

Per capire su cosa investire, prova ad assegnare un compito alle diverse parti del patrimonio. Tre situazioni aiutano a rendere concreto il ragionamento.

Una riserva per spese impreviste. Qui conta poter disporre del denaro quando serve. Un vincolo difficile da sciogliere o un investimento che potresti dover vendere in perdita rischiano di compromettere la funzione della riserva.

Una spesa programmata. Se stai accantonando per un acquisto o un altro impegno con una data definita, devi valutare la compatibilità tra quella data e la disponibilità del capitale. Il rendimento aggiuntivo va confrontato con il rischio di non avere la somma necessaria al momento giusto.

Capitale per un obiettivo lontano. Puoi ragionare su un’esposizione più ampia ai mercati, purché le oscillazioni siano sostenibili per le tue finanze e per il tuo comportamento. Il fatto di poter aspettare non ti obbliga a prendere il massimo rischio possibile.

La stessa persona può trovarsi in tutte e tre le situazioni. Per questo non avrebbe senso assegnare tutto il patrimonio a una singola soluzione soltanto perché appare in cima a una classifica dei migliori investimenti.

Se preferisci farti accompagnare, valuta chiarezza del servizio, costi complessivi e modalità con cui vengono spiegate e motivate le proposte.

Per approfondire il percorso dalla situazione di partenza alla strategia puoi leggere la guida su come e dove investire i risparmi.

Ulteriori risorse utili per approfondire

Prima di salutarci vorrei proporti la lettura di qualche articolo che potrebbe interessarti, circa le modalità per investire oggi:

Buona lettura.


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei
Ha fondato Affari Miei nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente. É autore dei libri "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" (2019) e "Investimenti Sicuri - Come Proteggere il Tuo Patrimonio e Vivere di Rendita" (2023).
Categorie: Investimenti

2 Commenti

Luigi Gentile · 24 Novembre 2020 alle 16:46

Buongiorno Davide, ti do del tu perchè potresti essere mio nipote. Sono della vecchia filosofia, poichè ho una certa età, e ho sempre pensato che investire nel mattone potesse essere una buona soluzione. Leggendo questa guida, che mi sembra molto completa, mi sono incuriosito anche su altre tipologie di investimento immobiliare, come il crowdfunding. Sono molto intrigato, ma ho paura di non essere all’altezza perchè si tratta di una formula del tutto nuova per me.
Credi che se mi mettessi a studiare potrei avere una chance di investire in modi finora a me sconosciuti? Ho visto che hai anche creato un corso, si parla anche di questo tema? Potrebbe andare bene anche per me che non sono più uno studentello di 20 anni oppure è adatto ai più giovani?

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    Davide Marciano · 16 Febbraio 2021 alle 12:14

    Buongiorno Luigi,

    scusa il ritardo non mi era giunta la notifica del tuo commento.

    A mio parere tutto dipende dalla tua situazione personale che non è soltanto collegata all’età ma ad altri fattori. Nel corso “Easy Investments Formula” spiego esattamente questo ed è tutto pensato per metterti nelle condizioni di capire in autonomia cosa può andar bene per te.

    A presto,
    Davide

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