Fondi con Cedola: Quotazioni, Vantaggi e Svantaggi da Conoscere per Investire Informati

Offrono una rendita costante nel tempo, li possiamo acquistare in ogni banca e praticamente da ogni SGR che opera in Italia. Il capitale è gestito, così da non dover fare nulla per far rendere il denaro investito.

Stiamo parlando dei cosiddetti fondi con cedola e, almeno nelle premesse, sembrano avere tutto quello di cui ha bisogno l’investitore medio italiano per cominciare a sognare.

Sì, perché oltre al prospetto offerto da un fondo comune di investimento, con la possibilità di farsi gestire il proprio patrimonio (messo insieme ad altri) da specialisti dei mercati; inoltre i fondi con cedola offrono, proprio come avviene per le obbligazioni, un pagamento periodico al detentore delle quote.

Almeno in linea di massima potrebbe sembrare un buon affare, ma prima di investire in questo (e in ogni) tipo di prodotto, meglio vederci chiaro, soprattutto quando abbiamo di fronte un prodotto, come appunto i fondi con cedola, contro i quali già in molti si sono (spesso ragionevolmente) scagliati.

Continua a leggere per approfondire questo argomento ed essere pronto ad investire informato!

Che cosa sono i fondi con cedola?

I fondi con cedola sono dei normalissimi fondi comuni di investimento, come quelli che sono già stati analizzati sulle pagine della nostra testata.

Abbiamo dunque un capitale che viene prima raccolto poi gestito dalla società di gestione, seguendo le regole che si auto-imposta da statuto e soprattutto il profilo di rischio proprio del fondo stesso.

Chi investe in fondi comuni di investimento partecipa ad enormi patrimoni che vengono gestiti allo scopo di aumentarne il valore, seguendo delle regole predeterminate dal fondo stesso, con l’ovvia intenzione di massimizzare i profitti dai i vincoli che ci si è imposti.

All’interno della categoria, come avrò modo di approfondire più avanti, esiste un’enorme varietà di prodotti, e lo stesso può essere detto anche per i fondi con cedola, che pur avendo delle particolarità rispetto al prodotto standard, ne seguono in grossa parte il funzionamento.

Il fondo con cedola funziona nelle modalità sopra descritte, con la differenza che a scadenze regolari stacca una cedola di importo variabile (parleremo anche di questo in modo più approfondito più avanti), che prende la forma di una rendita periodica.

Quello di cui dovremo necessariamente occuparci nel proseguimento della nostra guida, è di individuare come matura la rendita, da dove proviene e se la sua presenza renda i fondi con cedola davvero più interessanti delle altre forme di investimento gestito.

Che tipo di fondi con cedola vengono offerti sul mercato?

I fondi con cedola attualmente offerti sul mercato ricalcano in modo piuttosto preciso i fondi “normali” senza cedola che sono già protagonisti sul mercato.

Chi vuole investire in fondi con cedola si troverà dunque a scegliere tra:

  • fondi obbligazionari: ovvero composti principalmente da obbligazioni (che devono essere almeno l’80% del patrimonio in portafoglio), e quindi tarati verso profili di rischio più bassi. Lo strumento fondo obbligazionario è in genere destinato a chi si accontenta di rendimenti bassi, perché non vuole correre rischi eccessivi;
  • fondi azionari: hanno un portafoglio più sbilanciato verso lo strumento azionario e sono dunque aperti a rischi maggiori, anche quando la scelta delle azioni si orienta verso prodotti a rischio più basso; i fondi azionari sono un prodotto che dovrebbe interessare maggiormente chi ha un’alta propensione al rischio e vuole mettersi alla ricerca di rendimenti più alti;
  • fondi flessibili: flessibilità a favore del gestore, per chi non lo avesse ancora capito; chi sceglie fondi di questa categoria lascia praticamente carta bianca alla società di gestione del patrimonio di scegliere gli investimenti, al fine di raggiungere il miglior rendimento possibile;
  • fondi bilanciati: sono fondi che hanno una composizione a metà tra i fondi obbligazionari e i fondi azionari, con un profilo di rischio che può essere variabile e che può essere sia orientato verso una maggiore sicurezza del capitale investito, sia invece verso una ricerca del profitto più sfrenata.

A prescindere da quale sia il tipo di fondo cedola che andrai a scegliere per il tuo investimento, ci sono delle particolarità di cui dovrai tenere conto, soprattutto quando si presenteranno in realtà come aspetti non esattamente positivi di questa tipologia di investimento.

Che cos’è una cedola? Ogni quanto viene distribuita?

Come ti avrà sicuramente fatto presente il tuo promotore finanziario, il fondo cedola si comporta, almeno esternamente, proprio come un’obbligazione.

Ciò significa che dovrai pagare una cedola (ovvero un pagamento in relazione alla quota di capitale versata) durante tutto l’arco dell’investimento, in modo da ottenere una rendita, per quanto contenuta.

Questo vuol dire che si può arrivare ad avere, a fronte di investimenti minimi, comunque dei pagamenti intermedi, che sono quelli poi che fanno così tanto gola a chi investe in questo tipo di strumenti.

Il promotore finanziario che ti ha proposto questo tipo di strumenti ti ha offerto magari proprio questo aspetto come quello che dovrebbe rendere i fondi cedola una possibilità interessante per te che vuoi investire.

In realtà la cedola, ovvero l’elemento caratterizzante questa tipologia di fondi, è l’aspetto più problematico dell’intera questione.

La cedola non è prodotta da interesse…

…ma in realtà può essere prelevata addirittura dal capitale. Con le obbligazioni (che hanno avuto negli ultimi mesi rendimenti al di sotto dello zero), per chi gestisce fondi di questo tipo è diventato estremamente difficoltoso garantire ai propri sottoscrittori cedole periodiche, basate magari proprio sul rendimento delle obbligazioni.

E qui nasce il problema dei fondi cedola: se infatti non ci sono interessi da distribuire da strumenti che effettivamente distribuiscono interessi, come fanno le società di gestione a continuare ad erogare cedole/interessi, per tutta la durata del rapporto?

Semplice, attingono dal capitale, il che vuol dire che starai praticamente ritirando parte del tuo investimento, con un’ulteriore aggravante fiscale di cui andrò a parlare tra pochissimo.

Pagare tasse sul capital gain sul proprio capitale: una follia

Dato che il capitale che abbiamo hai potrebbe essere distribuito come cedola (e dunque come una parte di interesse su un investimento), si applicano su questo tipo di trasferimento le norme fiscali che regola il capital gain.

Il che vuol dire che starai ricevendo delle cedole, che non solo non rappresentano dei guadagni, ma che fanno parte del tuo capitale, capitale che stai ritirando e sul quale paghi addirittura tasse come se si trattasse di un guadagno su investimento!

Conviene investire in fondi cedola?

No, e avremo modo di analizzare anche questo tipo di fondi in relazione alle altre tipologia di risparmio gestito.

Ci sono infatti dei punti critici che riguardano i fondi cedola, criticità che li rendono addirittura meno convenienti delle controparti senza cedola, controparti delle quali ho già diffusamente parlato sulle pagine del sito e che presentano comunque problematiche importanti, su tutte quelle dei costi.

Investire in fondi cedola, senza esagerazione, è una delle modalità peggiori per impiegare i nostri capitali, illudendoci di ottenere rendite periodiche mentre nel grosso dei casi (parliamo del 75% dei fondi cedola attualmente sul mercato), ci troviamo in realtà a ritirare periodicamente parte del nostro capitale, pagandoci inoltre tasse sopra, nonché corposissime commissioni di gestione, che possono arrivare anche sopra i 2 punti percentuali.

Un gioco che sicuramente non vale la candela e che rende i fondi cedola presenti attualmente sul mercato una delle modalità meno indicate per far girare il proprio capitale e mettersi alla ricerca di una rendita, seppur piccola.

Sono assolutamente sconsigliati da qualunque operatore possa vantare una certa indipendenza e che non sia direttamente coinvolto nel commercio di questo tipo di strumenti.

Perché le banche continuano ad offrire con insistenza questo tipo di strumenti?

Perché hanno ovviamente degli enormi guadagni dalla collocazione di questi prodotti, anche quando i prodotti non fossero gestiti da società di gestione direttamente sotto il loro controllo.

Nel rapporto tra risparmiatore, gestore e collocatore, nel caso dei fondi cedola siamo più che certi che non sia mai la prima parte quella ad ottenere i maggiori benefici: anche nel caso (rarissimo) in cui il fondo dovesse avere delle performance molto elevate, ci troveremmo infatti a pagare ulteriori commissioni sul rendimento, che potrebbero mangiarsi anche quel poco di guadagno che eravamo riusciti a portare a casa.

In ogni caso, un pessimo investimento, sia che si tratti di una quantità di denaro minima, sia che si tratti invece di somme più sostanziose.

C’è altro per investire e ottenere rendite

Sulle pagine di Affari Miei potrai trovare moltissimi strumenti e modalità di investimento per portare a casa rendite, anche sostanziose, investendo nel modo giusto: ad esempio qui puoi trovare una guida dedicata ad altre forme di risparmio gestito, più sicure.

Segui le guide che i nostri specialisti hanno preparato per te e comincia ad investire nel modo giusto, quello che permette di guadagnare a te, e non alle banche.

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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