Buoni Fruttiferi Postali 2018, Tutti i BFP Sottoscrivibili: Rendimento, Interessi e Analisi Completa

Vuoi un investimento sicuro? I “vecchi” buoni fruttiferi postali di Poste Italiane restano attuali per chi desidera tutelare i propri risparmi senza rischiare nulla (o quasi).

Facendo un calcolo degli interessi non si ottengono cifre esorbitanti e tanti si chiedono se conviene veramente sottoscrivere i Bfp collocati in esclusiva da Poste Italiane.

Questa forma di investimento sicuro ha dei vantaggi da un punto di vista della tassazione (12,50% contro il 26% dei conti deposito e 20% dei conti correnti) e dei rischi: non c’è niente di più sicuro ad oggi.

Come i Bot, i Bfp sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti e sono garantiti dallo Stato Italiano.

La differenza è che il prezzo dei buoni postali non oscilla: è quello nominale con cui si sono acquistati mentre i titoli di stato fluttuano sul mercato e la quotazione potrebbe aumentare o diminuire ogni giorno.

rendimenti dei Bfp sono mediamente inferiori rispetto ai Bot. Secondo diversi analisti le ragioni sono legate essenzialmente al rischio: i buoni delle Poste appaiono più “sicuri” rispetto ai titoli di Stato e dunque gli interessi corrisposti sono più bassi.

C’è anche un altro aspetto, a mio avviso: le Poste sono presenti praticamente ovunque, anche in realtà periferiche e piccoli paesi dove molto spesso ci sono pochissimi sportelli bancari.

Con i clienti, specie con i più anziani, si è instaurato storicamente una sorta di rapporto di fiducia, per cui come accade in economia la fiducia molto spesso porta un vantaggio a chi deve vendere che, in questo caso, remunera meno.

In questo articolo guida, oltre a fornire tutti gli elementi per valutare se conviene oppure no sottoscrivere i Buoni Postali, archivierò di volta in volta le condizioni delle varie emissioni.

Scopriamo insieme tutto (ma veramente TUTTO) quello che c’è da sapere sui BFP!

Buoni ordinari e varie tipologie: si paga l’imposta di bollo?

Sono davvero tante le tipologie di buoni postali: bisogna seguire di volta in volta le varie emissioni. Essi possono essere cartacei oppure dematerializzati (senza rilasciare un titolo ma sottoscritti online) e possono essere cointestati.

Il rendimento è variabile a seconda dei casi: in alcune ipotesi il rendimento è fisso crescente, è fisso unito ad una quota variabile oppure è soltanto fisso.

Anche gli orizzonti temporali cambiano: ad oggi quelli a breve scadenza come i buoni a 18 mesi non paiono essere molto remunerativi. Più redditizi, invece, sono i buoni a lunga scadenza come quelli ordinari (che valgono 20 anni).

Molto famosi, poi, sono i buoni indicizzati all’inflazione che, come da titolo, mirano a garantire l’adeguamento dei propri risparmi all’aumento del costo della vita.

Come tutti i prodotti di investimento, anche sui BFP è prevista l’imposta di bollo se l’ammontare complessivo posseduto supera i 5 mila euro.

L’importo è pari al 2 per mille (0,2%) della somma posseduta.

Non Sai Come Investire i Risparmi?
"5 Consigli Super per Investire Consapevolmente" è la guida che ti aiuta a capire veramente gli investimenti.

Vantaggi nella sottoscrizione dei buoni fruttiferi: perché pensare agli investimenti postali

Conviene questa forma di investimento? Per risparmiatori non esperti di finanza e poco propensi al rischio, questa soluzione pare la strada migliore per iniziare ad investire i propri soldi da soli.Buoni fruttiferi postali: guida

Questo perché i Bfp:

  • sono garantiti dallo Stato Italiano e quindi è molto difficile perdere soldi;
  • il denaro può essere svincolato in qualsiasi momento senza ottenere meno del capitale investito (per i Bot, invece, può capitare di dover vendere a un prezzo più basso);
  • godono di agevolazioni fiscali: la tassazione, come abbiamo detto, è del 12,50%;
  • sono semplici da capire;
  • non hanno costi di gestione come i fondi pensione e le polizze vita: pur offrendo interessi meno appetibili, non è da escludere che rendano più di una super polizza presentata da un consulente finanziario o assicurativo.

Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:


Svantaggi dei buoni postali

Ci sono i pro ed i contro, come sempre, da tenere in considerazione. Andiamo a scoprire le perplessità riguardo a questa modalità di investire denaro:

  • rendimento basso: è chiaro che chi vuole rischiare di più e vuole ottenere interessi più elevati deve guardare altrove. “E c’era bisogno che me lo dicessi?”, potresti pensare: sì; l’esperienza ci insegna che vale sempre la pena ripetere concetti anche considerati elementari;
  • scarsa possibilità di realizzare soldi nell’immediato: anche questo è un fatto scontato ma lo ripetiamo per correttezza. Poi, a dire il vero, sono pochi gli investimenti che consentono ai piccoli risparmiatori di guadagnare tanto denaro nel breve periodo, e non possono di certo consentire questo i Bfp.

Andiamo ora a vedere i buoni fruttiferi postali che si possono sottoscrivere in questo momento, il loro rendimento e le caratteristiche. Quanto valgono i buoni che ho sottoscritto? Per accertarsi, sul sito delle Poste esiste uno spazio apposito per il calcolo degli interessi e del valore dei Bfp che si posseggono.

Leggi Anche: 9 Consigli Fondamentali per Investire Oggi


Buoni postali sottoscrivibili nel 2018


Vediamo ora quali sono i buoni fruttiferi postali sottoscrivibili nel 2018 e quali sono i loro rendimenti, partendo dal presupposto che i libretti postali ordinari con durata ventennale garantiscono un rendimento lordo pari allo 0,93%.

Ad oggi, sul mercato, troviamo i seguenti BFP rivolti al risparmiatore.

Buoni Ordinari

Questo tipo di buono è pensato per chi vuole investire fino a 20 anni, ma senza rinunciare alla flessibilità del rimborso in un qualunque momento e vuole contare su rendimenti fissi crescenti.

Gli interessi vengono riconosciuti dopo un anno dalla sottoscrizione e poi ogni bimestre, corrisposti al rimborso del Buono. Scegliend questo strumento, puoi investire nel lungo periodo senza spese di sottoscrizione, gestione o di rimborso, usufruendo della tassazione agevolata e la sicurezza del tasso fisso lo rendono un investimento sicuro.

Puoi sottoscriverlo a partire da 50 euro o multipli di 50.

Per quanto riguarda i rendimenti, il tasso annuo nominale lordo (TANL) è pari a:

  • 0,25% alla fine del primo anno e nel secondo anno;
  • 1,25% nel 5 anno;
  • 3,25% nel 10 anno;4,00% nel 15esimo anno;
  • 5,00% nel 20esimo anno.

Qui puoi trovare una guida approfondita proprio su questi buoni ordinari. Ma ora proseguiamo la nostra analisi.

Buono 3×4

Questo strumento è adatto a te se vuoi investire fino a 12 anni contando su rendimenti fissi crescenti e una flessibilità tale che ti permetta il rimborso anche dopo 3, 6 e 9 anni con il riconoscimento degli interessi maturati: considera che gli interessi maturano al completamento di ogni triennio.

Non devi sostenere spese o commissioni per la sottoscrizione, per il rimborso o la gestione dei Buoni fruttiferi postali e puoi godere della tassazione agevolata del 12,50%.

Il rendimento è di:

  • 0,35% alla fine del 3° anno;
  • 1,25% alla fine del 6° anno;
  • 1,75% alla fine del 9° anno;
  • 2,25% alla fine del 12° anno.

Qui puoi trovare una recensione completa su questo prodotto.

Buoni 3×2

Con questi strumenti puoi investire in un arco di tempo di 6 anni, assicurandoti un rendimento crescente fino all’1,5%, interessi che maturano già nel primo triennio.

Vediamo anche in questo caso i rendimenti, in vigore da settembre 2018:

  • 0,35% dal terzo anno;
  • 1,50% del sesto anno.

Vuoi approfondire meglio e scoprire questi strumenti? Qui c’è la mia guida completa.

BFP 4 anni Risparmiosemplice

Anche le condizioni di questo buono sono entrate in vigore a partire da settembre 2018. Attenzione però, per la sottoscrizione di questi prodotti è necessaria la titolarità di un conto corrente postale o di un Libretto di risparmio postale aventi la medesima intestazione dei Buoni nonché l’adesione al Piano di Risparmio risparmiosemplice.

I rendimenti si distinguono i standard e premiale, e sono:

  • In entrambi i casi pari allo 0% per il primo, il secondo e il terzo anno;
  • dello 0,40% al quarto anno per il tasso standard;
  • dello 0,80% al quarto anno per il tasso premiale.

Continuiamo la nostra rassegna!

Buono 3 anni plus

Con il Buono 3 anni Plus, alla scadenza, puoi ritirare l’importo versato arricchito dagli interessi. E se avessi bisogno di ritirare prima del tempo la somma, puoi farlo, ma attenzione, non percepirai interessi.

L’interesse, come puoi vedere nella tabella sottostante, ammonta allo 0,40% allo scadere del terzo anno.

Qui trovi la mia recensione di approfondimento su questo buono postale.

Buoni dedicati ai minori

Per i più piccoli, troviamo il buono dedicato ai minori, in modo da fargli trovare un gruzzolo al compimento della maggiore età o alla fine del percorso di studi.

Il Buono cresce insieme al bambino, in quanto gli interessi maturano fino al compimento del suo 18°anno di età, garantendo un rendimento fisso.

Per quanto riguarda i rendimenti, sono molto dettagliati e in questa sede mi limito a riportare la schermata della tabella tratta dal foglio informativo ufficiale!

Conviene investire in buoni fruttiferi postali? Rendimento bassissimo ma sicuro

Se il tuo profilo di rischio è basso, le conoscenze non sono approfondite e vuoi stare tranquillo, piuttosto che tenere la liquidità sul conto corrente postale o bancario oppure “sotto la mattonella”, può essere conveniente valutare una di queste forme di investimento: sul punto consiglio anche le mie considerazioni sui titoli di stato.

Non esistono investimenti validi per tutti, i buoni postali rispondono alle esigenze dei risparmiatori meno pretenziosi in termini di interessi e più attenti a tutelare il proprio capitale dalle pazzie del mercato (al riguardo, in questo articolo ho approfondito il ragionamento).

Qualche pensiero sulle Poste

Poste Italiane, per i motivi che sostanzialmente esprimo nel video, gode di una fiducia quasi incondizionata da parte dei risparmiatori.

Le imponenti campagne degli ultimi anni hanno, inoltre, rafforzato la percezione del brand per quanto, sostanzialmente, non abbia fatto chissà quali grandi passi in avanti per favorire i rendimenti di chi investe.

I tempi in cui le Poste pagavano il 10% sono finiti da un pezzo: come tutti gli strumenti quasi sicuri, i tassi d’interesse sono ai minimi. Nel momento in cui ti scrivo, per ottenere un rendimento superiore al 2%, devi vincolare i tuoi soldi per almeno 20 anni.

Considerando il funzionamento degli altri mercati, ammesso che tu non voglia dimenticarti dei tuoi soldi per qualche decennio, non ci sono ragioni particolarmente convenienti per spingerti a comprare BFP.

Nella guida dedicata agli investimenti puoi trovare approfondimenti più dettagliati e, soprattutto, per acquisire di una maggiore consapevolezza generale sul tema della gestione del tuo portafoglio, in questa sede mi limito a sottolineare un concetto tanto scontato quanto spesso sconosciuto che ho ripetuto più volte:

Pochi rischi = bassi rendimenti

Tanti rischi = potenzialmente alti rendimenti

Fatti qualche domanda e datti qualche risposta:

“Voglio rischiare zero e fregarmene dei miei soldi?” = I Buoni Postali sono un’ottima tomba dove seppellirli.

Voglio investire consapevolmente per far crescere il mio capitale assumendomi dei rischi ponderati?” = Guardo ad altri lidi.

Ulteriori risorse utili

Ci salutiamo rimandando, per gli approfondimenti, ad una serie di altri articoli sui prodotti postali presenti su Affari Miei:


Te Lo Dico Io Come Investire: Ascolta il Podcast!


Se, invece, sei alla ricerca di risorse generiche per investire, ecco altri approfondimenti fondamentali presenti su Affari Miei:

Sei all’inizio del tuo cammino da investitore? Cerca la tua strada partendo da qui:

Buon proseguimento!


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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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11 COMMENTI

  1. Verificate il regime fiscale: mi risulta che i buoni postali fruttiferi sono tassati al 2 per mille fin dal primo euro, e non, come dite nell’articolo:
    “…se l’ammontare complessivo posseduto supera i 5 mila euro. L’importo è pari al 2 per mille (0,2%) della somma posseduta”.

  2. No hanno ragione. Se l’importo non supera euro 5000 come totale dei buoni intestati alla stessa persona nulla è dovuto come bollo.

  3. non riesco piu a calcolare il valore di buoni fruttiferi postali sottoscritti qualche anno fa in particolare quelli 18 mesi serie d 53.posso avere un suggerimento… grazie

  4. Assolutamente sí: sono stati un investimento redditizio in passato e se non hai bisogno di soldi continueranno a rendere fino alla scadenza!

  5. Ho fatto un versamento di 7850,00€ In buoni fruttiferi dematerializzati nel lontano 2010. Ora richiedendo la chiusura mi vedo decurtare il mio versamento in poco più di 7600,00 €. Esempio su questa somma nel 2017 mi sino stati corrisposti 58 centesimi di utile contro una tassa di 34 €!!!! E questi sarebbero buoni fruttiferi? Si, per la posta!

    • Ciao Bruno,

      quando hai versato i soldi hai sottoscritto un contratto dove era previsto tutto, sul web potevi trovare tantissime informazioni gratuitamente come qui per informarti.

      Quando investi 7850€ non è come quando compri al supermercato che puoi pure non leggere l’etichetta tanto succede poco (concedimi il paragone, in realtà anche lì ti sarebbe utile): la Posta è un’azienda privata, non è il Fate Bene Fratelli degli anni 80. Propone condizioni in linea con il mercato se non anche peggiori approfittando di chi, magari come te, gli firma deleghe in bianco.

      No, non è sempre colpa degli altri: bastava leggere!

  6. ho sottoscritto i BFP plus a gennaio circa 6000euro , a giugno vorrei sottoscriverne altri per 4000 euro . conviene lasciarli sul conto o no?
    grazie
    ps
    qualora mettessi 5500 euro a giugno pagherei due imposte di bollo ?

  7. ciao Davide,
    io utilizzo i buoni fruttiferi ordinari come deposito a costo zero non tanto come investimento. Dato che ancora non ho scelto quale strada intraprendere per investire i miei risparmi evito di pagare la tassa dei conti speriori ai 5000. Chiedendo il rimborso prima della scadenza dei buoni non possono restituirti meno del capitale versato ( non capisco perchè Bruno Gallino è andato sotto) o sbaglio?. Che ne pensi?
    Inoltre non capisco una cosa: se fai la simulazione del buono ad esempio di 55500 euro viene un rimborso lordo di 72000 circa (non ricordo con esattezza) ma loro applcano dal 6° anno l’1% fino ad arrivare al 3,50% del 20° anno. nei dati che hai postato tu ci sono altri numeri come funziona?

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