Obbligazioni Corporate: Come Investire al Meglio nel 2018

Siamo abituati a parlare di obbligazioni statali, ovvero quei titoli di debito che vengono emessi dalle autorità sovrane e che rappresentano un nostro credito nei confronti del Ministero del Tesoro del paese di riferimento.

Oggi allargherò un po’ la discussione sui bond e lo farò parlandoti di obbligazioni corporate, una particolare forma di obbligazioni che vede come emittente non un’autorità statale, ma un’azienda tipicamente di grandi dimensioni.

Vediamo insieme cosa c’è da sapere sui bond corporate, in cosa sono diversi rispetto alle obbligazioni statali, quando conviene scegliere i primi rispetto ai secondi.

Cosa sono le obbligazioni corporate?

Le obbligazioni corporate sono delle particolari obbligazioni che hanno come differenza principale il fatto che vengono emesse da aziende di grandi dimensioni, che devono rispondere a determinati requisiti e che hanno bisogno di approvvigionarsi di capitali raccogliendoli sui mercati con strumenti complementari alle azioni e agli altri capitali di rischio.

Con l’obbligazione la corporation (questo il nome anglosassone delle aziende di grandi dimensioni), si diventa creditori dell’azienda, ricevendo indietro il capitale prestato a scadenza e ottenendo il pagamento degli interessi, tipicamente con cedole.

Le obbligazioni corporate vengono usate dalle aziende per approvvigionarsi di capitale, utilizzando canali che possono essere più vantaggiosi (ed economici) per loro rispetto al prestito bancario (che potrebbe avere tassi troppo alti) o alla vendita di azioni (che può comportare una perdita, anche assoluta, del controllo dell’azienda).

Le obbligazioni corporate sono sicure?

Investire nel 2018, in un mondo economico e finanziario che non si è lasciato completamente alle spalle la bufera, non è facile ed è necessario, prima di investire in qualunque tipo di strumento, analizzarne il profilo di rischio.

Idealmente e teoricamente possiamo considerare le obbligazioni corporate più rischiose delle obbligazioni statali (anche a parità di rating) e meno rischiose delle azioni.

Le obbligazioni corporate possono essere dunque un buono strumento per chi è alla ricerca di maggiori rendimenti delle obbligazioni (anche se non è sempre questo il caso), anche se non è disposto a correre i rischi insiti nel mercato azionario.

Obbligazioni corporate: che aziende possono emetterle?

Le obbligazioni corporate, come ho accennato in apertura, non sono obbligazioni che possono essere emesse da ogni tipo di azienda.

In Italia, secondo le disposizioni di legge vigenti, sono uno strumento riservato alle aziende in forma di SPA e che siano quotate in borsa.

Questo a tutela del risparmiatore, che può individuare così soltanto aziende che siano sottoposte ai controlli previsti per legge a carico delle aziende quotate.

Quali sono le differenze tra BTP e Obbligazioni Corporate?

Quando parliamo di obbligazioni, l’opzione più comune a disposizione del piccolo e medio risparmiatore è il BTP, ovvero il buono del tesoro poliennale.

Parliamo di un titolo che viene emesso (nel caso specifico del BTP) dalla Repubblica Italiana e che rappresenta un credito che si vanta nei confronti dell’emittente, con interessi che vengono pagati a scadenze regolari.

In linea di massima il funzionamento è pressoché identico a quello delle obbligazioni corporate, anche se sussistono delle differenze sostanziali per quanto riguarda l’essenza più pura del titolo in quanto tale.

Ci sono differenze importanti:

  • per quanto riguarda il rischio: siamo davanti dopotutto ad uno stato, con i suoi conti (spesso più sgangherati di quelli di un’azienda, ma che presenta una solidità tipicamente superiore, in quanto le operazioni a tutela delle finanze di uno stato, tramite organizzazioni internazionali come potrebbero essere l’Unione Europea o il FOndo Monetario Internazionale sono più frequenti e tecnicamente più semplici;
  • rendimenti: le obbligazioni statali tendono a rendere molto meno rispetto alle obbligazioni corporate, anche se, come avremo modo di vedere più avanti, non è sempre questo il caso;
  • volatilità: le obbligazioni corporate tendono ad essere più volatili, ovvero a variare di valore alla vendita maggiori, con i prezzi che sono molto più sensibili anche ad una sola notizia che possa mettere a repentaglio il futuro dell’azienda o comunque il mantenimento del suo monte di affari.

Per quanto riguarda il resto, le obbligazioni statali BTP e le obbligazioni corporate tendono a comportarsi in maniera pressoché identica.

Questo vale ovviamente soltanto per il caso delle obbligazioni corporate “vanilla”, ovvero quelle che abbiano come sottostante soltanto il titolo di debito.

Ce ne sono di diversi tipi, che andremo ad analizzare tra pochissimo.

I diversi tipi di obbligazioni corporate

Ci sono diversi tipi di obbligazioni corporate che vengono proposti al risparmiatore sui mercati finanziari. Abbiamo:

  • obbligazioni corporate semplici: sono dei titoli di credito standard, che assomigliano in tutto e per tutto alle obbligazioni statali e che ne replicano il funzionamento, pur tipicamente a tassi di interesse diversi.

A fianco delle obbligazioni corporate standard abbiamo poi le strutturate, ovvero delle obbligazioni che utilizzano come indice non un interesse pattuito in principio, ma l’andamento di un titolo sottostante, tra i quali vengono tipicamente utilizzati:

  • azioni: possono essere quelle della stessa azienda che emette l’obbligazione, oppure altre azioni di riferimento; devono necessariamente essere contraddistinte da elevata liquidità;
  • tassi di interesse: possono essere tassi ufficiali oppure altri tipi di tassi che sono offerti sui mercati finanziari; non possono essere manipolati e devono essere scelti anche in relazione alla trasparenza;
  • valute: anche il mercato valutario può essere utilizzato come indice di riferimento per un’obbligazione strutturata corporate;
  • materie prime: a patto che ovviamente si tratti di materie prime che vengono negoziate su mercati regolamentati;
  • contratti derivati: in questo caso come sottostante del derivato devono esserci categoricamente titoli che appartengono alle categorie sopracitate.

Come dovrebbe essere chiaro a questo punto della trattazione, le obbligazioni corporate possono assumere forme anche molto diverse tra loro, che dovranno essere attentamente analizzate prima di procedere con un investimento di questo tipo.

Quali sono i rischi aggiuntivi delle obbligazioni corporate?

Le obbligazioni corporate sono molto meno popolari di quelle statali, in parte anche a causa del fatto che espongono a rischi aggiuntivi rispetto alle seconde.

I rischi aggiuntivi, qualitativamente parlando, sono due:

  • il rischio di solvibilità dell’emittente: le aziende che hanno emesso il titolo non solo possono fallire, ma possono avere anche problemi di entità minore che possono esporre a rischi l’obbligazionista, con la possibilità, statisticamente maggiore rispetto a quella delle obbligazioni statali, di non ricevere indietro il capitale versato;
  • il rischio volatilità: anche in questo caso statisticamente, anche a parità di solidità dell’emittente, le obbligazioni corporate tendono ad essere meno affidabili rispetto a quelle statali.

Un discorso a parte andrebbe inoltre fatto per quanto riguarda le obbligazioni bancarie: i rendimenti sono molto alti, in virtù di una sofferenza del settore che ha esposto già i risparmi di tantissimi piccoli e medi investitori a pericoli, presenti e futuri, di grande entità.

Come scegliere una buona obbligazione corporate?

Le regole per scegliere una buona obbligazione corporate sono grosso modo le stesse che applichiamo per scegliere una buona obbligazione statale:

  • durata: più il titolo è a lunga scadenza più il rischio aumenta; scegliere obbligazioni a scadenza particolarmente lontana deve avere come contropartita un tasso di interesse più elevato;
  • solidità dell’emittente: non basta guardare ai rating, che per quanto utili non sono comunque un buono spaccato per quanto riguarda la solidità dell’azienda che ha emesso il titolo; bisogna spulciare necessariamente contratti presenti e futuri, bilancio, esposizione debitoria e tutti gli altri fattori utili per determinare la solidità di un istituto bancario o di un’azienda;
  • interesse: più è alto il tasso di interesse, più ovviamente il titolo diventa allettante; il trucco qui è però non essere troppo avidi e tenere conto del fatto che ad un interesse più alto corrisponde, senza alcun tipo di eccezione, un titolo più rischioso;
  • liquidità: quanto è facile vendere il titolo sul mercato secondario? In quanto tempo potremmo smobilizzare la somma investita? Titoli poco liquidi sono assolutamente da evitarsi, a meno che non si abbia interesse e possibilità di mantenere l’investimento più a lungo possibile.

Quali sono le buone obbligazioni aziendali e corporate 2018

Stiamo attraversando una fase decisamente particolare per quanto riguarda la possibilità di investire con capitali ridotti.

Le obbligazioni statali non rendono molto e quelle corporate possono dunque presentarsi come un’ottima opportunità per chi è alla ricerca di prodotti finanziari dal buon rendimento.

Ho preparato per te una piccola rassegna che ti aiuti a scegliere le migliori obbligazioni corporate 2018, sia tra le così dette high yield, ovvero quelle a tasso di interesse maggiorato, sia tra quelle invece più… tranquille.

Buone opportunità dalle aziende automobilistiche

VolksWagen e FCA offrono al momento obbligazioni molto interessanti, perché nonostante un mercato dell’auto che tira sempre meno, le aziende sono in acque relativamente tranquille.

VolksWagen merita un discorso a parte: gli azionisti sono fortemente penalizzati dalle recenti vicissitudini e anche dalle multe che l’azienda si troverà a pagare per le irregolarità sulle emissioni riscontrate da UE e USA.

Gli obbligazionisti però possono dormire sonni più che tranquilli, in quanto il valore dell’obbligazione non è in alcun modo legato al valore dell’azienda.

Per capirci, anche nel caso in cui VolksWagen dovesse perdere molto valore a livello azionario, come d’altronde è già avvenuto, le obbligazioni dovrebbero essere, almeno per i prossimi 5 anni, più che sicure.

Opportunità in Italia: alimentari e alcolici, moda, energia

Le obbligazioni corporate italiane più interessanti nel 2018, tenendo conto anche delle relative garanzie dell’andamento delle aziende, appartengono ai settori industriali dove il nostro paese è tradizionalmente più forte.

Tra le obbligazioni corporate da segnalare troviamo sicuramente:

  • per gli alimentari: Parmalat e Campari, aziende in buono stato di salute che emettono titoli a scadenza regolare;
  • per gli energetici: Tenaris e ENI, aziende che nonostante il settore sia in relativa difficoltà continuano ad offrire bilanci e prospettive più che interessanti;
  • per la moda: Moncler e Cucinelli, aziende top gamma che nonostante la crisi sono riuscite ad allargare il parco clienti e guidano la classifica di aziende più interessanti del segmento.

Cosa non comprare: obbligazioni a lunga scadenza, non-euro, paesi emergenti

Sono tre le categorie di obbligazioni corporate che vanno sicuramente evitate, almeno per il 2018:

  • obbligazioni a lunga scadenza: tutto lascia pensare che nell’immediato futuro moltissimi settori saranno soggetti a ristrutturazioni pesanti, con qualche grande player che potrebbe vedersi saltare il banco; meglio non avventurarsi oltre i 5 anni;
  • obbligazioni in valuta non-euro: finché si parla di dollaro americano possiamo dormire sonni relativamente tranquilli; lasciamo invece stare le valute esotiche, che vengono da un semestre di perdite importantissime, che possono vanificare qualunque tipo di interesse incassato tramite cedola;
  • obbligazioni paesi emergenti: l’andamento politico del mondo sviluppato lascia pensare ad una relativa chiusura nei confronti del mercato internazionale, soprattutto nei settori ad alto margine; questo non potrà che riflettersi sulle casse statali e private dei paesi in via d’emergenza.

Con la guida minima che ho preparato oggi dovremmo avere a disposizione una mappa relativamente dettagliata per muovere i primi passi in questo settore, uno di quelli che, per l’investitore che si muove con oculatezza, può essere tra i più densi di soddisfazioni.

I rischi sono maggiori rispetto alle obbligazioni statali, ma sicuramente minori di quelli presentati dal mercato azionario.

Come per ogni tipo di investimento, la parola d’ordine è studiare, prima di investire anche soltanto un euro!

Ulteriori risorse utili

Ecco infine un ultimo paragrafo in cui suggeriscoo altri metodi di investimento.

Buona lettura!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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