Giocare in Borsa: Scopri la Borsa Virtuale per Fare Trading

Investire in borsa? Nonostante gli strumenti di speculazione e investimento, anche per chi ha pochi capitali a disposizione, si sono letteralmente moltiplicati, le azioni hanno sempre un loro fascino e, in alcuni casi, continuano ad essere il canale perfetto per il risparmiatore.

Ma come fare trading in borsa? Da dove si comincia per investire in borsa? Quali sono i segreti del trading online? Cercheremo di fornire tutti gli elementi di cui un principiante ha bisogno, appoggiandoci anche a piattaforme importanti come le borse virtuali.

Cosa sono le azioni?

Prima di poter anche soltanto pensare di investire i nostri soldi, dovremo controllare di capire il funzionamento delle azioni. A cosa ci riferiamo quando parliamo di azioni? Quali sono le particolarità di questo strumento di investimento?

L’azione è una quota minima di un’azienda che è organizzata in forma do società per azioni: le quote vengono poi vendute, per le società che si dicono appunto quotate, nei mercati borsistici, dove gli investitori possono acquistarle o liberarsene in tempo reale.

L’azione non è dunque, come nel caso delle obbligazioni, un prestito verso uno stato o un’azienda che rende interessi fissi ma la vera e propria quota di un’azienda. Più azioni avremo, più sarà grande e importante la nostra quota nell’azienda.

Investire in Azioni: non solo in Italia

Il grosso dei conti trading on line che vengono offerti in Italia permettono inoltre non soltanto di operare in Italia e quindi a Piazza Affari, ma su tutte le piazze principali mondiali.

Si possono dunque acquistare azioni a New York, a Londra, a Francoforte, ad Amsterdam, a Pechino e chi più ne ha più ne metta: non ci sono limiti di sorta e l’investimento rimane, almeno a grandi linee, uguale.

I mercati azionari sono infatti fortemente uniformati a livello mondiale e per operare sull’uno o sull’altro sono necessarie le stesse conoscenze e gli stessi strumenti.

Scopriamo subito come funziona la borsa!

Come funziona la borsa – come si guadagna dalle azioni

Il funzionamento della borsa, almeno nel caso in cui non volessimo entrare in tecnicismi per gli addetti ai lavori, è relativamente semplice:

  • si comprano una o più azioni di una certa azienda, al prezzo offerto dal mercato
  • le azioni si possono mantenere per tutto il tempo che lo si desidera, poi possono essere vendute
  • le azioni possono dare diritto a dei dividenti: si tratta di porzioni dei profitti che il consiglio di amministrazione può decidere di distribuire agli azionisti; non sono però interessi, ma appunto parti di profitto che possono essere anche non erogate nel caso in cui i conti dell’azienda non siano proprio a posto
  • il guadagno si otterrà rivendendo le azioni al momento giusto e al prezzo più alto di quello d’acquisto

Come giocare in borsa?

Giocare in borsa è molto semplice. Basta avere o un conto deposito titoli presso una banca qualunque che offra questo tipo di servizi (sono ormai praticamente tutte), oppure presso un broker.

Una volta che avremo il conto deposito titoli, tramite le piattaforme trading online della nostra banca potremo cominciare il gioco di operare in libertà e in autonomia, comprando e vendendo azioni senza alcun tipo di limite.

Occhio alle commissioni

C’è da tenere conto però, prima di cominciare a vendere e comprare azioni, dei costi di commissione.

Le banche e i broker offrono infatti la possibilità di avere a disposizione piattaforma di trading e deposito titoli contro un guadagno, e il guadagno per questo tipo di operazioni viene calcolato sotto forma di commissioni, che possono essere sia fisse che variabili:

  • le commissioni possono dirsi fisse quanto il pagamento è a prescindere dalla quantità di azioni acquistate; sono commissioni per ordine che dunque sono proporzionalmente più care con gli ordini più ridotte
  • le commissioni che invece sono in relazione alla quantità di azioni acquistate, anche se ormai sono poche le piattaforme ad agire in questo senso

Il fatto che ci siano delle commissioni però, per quanto esigue potrebbero essere vuol dire che partiremo sempre e comunque in perdita, perdita che dovremo colmare, si spera, con il rialzo delle azioni che abbiamo scelto.

Come cominciare? Cosa studiare?

Giocare in borsa, nonostante il verbo che è stato scelto in italiano è dei più inadatti (giocare sicuramente non fa pensare a qualcosa di serio) è un’operazione che richiede non solo del talento e della stoffa, ma anche la delle conoscenze che, almeno per iniziare, possono essere acquisite anche studiando.

Chi vuole operare in borsa dovrebbe avere un’infarinatura tipica dell’analista finanziario, in particolare in:

  • microeconomia
  • teoria della domanda e dell’offerta
  • funzionamento dei mercati finanziari

È inoltre di fondamentale importanza:

  • essere in grado di leggere una trimestrale e interpretarla
  • avere tempo a disposizione, soprattutto se si decidesse di investire su azioni molto volatili, ovvero che possono guadagnare o perdere molto in pochissimi minuti

Altre competenze verranno acquisite sicuramente con la pratica, con i tradire più esperti e che sono presenti da più tempo sui mercati che riescono sicuramente ad avere qualche vantaggio su chi è alle prime armi.

C’è una buona notizia per chi però non ha assolutamente intenzione di cominciare ad investire impegnando i propri capitali, ovvero i sudatissimi risparmi di una vita di lavoro.

Moltissime piattaforme offrono infatti la possibilità di operare su piatta forme demo, ovvero su una borsa virtuale che segue gli andamenti della borsa reale.

Quali sono i vantaggi della borsa virtuale?

I vantaggi della borsa virtuale sono estremamente facili da spiegare.

Saremo innanzitutto messi davanti ad una piattaforma di investimento che è in tutto e per tutto identica a quella che utilizzeremo una volta che cominceremo a investire sul serio.

Questo vuol dire non solo fare esperienza sul mercato, ma anche con lo strumento che ci permette di acquistare le azioni e seguirne l’andamento: sopratutto per chi è alle prime armi lavorare con le piattaforme non è facilissimo e sarà necessario apprenderne i fondamentali.

La borsa virtuale offre proprio la possibilità di fare questo, senza investire neanche un euro.

Il trading online demo permette di cominciare ad investire, anche se con soldi finti: chi riesce a darsi una disciplina e a considerare i soldi virtuale come soldi veri, avrà sicuramente da guadagnare da questo tipo di esperienza.

Nel caso in cui (e questo è probabile che accada durante i primi tempi) l’investimento fosse sbagliato, non metteremo a repentaglio i risparmi e il capitale.

Le piattaforme di borsa virtuale – una che ci sembra valida è IQ Option – inoltre possono anche farci rendere conto del tempo che dovremo dedicare all’attività di trading online nei mercati borsistici: il trading online in autonomia non è assolutamente per tutti e potrebbe essere troppo esoso a livello di spesa in tempo soprattutto per chi ha una attività professionale a tempo pieno.

E’ estremamente consigliato cominciare così, sfruttando i vantaggi offerti da piattaforme gratuite come il IQ Option che permette anche ai principianti di iniziare investendo appena 1 euro.

Prova Ora IQ Option

Si può ancora guadagnare in borsa?

I mercati borsistici dei paesi sviluppati non se la stanno passando benissimo. Arrivano infatti da un periodo di crisi molto forte, che ha visto interi comparti bruciare buona parte della loro capitalizzazione: titoli bancari, energetici e legati all’edilizia vengono forse da uno dei periodi più bui della storia dell’economia e i valori dei listini sono molto lontani dai picchi che avevano raggiunto negli anni 2000, prima della crisi.

Questo però non vuole assolutamente dire che non ci siano margini per operare in borsa con profitto, anche da soli: potrebbe non essere la gallina dalle uova d’oro di cui parlano i promotori finanziari, ma ha comunque ancora molto da offrire agli investitori che siano intelligenti e che abbiano fiuto per gli affari.

Come investire in borsa per guadagnare?

L’investimento in borsa deve essere attentamente pianificato: i migliori investitori americani amano ripetere che appunto non avere un piano è il piano perfetto per fallire e questo è quanto mai vero per la borsa.

La borsa non è un mercato facile e non è un mercato per chi non vuole seguire il proprio investimento e soprattutto documentarsi: una news arrivata all’improvviso può cambiare le sorti di un’azienda nel giro di pochi minuti, minuti che possono bruciare capitali anche consistenti e rendere un fallimento quello che sembrava, magari soltanto fino al giorno prima, un prospetto interessante.

Chi è l’investitore tipo in azioni?

Come sapranno ormai bene i nostri lettori, ogni tipo di investimento è adatto ad un certo tipo di investitore.

I fattori da tenere in considerazione, tanto per la valutazione dell’investimento in borsa quanto per la valutazione in generale dei prodotti finanziari sono tipicamente due:

  • capitali richiesti: non in tutti i settori si può entrare con capitali ridotti. La borsa però non è uno di questi ed è adatta anche ai risparmiatori che abbiano pochi capitali da investire. Si può partire tranquillamente con poche migliaia di euro;
  • il profilo di rischio: tipicamente il rischio associato alla borsa è più alto di quello che invece troviamo per altri tipi di strumenti, come ad esempio i conti deposito e le obbligazioni. Le azioni sono infatti volatili e non garantiscono alcun tipo di rendimento, potendo erodere al tempo stesso e in modo molto veloce il nostro capitale. Per questo motivo la borsa è da considerarsi riservata soltanto a chi ha un profilo di rischio quantomeno medio-alto e che possa sopportare quelli che sono gli innegabili movimenti, tanto al rialzo quanto al ribasso, delle azioni.

Occhio anche alle azioni dei paesi emergenti

Negli ultimi anni moltissimi risparmiatori, anche con profili di rischio non adeguati, hanno finito per indirizzarsi verso i mercati emergenti per continuare a guadagnare con la borsa.

Per molti anni il gioco ha funzionato, nel senso che borse come Pechino e Istanbul, così come San Paolo e Mumbai hanno davvero offerto rendimenti importanti.

Da qualche anno a questa parte però, anche quei mercati che, come si dice in gergo, tiravano, sono stati interessati da movimenti ribassisti assolutamente importanti e che hanno reso la possibilità di muoversi verso questi lidi estremamente rischiosa per l’investitore medio, anche nel caso in cui avesse esperienze precedenti importanti con la borsa.

Si pagano tasse sulle azioni?

Sì. Sulle plusvalenze, ovvero sui guadagni che dovessimo registrare nel caso in cui avessimo venduto a prezzi più alti di quelli di acquisto, ci saranno da pagare tasse.

Le migliori piattaforme che sono in circolazione operano come sostituto di imposta e dunque trattengono, calcolandolo in modo automatico, il monte di tasse che deve essere versato all’Erario.

In caso contrario vi basti sapere che nel nostro Paese i redditi da capitale sono tassati al 26%, somma che deve essere calcolata sulla somma netta, durante l’anno, delle perdite e dei guadagni.

Si tratta di una tassazione importante, che deve essere sicuramente tenuta in considerazione.

La tassazione è più che dobbiamo rispetto ai titoli di stato Italiani e dei paesi inclusi in White List, che nel nostro Paese godono di aliquota ridotta al 12,5%, nel tentativo del governo di invogliare sempre più persone ad acquistare titoli di debito della Repubblica invece di tentare investimenti in altri settori.

Tanti tipi diversi di azioni – perché diversificare

Le azioni non sono assolutamente tutte uguali e ovviamente investire in azioni del settore energetico è molto diverso rispetto all’investimento invece in azioni sono del settore meccanico.

L’ideale, soprattutto per chi volesse temperare un po’ la natura volatile della borsa, sarebbe di indirizzare i propri investimenti in più aziende di settori diversi, in modo da bilanciare eventuali problematiche di settore e avere comunque un investimento che potrebbe dimostrarsi, sul breve e lungo periodo, redditizio.

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È nato nel 1985. Laureato in Giurisprudenza, con una forte preferenza per l'economia e la finanza. Scrive da sempre, forse da prima di imparare a leggere.

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È nato nel 1985. Laureato in Giurisprudenza, con una forte preferenza per l'economia e la finanza. Scrive da sempre, forse da prima di imparare a leggere.

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