Fondi Bilanciati: Cosa Sono? Scopri gli Investimenti Migliori da Fare nel 2022

I fondi bilanciati sono tornati alla ribalta, complice un momento economico che offre rischi relativamente alti contrapposti a rendimenti sempre meno interessanti.

Da qui il passo è breve: le banche hanno impacchettato titoli e strumenti in fondi dal nome piuttosto rassicurante, bilanciati appunto, che offrono almeno sulla carta rendimenti interessanti a fronte di profili di rischio non elevatissimi.

Come spesso però capita nel mondo degli investimenti, non è sempre tutto oro quello che luccica, soprattutto quando si parla di strumenti mediati che vedono seduti al banco dove si spartisce la torta anche le banche che gestiscono il risparmio in questione.

I fondi bilanciati possono essere convenienti? Oppure si tratta di strumenti che non hanno ragione di essere, almeno quando si analizza la questione dal lato dell’investitore-risparmiatore, ovvero dal nostro punto di vista?

Vediamolo insieme, analizzando le particolarità di questo strumento.

Cosa sono i fondi comuni di investimento

I fondi bilanciati rientrano a pieno diritto nella categoria degli strumenti di investimento gestiti, ovvero nel caso specifico di cui ti sto parlando in questo preciso istante, dei fondi comuni di investimento.

Si tratta di particolari strumenti di risparmio che permettono di comprare quote di patrimonio gestito da società finanziarie, che possono avere in pancia titoli molto diversi, pur seguendo quelle che sono le linee guida che si sono auto-imposti per statuto.

Il risultato è l’avere una partecipazione in patrimoni particolarmente variegati (cosa che è sicuramente un bene, come sa bene chi ci legge e chi sa, di conseguenza, quanto sia importante la differenziazione all’interno del panorama finanziario), partecipazioni che però si pagano a caro prezzo, perché le società di gestione impongono:

  • commissioni all’ingresso, ovvero alla sottoscrizione del fondo;
  • commissioni di gestione, ovvero che devono essere pagate a prescindere dal risultato ottenuto dall’investimento;
  • commissioni di uscita, nel caso in cui il fondo abbia conseguito dei guadagni.

Una trimurti di commissioni che possono molto facilmente erodere il (poco) guadagno che il fondo ha conseguito.

Il primo aspetto dunque da considerare quando si parla di fondi bilanciati, ma questo è un discorso che riguarda più in generale ogni tipo di risparmio gestito, sono i costi, che sono poi i guadagni della banca e della società di gestione, gli stessi operatori che… hanno proposto di acquistare i fondi.

All’interno della categoria una miriade di sotto-gruppi

Negli ultimi tempi la categoria è diventata ancora più confusionaria, perché si sono aggiunti una miriade di sotto-gruppi, spesso dalle differenze minime o addirittura inesistenti.

Dalle banche sono oggi proposti:

  • fondi bilanciati prudenti: che tipicamente dovrebbero gestire un portafoglio poco spinto, dove dovrebbero farla da padrone le obbligazioni statali con un buon rating;
  • fondi bilanciati flessibili: dove la flessibilità è ovviamente in capo ai gestori del fondo stesso, nel senso che possono investire negli strumenti (sempre entro certi limiti) che più gli aggradano;
  • fondi bilanciati moderati: dovrebbero essere, almeno a rigor di logica, leggermente più rischiosi di quelli prudenti e meno aggressivi di quelli definiti, appunto, aggressivi, senza che ci sia però uno standard secondo i quali misurarli.

Non è inoltre impossibile trovarsi di fronte a nuove categorie di fondi bilanciati, che potrebbero essere state inventate di sana pianta dall’istituto che si occupa della commercializzazione delle quote.

Muoversi dunque dentro questa categoria è relativamente difficile, perché possiamo trovare al suo interno un’enorme varietà di fondi.

Prima di investire diventa dunque necessario studiare a fondo il portafoglio presente e potenzialmente futuro del fondo che ci viene proposto, facendo la massima attenzione a scegliere soltanto un prodotto che, almeno a grandi linee, sia congruo sia con la nostra propensione al rischio, sia invece con i ritorni attesi sull’investimento che abbiamo effettuato.

Migliori Fondi Bilanciati

Vediamo adesso le recensioni di alcuni fondi bilanciati che propone il mercato tra i quali puoi scegliere per il tuo eventuale investimento, così potrai avere una panoramica più precisa delle caratteristiche di tali fondi.

Fondo Etica Bilanciato

Il fondo Etica bilanciato è proposto Etica SGR, società di gestione del risparmio che propone fondi comuni d’investimento sostenibili e responsabili, e che persegue lo scopo di rappresentare i valori della finanza etica nei mercati finanziari.

Il fondo viene consigliato a chi sta cercando un investimento responsabile, con l’obiettivo di ottenere un incremento moderato del capitali, bilanciando le opportunità di rivalutazione dei mercati azionari con una base solida che sia obbligazionaria.

Questo fondo infatti è in grado di diversificare l’investimento bilanciando le opportunità di rendimento dei mercati azionari e quelle dei mercati obbligazionari.

Per la componente azionaria il fondo investe in titoli con vario grado di capitalizzazione, prevalentemente nei mercati sviluppati, perseguendo un’ampia diversificazione degli investimenti nei diversi settori economici. Per la componente obbligazionaria il fondo investe in titoli di emittenti sovrani, organismi sovranazionali e internazionali e in via residuale (massimo 10%) in obbligazioni societarie prevalentemente nei mercati regolamentati dell’area euro3.

L’investimento in azioni può essere fino al 70%.

I titoli inoltre vengono selezionati secondo un’analisi ambientale, sociale e di governance, ovvero seguendo i fattori ESG.

Il fondo è stato lanciato nel 2003, quindi si tratta di un fondo maturo, e investe seguendo un benchmark di riferimento così composto:

  • 60% MSCI World ESG Universal Net Total Return (in Euro);
  • 35% JP Morgan EMU;
  • 5% ICE BofA Euro Treasury Bill Index.

Il profilo di rischio per questo fondo è pari a 5, in una scala che va da 1 a 7, quindi si tratta di un fondo rischioso, dal momento che investe principalmente nella componente azionaria.

Vediamo adesso alle spese: le commissioni di ingresso e di uscita non sono previste, mentre le commissioni di gestione ammontano all’1,80% annuo.

Fondi Bilanciati ING Direct

ING Direct propone degli investimenti se stai cercando la diversificazione.

Essi consentono di accedere ai principali mercati azionari e obbligazionari con un prodotto unico e completo, e la banca in questione ne propone 3 diversi, con un diverso profilo di rischio, rendimento e una differente componente azionaria e obbligazionaria.

Vediamo quali sono:

  • Profilo Moderato Arancio: esso propone un rischio basso, visto che si concentra sulle obbligazioni con un 85% dell’investimento, mentre la parte azionaria pesa il 15%;
  • Profilo Equilibrato Arancio: si tratta di una soluzione dal rischio medio, visto che il 60% dell’investimento è in obbligazioni e liquidità, mentre il 40% è votata alle azioni;
  • Profilo Dinamico Arancio: questo è il fondo più rischioso, dal momento che il 40% va in obbligazioni mentre il 60% è in investimenti azionari.

Si tratta di fondi estremamente diversificati, che ti permettono di investire in tutto il mondo e di sfruttare tutte le opportunità dei mercati finanziari.

La gestione è affidata a Morningstar, che monitora e rivede periodicamente la gestione e l’allocazione dei portafogli.

Inoltre questi fondo non hanno spese né di entrata e nemmeno di uscita.

Fondo Anima ESaloGo Bilanciato Classe Z

Questo fondo viene proposto e distribuito da Anima SGR.

Il fondo bilanciato in questione investe in titoli di natura obbligazionaria e del mercato monetario di emittenti sovrani, titoli garantiti da Stati sovrani, o di organismi sovranazionali, di emittenti societari con elevato merito di credito denominati in Euro e/o valuta estera (es. Dollaro, Yen, Sterlina e Franco Svizzero) e fino al 50% in azioni a vario grado di capitalizzazione dei Paesi sviluppati.

Nella scelta delle società, vengono privilegiate quelle che si contraddistinguono per un’attenzione particolare verso i criteri di tipo ambientale, sociali e di governance.

Tendenzialmente il portafoglio si compone così:

  • 50% investimenti obbligazionari;
  • 40% investimenti azionari;
  • 10% liquidità e depositi bancari.

Questo fondo investe seguendo un benchmark di riferimento così composto:

  • 40,0% Mercato azionario globale  (MSCI World);
  • 30,0% Mercato obbligazionario governativo globale (JP Morgan GBI Global);
  • 20,0% ICE BofA Euro Large Cap Corporate in EUR – Gross Total Return Ex Transaction Cost  ICE BofA Euro Large Cap Corporate in EUR – Gross Total Return Ex Transaction Cost;
  • 10,0% ICE BofA Euro Treasury Bill in EUR – Gross Total Return Ex Transaction Cost  ICE BofA Euro Treasury Bill in EUR – Gross Total Return Ex Transaction Cost.

Il profilo di rischio per il fondo è pari a 4 in una scala che va da 1 a 7, quindi siamo davanti a un rischio medio.

La politica per l’utilizzo dei proventi è ad accumulazione, ovvero le cedole non sono distribuite ma reinvestite nel fondo stesso.

Le spese di sottoscrizione e di rimborso non sono previste, mentre le spese correnti ammontano al 2,16% annuo.

Fondo Fideuram Bilanciato

Questo fondo viene proposto da Fideuram, che fa capo a Intesa SanPaolo.

Si tratta di un fondo bilanciato che persegue l’obiettivo di accrescere il capitale attraverso l’investimento in strumenti finanziari che vengono negoziati nei mercati regolamentati degli Stati che appartengono all’Unione Europea, di altri stati europei e anche su mercati che siano diversi da quelli citati, purché siano regolamentati e riconosciuti.

Il fondo, nello specifico, investe in azioni di emittenti che abbiano una capitalizzazione elevata, in obbligazioni denominate in euro di emittenti sovrani e di organismi internazionali. Per essere ancora più precisi, possiamo dire che fino al 60% delle attività possono essere strumenti finanziari denominati in valuta diversa dall’euro e fino al 20% del proprio attivo possono essere depositi bancari e fondi.

La SGR utilizza una metodologia di gestione attiva.

La politica di gestione del fondo è collegata ad un parametro di riferimento variabile, costituito dai seguenti indici:

  • 50% “MSCI International Pan-Euro (in USD) convertito in Euro” (rappresentativo della performance del mercato azionario Pan-Euro);
  • 50% “MTS Lordo Cct in Euro (ex Banca d’Italia)” (rappresentativo delle performance dei titoli di stato a mediolungo termine italiani).

l Fondo non si propone di replicare la composizione del benchmark, visto che il grado di scostamento rispetto all’indice di riferimento è rilevante.

Il fondo è a capitalizzazione dei proventi.

Il profilo di rischio si attesta su 4 in una scala che va da 1 a 7, quindi abbiamo a che fare con  un rischio medio.

Per quanto riguarda i costi, abbiamo le spese di sottoscrizione che ammontano al 3%, le commissioni di rimborso che sono invece pari a 0, mentre le spese correnti di gestione sono dell’1,94% annuo.

Fondo Raiffeisen Bilanciato Sostenibile

Si tratta di un fondo distribuito da Raiffeisen Capital Management, società fondata nel 1985 e parte del gruppo austriaco che conta un patrimonio complessivo superiore ai 30 miliardi di euro.

Il Raiffeisen Bilanciato Sostenibile è un fondo misto e il suo obiettivo d’investimento è in particolare il conseguimento di una moderata crescita del capitale.

Esso investe esclusivamente in titoli e/o strumenti monetari i cui rispettivi emittenti sono catalogati come “sostenibili” in conformità a criteri sociali, ecologici ed etici. Allo stesso tempo non avviene alcun investimento in determinati settori come armamenti o biotecnologie genetiche vegetali né in imprese che violano i diritti umani e del lavoro.

Una quota pari ad almeno il 51% del patrimonio del fondo è investita direttamente in azioni (e titoli equivalenti) di società con sede legale o attività principale nell’America del nord, in Europa o in Asia e/o in obbligazioni di emittenti nordamericani, europei o asiatici.

Una quota minima pari al 25% del patrimonio del fondo viene invece investita direttamente in azioni.

Le obbligazioni e gli strumenti del mercato monetario detenuti possono essere emessi da stati, emittenti sovranazionali e/o imprese.

Il fondo viene gestito in modo attivo senza relazionarsi a un parametro di riferimento.

Il profilo di rischio è pari a 4 in una scala che va da 1 a 7, e quindi è un rischio medio.

Le commissioni di sottoscrizione e di rimborso sono pari a 0, mentre invece le spese di gestione sono dell’1,40% annuo.

Fondo Fopen Bilanciato Obbligazionario

Si tratta di un fondo pensione complementare che si rivolge ai dipendenti del gruppo ENEL e delle altre aziende che hanno aderito a FOPEN.

Il comparto  è composto al 70% da obbligazioni e al 30% da azioni, e ha come obiettivo quello di realizzare un moderato e stabile incremento del capitale investito, con degli investimenti che siano finalizzati a cogliere le opportunità offerte dai mercati obbligazionari e azionari globali.

Le risorse, da un minimo del 65% ad un massimo dell’ 75% del patrimonio del comparto sono investite prevalentemente in strumenti obbligazionari, ed è prevista inoltre una componente azionaria fino ad un massimo del 35% del patrimonio del comparto.

Quali sono i rischi dei fondi bilanciati?

I rischi dei fondi bilanciati sono pari o superiori a quelli degli altri fondi. Non che ogni tipo di prodotto che porta questa etichetta sia poi effettivamente molto rischioso, ma val sicuramente la pena ricordarsi che si tratta di prodotti che sono molto variegati e che possono avere in pancia anche titoli molto rischiosi.

Partiamo dal fatto che per i fondi bilanciati la parte in equity va dal 10% al 90%, il che vuol dire in concreto che le società di gestione non hanno praticamente alcun tipo di limite per l’investimento, potendo dunque creare sotto questa categoria un numero pressoché infinito di strumenti.

Individuare il rischio che viene incorporato dal fondo che ci è stato proposto vuol dire dunque analizzare in modo il più dettagliato possibile la composizione del fondo al momento del nostro ingresso e, cosa più importante, individuare quali sono le regole operative che il fondo si è dato da statuto.

Si tratta di qualcosa di molto importante, che andrebbe fatto in generale per ogni tipo di fondo e in modo particolare per i fondi bilanciati, che sono una delle categorie più complesse del mondo dei fondi.

Conviene investire in fondi bilanciati?

Nì. Nel senso che come dovrebbe essere chiaro ormai a questo punto della trattazione, i fondi bilanciati possono voler dire tutto e niente.

Prima di valutare se sia il caso di accodarsi ai tantissimi che hanno scelto proprio i fondi bilanciati per il proprio risparmio, dovremo tenere conto di diverse particolarità di questa categoria dei fondi e dei fondi gestiti in generale:

  1. come abbiamo visto all’inizio della nostra trattazione, i fondi gestiti sono molto costosi, attualmente addirittura la forma di investimento più costosa che ci sia per il cliente; non è raro avere costi che superano, a livello annuo, il 2% del patrimonio investito; tenendo conto del fatto che è difficilissimo in questo periodo storico portare a casa rendimenti superiori al 4%, i conti sono presto fatti e l’investimento in fondi (bilanciati) si mostra per quello che è;
  2. l’investitore che vuole seguire le occasioni che il mercato gli offre non può accontentarsi di una forma di risparmio gestita, nel senso che conferendo i propri capitali nelle quote di un fondo avrà le mani doppiamente legate: sarà la società di gestione ad occuparsi dell’investimento e non c’è alcun modo di indirizzare la gestione del patrimonio;
  3. spesso di bilanciato non c’è nulla, soprattutto quando parliamo di fondi bilanciati aggressivi, che sono prodotti ad altissimo rischio e che spesso non vengono purtroppo presentati come tali.

Lungi dall’affermare che i fondi bilanciati siano una truffa, desidero comunque sottolineare il fatto che sicuramente non sono uno strumento per tutti, nonostante siano il prodotto più venduto degli ultimi anni a risparmiatori di ogni genere e tipo.

Una distorsione del mercato sul quale dovrebbero forse intervenire le autorità garanti, tenendo conto del fatto che spesso i clienti non sono affatto informati sulle particolarità di questo tipo di investimenti.

I fondi bilanciati hanno una buona differenziazione

I fondi bilanciati, un po’ come tutte le forme di risparmio gestito, hanno dalla loro il vantaggio di poter garantire, anche a chi investe capitali molto esigui, una differenziazione molto importante.

Questo vuol dire poter partecipare ad investimenti che detengono titoli diversi per genere e tipo e quindi che dovrebbero metterci, almeno in linea teorica, più al riparo da eventuali crolli di settore.

Questa particolarità della differenziazione “a basso capitale” non è però esclusiva dei fondi gestiti.

Possiamo pensare anche ad investire in ETF, strumento simile ma molto meno costoso a livello di commissioni.

Ulteriori risorse utili

Il tema del risparmio gestito è molto complesso, l’ho affrontato approfonditamente nel video corso gratuito “Investi con Buon Senso” che trovi qui.

Se sei interessato ad approfondire il ventaglio di offerte che esistono nel mondo della finanza e degli investimenti, inoltre, ti consiglio di leggere questi percorsi tematici che ho preparato per te:

Buona lettura e buon proseguimento su Affari Miei.


Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:

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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

2 Commenti

Daniele · 3 Febbraio 2020 alle 13:03

Ciao Davide

Personalmente nel mio portafoglio ETF ho un fondo bilanciato che ho comprato tempo prima su consiglio della banca (Anima selezione dinamica 2020 II), colpa mia che ho chiesto consiglio in banca. I primi due anni ha staccato cedola, il resto no (che fine hanno fatto? boh!). Per fortuna che questo giugno scade e i soldi li reinvesto negli ETF che ho in essere. Tuttavia l’ investimento nel fondo mi ha insegnato che c’è la versione migliorata (l’ ETF appunto) con gli stessi principi base del fondo percui non tutto il male è venuto per nuocere. Naturalmente basta con le SGR e tutte le schifezze annesse 🙂

    Davide Marciano · 26 Luglio 2022 alle 15:41

    Ciao Daniele,

    scusa per il ritardo nella risposta ma mi ero perso il commento.

    Diciamo che, in base alla mia esperienza, il mondo del risparmio gestito è un po’ il “passaggio obbligato” per poi scoprire che c’è altro.

    Mi fa piacere che per te è andato proprio così e mi auguro che ora possa trovarti bene.

    A presto,
    Davide

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