Fondi Bilanciati: Cosa Sono? Scopri gli Investimenti Migliori da Fare nel 2018

I fondi bilanciati sono tornati alla ribalta, complice un momento economico che offre rischi relativamente alti contrapposti a rendimenti sempre meno interessanti.

Da qui il passo è breve: le banche hanno impacchettato titoli e strumenti in fondi dal nome piuttosto rassicurante, bilanciati appunto, che offrono almeno sulla carta rendimenti interessanti a fronte di profili di rischio non elevatissimi.

Come spesso però capita nel mondo degli investimenti, non è sempre tutto oro quello che luccica, soprattutto quando si parla di strumenti mediati che vedono seduti al banco dove si spartisce la torta anche le banche che gestiscono il risparmio in questione.

I fondi bilanciati possono essere convenienti? Oppure si tratta di strumenti che non hanno ragione di essere, almeno quando si analizza la questione dal lato dell’investitore-risparmiatore, ovvero dal nostro punto di vista?

Vediamolo insieme, analizzando le particolarità di questo strumento.

Cosa sono i fondi comuni di investimento?

I fondi bilanciati rientrano a pieno diritto nella categoria degli strumenti di investimento gestiti, ovvero nel caso specifico di cui ti sto parlando in questo preciso istante, dei fondi comuni di investimento.

Si tratta di particolari strumenti di risparmio che permettono di comprare quote di patrimonio gestito da società finanziarie, che possono avere in pancia titoli molto diversi, pur seguendo quelle che sono le linee guida che si sono auto-imposti per statuto.

Il risultato è l’avere una partecipazione in patrimoni particolarmente variegati (cosa che è sicuramente un bene, come sa bene chi ci legge e chi sa, di conseguenza, quanto sia importante la differenziazione all’interno del panorama finanziario), partecipazioni che però si pagano a caro prezzo, perché le società di gestione impongono:

  • commissioni all’ingresso, ovvero alla sottoscrizione del fondo;
  • commissioni di gestione, ovvero che devono essere pagate a prescindere dal risultato ottenuto dall’investimento;
  • commissioni di uscita, nel caso in cui il fondo abbia conseguito dei guadagni.

Una trimurti di commissioni che possono molto facilmente erodere il (poco) guadagno che il fondo ha conseguito.

Il primo aspetto dunque da considerare quando si parla di fondi bilanciati, ma questo è un discorso che riguarda più in generale ogni tipo di risparmio gestito, sono i costi, che sono poi i guadagni della banca e della società di gestione, gli stessi operatori che… hanno proposto di acquistare i fondi.

All’interno della categoria una miriade di sotto-gruppi

Negli ultimi tempi la categoria è diventata ancora più confusionaria, perché si sono aggiunti una miriade di sotto-gruppi, spesso dalle differenze minime o addirittura inesistenti.

Dalle banche sono oggi proposti:

  • fondi bilanciati prudenti: che tipicamente dovrebbero gestire un portafoglio poco spinto, dove dovrebbero farla da padrone le obbligazioni statali con un buon rating;
  • fondi bilanciati flessibili: dove la flessibilità è ovviamente in capo ai gestori del fondo stesso, nel senso che possono investire negli strumenti (sempre entro certi limiti) che più gli aggradano;
  • fondi bilanciati moderati: dovrebbero essere, almeno a rigor di logica, leggermente più rischiosi di quelli prudenti e meno aggressivi di quelli definiti, appunto, aggressivi, senza che ci sia però uno standard secondo i quali misurarli.

Non è inoltre impossibile trovarsi di fronte a nuove categorie di fondi bilanciati, che potrebbero essere state inventate di sana pianta dall’istituto che si occupa della commercializzazione delle quote.

Muoversi dunque dentro questa categoria è relativamente difficile, perché possiamo trovare al suo interno un’enorme varietà di fondi.

Prima di investire diventa dunque necessario studiare a fondo il portafoglio presente e potenzialmente futuro del fondo che ci viene proposto, facendo la massima attenzione a scegliere soltanto un prodotto che, almeno a grandi linee, sia congruo sia con la nostra propensione al rischio, sia invece con i ritorni attesi sull’investimento che abbiamo effettuato.

Quali sono i rischi dei fondi bilanciati?

I rischi dei fondi bilanciati sono pari o superiori a quelli degli altri fondi. Non che ogni tipo di prodotto che porta questa etichetta sia poi effettivamente molto rischioso, ma val sicuramente la pena ricordarsi che si tratta di prodotti che sono molto variegati e che possono avere in pancia anche titoli molto rischiosi.

Partiamo dal fatto che per i fondi bilanciati la parte in equity va dal 10% al 90%, il che vuol dire in concreto che le società di gestione non hanno praticamente alcun tipo di limite per l’investimento, potendo dunque creare sotto questa categoria un numero pressoché infinito di strumenti.

Individuare il rischio che viene incorporato dal fondo che ci è stato proposto vuol dire dunque analizzare in modo il più dettagliato possibile la composizione del fondo al momento del nostro ingresso e, cosa più importante, individuare quali sono le regole operative che il fondo si è dato da statuto.

Si tratta di qualcosa di molto importante, che andrebbe fatto in generale per ogni tipo di fondo e in modo particolare per i fondi bilanciati, che sono una delle categorie più complesse del mondo dei fondi.

Conviene investire in fondi bilanciati?

Nì. Nel senso che come dovrebbe essere chiaro ormai a questo punto della trattazione, i fondi bilanciati possono voler dire tutto e niente.

Prima di valutare se sia il caso di accodarsi ai tantissimi che hanno scelto proprio i fondi bilanciati per il proprio risparmio, dovremo tenere conto di diverse particolarità di questa categoria dei fondi e dei fondi gestiti in generale:

  1. come abbiamo visto all’inizio della nostra trattazione, i fondi gestiti sono molto costosi, attualmente addirittura la forma di investimento più costosa che ci sia per il cliente; non è raro avere costi che superano, a livello annuo, il 2% del patrimonio investito; tenendo conto del fatto che è difficilissimo in questo periodo storico portare a casa rendimenti superiori al 4%, i conti sono presto fatti e l’investimento in fondi (bilanciati) si mostra per quello che è;
  2. l’investitore che vuole seguire le occasioni che il mercato gli offre non può accontentarsi di una forma di risparmio gestita, nel senso che conferendo i propri capitali nelle quote di un fondo avrà le mani doppiamente legate: sarà la società di gestione ad occuparsi dell’investimento e non c’è alcun modo di indirizzare la gestione del patrimonio;
  3. spesso di bilanciato non c’è nulla, soprattutto quando parliamo di fondi bilanciati aggressivi, che sono prodotti ad altissimo rischio e che spesso non vengono purtroppo presentati come tali.

Lungi dall’affermare che i fondi bilanciati siano una truffa, desidero comunque sottolineare il fatto che sicuramente non sono uno strumento per tutti, nonostante siano il prodotto più venduto degli ultimi anni a risparmiatori di ogni genere e tipo.

Una distorsione del mercato sul quale dovrebbero forse intervenire le autorità garanti, tenendo conto del fatto che spesso i clienti non sono affatto informati sulle particolarità di questo tipo di investimenti.

I fondi bilanciati hanno una buona differenziazione

I fondi bilanciati, un po’ come tutte le forme di risparmio gestito, hanno dalla loro il vantaggio di poter garantire, anche a chi investe capitali molto esigui, una differenziazione molto importante.

Questo vuol dire poter partecipare ad investimenti che detengono titoli diversi per genere e tipo e quindi che dovrebbero metterci, almeno in linea teorica, più al riparo da eventuali crolli di settore.

Questa particolarità della differenziazione “a basso capitale” non è però esclusiva dei fondi gestiti.

Possiamo pensare anche ad investire in ETF, strumento simile ma molto meno costoso a livello di commissioni.

I fondi bilanciati più performanti del 2018

Per quanto riguarda i fondi bilanciati che meglio si sono comportati nel corso degli ultimi mesi non posso che citare:

  • Amundi Orizzonte 2020 Italia: che ha portato a casa un rendimento negli ultimi 10 mesi superiore al 10%;
  • Anima Cedola Alto Potenziale 2021: altro fondo bilanciato aggressivo che ha reso più del 10% nel corso dell’ultimo anno solare;
  • Amundi Orizzonte 2020 Alpha Italia: fondo parallelo al primo che ho presentato e che ha fatto registrare rendimenti molto alti.

I tre fondi che meglio hanno reso per gli investitori sono tutti e tre del segmento aggressivo, ovvero di quello a più alto rischio, categoria alla quale non possono che appartenere anche i peggiori fondi bilanciati del settore.

Investire in fondi bilanciati, come dovrebbe essere ormai chiaro a chi ha letto la guida che ho proposto oggi, non è assolutamente facile, anzi.

Si tratta di un mondo molto variegato dove non possiamo fidarci davvero di nessuno, se non della capacità nostra di analizzare la composizione di un portafoglio.

Ulteriori risorse utili

Se sei interessato ad approfondire il ventaglio di offerte che esistono nel mondo della finanza e degli investimenti, ti consiglio di leggere questi altri articoli:

Buona lettura!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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