Come Comprare Azioni Online: Guida Passo Passo per Investire in Borsa

Come comprare azioni? Come possiamo investire nel mercato borsistico e azionario? Nonostante si tratti di uno dei mercati che da più tempo è aperto anche ai piccoli e medi investitori, spesso è uno di quelli che si conosce di meno: non se ne conoscono le modalità operative, non si conoscono i criteri per riconoscere una buona azione da una che non lo è, si ignorano spesso anche le implicazioni dell’acquisto di un pacchetto di azioni.

Niente paura, perché nella guida di oggi ci occuperemo proprio di questo. Troverai una guida completa su come comprare e vendere azioni e consigli per scegliere le migliori azioni, con un percorso ideale che ti permetterà anche di riconoscere le azioni di qualità da quelle dalle quali invece bisogna stare alla larga.

Come si acquistano le azioni?

Immagino che se sei qui sai di cosa stiamo parlando, se no ti rimando ai prossimi paragrafi o alle altre guide tematiche. Le azioni vengono trattate in mercati regolamentati, in Italia nella borsa di Piazza Affari a Milano.

Questo però non vuol dire che dovremo recarci a Piazza Affari, registrarci e trattare azioni come si faceva quando la borsa era una specie di mercato rionale frequentato da gente in giacca e cravatta.

Oggi le azioni si comprano comodamente da casa e ciò è contemporaneamente una buona notizia (per chi non ha voglia di muoversi dal divano) ed una pessima notizia (per chi, senza capirci nulla, vuole schiantarsi i soldi).

Non Sai Come Investire i Risparmi?
"5 Consigli Super per Investire Consapevolmente" è la guida che ti aiuta a capire veramente gli investimenti.

Investire in azioni tramite la propria banca

Il primo metodo, quello che se vogliamo è il più tradizionale, è quello dell’apertura di un deposito titoli presso la propria banca. Tralascio l’opzione di metterti al telefono ed ordinare come si faceva vent’anni fa perché, per motivi anagrafici, è una cosa che non ho mai fatto.

Aprire un deposito titoli è relativamente semplice, ti basta avere un conto online e chiedere anche questa opzione. Qui trovi la guida con i migliori servizi di questo tipo confrontati tra loro, non c’è un conto migliore a prescindere ma la convenienza varia a seconda delle tue esigenze.

Questa opzione è quella che preferisco, soprattutto per investimenti di lungo termine, ma ha un grande limite: i costi.

Si, perché per comprare e vendere azioni ci sono commissioni piuttosto elevate che rendono poco convenienti le operazioni su cifre basse.

Provo a farti un esempio. Mettiamo di voler acquistare 100€ di azioni Amazon (sparo un’azienda a caso): il costo medio per comprare varia dai 4 ai 6 euro che sono una cifra considerevole della somma (piccola) investita.

Queste piattaforme vanno bene per comprare fondi passivi come gli ETF e costruire portafogli di medio lungo termine (cosa che preferisco e faccio io!) perché i costi vengono distribuiti su più anni e non si effettuano acquisti o vendite i poche centinaia di euro.

Di contro, hanno dei limiti per quanto riguarda operazioni che si avvicinano di più al trading vero e proprio: ciò spiana la strada alle piattaforme trading CFD.

Conto trading presso un broker

Sono moltissime le agenzie di brokering che offrono account, anche con somme di accesso minime, che possono permetterci di investire sul mercato azionario, italiano ma anche nel caso dovessero interessarci anche altri mercati europei e non: ne parlo nella sezione dedicata al trading online.

Scegliere conti di questo tipo permette in genere di avere commissioni più basse rispetto alla banca anche se, generalmente, i broker non ti permettono di acquistare materialmente le azioni come avviene con la banca ma ti mettono a disposizione dei contratti (CFD) che replicano l’andamento del titolo.

Si, lo so, queste cose tecniche sono una rottura di scatole…però sei tu che ti stai interessando di comprare azioni e questo mondo funziona così!

Questo tema l’ho approfondito nell’articolo generale sul trading online a cui rimando per ulteriori dettagli.

Tendenzialmente, comprare azioni sulle piattaforme CFD per svolgere operazioni di breve periodo è più conveniente perché i costi sono molto più bassi. Tornando all’esempio di prima, la famosa 100€ in azioni Amazon investita su una piattaforma di questo tipo ha spesso zero costi d’ingresso (rispetto ai 4-6€ di una banca).

Se ti interessa questa seconda opzione di acquisto, ti consiglio di leggere la scheda con le migliori piattaforme di trading che aggiorno periodicamente.

Credo di averti fornito abbastanza spunti pratici per capire come si effettua la compravendita di azioni, ora possiamo entrare nella seconda parte della guida in cui cerchiamo di vedere insieme un po’ di teoria.

Cosa vuol dire comprare un’azione

Per chi ha investito magari in conti deposito oppure in obbligazioni, comprare azioni potrebbe essere assimilato ad una sorta di credito che vantiamo nei confronti dell’azienda di riferimento.

Le cose non stanno però assolutamente così: comprare azioni vuol dire diventare soci dell’azienda, con tutto quello che ne comporta sotto il profilo dei diritti amministrativi, nonché dei diritti patrimoniali.

Una volta comprate le azioni di una determinata azienda, faremo parte, anche se tipicamente in piccolo, dei soci azionisti e dovremo dunque essere assimilati, nell’ottica dell’investimento, a proprietari di quote aziendali e non a degli investitori che, come nel caso delle obbligazioni, hanno prestato denaro all’azienda di riferimento.

Cosa comporta essere azionisti rispetto alle obbligazioni?

Essere azionisti vuol dire legare l’andamento del proprio investimento all’andamento dell’azienda che abbiamo scelto.

Con le obbligazioni possiamo relativamente disinteressarci dello stato di salute dell’azienda che ha emesso il titolo: alla scadenza, a meno che non sia fallita, l’azienda dovrà infatti restituirci il capitale prestato, con l’aggiunta degli interessi.

La scelta che invece si fa con l’investimento in azioni è diversa:

  • il valore del nostro investimento è legato al valore dell’azienda nel tempo;
  • nel caso di cali di volume d’affari anche minimi il nostro investimento ne risentirà;
  • il nostro capitale non è garantito, nel senso che potremmo perdere parte del denaro investito anche se l’azienda non dovesse fallire, al contrario delle obbligazioni.

Descritto questo quadro verrebbe da chiedersi, a buon diritto, perché si dovrebbe investire in un mercato che rispetto a quello obbligazionario presenta dei rischi maggiori, è di più difficile gestione e che non tutela il nostro capitale.

In verità ci sono anche dei vantaggi nell’investire in azioni, ed è questo il motivo che continua a rendere questo mercato molto appetibile per gli investitori, anche nel caso in cui non abbiano a disposizione grandi capitali:

  • i guadagni possono essere, in caso di investimento oculato, molto superiori a quelli delle obbligazioni;
  • si percepiscono dividendi a scadenze regolari, nel caso in cui si scelga un’azienda che li distribuisca;
  • si può differenziare l’investimento anche con piccoli capitali;
  • si può gestire tutto da casa, anche per investimenti di lungo periodo.

Tenendo conto delle particolarità generali del mercato, passeremo ad una breve guida che ci permetterà di individuare le azioni sulle quali puntare e quelle invece da lasciar perdere, almeno per adesso.

Come Scegliere le Aziende su Cui Investire

Scegliere su chi o su cosa investire non è semplice, proviamo a capirci qualcosa.

Non tutte le azioni sono…per tutti

Non esistono azioni buone per tutti: ogni azienda ha un proprio passato, un presente e un futuro, degli andamenti diversi e soprattutto offre diversi profili di rischio.

Diventa dunque impossibile (ed è proprio per questo che ti stiamo proponendo questa guida) scegliere un gruppo di azioni adatte a tutti.

Come per tutti gli investimenti, dovrai prima conoscere te stesso, le tue aspettative e il tuo profilo di rischio.

Il primo fattore nella scelta di un’azione: il comparto

Se ne parla sempre troppo poco. Ogni azienda quotata in borsa appartiene ad un determinato comparto, ovvero opera in un determinato settore commerciale.

Energetico, bancario, tech, alimentare, intrattenimento: i comparti sono tanti, e ci interessano in quanto eventuali crisi di settore finiscono per colpire, in misura maggiore o minore, tutte le aziende che appartengono allo stesso comparto.

Movimenti del prezzo del petrolio finiscono per colpire tutte le aziende del comparto energetico, nuove normative sul settore automobilistico colpiscono tutte le aziende che partecipano a questo settore.

Crisi del credito, della liquidità, movimenti dei tassi di interesse finiscono per colpire tutte le imprese del settore bancario e finanziario.

Il secondo fattore: il profilo di rischio

C’è una grossa differenza tra aziende solide e che operano ormai nel mercato da diversi anni, e aziende che si sono invece appena quotate.

Tendenzialmente (anche se questo non è sempre il caso) le aziende che operano da tanti anni e che si trovano a lavorare in settori relativamente meno volatili offrono un profilo di rischio più basso.

Diverso il discorso per le aziende quotate da poco e che operano su mercati ad alta volatilità (ricordate la bolla delle dot com, il settore tech che distrusse i risparmi di milioni di famiglie in tutto il mondo)?

Come per ogni tipo di investimento, anche per le azioni rischio e possibili rendimenti vanno di pari passo: scegliendo un’azione con un profilo di rischio più alto, si potrebbero, in via teorica, portare a casa rendimenti più alti.

Il terzo fattore: la solidità dell’azienda

Anche aziende di lungo corso che sono state grandissime protagoniste del loro settore per decenni possono trovarsi ad affrontare momenti di difficoltà, conti non in ordine, mancanza di commesse, perdita di competitività.

Prima di scegliere una buona azione, dovremo fare i proverbiali compiti a casa e controllare lo stato di salute dell’azienda sulla quale vogliamo investire. Dovranno essere controllati necessariamente:

  • lo stato debitorio dell’azienda: le società quotate devono rilasciare dei documenti molto dettagliati sullo stato di indebitamento rispetto al patrimonio;
  • il bilancio: anche questo è un documento pubblico, e nel caso in cui non si abbiano le capacità per analizzarlo, ci si può sempre affidare alle analisi disponibili sui migliori siti di economia, finanza e investimenti.

Questi sono alcuni dei criteri generali per valutare le azioni, per il resto ti rimando ad ulteriori articoli teorici quali:

Conclusioni

Abbiamo visto insieme sia come comprare materialmente azioni che un po’ di teoria che, fidati, non guasta mai quando si parla di soldi.

Ti saluto, come sempre, fornendoti qualche altra guida che potrebbe tornarti utile:

Se sei nuovo del blog, inoltre, puoi iniziare da uno di questi percorsi tematici:

Buona lettura!


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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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