Investire in BOT Conviene? Previsioni 2018

Conviene investire in Bot? Cosa sono e come funzionano? Se stai cercando un modo per investire i tuoi risparmi, allora in questo articolo potrai trovare la guida che cerchi per capire se i Buoni Ordinari del Tesoro fanno al caso tuo, oppure se è meglio ripiegare su altri strumenti.

Continua a leggere per scoprire se conviene investire in BoT oppure no e il rendimento dei titoli di stato.

Cosa sono i BOT

Con il termine BOT ci riferiamo a Titoli di Stato emessi dall’Italia, la cui scadenza non può superare la durata di un anno (12 mesi), a differenza di quanto avviene con i CTz.

Il rendimento di questi strumenti viene calcolato in concomitanza dallo scarto di emissione, (differenza tra il valore nominale e il prezzo pagato: per questo la remunerazione viene pagata al momento stesso della sottoscrizione, che avviene in seguito ad un’Asta.

Infatti, i Buoni del Tesoro Ordinari e i Titoli di Stato in generale sono emessi da parte del Ministero del Tesoro attraverso l’indizione di aste pubbliche, a cui partecipano le banche e non solo.

Il motivo per cui la durata di questi strumenti è breve è che coloro che operano in questo mercato preferiscono investire su obbligazioni più fresche e allineate con i rendimenti attuali di mercato, anche per limitare i costi di detenzione.

A partire dall’anno 2009, in adeguamento a quanto fatto nel resto dell’UE, le offerte degli operatori d’asta vengono espresse non più in termini di prezzo, bensì di rendimento.

A partire dal 2011 i BOT sono stati al centro di attacchi speculativi in risposta ai timori che il nostro Paese potesse subire un drammatico tracollo economico finanziario, che è stato poi arginato anche in seguito alle azioni della BCE, la quale ha messo in atto pratiche riequilibrative.

Nonostante ciò, lo spread (ossia la differenza di rendimento tra le obbligazioni nostrane e quelle tedesche) rimane evidente, sottolineando la precarietà delle finanze italiane.

Una parentesi: che cos’è lo spread?

Come anticipato, lo spread rappresenta la differenza di rendimento, in centesimi di punto percentuale, tra le obbligazioni emesse dalla Repubblica Federale Tedesca e quelle che invece sono emesse dalla Repubblica Italiana.

Maggiore è lo spread e maggiore sarà il rendimento dei BOT e dei Titoli di Stato in generale.

L’asta e i BOT, come funziona?

I BOT vengono collocati grazie alle aste competitive, durante le quali le offerte degli operatori, come ti ho già anticipato, sono espresse in termini di rendimento e non di prezzo, poiché il tasso di interesse applicato è costituito dalla differenza tra il prezzo di rimborso e quello di sottoscrizione.

Ogni intermediario può effettuare un massimo di 5 richieste di acquisto di questo Titolo di Stato: l’importo non deve essere più basso di 1,5 milioni di euro. Vi deve essere una differenza minima di un millesimo di punto percentuale fra le 5 offerte effettuate, per cui bisogna indicare il nominale da sottoscrivere ed il relativo rendimento.

La durata e il prezzo dei BOT

Nello specifico, i BOT possono durare 3, 6 oppure 12 mesi: la durata si esprime in giorni. Regolarmente vengono organizzate aste mensili per i BOT annuali e semestrali, mentre per quelli trimestrali si seguono le esigenze di cassa del Tesoro.

Per quanto riguarda invece il prezzo, questo è sempre inferiore a 100, ovverosia al valore nominale: il prezzo è quotato in borsa secondo la regola del Tale e quale, ossia è comprensivo anche del rateo, gli interessi maturati. Tale meccanismo prevede che il prezzo salga con l’avvicinarsi del momento della scadenza, poiché gli interessi vengono incorporati.

Rendimento BOT 2018

In realtà oggi questo tipo di strumento non è da considerarsi un vero e proprio strumento di investimento, sia perchè i rendimenti sono molto bassi, sia perchè in realtà il loro rendimento è ottenuto dalla differenza tra il valore nominale comprato e rimborsato alla scadenza e il prezzo di acquisto.

Quindi, per fare un esempio esplicativo, un BOT che costa 90 e a scadenza rimborserà 98 “renderà” 8 euro su 90 di interesse.

Il vantaggio principale di optare per questo tipo di strumento è che si tratta di un tipo di titolo zero-coupon, ossia senza cedola e quindi di gestione più semplice in funzione al pagamento richiesto.  Inoltre, non vi è l’obbligo di reinvestire i guadagni e rimborsi percepiti periodicamente a titolo di interessi.

Per quanto riguarda le commissioni degli Intermediari, l’attuale normativa sulla trasparenza bancaria ha fissato un tetto alle commissioni che le banche possono richiedere ai propri clienti per la sottoscrizione dei BOT. Le Commissioni non possono essere superiori a:

  • lo 0,05% del capitale sottoscritto per i titoli con durata residua uguale o inferiore agli 80 giorni;
  • lo 0,10% per i titoli con durata residua compresa tra gli 81 ed i 170 giorni;
  • lo 0,20% per quelli con durata residua tra i 171 ed i 330 giorni;
  • lo 0,30% per i titoli con durata residua pari o superiore a 331 giorni.

Quando conviene investire?

Come investire i risparmi? In linea di massima a privilegiare i BOT sono i privati e le istituzioni che, più che investire cercano un modo per “posteggiare” il denaro sfruttando uno strumento sicuro, che non sia soggetto all’inflazione pur rendendo davvero pochissimo.

Fino agli anni Ottanta- Novanta non era così, perché un BOT poteva rendere anche il 10%. (anche se l’inflazione poteva essere all’8%!).

In ogni caso, se hai bisogno di un investimento sicuro, anche se redditizio in maniera quasi irrisoria, i BoT possono essere un’ottima alternativa, anche se bisogna stare attenti a scegliere una durata adeguata alle nostre esigenze, poiché potremmo averne bisogno prima.

Tuttavia, sebbene non si tratti di un buono strumento di investimento, può essere un ottimo investimento di risparmio, poiché il tuo capitale sarà protetto dall’inflazione e dalle perdite.

Ulteriori risorse utili

Se vuoi analizzare altre modalità e opzioni per valutare dove investire oggi, suggerisco di leggere alcuni articoli che potrebbero esserti di ispirazione:

Buon proseguimento su Affari Miei e buona lettura!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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