BTP o ETF per Investire nel 2026? La Risposta (SINCERA) Per Ridurre i Rischi
Nei momenti di incertezza, molti investitori si pongono una domanda cruciale: BTP o ETF per investire? Meglio uno strumento o l’altro per investire in maniera profittevole?
A Mario, ascoltatore del nostro podcast e partecipante al nostro programma Fast Investments Planner, questa domanda è venuta spontanea. E nel suo racconto abbiamo riconosciuto tante storie simili che ci capita di ascoltare ogni giorno.
La verità è che, dietro una domanda apparentemente semplice, si nasconde una riflessione più profonda. Una riflessione che riguarda il cambio di mentalità, il modo in cui ci approcciamo agli investimenti e, soprattutto, il nostro rapporto con la complessità dei mercati.
Il contesto: quando i BTP sembrano la scelta più sicura
Mario ha 55 anni. Negli ultimi due anni ha ricevuto un’eredità, arrivata in più fasi, e ha deciso – per prudenza – di parcheggiare circa 50.000 euro in BTP.
Scadenze a 3-5 anni, titoli acquistati tra il 2022 e il 2023. Nessuna perdita, ma nemmeno grandi guadagni. Un rifugio temporaneo, in attesa di capire che farne.
Nel frattempo, Mario ha iniziato a seguire i nostri percorsi e ha deciso di costruire un portafoglio in ETF.
Ed ecco il dubbio: continuare a tenere i BTP fino a scadenza, oppure venderli e spostare quelle somme negli ETF?
Una domanda lecita, che accomuna molti investitori che stanno vivendo lo stesso passaggio, da una logica prudente e difensiva, a una logica più strategica, coerente con obiettivi di medio-lungo periodo qual è quella di investire in ETF.
BTP vs ETF: non è una guerra, è una scelta di metodo
Prima cosa da chiarire: i BTP non sono sbagliati in sé.
Sono strumenti statali, a basso rischio di credito, usati spesso per proteggere il capitale nel breve-medio termine.
Ma… sono lo strumento giusto per ogni obiettivo?
Se il tuo orizzonte temporale è di 15 o 20 anni, come nel caso di Mario che ha ancora un lungo arco di vita lavorativa davanti, allora forse no.
Questo perché su un orizzonte così lungo il vero rischio non è la volatilità, ma l’erosione silenziosa del potere d’acquisto, e il classico, solito, inesorabile nemico: l’inflazione.
Restare fermi, per paura di muoversi, significa perdere occasioni. E se l’inflazione lavora contro di noi ogni anno, anche un capitale formalmente intatto perde valore.
L’incertezza dei mercati è la normalità
Mario – come tanti – è frenato da ciò che si sente dire in giro: mercati agitati, guerre, instabilità politica, ritorno di Trump… È davvero il momento giusto per investire?
Domanda legittima. Ma attenzione: non esiste mai un momento perfetto.
Se guardiamo agli ultimi anni, abbiamo attraversato:
- 2020: pandemia globale, lockdown, crisi sanitaria ed economica
- 2021: riaperture, tensioni sociali, nuove varianti
- 2022: guerra in Ucraina, inflazione, crollo dei mercati
- 2023: escalation in Medio Oriente, timori geopolitici
- 2024-25: ritorno di Trump, timori di recessione, nuovi equilibri globali.
Eppure, nonostante tutto, i mercati sono andati avanti e chi ha continuato a investire ha visto anche anni molto positivi.
Il punto è questo: aspettare che “passi la tempesta” è un’illusione, perché il futuro è sempre incerto. Non esiste “il momento giusto”, esiste la strategia giusta.
Investire significa accettare la complessità
L’ETF non è un antidoto magico. È uno strumento. Come lo usi, con quale visione, in quale portafoglio, con quali pesi: questa è la vera partita.
Chi investe davvero lo sa: affronterà inevitabilmente tutte le fasi del ciclo economico:
- Espansione
- Recessione
- Inflazione alta o bassa
- Scenari di crescita o crisi
Per questo serve una strategia diversificata, capace di affrontare tutte le stagioni.
Pensare di risolvere tutto con un titolo di Stato, perché “almeno lì è sicuro”, è un errore culturale prima che finanziario.
I 50.000 euro di Mario: una questione di peso
Non conosciamo nel dettaglio il patrimonio di Mario. Ma poniamoci una domanda che può valere per tutti:
Quanto pesa quell’investimento “parcheggiato” rispetto al totale del patrimonio?
- Se ha 1 milione di euro, quei 50.000 valgono il 5%.
- Se ha 500.000 euro, valgono il 10%.
- Se ha 100.000 euro, valgono il 50%.
Capite bene che il peso specifico cambia tutto.
Nel primo caso, forse non vale nemmeno la pena preoccuparsene.
Nel secondo, può essere utile rivedere l’asset allocation.
Nel terzo, è urgente interrogarsi sulla coerenza strategica.
Ecco perché ogni decisione va contestualizzata, in quanto i numeri non dicono tutto, ma l’impatto relativo di una scelta sì.
Mario comunque è già sulla buona strada, dato che ha capito che c’è un modo diverso per gestire il patrimonio. Ora deve solo decidere se chiudere il cerchio, e capire se aspettare la scadenza dei BTP, che può essere legittimo (se coerente con la sua strategia) oppure se disfarsene e riorganizzare il portafoglio ETF (potenzialmente più efficace sul medio-lungo periodo).
La vera trappola sarebbe restare a metà del guado, senza una direzione chiara.
Chi si limita a “parcheggiare” i soldi per anni, senza studiare, senza pianificare, senza aggiornarsi, rischia di vedere il proprio patrimonio perdere valore lentamente.
Evitare il market timing. Abbracciare una strategia
Investire non è prevedere il futuro, e non è nemmeno anticipare il mercato o “azzeccare il momento giusto”.
È costruire una strategia robusta, coerente, realistica, pianificare il percorso in base ai propri obiettivi, alla propria età, al proprio profilo di rischio.
C’è chi può tollerare una maggiore volatilità e c’è chi invece ha bisogno di maggiore stabilità.
Ma tutti, e ripeto tutti, devono capire che la vera sicurezza si costruisce con la consapevolezza, non con il rinvio delle decisioni.
Coclusioni
In definitiva, quella di Mario è una storia in divenire. Una storia che racconta una fase di transizione, che riguarda tantissimi investitori italiani.
Persone che sono cresciute con l’idea che i BTP fossero “sicuri” e tutto il resto “pericoloso”.
Persone che oggi si affacciano con curiosità e timore al mondo degli ETF e vogliono capire.
La verità è che non esiste un solo modo per investire bene, ma esiste un solo modo per farlo davvero: studiare, capire, scegliere consapevolmente.
Per approfondire l’argomento ci tengo a condividere con te alcune risorse che ritengo possano esserti utili:
- Investire in BTP Oggi: Guida Completa ai Buoni del Tesoro Pluriennali
- Rischi BTP: Quali Sono? Guida alle principali criticità per chi investe in Titoli di Stato Italiani
- Meglio Investire in BTP o in Immobili? Analisi, Vantaggi, Rischi e Opinioni
- BTP in Perdita: Che Fare?
- BTP vs Conti Deposito: Cosa Scegliere? CONFRONTO Semplificato
- Investire tutto in BTP: Conviene Anche nel 2025?
- Come Investire in ETF: Cosa Sono, Come Funzionano e Quando Conviene Comprare ETF
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- ETF: Come scegliere i Migliori? Consigli e Recensioni, Ecco la Classifica 2026
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