ETF sulla Qualità, ecco i Migliori su Borsa Italiana: Investi nel Fattore Quality

Stai cercando informazioni sugli ETF sulla qualità? Si tratta di un particolare tipo di ETF che, invece di investire in un settore specifico quale può essere quello informatico, energetico, delle utilities, delle infrastrutture oppure quello healthcare, si concentra invece su una determinata strategia.

I primi ETF che abbiamo elencato sono ETF settoriali, quindi concentrano il loro focus di investimento su aziende di un determinato settore, mentre i secondi che abbiamo nominato si prefiggono l’obiettivo di battere il benchmark, quindi di ottenere dei risultati migliori rispetto al mercato.

Essi cercando di superare le inefficienze tipiche degli indici tradizionali, e per ottenere questo obiettivo utilizzano delle strategie quantitative che vengono chiamate ‘Smart Beta’.

L’obiettivo di questi ETF che investono seguendo un fattore (per questo motivo si chiamano anche ETF fattoriali) è quello di battere il mercato o di replicarlo, assumendosi dei rischi seguendo un indice come i classici ETF settoriali. Combinano quindi insieme il meglio dell’investimento attivo con il meglio della gestione passiva.

Ricordiamo sempre che l’investimento su un fattore è piuttosto rischioso, e che i risultati positivi ottenuti nell’andamento storico non è detto che si ripetano anche in futuro.

Tuttavia si tratta di una possibilità interessante di investimento.

Fattore quality: di cosa parliamo?

Gli ETF fattoriali si sono diffusi molto di più tra gli investitori negli ultimi anni, vista la loro peculiarità di seguire degli indici che vengono costruiti sulla base di alcune regole predefinite.

Per costruire un ETF fattoriale sono diversi i fattori che vengono presi in considerazione: la bassa capitalizzazione, la bassa volatilità, il valore, il momentum e la qualità.

Gli ETF sulla qualità sono specifici fondi che si concentrano sul fattore Quality.

Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta.

Gli ETF Quality si focalizzano su società redditizie con un basso livello di indebitamento che hanno storicamente affrontato meglio le turbolenze economiche rispetto agli altri titoli di capitale.

Secondo le ricerche, alcuni titoli di capitale hanno ottenuto una performance migliore rispetto a quelle di mercato in intervalli di investimento più lunghi e in diversi stati.

Un ETF Quality investe in sostanza in panieri di titoli che sono risultati essere altamente performanti.

Il fattore che fa da padrone nella costruzione di questi fondi è appunto la qualità, fattore presente nella imprese che utilizzano il loro capitale nel miglior modo possibile per generare profitti sostenibili e consistenti flussi di cassa nel futuro prossimo.

Parliamo di società che hanno un modello di business solido e hanno sovraperformato altre aziende durante alcuni periodici economici in passato.

Ma come si misura il fattore qualità? Esso è misurato dal livello di debito di un’azienda e dal suo price-to-book ratio, e a volte sono anche incluse delle misure della performance.

I tre migliori ETF presenti su Borsa Italiana

Ora possiamo passare a vedere cosa offre il mercato in termini di ETF sui quali poter investire.

iShares Edge MSCI World Quality Factor UCITS ETF 

L’indice MSCI World Sector Neutral Quality replica i titoli azionari di 23 paesi sviluppati di tutto il mondo con un elevato fattore qualitativo.

I componenti vengono selezionati in base a tre principali indicatori di ponderazione per definire se una società sta dimostrando di avere caratteristiche di alta qualità: elevato ritorno sul capitale, bassa leva finanziaria e crescita degli utili stabile.

Il fondo ha una dimensione grande, pari a 1.816 milioni di euro ed è stato lanciato a ottobre 2014.

Il metodo di replica è fisico e non ha copertura valutaria.

Il fondo è domiciliato in Irlanda e la politica sui dividendi è ad accumulazione, con le cedole che non vengono distribuite ma vengono reinvestite nel fondo stesso.

Il costo di gestione annuo ammonta allo 0,30%.

Il profilo di rischio per questo ETF è 6, in una scala che va da 1 a 7, quindi parliamo di un investimento molto rischioso.

Tra le principali posizioni in portafoglio possiamo nominare Facebook, Microsoft, Apple, Nike e Johnson&Johnson, quindi parliamo di aziende molto forti e stabili.

L’allocazione geografica vede gli Stati Uniti al primo posto con il 65,68%, seguita dalla Svizzera con il 5,73% e dal Regno Unito con il 5,40%.

Xtrackers MSCI World Quality Factor UCITS ETF

Il benchmark per questo fono è l’indice MSCI World Sector Neutral Quality che replica i titoli azionari di 23 paesi sviluppati di tutto il mondo con un elevato fattore qualitativo.

I componenti vengono selezionati in base a tre principali indicatori di ponderazione per definire se una società sta dimostrando di avere caratteristiche di alta qualità: elevato ritorno sul capitale, bassa leva finanziaria e crescita degli utili stabile.

Il fondo ha una dimensione grande di 639 milioni di euro, ed è stato lanciato a settembre 2014.

Il metodo di replica è fisico e non ha copertura valutaria.

Il fondo è domiciliato in Irlanda e la politica sui dividendi è ad accumulazione, con le cedole che sono reinvestite nel fondo stesso.

I costi di gestione ammontano allo 0,25% annuo. Il profilo di rischio per questo fondo è di 6, in una scala che va da 1 a 7.

La composizione settoriale vede al primo posto il settore informatico con il 20,90%, al secondo posto il settore finanza con il 14,21% e al terzo posto il settore della salute con il 12,28%.

WisdomTree Global Quality Dividend Growth UCITS ETF

L’indice WisdomTree Global Developed Quality Dividend Growth replica titoli azionari dei mercati sviluppati che distribuiscono dividendi con caratteristiche di crescita. L’indice è un indice fondamentalmente pesato.

Il fondo ha una dimensione piccola pari a 60 milioni di euro, ed è stato lanciato a giugno 2016.

Il metodo di replica è fisico e non ha copertura valutaria.

Il fondo è domiciliato in Irlanda e la politica sui dividendi è ad accumulazione, con le cedole che vengono appunto reinvestite nel fondo stesso.

I costi di gestione ammontano allo 0,38% annuo.

Anche in questo caso il profilo di rischio è pari a 6, quindi parliamo di investimento molto rischioso.

L’allocazione settoriale vede l’info tech al 20,77%, seguito dal settore salute con il 16,85% e dal settore industriale con un 15,04%.


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Conviene investire in ETF quality?

Adesso che abbiamo capito che cos’è il fattore qualità, possiamo cercare di capire insieme se inserire qualche ETF Quality in portafoglio possa essere una buona idea oppure no.

Partiamo in primis dal profilo di rischio: tutti e tre gli ETF che abbiamo analizzato presentano un profilo di rischio di 6, quindi si tratta di un investimento potenzialmente molto rischioso.

Ti avevo infatti accennato prima che le performance ottime del passato non devono deviarti, e soprattutto non devono essere per forza predittive di altrettante performance positive nel futuro.

Gli ETF Smart Beta possono essere una buona opportunità per gli investitori, in quanto si differenziano dagli ETF settoriali perché il loro obiettivo è sovrperformare il mercato: il tal modo i rendimenti che un investitore si aspetta sono maggiori.

Le aziende che fanno parte del paniere dei fondi sono aziende solide, che ottengono elevate performance. La redditività è uno dei fattori più importanti che permettono ad un’azienda di essere inclusa o meno in un ETF Quality.

La redditività si può misurare con il rendimento delle attività, con il volume d’affari, con il rendimento del capitale azionario, con il rendimento del capitale proprio, o ancora con le attività o gli utili lordi e con il margine operativo.

Un altro metodo per cercare di capire se una società sia buona oppure no, è vedere come è suddivisa la qualità degli utili: essa è divisa in flussi di cassa ed accantonamenti.

I flussi di cassa consistenti sono associati ad una redditività futura poiché le aziende possono usarla per pagare debiti o acquistare nuove attività, mentre degli accantonamenti elevati (che sono elementi di bilancio non correnti poiché potrebbero non coincidere più con il valore contabile attualmente presente i bilancio) potrebbero voler dire livelli di performance future piuttosto bassi.

Una cosa da tenere molto in considerazione qualora si decidesse di puntare sugli ETF sulla qualità riguarda i parametri di misurazione: il fattore qualità infatti non è un fattore ‘sicuro’.

Mi spiego meglio: per misurarla si possono utilizzare diversi parametri come abbiamo visto, ed applicare diverse formule.

Questo genera inevitabilmente delle divergenze, con alcune formule che sono state in grado di battere il mercato, mentre altre no.

Le performance poi dipendono anche dalle determinate condizioni economiche del contesto. Per esempio il ROE (uno dei parametri per misurare la qualità) ha retto bene durante gli anni di recessione tra il 2000 e il 2008, mentre invece i bassi livelli di indebitamento delle aziende hanno avuto periodi d’oro negli anni ’90, ma hanno registrato delle performance inferiori durante la bolla di internet del 2000.

In conclusione, se volessi inserire un ETF Quality in portafoglio potresti farlo, ma sempre partendo da un’ottica di diversificazione e stando attento a monitorare le performance future, che non risultano sempre predittive dell’andamento passato.

Degli ETF ho parlato in numerosi articoli:

Se vuoi consultare le mie recensioni sui principali strumenti, ti suggerisco di dare uno sguardo alla sezione del blog dedicata agli ETF.

Se stai cercando guide per investire, invece, perchè hai le idee un po’ confuse, ecco altre risorse molto utili per te:

Buon proseguimento su Affari Miei!


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Imprenditore e Investitore
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l’economia e la finanza conseguendo un Master in Consulenza Finanziaria Indipendente. Nel 2019 ha scritto il libro "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" ed ha fondato la Affari Miei Academy.
Categorie: ETF

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