ETF Armonizzati e Non Armonizzati: Caratteristiche, Differenze e Opinioni

Stai cercando informazioni sugli ETF armonizzati perchè vuoi cominciare a investire nei fondi a gestione passiva?

Gli ETF sono degli strumenti molto interessanti e trasparenti, anche se presentano delle caratteristiche che li differenziano tra loro.

Oggi vedremo le differenze tra gli ETF armonizzati e quelli non armonizzati, cercando di comprendere le loro caratteristiche e le differenze che intercorrono tra essi, per avere una panoramica dettagliata sull’investimento in ETF.

Cominciamo!

Cosa sono gli ETF

Prima di analizzare nel dettaglio questo tipo di fondi, vediamo in generale cosa sono gli ETF.

Come ti ho accennato, sono dei fondi a gestione passiva che sono in grado di abbattere i costi di gestione rispetto a un fondo comune d’investimento.

Questi fondi permettono di ottenere dei rendimenti migliori rispetto ad altri investimenti bancari, proprio perchè sono in grado di mantenere dei costi contenuti.

Questi fondi, tramite la loro composizione, riflettono l’andamento del valore di un indice, il cosiddetto benchmark.

Ci sono diversi ETF tra cui scegliere, perchè potrai investire diversificando su settori diversi, in base all’esposizione geografica, in diversi megatrend o ancora scegliendo una strategia piuttosto che un’altra.

Proprio perchè ci sono tante cose da sapere, ti invito a leggere questo approfondimento sugli ETF.

ETF armonizzati

Cominciamo a vedere cosa è un ETF armonizzato. Un ETF si dice armonizzato quando rispetta la normativa europea, ed è una normativa che assicura che l’ETF sia in linea con le caratteristiche richieste dall’Unione Europea.

Gli ETF armonizzati seguono le direttive europee e sono quotati sulle borse europee. Come riconoscere un ETF armonizzato?

Per distinguerli occorre leggere il prospetto informativo e il regolamento. 

Per essere armonizzato, un ETF deve avere queste caratteristiche:

  • Deve avere un KIID pubblicamente accessibile, ovvero devi poter accedere a una documentazione informatica sufficiente;
  • Il patrimonio del fondo è separato rispetto al patrimonio dell’azienda;
  • Ha dei limiti sull’utilizzo dei derivati e della leva finanziaria;
  • Deve essere sufficientemente diversificato.

ETF non armonizzati

Vediamo ora le caratteristiche degli ETF non armonizzati.

Possiamo dire che tutti gli ETF che non soddisfano la normativa europea sono classificati come non armonizzati.

Quindi, per utilizzare il meccanismo dell’esclusione, tutti gli ETF che sono sono armonizzati vanno invece nella categoria non armonizzati.

Questi ETF quindi non sono conformi alle direttive europee e inoltre sono quotati su altri mercati.

Come riconoscere gli ETF armonizzati

Ora che abbiamo capito quali sono in breve le differenze principali tra le due tipologie di ETF, possiamo passare a capire come riconoscere gli ETF armonizzati da quelli non armonizzati.

Per riconoscere un ETF armonizzato la prima cosa da fare, e anche la più immediata, è controllare se l’ETF è UCITS compliant.

Nella maggior parte dei casi nel nome ufficiale dell’ETF è presente l’acronimo UCITS, che sta per “Undertakings for Collective Investments in Transferable Securities”: questo indica proprio che l’ETF è conforme alle regolamentazioni dell’Unione Europea sulla protezione dei risparmiatori da veicoli di investimento che non siano idonei. 

Le regolamentazioni UCITS vengono regolarmente aggiornate per essere sempre al passo coi tempi e per rispecchiare quello che succede sui mercati finanziari.

Vediamo l’evoluzione che ha avuto negli anni:

  • UCITS I: istituita nel 1985 come insieme di norme comuni elaborate per consentire la distribuzione oltre confine dei fondi di investimento rivolti agli investitori ordinari;
  • UCITS II: nel 1994 viene abbandonata a causa dello stallo politico;
  • UCITS III: nel 2002 vi è l’estensione della gamma di prodotti di investimento idonei e disposizione di regole sulla gestione del rischio più ferree;
  • UCITS IV: nel 2011 vi è l’ntroduzione del Key Investor Information Document (KIID) e viene consentita la gestione oltre confine dei fondi;
  • UCITS V: nel 2016 avviene un rafforzamento delle norme introdotte per governare la sicura custodia dei patrimoni.

Facciamo qualche esempio: 

  • iShares EURO STOXX UCITS ETF;
  • Lyxor FTSE 100 UCITS ETF;
  • Lyxor MSCI Robotics & AI UCITS ETF.

Questi sono tutti ETF armonizzati, che puoi riconoscere dalla dicitura UCITS che trovi già nel nome ufficiale dell’ETF.

Nel caso non fosse presente, puoi comunque verificare all’interno della scheda informativa.

Un altro metodo per riconoscere se un ETF è armonizzato o meno, è controllare se è quotato su Borsa Italiana: in caso affermativo, siamo davanti a un ETF armonizzato, altrimenti potrebbe non non esserlo.


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Tassazione degli ETF armonizzati

Vediamo adesso come si comporta la tassazione degli ETF armonizzati. 

La fiscalità degli ETF armonizzati è quella classica e più conosciuta. Si paga praticamente il 26% sia sulle plusvalenze che sui dividendi da ETF armonizzati. Questo perchè entrambi ricadono nella categoria dei redditi da capitale.

Le minusvalenze da ETF armonizzato invece ricadono nella categoria dei redditi diversi.

La base imponibile può essere ridotta in proporzione alla quota del fondo che è investita in titoli pubblici italiani o di Stati esteri White List (gli Stati che hanno un regime fiscale conforme agli standard di legalità e trasparenza adottati dall’Unione Europea) In questo caso quindi l’aliquota scende al 12,5%. 

Questa ritenuta può sommarsi a una eventuale ritenuta operata all’estero, senza che questa possa essere dedotta dall’imponibile né detratta dall’imposta italiana. 

Proviamo a fare un esempio per capire meglio: se dovessi investire in un ETF che è composto al 40% da titoli di Stato e al 60% da azioni, allora i redditi ottenuti verranno tassati per il 40% al 12,5%, mentre per la parte del 60% investita in azioni al 26%.

Se invece dovessi investire in un ETF composto per il 70% da azioni e per il 30% da titoli di Stato, allora in questo caso la tassazione sarebbe pari al 26% per il 70% investito in azioni e pari al 12,5% per il 30% investito in titoli di Stato.

Tassazione degli ETF non armonizzati

Nel caso di ETF non armonizzati invece abbiamo una ritenuta d’acconto del 26%, che è scomputabile dall’IRPEF. 

Se il tuo broker fa da sostituto d’imposta allora ti verrà prelevato il 26% sotto forma di anticipo sulle tasse. Dopo invece dovrai dichiarare separatamente i guadagni ottenuti grazie all’ETF non armonizzato. 

Possiamo dire quindi che i rendimenti ottenuti grazie alla compravendita di ETF non armonizzati è equiparato al reddito da lavoro, e quindi segue le aliquote IRPEF classiche.

Conclusioni 

Abbiamo visto le principali differenze che ci sono tra un ETF armonizzato e uno non armonizzato.

In generale, se decidi di investire in un mercato non europeo è più semplice che ti trovi a operare con ETF non armonizzati.

Mentre invece possiamo dire che gli ETF armonizzati sono sempre quotati sulle Borse europee.

Abbiamo analizzato anche l’aspetto fiscale, e come hai potuto vedere gli investimenti finanziari esteri detenuti dal contribuente fiscalmente residente in Italia vanno inseriti nel quadro RW del modello redditi persone fisiche.

Generalmente inoltre un ETF armonizzato prevede delle imposte minori rispetto a un ETF non armonizzato.

Come saprai se hai già letto altri contributi circa gli ETF, uno dei principali vantaggi dell’utilizzo e dell’investimento in ETF è la diversificazione, che ti aiuta a costruire un portafoglio più sicuro perchè puoi diversificare tra diversi titoli e anche a livello geografico.

Scegliere tra ETF armonizzati o non armonizzati è una scelta puramente personale, io personalmente sono un investitore autonomo e prediligo strumenti come gli ETF per tutta una serie di ragioni, in primis per i costi contenuti e per la diversificazione che offrono.

Se ti interessa investire su Borsa Italiana sappi però che i fondi che troverai sono tutti armonizzati, e il fatto di rispettare le regole imposte dall’Unione Europea li rende senza dubbio più sicuri.

Prima di salutarti ci tengo a lasciarti alcune guide e alcune risorse che potrebbero esserti utili per cominciare un percorso di investimento consapevole:

Buon proseguimento su Affari Miei.


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.
Categorie: ETF

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