ETF: Come scegliere i Migliori? Consigli e Recensioni, Ecco la Classifica

Hai deciso di optare per un investimento in ETF e ti stai domandando quali fondi poter scegliere per investire, e soprattutto quali criteri considerare per decidere e per capire se un ETF è davvero giusto per la tua strategia oppure no.

Se stai cercando di capire come scegliere i migliori ETF per il tuo investimento e per diversificare il tuo portafoglio, non ti resta che continuare nella lettura dell’articolo.

Vedremo prima di tutto cosa sono gli ETF e quali vantaggi hanno, successivamente capiremo quali caratteristiche tenere in considerazione nella scelta, e infine analizzeremo i 3 ETF migliori del 2021.

Cominciamo!

Cosa sono gli ETF?

Gli ETF (Exchange Traded Funds) sono fondi o SICAV che presentano basse commissioni e che vengono negoziati in Borsa, proprio come accade con le normali azioni.

Essi replicano fedelmente l’andamento di indici azionari, obbligazionari oppure di materie prime.

Gli ETF presentano dei vantaggi non indifferenti, che spesso li fanno preferire ad altri investimenti o ad altri fondi.

Essi sono a gestione passiva, quindi a differenza dei fondi a gestione attiva, non hanno un gestore che prende decisioni al tuo posto, e di conseguenza non occorre remunerarlo.

Possiamo riassumere i vantaggi degli ETF in 5 punti:

  • Semplicità: gli ETF sono, come abbiamo detto, strumenti a gestione passiva che hanno soltanto un obiettivo, ovvero replicare la performance dell’indice benchmark a cui fanno riferimento. Questo consente agli investitori di esporsi al mercato di interesse (che può essere azionario, obbligazionario, sulle materie prime, immobiliare, ecc…) oppure alle strategie di obiettivo (le cosiddette strategie smart beta);
  • Economicità: essendo degli strumenti a gestione passiva, possono abbattere i costi tipici della gestione attiva che comprendono gestori vari e team di analisti, e anche quelli legati alla distribuzione, garantendo agli investitori l’accesso al mercato con costi davvero ridotti rispetto ai fondi comuni di investimento ad esempio;
  • Flessibilità: i fondi sono quotati in Borsa in tempo reale, e non hanno scadenza. L’investitore può quindi decidere a suo piacimento l’orizzonte temporale dell’investimento, che può essere breve (trading intraday) oppure di medio/lungo termine;
  • Trasparenza: questi strumenti replicano un indice noto di mercato, quindi l’investitore è consapevole del profilo di rischio/rendimento del proprio investimento e anche del portafoglio di titoli a qui l’ETF è esposto;
  • Abbattimento del rischio emittente: gli ETF sono dei fondi il cui patrimonio, per legge, è di proprietà esclusiva dei possessori delle quote/azioni dell’ETF. Di conseguenza, anche nell’ipotesi di insolvenza delle società che si occupano della gestione, amministrazione e promozione del fondo, il patrimonio dell’ETF non può venire in alcun modo intaccato.

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Come scegliere l’ETF giusto?

Il mercato degli ETF è molto vasto. Da circa 15 anni si sono sempre maggiormente affermati, e il proliferare di questi prodotti rende la loro scelta sempre più complessa.

Ci sono moltissimi fondi tra cui scegliere, ed è pressoché impossibile poterli replicare tutti.

Ci sono però dei modi per trovare e scovare le informazioni più importanti per capire quale ETF è giusto per i propri obiettivi di investimento.

Possiamo partire prima da alcuni assunti:

  • Ogni ETF è unico: questo vuol dire che anche se due indici replicano lo stesso mercato e hanno dei nomi simili, possono comunque presentare delle differenze importanti l’uno rispetto all’altro in termini di composizione e di conseguenza in termini di performance;
  • Attenzione agli emittenti: il settore degli ETF è in rapida ascesa, quindi ci sono numerosi emittenti diversi tra loro per dimensioni, competenze e focus sul business. Questo va valutato quando si sceglie dove allocare i propri investimenti;
  • Leggere sempre il KIID: prima di investire, leggere sempre attentamente il prospetto informativo, il KIID e il documento di quotazione, in quanto gli investimenti possono anche non essere adatti a tutti i tipi di investitori, e soprattutto prima di procedere è sempre bene essere consapevoli e informati su eventuali rischi.

Quali investimenti fare?

La prima decisione da prendere riguarda il focus dell’investimento.

Bisogna scegliere la classe di attività, ovvero decidere se investire in azioni, obbligazioni, materie prime, settore immobiliare o nelle strategie. Occorre quindi pianificare e scegliere quale percentuale del vostro portafoglio destinare ad ogni classe.

Successivamente bisogna vedere se si vuole spalmare il patrimonio su tutte le classi di attività oppure se volete concentrarvi su un unico segmento di mercato.

Per esempio investendo nell’azionario si potrebbe concentrarsi soltanto su un settore (energia, piuttosto che telecomunicazioni) oppure su un singolo paese (l’Italia ad esempio) oppure investire in determinate regioni (i mercati emergenti) o ancora investire nel mondo con l’ETF apposito.

Il consiglio è sempre quello di diversificare, quindi di non concentrare mai tutti i risparmi in unico settore o paese, ma di sistemarli nel maggior numero di società sparse per il mondo.

Quali indici scegliere?

La seconda decisione da prendere riguarda il focus sugli indici.

Quando avete deciso il settore, occorre capire quale indice scegliere. Come abbiamo visto l’indice è il benchmark di riferimento per l’ETF, ed esso lo replica passivamente.

Un indice buono copre il più possibile il mercato che vuole seguire. Ad esempio, l’indice MSCI Italy replica l’85% del mercato azionario italiano, quindi se vuoi concentrarti sull’azionariato italiano questo potrebbe essere un buon indice.

Scegliere l’indice corretto è la prima e anche la fase più importante nel processo di selezione dei fondi, poiché esso definisce la proposta di investimento offerta dagli ETF.

Stai attento agli indici più piccoli, che si concentrano su determinate società o paesi o settori, in quanto sarà naturalmente più rischioso rispetto ad un indice più ampio.

Un indice su un mercato ampio solitamente è il migliore in termini di diversificazione.

Focus sugli ETF

A questo punto si entra nel vivo della scelta e, confrontando dimensione del fondo, età del fondo, spese di gestione, metodi di replica e altri fattori, dobbiamo arrivare a prendere la nostra decisione.

Di seguito analizziamo tutte le caratteristiche di un ETF:

  • Dimensione del fondo: è preferibile concentrarsi su un fondo che abbia una dimensione di oltre 100 milioni di euro. L’ETF infatti in questo modo è abbastanza redditizio da poter essere liquidato quando supera una determinata soglia. Solitamente se il volume del fondo è di oltre 100 milioni di euro, allora l’efficienza economica è quasi sempre assicurata. Un fondo con meno di 10 milioni di euro invece risulta avere un grado limitato di interesse per gli investitori;
  • Età del fondo: se un fondo è stato quotato da meno di un anno non è possibile avere dei dati storici su cui basarsi e da confrontare. Se è possibile concentrarsi su un periodo di dati di 3 o 5 anni. Alcuni fondi che investono in settori nuovi invece sono magari più giovani e appena quotati, quindi risulta difficile avere dei dati a disposizione. Altri ETF invece, quelli che investono in settori molto consolidati, sono stati quotati anche da più di 10 anni;
  • Spese correnti: l’indice di spesa è una delle parti più importanti da guardare. Esso ci offre una misura delle spese annuali che dovremmo sostenere per detenere quel determinato ETF. Le spese correnti, da pagarsi annualmente, coprono le spese amministrative, quelle legali, operative e di marketing. Le commissioni erodono i rendimenti, quindi se l’importo è più basso allora abbiamo più possibilità di massimizzare i risultati. Considera che la media delle spese di gestione per un ETF vanno dallo 0,10% annuo al 70% annuo, con alcuni picchi verso l’alto o verso il basso. Scegliere un ETF con dei costi contenuti aiuta ad ottenere dei rendimenti maggiori;
  • Profilo di rischio del fondo: nel KIID puoi trovare un’informazione molto importante, ovvero il profilo di rischio del fondo. Esso è un indice compreso in una scala che va da 1 a 7, e rappresenta rispettivamente un profilo di rischio più basso (1) e più alto (7). Questa informazione è importante per capire se si tratta di un fondo più o meno rischioso. Se il rischio è più basso, lo saranno però anche i rendimenti, mentre se rischi di più potrai ottenere dei rendimenti più elevati;
  • Metodo di replica: ci sono tre diversi metodi di replica. Il metodo di replica fisica totale si ha quando l’ETF replica un indice acquistando direttamente gli strumenti finanziari sottostanti all’indice stesso. Il metodo di replica fisica a campionamento invece consiste nell’ETF che detiene un campione rappresentativo dei titoli dell’indice e non gli stessi titoli nelle stesse quantità. Il metodo di replica sintetica invece consiste nel replicare un indice utilizzando uno swap sul rendimento totale. Lo swap è uno strumento finanziario che paga all’ETF l’esatto rendimento dell’indice che copre. Esso ci espone però al rischio di controparte, in quanto può verificarsi che sul fornitore dello swap non faccia fronte ai propri impegni. Possiamo dire che la replica totale è il metodo più facile, però non è sempre possibile per ogni mercato;
  • Utilizzo dei profitti: ci sono due tipi di ETF, quelli a distribuzione e quelli ad accumulazione. Gli ETF a distribuzione accreditano l’interesse o il dividendo all’investitore in modo da poter essere speso o reinvestito secondo necessità. Le cedole vengono distribuite a cadenza temporale, che può essere annuale, semestrale, trimestrale. Gli ETF ad accumulazione invece non accreditano le cedole agli investitori ma le reinvestono automaticamente nel fondo stesso. Praticamente acquistano ulteriori quote dell’ETF, risparmiando sui costi dell’operazione e aumentano il valore dell’investimento nel tempo. Se stai cercando un fondo che ti garantisca delle entrate a cadenza temporale allora dovresti puntare sugli ETF a distribuzione, mentre se cerchi un investimento di lungo termine che aumenti di valore devi puntare sugli ETF ad accumulazione;
  • Differenziali di tracking: si tratta della differenza che intercorre tra i rendimenti del mondo reale degli ETF e i rendimenti virtuali dell’indice. L’indice offre una classifica virtuale mondiale dei rendimenti, mentre l’ETF replica l’indice, ma non può offrire lo stesso rendimento di esso in quanto deve affrontare i costi delle operazioni, le tasse e i salari. Per capire quando un ETF sia buono dobbiamo guardare se esso minimizza i differenziali di tracking offrendo quindi un rendimento di mercato piuttosto simile a quello dell’indice meno i costi di gestione dello stesso;
  • Performance: i rendimenti di un ETF misurano la performance complessiva di un ETF. I rendimenti passati non sono predittivi di quelli futuri, però possono servire per farsi un’idea del fondo;
  • Liquidità: si fa riferimento alla semplicità di poter negoziare l’ETF in una borsa valori. Se l’ETF è liquido, allora molto probabilmente si potrà venderlo o acquistarlo sostenendo solo un costo minimo. Gli ETF ad ampio mercato spesso sono molto liquidi poiché gli strumenti finanziari sottostanti che detengono sono negoziati in volumi molto grandi;
  • Domiciliazione del fondo: è importante anche sapere quale sia la sede legale del fondo, soprattutto per evitare complicazioni. La maggior parte degli ETF sono domiciliati in Irlanda o in Lussemburgo, poiché questi paesi offrono vantaggi fiscali e legali. Quando leggete la denominazione UCITS vuol dire che ci sono delle regolamentazioni UE che stabiliscono standard sui rischi e altre forme di tutela del consumatore. Essi sono autorizzati alla distribuzione in Europa;
  • Situazione fiscale: assicuratevi che il vostro ETF abbia lo stato di fondo soggetto all’obbligo di informazione. Questo vi consente di evitare piacevoli shock fiscali in futuro;
  • Valute: gli ETF non sono scambiati con le stesse valute. Il rischio valutario è dato dalla possibilità che i vostri investimenti esteri possano essere colpiti da un movimento dell’euro. Ad esempio, se l’euro dovesse rafforzarsi sul dollaro, i titoli quotati in dollari per gli investitori europei si svaluterebbero. Il rischio valutario è una parte da considerare nella scelta del fondo. È segnalato infatti se l’ETF possiede oppure no la copertura valutaria;
  • Strategie degli ETF: a differenza degli ETF settoriali, quelli che perseguono una strategia permettono di concentrare l’investimento su alcuni principi e sono un modo per farvi esprimere il punto di visti sul mercato. Tra questi possiamo menzionare gli ETF che operano un investimento socialmente responsabile, ovvero evitano le società che traggono profitto da settori come armi, tabacco, alcool, ecc.. Oppure possiamo parlare degli ETF che offrono dei dividendi elevati o degli ETF fattoriali (o smart beta) che si focalizzano su una strategia basata su fattori come valore, qualità, bassa capitalizzazione, momentum o bassa volatilità;
  • Fornitore degli ETF: gli ETF vengono gestiti dalle grandi banche e dalle società di fondi. È importante vedere alcuni punti come la chiarezza della presentazione delle principali informazioni e politiche, il facile accesso alla documentazione, e le varie informazioni per decidere a quale fornitore affidarsi.

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I tre migliori ETF

Adesso andiamo insieme ad analizzare i migliori ETF del 2021!

Invesco Morningstar US Energy Infrastructure MLP UCITS ETF

L’indice Morningstar MLP Composite replica le Master Limited Partnerships (MLPs) statunitensi che operano nel settore delle infrastrutture energetiche degli Stati Uniti.

Il fondo ha una dimensione di 19 milioni di euro ed è stato quotato a maggio 2013. Il metodo di replica è sintetica e non possiede copertura valutaria.

Il fondo è domiciliato in Irlanda e la politica sui dividendi è ad accumulazione, ovvero le cedole vengono reinvestite nel fondo stesso.

I costi di gestione ammontano allo 0,50% annuo. Il profilo di rischio per questo ETF è alto, pari a 7, ovvero al massimo nella scala di valutazione.

L’allocazione geografica vede al 100% imprese degli Stati Uniti, mentre l’allocazione settoriale è al 96,8% nei settori energetici mentre al 3,2% nei servizi pubblici.

Il grafico ci mostra come da novembre 2020 l’ETF abbia ottenuto sempre buone performance.

L&G US Energy Infrastructure MLP UCITS ETF

L’indice Solactive US Energy Infrastructure MLP replica le società che generano la maggior parte dei loro profitti dal settore della logistica energetica negli Stati Uniti comprese ma non solo le condutture, attrezzature per lo stoccaggio ed altri beni utilizzati per il trasporto, lo stoccaggio, la raccolta e la trasformazione del gas naturale, dei gas naturali liquidi, del petrolio e/o dei prodotti raffinati.

Il fondo ha una dimensione di 32 milioni di euro ed è stato lanciato nel maggio 2014.

Il metodo di replica è sintetica e non possiede copertura valutaria.

Il fondo è domiciliato in Irlanda e la politica sui dividendi è a distribuzione, infatti le cedole vengono distribuite agli investitori ogni 3 mesi.

I costi di gestione ammontano allo 0,25% annuo.

Il profilo di rischio del fondo è di 6, in una scala che va da 1 a 7, quindi parliamo di un rischio alto.

L’allocazione settoriale vede al 100% aziende facenti parte del settore energetico, mentre l’allocazione geografica vede al 100% aziende statunitensi.

Lyxor Commodities Refinitiv/CoreCommodity CRB TR UCITS ETF

L’indice Refinitiv/CoreCommodity CRB è un ampio indice sulle materie prime che ne replica ben 19. Le materie prime In base alla loro liquidità sono suddivise in 4 gruppi di egual peso.

Il fondo ha una dimensione grande di 1.061 milioni di euro, ed è stato quotato a gennaio 2006, quindi è un fondo molto maturo.

Il metodo di replica è sintetico e non possiede copertura valutaria.

Il domicilio del fondo è situato in Lussemburgo e la politica sui dividendi prevede l’accumulazione, quindi le cedole sono reinvestite nel fondo stesso.

I costi di gestione ammontano allo 0,35% annuo.

Il profilo di rischio del fondo è di 6, in una scala che va da 1 a 7, quindi stiamo parlando di un rischio elevato.

L’allocazione settoriale vede al primo posto il settore dell’energia con il 40,77%, seguito dal settore agricolo al 32,99%, dai metalli al 12,7%, dal settore del bestiame con il 7,05% e infine dal settore dei metalli preziosi con il 6,49%.

Conclusioni

Siamo arrivati alla fine della nostra trattazione.

Abbiamo visto come procedere per scegliere l’ETF migliore per noi, ovvero concentrarci prima su quale classe di attività vogliamo scegliere, per poi analizzare gli indici e successivamente tutte le caratteristiche più importanti di un fondo, dalla sua dimensione alla data di quotazione, passando per la sua politica di distribuzione e arrivando anche al profilo di rischio.

Se procederai in questo modo sono sicuro che ti troverai bene, poichè analizzare nel dettaglio ogni caratteristica e ogni peculiarità degli ETF è un buon punto di partenza.

Posso ancora darti qualche consiglio: se stai cercando una rendita e un’entrata relativamente nel breve periodo dovresti orientarti su un ETF a distribuzione, mentre un ETF ad accumulazione è pensato per un investimento di lungo periodo sfruttando il potere dell’interesse composto, e anche per la costruzione di un PAC.

La costruzione di un buon portafoglio è soggettiva, però a mio parere ci sono alcuni elementi che non devono mai mancare.

In un portafoglio diversificato dovrebbero sempre esserci degli ETF azionari globali, alcuni ETF sulle materie prime (pensa soprattutto all’oro, ottimo bene rifugio), e infine degli ETF obbligazionari sia corporate ovvero che investono in società che quelli che investono in titoli di Stato.

Inoltre prima di gettarti a capofitto nell’investimento in Borsa, che è sempre comunque rischioso, potresti prendere in considerazione prima la possibilità di formarti e studiare.

Proprio per questo ho raccolto alcune guide utili, a partire dalla mia guida per investire in ETF:

Buona lettura.


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Imprenditore e Investitore
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l’economia e la finanza conseguendo un Master in Consulenza Finanziaria Indipendente. Nel 2019 ha scritto il libro "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" ed ha fondato la Affari Miei Academy.
Categorie: ETF

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