Guida per Investire in Rame: Andamento e Quotazioni

L’investimento in materie prime è uno dei più importanti all’interno dell’interno panorama finanziario mondiale, materiale per speculatori di ogni genere e sorta e, da qualche tempo, anche per i piccoli e medi risparmiatori.

Gli investimenti in oro, petrolio, gas naturale, argento e altri tipi di lavorati e semilavorati dell’industria sono ormai sempre più popolari, anche se in pochi forse avranno avuto modo di affrontare la questione legata all’investire in rame.

Sì, il rame è uno dei metalli più importanti del mondo a livello industriale e per questo motivo è oggetto di compravendita a livello finanziario, non solo da parte di chi deve tutelarsi sul prezzo futuro di questa materia prima, ma anche per chi vuole semplicemente puntare su un eventuale rialzo o ribasso del prezzo del rame stesso.

Nella guida di oggi vedremo insieme come si investe sul rame, quando è il caso di farlo, perché farlo, i rischi che sono connessi a questo tipo di attività e le modalità migliori per andare ad investire, se proprio sarà il caso di farlo.

Perché proprio il rame

La storia degli investimenti finanziari sul rame è in realtà una delle più antiche sul panorama mondiale della speculazione e del risparmio.

Il rame è praticamente da sempre uno dei metalli fondamentali dell’era industriale e post-industriale ed è oggetto di un’enorme mole di compravendite su scala internazionale, con prezzi che possono variare in funzione di domanda e offerta anche in modo piuttosto accentuato.

Investire sul rame è equivalente ad investire su una qualunque materia prima, con ovvie differenze, che andremo anche queste ad esplicitare più avanti, con oro e petrolio, che rivestono un ruolo particolare anche all’interno di questa specifica sottocategoria.

Investire in rame vuol dire puntare sul rialzo o sul ribasso delle quotazioni di questo metallo, andando ad analizzare quelle che sono le forze di mercato che agitano il mercato.

Quali sono le forze che agitano il mercato e il prezzo di questo metallo?

Quelle che agitano il mercato del rame sono le stesse forze che incontriamo in ogni tipo di negoziazione e di determinazione del prezzo, ovvero quelle della domanda e dell’offerta. Il rame però, rispetto ad altre materie prime, ha alcune caratteristiche particolari:

  • la sua estrazione è diffusa in diversi paesi del mondo, paesi che non sono “confederati” come nel caso dell’OPEC per il petrolio;
  • la domanda è relativamente stabile;
  • c’è una componente importante, ma comunque non determinante, di materiale che viene riciclato;
  • il rame, al contrario dell’oro, non è visto come bene rifugio durante le crisi.

Siamo dunque in presenza di una materia prima che si muove in modo molto diverso dal petrolio, materia prima questa che nella determinazione del prezzo ha una fortissima componente politica (i paesi dell’OPEC possono/potevano fare il bello e il cattivo tempo), e che è molto diversa dall’oro, che nell’immaginario collettivo dei risparmiatori riveste un ruolo decisamente particolare.

Questo però, come avremo modo di vedere insieme più avanti, non vuole assolutamente dire che il rame non sia volatile (in senso finanziario!) tanto quanto l’oro o il petrolio, anzi.

Investire in Rame è rischioso?

Sì. Investire in rame vuol dire andare a impiegare capitali su una risorsa che ha un prezzo estremamente volatile, con investimenti che spesso e volentieri prevedono anche leva finanziaria, con tutto quello che ne consegue.

Chi si vuole avvicinare al mercato del rame deve farlo tenendo conto del fatto che siamo davanti ad un prodotto che ha un prezzo che può variare in modo consistente anche all’interno della stessa giornata di negoziazione, e che dunque deve essere pronto a sopportare anche gravi perdite nel corso della durata dell’investimento.

Non è un investimento per cassettisti. Nulla ci garantisce che tra 1, 2 o anche 50 anni il valore del rame sarà più alto di quello attuale.

Siamo sulle montagne russe, e la speranza è di aver beccato salite e discese secondo le nostre aspettative.

Si può investire anche allo scoperto

Il rame è anche oggetto (e anche questa è una cosa che avremo modo di vedere più avanti in modo più dettagliato) di contratti derivati che permettono di vendere allo scoperto, ovvero andando a puntare su un ribasso del prezzo della materia prima.

Questa è sicuramente una grande opportunità per gli investitori, anche se di piccola taglia, in quanto non dobbiamo necessariamente aspettare un trend positivo per far fruttare i nostri capitali.

Sui rischi dei titoli derivati tornerò più avanti: sono meno rischiosi di quello che vorrebbe farti credere la stampa specialistica, ma sicuramente più rischiosi di quanto vorrebbe farti credere invece il promotore finanziario da strapazzo che ti ha proposto delle succulentissime opzioni che hanno come sottostante appunto il rame.

Come si investe su questo metallo?

No. Il rame non ti arriverà a casa e non avrai bisogno di un magazzino. In realtà, come avviene per la totalità delle materie prime, quello che andrai ad acquistare è un titolo di proprietà che rappresenta una certa quantità di rame, che sarà al sicuro in qualche deposito e che molto probabilmente non passerà mai di mano.

Stai acquistando un diritto immateriale, e non un blocco di rame da tenerti in casa come se fosse un lingotto d’oro.

Come ho appena detto in rame si investe esclusivamente tramite contratti, che possono essere di diverso tipo:

  • contratti diretti: sono utilizzati in genere dalle aziende e dagli operatori di settore, e non hanno molto interesse per chi vuole investire;
  • futures: sono contratti che “scommettono” sul prezzo futuro del rame, e che hanno diverse scadenze. Alla scadenza del contratto si guadagna o si perde in relazione al prezzo effettivo che il rame avrà raggiunto;
  • opzioni: offrono la possibilità ad una determinata scadenza di acquistare o vendere il rame ad un determinato prezzo; se il prezzo sarà vantaggioso per noi, andremo ad esercitare l’opzione e ad incassare, in caso contrario avremo perso il capitale investito;
  • CFD: ovvero contratti per differenza – sono contratti che vengono offerti ormai da tutte le principali piattaforme broker e che ti permettono di acquistare e vendere contratti che rappresentano la differenza di prezzo al momento dell’acquisto e al momento attuale del prezzo del rame. Sono facili da utilizzare, hanno costi medio-alti e permettono di agire con leva finanziaria alta, in quanto con il nostro capitale dovremo coprire la differenza a margine, e non il valore di tutto il contratto.

Investire dunque in rame vuol dire sempre o quasi investire in contratti derivati, contratti che hanno una pessima fama perché spesso poco chiari soprattutto per il piccolo investitore.

Le cose non stanno esattamente così, nel senso che i derivati vanilla, ovvero quelli non esotici, sono relativamente facili da comprendere e non presentano rischi maggiori, se non a causa della leva, del titolo che rappresentano.

Sono comunque strumenti che devono essere necessariamente considerati come rischiosi e dunque non adatti a chi è alla ricerca di un investimento tranquillo e rilassato, dal rendimento magari basso ma certo.

Conviene investire in rame?

Nì. Nel senso che non ha peculiarità tali da poter attrarre il piccolo investitore più di oro e petrolio.

Per differenziare un portafoglio di dimensioni considerevoli può essere sicuramente considerato, ma investire tutto quello che si ha in questa materia prima è qualcosa che ha davvero poco senso.

Se vuoi investire in materie prime, ti consiglio di leggere la mia guida dedicata a questo tema: è sempre bene essere preparati e ben informati quando si decide di investire il proprio capitale, e leggere articoli e informazioni, o giornali economici è sempre auspicabile.

Buona lettura!

mm
Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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