Quanto vale un dollaro: Cambio euro dollaro, Andamento e previsioni

Quanto vale un dollaro in euro? Da quando, successivamente agli accordi di Bretton Woods, si è passati ad un regime completo di fiat money e si è cominciato a ricorrere ad un sistema di cambi liberi e fluttuanti, si tratta di una domanda la cui risposta varia giorno per giorno e anche più volte al giorno.

Il cambio EUR/USD, questa la sigla sui mercati finanziari, è infatti sottoposto alle forze di mercato, agli acquirenti dell’una o dell’altra divisa e quindi modifica il suo rapporto costantemente.

Nel momento in cui vi scriviamo, tanto per fare un esempio, un dollaro vale circa 0,911 euro, il che vuol dire, facendo il rapporto inverso, che con un euro si possono acquistare poco meno di 1,10 dollari.

Si tratta di un cambio che però, e se ne accorgeranno quelli di voi che arriveranno su questa guida molto in là nel tempo, è destinato a cambiare, magari anche radicalmente, nel corso del tempo.

La quotazione dollaro euro

La quotazione euro dollaro è uno dei cambi più importanti di uno specifico mercato, quello del ForEX, sul quale intervengono tutti i soggetti (istituzionali, speculatori, investitori, semplici aziende che hanno bisogno dell’una o dell’altra valuta) al fine di scambiare una divisa per un’altra.

La quotazione viene aggiornata costantemente, 24/24, seguendo l’apertura e la chiusura delle piazze principali, anche se allo scopo è forse utile ricordare che il ForEX è un mercato decentralizzato e dunque non ha bisogno di autorità centrali per la sua gestione, e che quindi gli scambi possono avvenire in ogni parte del mondo, 24/24, in qualunque banca, ufficio di cambio o anche piattaforma ForEX.

Cosa vuol dire eur usd?

EUR/USD è la sigla che viene utilizzata sui mercati finanziari per indicare il cambio tra la prima e la seconda valuta. Nel momento in cui vi scriviamo è di circa, oscillazione più oscillazione meno, di 1,095, il che vuol dire che spendendo un’unità della prima valuta della coppia (ovvero EUR), si possono acquisire 1,095 unità della seconda divisa, ovvero il dollaro statunitense.

Come abbiamo detto poco sopra e come avviene per tutte le coppie presenti nei mercati Forex, il cambio è suscettibile di variazioni secondo per secondo, anche se in genere, soprattutto per coppie che fanno riferimento a valute relativamente stabili come quelle di cui sopra, difficilmente si hanno enormi variazioni di valore in brevi lassi di tempo.

Il cambio dollaro euro cambia di frequente? Cambia in modo sostanziale?

Sì. I più anziani di voi si ricorderanno ad esempio che all’esordio della moneta unica europea, questa valeva molto meno del dollaro. Si doveva, per intenderci, spendere più di 1 euro per comprare un dollaro, situazione che poi è cambiata nel tempo e che ha visto invece la moneta di riferimento dell’Unione Europea guadagnare (e anche molto) sulla divisa nazionale statunitense.

Molti di voi si ricorderanno anche dell’euro quasi a quota 1,400 ovvero in grado di comprare con una unità circa 1,40 unità di dollaro, situazione che si è mantenuta fino a qualche anno fa e che oggi però non sembra che un lontano ricordo.

Quindi per rispondere alla domanda che ci siamo posti poco sopra possiamo dire che sì, la quotazione euro dollaro può cambiare e anche sostanzialmente, anche se ha bisogno in genere di periodi medio-lunghi per effettuare le variazioni di cui abbiamo parlato poco sopra.

A chi interessano le quotazioni del dollaro? Perché sono importanti?

Il dollaro è, nonostante la nascita e la prosperità dell’Euro, una delle divise più importanti dell’economia mondiale. Ad oggi viene infatti utilizzato per diversi tipi di operazioni, anche da parte di soggetti che non operano direttamente negli Stati Uniti:

  • per le aziende o i privati che acquistano o vendono facendo ricorso appunto alla divisa statunitense;
  • alle banche e agli operatori che offrono supporto all’import o all’export;
  • agli investitori, sia istituzionali che privati, che potrebbero detenere titoli il cui valore nominale è espresso appunto in dollari statunitensi;
  • a chi opera nel settore delle materie prime, il cui grosso sulle maggiori piazze mondiali vede ancora la quotazione in dollari essere preminente rispetto a quella in altre valute.

Il dollaro dunque, nonostante il ridimensionamento dell’economia statunitense anche nei confronti di quella europea, sicuramente più forte dopo l’unificazione almeno a livello monetario, rimane una delle divise più importanti sia per l’economia reale sia per quella finanziaria.

Cosa contribuisce a far variare le quotazioni euro dollaro?

Le divise valutarie devono essere considerate, sotto un profilo economico, niente di più e niente di meno di titoli, il cui valore può cambiare in seguito alle pressioni delle forze di mercato. Operano dunque in primis:

  • la domanda: ovvero la richiesta da parte del mercato di una determinata valuta. La valuta svolge anche la funzione di mezzo di scambio e dunque uno stato, un’azienda o anche un semplice privato può avere bisogno di euro o di dollari per effettuare dei pagamenti. L’aumento di domanda di una determinata moneta contribuisce all’aumento del suo valore nei confronti delle altre divise;
  • l’offerta: ovvero la moneta presente in circolazione e offerta in cambio nei principali scambi mondiali. Si tratta della metà dell’equazione forse più complicata, perché qui intervengono politiche economiche nazionali, decisioni delle banche centrali, condizioni economiche dei paesi che accettano ed effettuano pagamenti con la suddetta valuta e anche determinate politiche di debito che andremo ad analizzare più avanti

Trattandosi però di strumenti, le divise, che sono sottoposte a forze di ogni genere e tipo, dovremo anche analizzarne le forze, per quanto possibile, una per una.

Le decisioni delle banche centrali

Le decisioni delle banche centrali, per EURO e USD rispettivamente la Banca Centrale Europea e la Federal Reserve possono impattare in modo sostanziale quelli che sono i valori delle due valute in questione.

Potrebbe essere il caso da esempio:

  • di manovre, come è avvenuto moltissime volte per la BCE negli ultimi trimestri, di quantitative easing, ovvero di immissioni anche generose di liquidità all’interno dell’economia di riferimento, per sostenerne la crescita;
  • le operazioni che interessano i tassi di interesse: le interazioni con il mercato delle valute sono però complesse e le tratteremo separatamente più avanti.

La Federal Reserve si è dimostrata negli anni decisamente più propensa ad operazioni radicali, nonostante la BCE abbia comunque fatto ricorso a strumenti quali il quantitative easing a spron battuto durante la recente crisi economica, dalla quale l’Europa sembra avere più difficoltà ad uscire rispetto agli Stati Uniti.

Le grandezze macroeconomiche e il cambio euro dollaro

Anche le grandezze macroeconomiche, che sono un po’ il sunto dell’andamento commerciale e produttivo di un paese possono contribuire ai trend che agitano i cambi monetari. Nello specifico:

  • la bilancia commerciale: si tratta del bilancio tra import ed export di un paese sovrano; nel caso in cui la bilancia fosse positiva, ovvero con export che valgono più degli import, il valore della moneta del paese di riferimento si apprezza, nel senso che tende ad aumentare di valore; in caso contrario invece tende a deprezzarsi. Si tratta di una delle forze maggiormente capaci di muovere la domanda specifica, sia in relazione al dollaro americano che in relazione all’euro;
  • il prodotto interno lordo: un prodotto interno lordo importante e che continua a crescere, fermi gli altri fattori tende a far apprezzare la moneta; occhio però al caso in cui l’aumento del prodotto interno lordo sia assorbito quasi completamente dal mercato interno e che contribuisca inoltre ad un peggioramento della bilancia commerciale;
  • il debito pubblico: alti livelli di debito pubblico possono contribuire a far abbassare la desiderabilità di una determinata valuta, comportando di conseguenza l’abbassamento del valore della stessa;
  • l’affidabilità del paese: le valute di riferimento delle economie solide sono in genere più di valore rispetto a quelle dei paesi più sgangherati; questo dipende dal fatto che spesso vengono utilizzate come riserva di valore.

Il tasso di interesse e il cambio USD euro

Il tasso di interesse è una delle forze che può sicuramente far modificare al rialzo o al ribasso il tasso di cambio della coppia USD euro. Se potessimo condurre degli esperimenti in una sorta di metaforico vuoto pneumatico, ci ritroveremmo a riscontrare l’aumento del valore di una determinata moneta all’aumentare del tasso di interesse di riferimento.

Si tratta però di una forza che è in grado di muovere il cambio molto meno di quanto si potrebbe pensare, soprattutto quando in ballo ci sono valute di paesi tendenzialmente stabili per quanto riguarda tutti gli altri fattori, come potrebbe essere il caso ad esempio dell’euro e del dollaro. Tassi di interesse prossimi allo zero in area euro non hanno comunque comportato, o comunque non lo hanno fatto da soli, delle grosse modificazioni nel tasso di cambio tra le due valute.

Perché il dollaro vale molto di più di quanto valeva qualche anno fa?

Durante la fase, si spera, finale della crisi economica abbiamo tutti assistito ad una rimonta del dollaro nei confronti dell’euro.

Si trattava di qualcosa di prevedibile? Forse sì, anche se essendosi mosse entrambe le banche centrali nella stessa direzione, è stato difficile nel durante apprezzare la reazione dei mercati a questa o a quella misura.

A contribuire comunque a quella che è stata la variazione di valore ci sono stati:

  • le manovre di quantitative easing da parte della BCE, con l’immissione di enormi quantità di liquidità nei mercati;
  • l’abbassamento, talvolta anche abbastanza repentino, dei tassi di interesse di riferimento dell’area EU, mentre quelli statunitensi sono tornati quasi subito alla normalità;
  • un netto peggioramento o comunque un arresto della crescita per quanto riguarda il grosso dei prodotti interni lordi dei paesi che utilizzano l’Euro;
  • la crisi greca, che non è stata forse gestita nel migliore dei modi e che almeno per qualche mese ha gettato ombre sulla volontà e la capacità europea di trovare soluzioni politiche ed economiche a sostegno di uno dei suoi stati membri in difficoltà;
  • la non perfetta condizione del sistema bancario europeo, che al contrario di quanto si pensava all’inizio della crisi, è stato colpito più violentemente dell’omologo statunitense;
  • un peggioramento, almeno relativo, delle bilance commerciali dei paesi EU.

Andamento e previsioni quotazioni dollaro: cosa aspettarsi dal futuro

Prevedere quello che sarà l’andamento da qui al futuro sembra particolarmente difficile, soprattutto tenendo conto dei diversissimi fattori che possono andare ad incidere sulla valutazione del dollaro. Si dovrà senza dubbio cercare di valutare, seguendo gli indicatori che abbiamo riportato poco sopra, la situazione volta per volta, soprattutto se il nostro obiettivo fosse quello di posizionarci sulla coppia EUR/USD a scopo di investimento o comunque speculativo.

Nonostante, come abbiamo detto sopra, si tratti di una coppia relativamente stabile, anche sugli scambi euro contro dollaro ci si possono aspettare diverse sorprese: mantenere una posizione di lungo periodo senza controllare periodicamente la consistenza del nostro investimento è un piano per perdere capitale che potrebbe essere altrimenti impiegato, con maggiore successo, altrove.

Il dollaro contro le altre valute

Il discorso che abbiamo appena fatto vale anche, con le dovute distinzioni dovute ai diversi operatori presenti nel mercato, per la valutazione del dollaro contro le altre valute.

Soprattutto però nel caso in cui si tratti di quotazioni del dollaro contro le valute cosiddette esotiche, sarà necessario includere nell’equazione per la previsione anche la maggiore instabilità, tanto politica quanto economica, dei paesi in questione.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

 

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