Come Diventare Analista Finanziario: Percorso di Studi e Opportunità Occupazionali

Come diventare analista finanziario e chi è questo professionista?

L’analista finanziario è una figura di fondamentale importanza per il corretto funzionamento dell’economia, per calibrare gli investimenti, per aiutare le imprese a migliorare non solo sul profilo delle vendite, ma più in generale nella gestione del bilancio.

È un ruolo di fondamentale importanza, che viene impiegato da diversi tipi di istituzioni, anche se principalmente è in banca o come freelance che svolgerà il grosso della sua professione.

Vediamo insieme come diventare analista finanziario, quali sono i percorsi formativi sia scolastici sia post-universitari, da dove cominciare a muoversi se questo potrebbe davvero essere il ruolo che fa al caso nostro, la prospettiva di carriera che più ci interessa.

Il percorso di studi

L’importanza del percorso di studi per chi vuole indirizzarsi verso questa professione parte dall’università: quello che avrete studiato al liceo non sarà assolutamente importante; dovrete invece presentarvi in azienda, soprattutto se siete neolaureati, possibilmente con una laurea in economia e commercio.

Ci sono anche analisti finanziari che hanno invece seguito un percorso formativo in economia aziendale, anche se sono una minoranza relativa rispetto a coloro che seguono invece il primo percorso.

Quella in economia e commercio è una laurea non delle più facili: prevede 3 anni di studio per la laurea breve, che sono particolarmente intensi e che combinano il diritto, la storia, l’economia, la statistica, la matematica.

La figura professionale che ne viene formata è un ibrido capace di muoversi non solo con una certa agilità tra grafici e bilanci, ma anche nel mondo della legge, dato che dovrà essere in grado di comprendere un contratto anche nelle sue particolarità più minute e prendere decisioni anche in ottemperanza a quello che la legge prevede.

Sul finire del corso di studi, si procede anche con l’analisi dell’organizzazione aziendale, sia sotto il profilo dell’organico, sia sotto quello più squisitamente strutturale.

Se si studia con assiduità, si ottiene un’ottima preparazione che potrà essere spesa senza dubbio per diventare analisti finanziari, ma anche per muoversi all’interno del mondo economico con una certa disinvoltura, ottenendo molto facilmente un lavoro.

Serve necessariamente un Master?

Un master, soprattutto per le posizioni di analista finanziario junior, che è poi la posizione che vi interesserà quantomeno all’inizio della vostra carriera, non è sempre necessario.

Ovviamente avendo a disposizione un Master la situazione diventerà estremamente più semplice per noi, soprattutto se dovessimo puntare subito alle migliori aziende nel nostro paese. Cominceremo sempre da Analista Junior, ma saremo sicuramente più appetibili per le aziende, soprattutto se il master fosse in Analisi Finanziaria.

Serve davvero studiare ragioneria?

Molte guide presenti online indicano la maturità in ragioneria come un punto fondamentale della formazione del futuro analista finanziario.

Non è però assolutamente vero, e oggi i diplomati in ragioneria rappresentano una parte estremamente ridotta e statisticamente quasi irrilevante di chi si diventa poi analista finanziario.

Seguire questo percorso di studi alle superiori non aggiunge né toglie niente alle nostre possibilità di diventare davvero degli analisti finanziari.

Quali competenze sono richieste agli analisti finanziari

Per diventare però degli analisti finanziari non avremo bisogno solamente delle competenze acquisite a livello universitario, ma dovremmo offrire all’azienda che ci sta per offrire una posizione anche altre competenze, da acquisire con formazione extra-scolastica, nonché da mettere sul piatto in quanto talenti personali:

  • conoscere il pacchetto Office è di fondamentale importanza; nello specifico Excel è una sorta di condizione necessaria per ottenere un posto di lavoro di questo tipo;
  • l’analista finanziario inoltre non è una figura professionale che lavora in solitudine, ma deve rapportarsi con un enorme numero di persone, sia colleghi, sia clienti. Per la riuscita professionale, è necessario dunque avere ottime doti di tipo relazionale.
  • deve essere inoltre ottima la capacità di Problem Solving, ovvero di soluzione attiva dei problemi che possono presentarsi durante il percorso di analisi.

Conoscere la lingua inglese? È fondamentale per un analista finanziario

Dato che si troverà anche ad interagire, con ogni probabilità, con aziende straniere e banche che non operano soltanto nel nostro territorio, per l’analista finanziario diventa di fondamentale importanza la conoscenza della lingua inglese.

Non parliamo di una semplice conoscenza scolastica, ma piuttosto della capacità di poter lavorare completamente in inglese, con un livello che nel quadro europeo per la conoscenza delle lingue dovrebbe quantomeno raggiungere il livello B2.

Dovete quindi studiare e imparare l’inglese, poichè senza conoscere tale lingua, inutile forse anche sottolinearlo, lavorare come analista finanziario presso una grande società di consulenza, diventa praticamente impossibile.

Analista Finanziario Junior

Quando parliamo di analista finaziario junior ci riferiamo a quelle posizioni che sono offerte a chi non ha in genere esperienza pregressa da mettere sul banco delle trattative.

Sono posizioni entry level, per mutuare quello che è un termine del mercato del lavoro statunitense, ovvero al punto più basso della gerarchia e che sono in genere accompagnate da una formazione aziendale, sia a livello di corsi, sia a livello di affiancamento con personale più esperto, che almeno per i primi tempi di aiuterà ad entrare nei gangli della professione, nonché a comprendere più da vicino quali sono le vere mansioni che dovremo svolgere una volta che saremo indipendenti.

La posizione di Analista Finanziario Junior è una sorta di passaggio obbligato per i neo-laureati, che molto difficilmente troveranno posizioni più avanzate una volta usciti dall’università.

Il problema stipendi: gli analisti finanziari junior guadagnano molto poco

Il problema principale per chi si avvicina a questa professione è che le posizioni di analista finanziario junior offrono salari molto, molto bassi, che vanno dai 700 ai 1000 euro al mese, con un piccolo rimborso per il carburante e i buoni pasto dovuti per legge.

Inoltre il grosso delle offerte di lavoro prevede un contratto a termine, anche molto breve (6 mesi o 1 anno), cosa che rende estremamente precaria la posizione del giovane neo-laureato, appena affacciatosi al mondo del lavoro.

Dovremmo però pensare a questo specifico momento della nostra carriera come ad un periodo formativo, ovvero come ad una sorta di scuola di specializzazione che ci permetterà, si spera, in futuro di ottenere delle posizioni più avanzate e meglio retribuite.

È il meglio che si può trovare come neolaureati? Purtroppo sì e nel panorama generale dei salari che vengono distribuiti in Italia non è neanche una delle posizioni peggiori. Dunque, stringere i denti e formarsi, in attesa dell’arrivo di tempi migliori.

Quanto si guadagna? Lo stipendio dell’analista finanziario

Trattandosi di una posizione “specialistica”, i salari che riguardano la posizione di analista finanziario possono variare grandemente all’interno della stessa categoria.

A far alzare gli emolumenti contribuiscono in genere:

  • l’esperienza pregressa: chi può vantare una buona esperienza da inserire a curriculum è in genere meglio pagato da chi invece ha fatto soltanto degli stage dopo l’università
  • la conoscenza delle lingue: il mercato europeo, al netto di Brexit e altre considerazioni politiche, è sempre più integrato. Una figura professionale che può portare in azienda una competenza multilinguistica importante (non solo inglese, ma anche tedesco, francese e spagnolo) riesce a portare a casa uno stipendio molto più consistente
  • la possibilità di spostarsi e di lavorare anche fuori sede: il personale che può essere mandato in missione è molto più apprezzato, per motivi che non dovremmo stare forse neanche a spiegare, del personale che invece rinuncia ad essere mobile. Le trasferte sono pagate, e sono pagate molto meglio del lavoro in sede
  • la conoscenza di un campo specifico, come potrebbe essere il tessile, il settore alimentare, il settore finanziario: essere più specializzati vuol dire essere più appetibili per il mercato, soprattutto se il nostro obiettivo fosse quello di lavorare all’interno di una grande società di consulenza

Chi è affermato nella professione può arrivare a guadagnare, anche senza posizioni dirigenziali, 1800-2200 euro netti al mese, stipendi molto buoni se paragonati a quelli degli altri professionisti e che pone la categoria in pari con quella degli ingegneri.

I livelli occupazionali: è facile trovare lavoro come analista finanziario?

La situazione occupazionale dei consulenti finanziari è buona. Non è difficilissimo trovare lavoro e soprattutto a Nord, dove il lavoro di consulente esterno o interno è molto più apprezzato (e molto più integrato nel sistema economico) può essere relativamente facile portare a casa una buona posizione.

Si tratta di una condizione che non riguarda esclusivamente gli analisti finanziari, ma più in generale i laureati in economia e commercio, oppure in economia aziendale, una delle lauree che continua ad offrire i migliori sbocchi professionali per i giovani, a prescindere dall’università di provenienza e dall’esperienza pregressa.

Certo, prima di affermarsi sarà sicuramente necessario passare per il purgatorio dei contratti a termine (peraltro retribuiti molto peggio, senza che questo però debba necessariamente far scoraggiare chi vuole avvicinarsi a questa specifica carriera.

Chi ha una passione per l’analisi finanziaria, per la contabilità, per le aziende e per il settore economico e produttivo in generale potrebbe sicuramente pensare di iniziare un percorso di studi di questo tipo: dopotutto la laurea in economia, anche se si dovesse cambiare idea sul mestiere specifico di analista finanziario, permette di dirigersi verso altre carriere, come può essere il caso del consulente finanziario, dello specialista di investimenti, del consulente esterno per le scelte finanziarie della società.

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

3 COMMENTI

  1. Salve Davide, avrei una domanda da porre ma prima mi volevo congratulare per il blog… Veramente ben fatto! interessanti articoli, ben collegati e ben esposti. Riguardo all’argomento in oggetto, quali libri consiglieresti (anche accademici)?
    Grazie e in bocca al lupo per tutto 🙂
    Stefano

    • Ciao Stefano,

      grazie per i complimenti. Non so consigliarti dei testi, mi atterrei ai testi universitari integrandoli con la lettura sistematica dei principali quotidiani finanziari e con lo studio delle opere più importanti degli autori che vengono citati all’interno dei libri dell’Università.

      Come per ogni lavoro, poi, credo che la pratica rivesta un ruolo fondamentale anche nella successiva ricerca e selezione delle informazioni a cui attingere per migliorare.

      In bocca al lupo!

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