Asset Allocation Strategica e Tattica: Come Gestire al Meglio gli Investimenti

Oggi parliamo di un argomento relativamente avanzato, che dovrebbe essere però nel bagaglio di conoscenze di chiunque voglia anche soltanto provare a definirsi investitore.

Parliamo infatti della asset allocation, affrontandone sia gli aspetti strategici che quelli invece tattici, non dimenticando però che negli ultimi anni sono diventati sempre più interessanti approcci che invece si sono orientati verso una gestione il più possibile dinamica dei cespiti patrimoniali.

Senza avere assolutamente la pretesa di una trattazione enciclopedica e completa, proveremo insieme ad individuare quali sono le linee guida di questa fondamentale disciplina, ovvero di come muoverci prima di cominciare a distribuire il nostro capitale nei diversi strumenti di investimento.

Di cosa si occupa l’assett allocation?

Prima di passare al vivo della questione, ovvero prima di arrivare ad un approccio più tecnico alla questione, sarà il caso di capire di cosa parliamo quando ci riferiamo alla asset allocation.

Parlando di asset allocation ci stiamo riferendo in maniera esclusiva all’attività che punta a distribuire il capitale in diversi strumenti di investimento, ovvero a quelle attività che permetteranno al nostro capitale di crescere.

L’asset allocation, che nel caso specifico ci interessa per i nostri capitali propri e non in quanto stiamo amministrando delle forme di risparmio comune e gestito, è dunque un’attività che punta ad individuare aspettative di risultato e, cosa più importante, gli strumenti che dovrebbero portarci ad ottenere tali risultati.

Si tratta dunque di un’attività che deve essere svolta su due lati: da un lato quello che ci aspettiamo dal nostro capitale, ovvero i rendimenti possibili e soddisfacenti che abbiamo in mente. Dall’altro gli strumenti che possono permetterci di raggiungere tali risultati.

L’asset allocation è anche modulazione del rischio

L’asset allocation è inoltre un’attività che deve essere strutturata in modo da minimizzare il rischio, fermo restando l’obiettivo di rendimento che abbiamo in mente. Stiamo parlando, per intenderci, della possibilità di ridurre al minimo indispensabile i rischi che il nostro capitale correrà, mantenendo al tempo stesso gli stessi obiettivi che ci eravamo prefissati.

Nella scelta degli strumenti che fa più al caso nostro è necessario dunque individuare quegli strumenti che possono offrire potenzialmente rendimenti elevati con una classe di rischi più bassa.

Quali sono i diversi tipi di asset allocation?

Esistono diversi tipi di asset allocation, ognuno dei quali è mosso da motivazioni e da obiettivi potenzialmente molto diversi tra loro:

  • asset allocation strategica: ha tipicamente un orizzonte temporale medio-lungo e punta ad analizzare le opportunità offerte dal mercato presenti e future, scegliendo una composizione ottimale del portafoglio spesso in ottica pluriennale. Nulla impedisce anche alle asset allocation strategiche di operare almeno per una parte del portafoglio lungo direttive e orizzonti più brevi;
  • asset allocation tattica: abbiamo qui invece una allocazione delle risorse tipicamente più di breve periodo, che punta a sfruttare ogni possibile trend di mercato alla ricerca dell’aumento di valore del capitale investito; è, rispetto alla asset allocation strategica, una strategia che richiede aggiustamenti più frequenti e continui e che punta però ad una crescita più rapida del capitale investito;
  • asset allocation dinamica: è la terza possibilità che viene offerta dalla tecnica finanziaria. Potremmo considerarla come una modalità che richiama i concetti espressi nella asset allocation tattica, estremizzandoli. Chi sceglie una asset allocation dinamica infatti ha tempi di risposta rapidi e estrema sensibilità ai cambiamenti di trend presenti sui mercati. Si tratta di una allocazione di risorse che è sempre più comune nelle gestioni attive via algoritmo dei fondi comuni di investimento e prediletta da chi opera in contesti di rischio elevato e di potenziale rendita in doppia cifra. Inutile forse anche dire che l’asset allocation dinamica non è assolutamente per tutti e presuppone delle conoscenze di finanza e di economia, nonché capacità operative (si, le operazioni hanno costi molto elevati, a meno che non si decida di muovere capitali davvero importanti) che non sono comuni per tutti gli investitori.

L’asset allocation? In realtà è un processo che assomiglia ad un business plan

Chi segue la nostra sezione dedicata agli imprenditori, si sarà sicuramente incontrato con i nostri speciali dedicati ai business plan.

Una asset allocation per il nostro patrimonio personale e privato altro non è che la redazione di un business plan che ha ad oggetto la destinazione del nostro capitale.

Possiamo considerare la asset allocation come un processo da dividere in:

  1. identificazione delle aspettative: ovvero di quelli che sono gli obiettivi, espressi in termini di rischio e di rendimento, del nostro investimento. Vogliamo portare a casa potenzialmente somme molto alte? A che rischio? Quanto siamo disposti a perdere del nostro capitale? Quali sono le variazioni di valore del capitale che siamo disposti ad accettare?
  2. Necessità di capitale lungo l’orizzonte temporale: è necessario inoltre valutare con attenzione come operare non solo nel presente, ma anche nel futuro. Ci riferiamo al fatto che diventa di assoluta importanza andare a individuare gli investimenti presenti e anche quelli che potremmo dover fare nel futuro a livello di manovra correttiva. Scegliere il quando è importante tanto quanto scegliere il dove e il come;
  3. valutazione dei singoli strumenti a disposizione: dobbiamo a questo punto occuparci di scegliere gli strumenti che possono contribuire alla realizzazione della strategia che abbiamo in mente. Gli strumenti devono esser multipli, per offrire un’adeguata differenziazione al nostro capitale e al tempo stesso devono essere necessariamente provenienti da settori e comparti diversi. Anche se il capitale da investire non è enorme, durante l’asset allocation dovremo necessariamente scegliere un numero adeguato di strumenti diversi;
  4. individuazione dell’asset allocation ottimale: dovremo anche necessariamente prendere delle decisioni di tipo strategico. Di quale metodo vogliamo fare uso? Quali sono le strategie in grado di sposarsi al meglio con le nostre necessità di investimento? E quali sono quelle che riusciremmo a mettere in pratica? Scegliere l’approccio ai mercati è di fondamentale importanza e non può in alcun modo ignorare quello che abbiamo visto insieme nei precedenti tre punti. Si dovrà dunque necessariamente scegliere una strategia che sia in armonia con quanto detto sopra.

Qualche strumento utile per la valutazione della strategia e del titolo da integrare

Al fine di cominciare a investire e sopratutto a creare strategie degne di questo nome, può essere il caso di cominciare a fare la conoscenza con strumenti e strategie che possono aiutarti ad individuare gli strumenti che fanno al caso tuo.

1. Indice di Treynor

Importantissimo per valutare il rapporto tra volatilità e potenziale ricompensa di un portafoglio di investimenti. Il Treynor Ratio, questo il suo nome tra i parlanti inglese, è dato da:

  • rendimento del portafoglio – rendimento di un investimento privo di rischio;
  • la differenza da dividere per il Beta (se non sai cos’è continua a leggere, ne parleremo tra pochissimo) del nostro portafoglio.

Tramite questa semplicissima formula può indicarci in modo relativamente preciso il surplus che viene generata dalla nostra gestione, spingendoci verso strumenti che possano essere il più appetibili possibile.

Più l’indice di Treynor restituisce un valore alto, più l’investimento è ovviamente invitante per il nostro portafoglio.

2. Modello CAPM

Il Modello CAPM, ovvero Capital Asset Pricing Model, è un modello che può essere utilizzato per la valutazione di attività finanziarie.

La sua applicazione non è delle più facili e avremo modo di parlarne in uno speciale dedicato.

Tramite il modello CAPM è possibile individuare attività che siano sovrapprezzate o sotto prezzate e dunque operare di conseguenza, alla ricerca del profitto sia sul breve che sul lungo periodo.

3. Beta

Il Beta è un coefficiente che serve a misurare la rendita offerta da un titolo rispetto al mercato. Tramite il beta è dunque possibile misurare le variazioni di valore di un titolo rispetto agli andamenti medi di mercato.

È uno degli strumenti più importanti non solo in fase di analisi del proprio portafoglio, ma anche in fase di asset allocation, ovvero nella prima fase di costruzione del nostro investimento.

Asset allocation vuol dire diversificare sempre

In chiusura ricordiamo il fatto che asset allocation è sinonimo di diversificazione. A nulla serve una strategia di allocazione delle risorse di capitale che abbiamo a disposizione se finissimo poi per investire tutto quanto abbiamo a disposizione in una singola soluzione.

La differenziazione è importantissima sotto due tipi di profili:

  1. perché permette di mettere al riparo il nostro capitale da eventuali crolli di settore, ovvero mettendolo al riparo da eventuali crisi, passeggere o durature, che colpiscono uno dei settori in cui abbiamo investito;
  2. perché permette di trarre benefici importanti da diverse tipologie di investimento e da diversi comparti. Questo si traduce nel poter ottenere rendite importanti da tutti quelli che sono i settori in cui avremo investito. Salendo su tutti i treni, passaci la metafora, diventa più difficile perdere quello importante.

La differenziazione all’interno della nostra asset allocation va fatta lungo diverse direttive:

  • tra titoli che appartengono allo stesso comparto ma che fanno riferimento a diversi emittenti o a diverse aziende: questo ci permette di evitare di mettere nello stesso paniere, ovvero la stessa azienda/stato, tutti i nostri risparmi. Anche nel caso in cui il titolo di riferimento dovesse perdere terreno, potremo bilanciare le perdite con gli altri titoli che abbiamo a disposizione;
  • tra comparti diversi, perché molte delle forze che agitano i mercati finiscono per incidere in modo significativo su tutto il comparto di riferimento. Facendo l’esempio tipico della manualistica, ha pochissimo senso investire tutto il proprio denaro nel settore energetico, che oltre ad avere andamenti separati per ogni azienda che vi partecipa, può risentire di importanti agitazioni che finiscono per ripercuotersi su tutto il settore.

Un buon piano di differenziazione è dunque sia utile per eliminare le perdite, sia invece per aumentare gli eventuali profitti.

Il portafoglio si può sempre ridisegnare in corsa, ma…

A seconda della asset allocation che abbiamo scelto dovremo avere dei gradi diversi di reattività in relazione ai movimenti di mercato.

Nulla ci vieta, anche nel caso di asset allocation strategica di lunghissimo periodo, di correggere in corsa il nostro portafoglio, anche se bisognerebbe comunque evitare di perdere la bussola, ovvero di modificare il proprio piano di azione soltanto perché si sono presentati degli eventi che non avevamo calcolato.

La pazienza è la virtù dei forti, e anche la virtù di chi vuole guadagnare sul serio con i propri investimenti.

Evita di farti agitare eccessivamente dagli andamenti di mercato: se la tua strategia è ben studiata sarà capace anche di sopportare variazioni che non avevi calcolato.

In altri casi invece, liberati dei titoli che avevi giudicato in modo errato: innamorarsi di un titolo è quanto di più sbagliato possa capitare. Prendi decisioni nette quando è il caso di cambiare binari e muoversi in altra direzione.

Ulteriori risorse utili

Ecco infine qualche consigli per i tuoi investimenti:

Buona lettura!

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

 

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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