Migliori Polizze Vita a Premio Unico: Guida alle Soluzioni più Convenienti

Le polizze vita a premio unico sono un investimento tipico di chi ha una certa somma da parte e vuole investirla con un orizzonte di lungo periodo.

L’assicurazione non investe direttamente i fondi, che dovranno confluire nella gestione separata o essere gestiti da un’altra azienda autorizzata a negoziare titoli (una SIM, una Sicav o una SGR); tuttavia la componente assicurativa rimane. Questi investimenti sono infatti coperti da alcuni rischi:

  • In certi casi la polizza prevede anche il caso morte, ovvero ci dà la possibilità di scegliere un beneficiario per i nostri fondi che riceverà una certa somma nel caso di decesso prima della scadenza del prodotto;
  • In altri casi l’assicurazione garantisce un interesse minimo. Nella maggior parte dei casi viene garantito che l’investitore, alla scadenza, riceverà per lo meno una cifra pari a quella versata al netto dei costi previsti dal prodotto.

In particolare, in questa guida voglio aiutarti a confrontare le migliori polizze vita a premio unico, ovvero quelle che prevedono un solo versamento di denaro da effettuare quando si sottoscrive il contratto. L’alternativa sono quelle a premio periodico, in cui di mese in mese -oppure di anno in anno- si effettuano dei versamenti più piccoli.

Quali sono i prodotti migliori?

Dopo aver studiato attentamente questo mercato, voglio parlarti in particolar modo di quattro polizze:

  • Generali One (Assicurazioni Generali);
  • Postefuturo Multiutile (Poste Italiane);
  • Valore Risparmio (Axa);
  • Investimento Garantito Extra (UnipolSai).

Te ne parlerò, tuttavia, non prima di averti messo di fronte a dei fatti molto importanti che devi conoscere e che riguardano in generale questa tipologia di investimento assicurativo.

Conviene scegliere una polizza vita a premio unico?

Come ho spiegato più volte nelle pagine di Affari Miei, è meglio che le assicurazioni facciano il proprio lavoro: tutelarci dai rischi. Dopo aver analizzato i KIID e le schede informative delle polizze a premio unico, mi sono reso conto una volta di più di come il risparmio gestito non sia conveniente per gli investitori; quando si parla di risparmio gestito tramite le assicurazioni, poi, le cose si fanno anche peggiori.

Esistono dei pro e dei contro di questa categoria di investimenti.

I Pro

Partiamo dagli aspetti positivi. Le polizze vita a premio unico:

  • Sono impignorabili, per lo meno fino al momento in cui il prodotto scade;
  • Non sono sottoposte ad imposta di successione, il che è un aspetto da considerare dal momento in cui molte prevedono anche il caso di morte dell’assicurato;
  • Prevedono la possibilità, in quasi tutti i casi, di cambiare il nome del beneficiario in ogni momento;
  • Godono di alcuni parziali vantaggi lato Irpef;

Queste sono tutte cose oggettivamente utili che possono invogliarci a sottoscrivere un prodotto di questo tipo, ma i pro e i contro non vanno contati: vanno pesati. Ecco perché secondo me dovresti prestare particolare attenzione agli aspetti negativi.

I Contro

Ecco le cose che mi tengono lontano dalle polizze vite a premio unico:

  • I costi del prodotto sono eccessivi ed erodono i rendimenti in maniera molto significativa;
  • Esistono alternative che a parità di rischio consentono di avere rendimenti maggiori;
  • Costringono l’assicurato a dover sostenere i costi e i vincoli di una polizza assicurativa caso morte. La polizza caso morte va scelta liberamente tra tutte le alternative possibili e non deve mischiarsi con l’aspetto relativo all’investimento dei nostri risparmi.

Come saprai se segui Affari Miei, in generale consiglio sempre di investire da sé i propri soldi. In questo modo si evitano gli eccessivi costi del risparmio gestito, massimizzando i rendimenti, senza dover necessariamente correre rischi maggiori.

Se pensi di voler diventare maggiormente consapevole di come investire i tuoi risparmi, ho dedicato l’intero corso “100 Mila Euro sul Conto” proprio a questi argomenti.


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Le migliori polizze vita a premio unico

Nonostante si tratti di un tipo di investimento sconsigliabile (qui di seguito ti lascio un video in cui ti spiego al meglio le mie ragioni), è comunque normale che ci siano prodotti migliori di altri tra cui scegliere.

 

In particolare mi voglio focalizzare su quattro polizze che, a mio avviso, in un segmento di mercato dove non sottoscriverei nulla sono comunque le formule più convenienti.

Generali One

Genarali One è il prodotto di Assicurazioni Generali pensato per rispondere all’esigenza di una polizza vita a premio unico. Si tratta di una polizza mista, quindi che prevede anche il caso di morte, con una tutela aggiuntiva: ti viene garantito che al di là delle condizioni di mercato recupererai quantomeno il tuo capitale investito al netto dei costi.

Questa formula viene normalmente espressa come “rendimento garantito dello 0%“, anche se trovo che renda meno l’idea. Ovviamente si spera che, in ogni caso, le cose vadano meglio e che un minimo di interessi lo si riesca a capitalizzare.

La SGR che si occupa della gestione di questi fondi è Gesav, una società parte del gruppo di Generali a cui viene delegata gran parte della gestione separata dei fondi assicurativi. Questa investe i fondi fondamentalmente in obbligazioni governative, tanto che l’indice sintetico di rischio è 1 su 7.

I costi sono:

  • 0,32% di commissione di ingresso;
  • 1,41% per la gestione annuale dei fondi.

Malgrado i costi non siano di sicuro bassi, si tratta comunque di una cifra nella media del settore.

C’è da dire che i titoli obbligazionari rendono poco e che in generale il profilo di rischio dovrebbe essere maggiore in questi investimenti che guardano al lungo termine.

Investendo con un orizzonte di 20 anni, ad esempio, non si capisce perché le azioni o le obbligazioni dei Paesi emergenti non dovrebbero trovare spazio nel portafoglio. Personalmente non investirei mai i miei soldi in questo modo, ma evidentemente per questi prodotti c’è comunque un mercato.

Postefuturo Multiutile

Ci sono tre prodotti di questa categoria che vengono proposti da Poste Italiane; avendo dato un’occhiata a tutti e tre, il migliore per quanto mi riguarda è Postefuturo Multiutile.

Per quanto io possa non condividere la mentalità dell’investimento assicurativo, le Poste rappresentano sempre una scelta abbastanza conveniente in questo ramo. Il motivo è che fondamentalmente, vista anche l’enorme raccolta di questo istituto, i costi di gestione sono decisamente bassi.

I fondi confluiscono nella gestione separata Poste Valorepiù, che notoriamente ottiene dei rendimenti abbastanza vicini a quelli di mercato. In questo mi sento di dire che fondamentalmente sia meglio di Gesav, quantomeno andando a prendere dei fondi a gestione attiva e confrontando i rendimenti.

La soglia di ingresso è di 2.500 euro, quindi un investimento alla portata più o meno di tutti, con la possibilità di fare eventualmente degli ulteriori versamenti per integrare la somma. Potremo anche scegliere se ricevere le cedole periodiche o meno: io ti consiglio comunque di evitare, in modo che i tuoi interessi vengano reinvestiti generando altri interessi.

Anche in questo caso abbiamo due elementi assicurativi:

  • Ci viene garantito di ricevere almeno il 97,40% di quello che abbiamo investito, indipendentemente dall’andamento dei mercati finanziari;
  • C’è una copertura anche nel caso di morte dell’assicurato, con la possibilità di cambiare il beneficiario in qualunque momento.

I costi invece sono:

  • 0,90% come commissione di ingresso;
  • 1,09% come commissione annuale di gestione.

Per una volta, le Poste Italiane si assumono un rischio leggermente maggiore della concorrenza. Con un indice sintetico di rischio di 2 su 7, se confrontato con il resto della categoria, sembra quasi di essere alle giostre. Il motivo è che questa volta il portafoglio prevede l’inserimento di qualche obbligazione corporate e di qualche quota di fondi obbligazionari.

Qui puoi trovare una recensione di approfondimento su questo prodotto.


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Axa Valore Risparmio

Ti dirò la verità: stavo per sorvolare, ma poi ho letto i rendimenti medi degli anni passati. Sono tutti intorno al 3%, che per dei prodotti così poco rischiosi come i fondi in cui confluiscono i premi delle assicurazioni a premio unico non è male.

Questo mi ha messo voglia di approfondire il discorso, andando alla ricerca dei vari dettagli, finché non mi sono convinto ad inserirla tra le quattro polizze migliori che ho trovato.

Questa assicurazione è un po’particolare, nel senso che ha una durata di 10 anni esatti; la maggior parte delle assicurazioni propone dei prodotti con una durata doppia o addirittura quadrupla, ed è principalmente questo il motivo per cui inizialmente non le stavo dando peso.

Anche in questo caso saremo assicurati contro il caso di morte prematura e non ci sarà nessun interesse minimo garantito: fondamentalmente bisogna sperare che la buona gestione fatta fino a questo momento prosegua anche nei prossimi dieci anni.

La struttura dei costi varia in base al capitale investito:

  • La commissione di ingresso è fissa a 1,25%;
  • La commissione annuale di gestione ha tre diversi scaglioni:
    • 1,40% fino a 150.000:
    • 1,15% tra 150.000 e 500.000 euro:
    • Al di sopra è più importante negoziare le condizioni che conoscere la cifra proposta sul KIID.

Penso sia interessante riportare che Axa ci fa sapere quanto vengono retribuiti gli intermediari: approssimativamente il 30%.

Questo significa che investendo 20.000 euro andrai grossomodo a pagarne 100 all’anno per 10 anni, oltre ai 100 iniziali, per remunerare chi ti ha fatto conoscere e sottoscrivere il prodotto; vista in questo modo puoi capire ancora meglio le motivazioni della mia avversione per il risparmio gestito.

UnipolSai Investimento Garantito

L’ultima polizza che ti voglio presentare è di UnipolSai. Assomiglia fondamentalmente alle polizze precedenti, con l’aggiunta di qualche piccolo dettaglio per quel che riguarda la gestione dei fondi ed ovviamente i costi dell’investimento.

Anche in questo caso, come nei primi due, abbiamo a che fare con una doppia assicurazione: in primis quella in caso di morte, ed in secondo luogo la garanzia di andare a recuperare a scadenza quantomeno il capitale che abbiamo investito.

Nuovamente si tratta di un prodotto a bassissimo rischio, e fondamentalmente possiamo ammettere che tolto il discorso dei costi tutte le polizze si assomigliano parecchio.

In questo caso il capitale minimo per poter investire sul prodotto è di 5.000 euro, mentre la durata può variare da 10 a 20 anni. Ovviamente, come sempre, maggiore sarà il numero di anni di detenzione e maggiore sarà l’interesse maturato. I costi sono quelli che seguono:

  • 1,21% come commissione di ingresso;
  • 1,43% come commissione annua per la gestione dei fondi;
  • 0,02% di costi per il disinvestimento.

Facciamo i conti

Sulle schede informative e sul KIID di queste polizze si trova sempre uno specchietto in cui viene presentato il possibile rendimento dopo alcuni anni; vengono presi in considerazione più scenari, da quello più favorevole a quello meno favorevole, dandoci un’indicazione di quanti costi dovremo sostenere e quanti interessi potremo arrivare a metterci in tasca.

Malgrado io mi sia impegnato per trovare le polizze migliori, quasi tutte in uno scenario di lungo termine rappresentano una perdita economica se consideriamo il rendimento al netto dei costi.

Ricordiamoci che a te viene garantito soltanto di non avere perdite dovute all’andamento dei mercati finanziari, quindi al lordo dei costi dell’assicurazione. In uno scenario favorevole abbiamo invece dei rendimenti tra l’1% e poco più.

Se consideriamo il rendimento dei titoli di Stato e l’andamento dell’inflazione, grossomodo ci guadagneremo meno che da un semplice BTP e potremo puntare a malapena a proteggerci dall’inflazione.

Questo senza considerare che chi ha già saggiamente stipulato un’assicurazione sulla vita -senza componente di investimento- si troverà a pagare due volte la remunerazione di questo servizio senza averne bisogno.

In vent’anni succedono tante cose, ma soprattutto succede che i mercati finanziari crescono.

Particolarmente in quest’epoca fatta di cicli economici molto brevi, da qui agli anni ’40 di questo secolo vedremo molte cose succedere: quelli che chiamiamo Paesi emergenti saranno già ben emersi in molti casi, i governi delle economie sviluppate avranno a che fare con un forte ristagno economico, i livelli attuali degli indici di Borsa saranno un ricordo passato e l’inflazione avrà fatto il suo corso.

In tutto questo, pensare di limitarsi ad investire su un fondo che acquista obbligazioni governative europee e ti chiede di condividere con lui la metà dei tuoi interessi mi pare proprio una pessima scelta.

In conclusione

Per concludere, spero di averti reso chiare le idee su questi prodotti assicurativi. Nel caso in cui tu volessi approfondire il discorso per capire come investire da te il tuo denaro, su Affari Miei troverai centinaia di guide come questa che ti possono aiutare a costruire la tua libertà finanziaria; come ti accennavo all’inizio dell’articolo, c’è anche un corso che ho creato appositamente per chi sta cominciando: è il mio metodo “100 Mila Euro sul Conto“.

Qui ti ho postato alcune altri risorse che potranno tornarti utili:

Buon proseguimento su Affari Miei!


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mm
Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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