Investire in Azioni: Guida per Principianti, tutto quello che devi sapere per iniziare

In questo articolo vedremo come funzionano gli investimenti azionari. La guida è pensata per un pubblico inesperto ed è da intendersi per principianti, di conseguenza non saltare dalla sedia se sei già più avanti nello studio e ti sembrerà di leggere delle banalità.

Cominciamo subito.

Cosa vuol dire investire in azioni

Ho deciso di scrivere questo articolo perché investire in azioni è un concetto che non è chiaro a tutti. Quando investiamo in azioni di fatto stiamo andando sui mercati finanziari, e nello specifico, stiamo diventando soci delle aziende nelle quali decidiamo di investire.

Esempio di scuola che si fa in Italia: se io acquisto le azioni di quello che una volta si chiamava Fiat che oggi si chiama FCA sto fatto sto diventando socio dell’azienda.

Ovviamente non siamo in una società di persone quindi non è che il giorno dopo vado a discutere con il management per decidere come bisogna fare le prossime automobili, la struttura societaria è più complessa ed anche solo per poter dire la nostra sulla gestione sono necessarie ben altre azioni.

La cosa che dobbiamo capire, però, nelle nostre vesti da investitori è che stiamo sottoscrivendo una parte del capitale di rischio dell’azienda in cui investiamo.

Ciò fa si che abbiamo dei vantaggi e degli svantaggi da considerare:

Vantaggi 

Per prima cosa abbiamo diritto ad una maggiore remunerazione del nostro investimento: se le cose vanno bene e l’azienda produce utili, percepiamo un rendimento maggiore.

Inoltre, come vedremo tra poco, un’azienda che va bene aumenta anche la sua quotazione e, di conseguenza, fa crescere il valore del nostro investimento. Su questo tema abbi pazienza ma approfondiamo tra pochissimo.

Svantaggi

Prima cosa semplice da capire: possiamo anche perdere tutti i soldi che abbiamo investito, il nostro investimento è a rischio. Certo, investendo in aziende enormi è raro che il titolo possa valere 0 ma non è impossibile e non è infrequente: le aziende falliscono, fa parte del mercato.

Questa è una prima differenza fondamentale, per esempio, rispetto a quando sottoscriviamo le obbligazioni perché le obbligazioni, siano esse statali o corporate, sono un prestito che noi stiamo facendo all’entità che chiede i soldi.

Come si guadagna con le azioni

Fondamentalmente si guadagna in due modi che ti spiego semplicemente.

Il primo modo è l’aumento del valore del nostro investimento. Se noi oggi compiamo un’azione e questa azione vale 10 è logico pensare che, qualora l’azienda scelta dovesse continuare a crescere nei prossimi anni, la nostra quota potrebbe valere di più rispetto a quando l’abbiamo acquistata.

Ciò vuol dire che se io oggi ho acquistato un’azione che vale 10€, domani posso vedere la mia azione valere 15€. Se decido di vendere faccio una plusvalenza sul valore d’acquisto guadagnando 5€.

La seconda strada per guadagnare con le azioni è collegata alla distribuzione dei dividendi.

Se l’azienda va bene e produce utili, infatti, può decidere a fine anno di distribuire i dividendi ai soci.

Esattamente come una piccola azienda familiare, anche una società quotata a fine anno fa i conti (in realtà per essere quotati in borsa ci sono molti più adempimenti) e decide se e quanto distribuire ai soci.

Come si investe in azioni

Oggi con internet ci sono tante possibilità per investire in azioni, puoi farlo sia con la tua banca che con una piattaforma abilitata.

Per approfondire la parte puramente pratica puoi leggere questa guida.


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Consigli per investire: come scegliere i titoli giusti

Facciamo un ripasso delle basi, giusto per assicurarci di partire dalle stesse premesse. Le azioni di un’azienda sono interessanti per gli investitori dal momento in cui:

  • Il mercato sta sottovalutando le attese sul valore futuro dei dividendi;
  • I vantaggi competitivi dell’azienda, il suo business model e il suo piano industriale sono coerenti con gli sviluppi economici in atto;
  • L’innovazione – fondamentale per sopravvivere in un contesto di repentini mutamenti continui – è abbracciata dall’azienda come parte integrante della sua strategia;
  • L’ambiente (politico, economico, sociologico e tecnologico) non rappresenta una minaccia per il suo business;
  • Sono verificati l’equilibrio economico, patrimoniale e finanziario dell’impresa, ovvero:
    • I ricavi sono superiori ai costi, con riguardo al lungo periodo e non esclusivamente al momento attuale;
    • Le fonti e gli impieghi, ovvero le risorse da cui proviene il capitale ed il modo di investirlo, sono coerenti fra loro;
    • Le entrate di cassa sono superiori alle uscite, prevenendo così situazioni di insolvibilità:
  • Viene prodotto valore lungo tutta la catena di Porter, che comprende:
    • Logistica in entrata
    • Produzione
    • Logistica in uscita
    • Vendite
    • Funzioni di supporto e amministrative

L’azione perfetta è quella che riesce a verificare tutte queste condizioni. Facile? Assolutamente no. Qui sotto vediamo le tipiche criticità del processo di selezione dei titoli.

Il problema del “Parco buoi”

Tu sei un bue. Senza offesa (se ti aiuta a non prendermi sulle scatole, lo sono anche io 😉 ), è solo il gergo finanziario con cui comunemente vengono chiamati i risparmiatori privati che cercano di comprendere come investire il proprio denaro.

Come puoi immaginare, l’espressione è nata come modo dispregiativo di rivolgersi a chi hanno più difficoltà a muoversi sui mercati; non importa quanto tu sia preparato, sia tu che io che tutti gli altri investitori privati abbiamo gli stessi limiti:

  • Accesso alle informazioni: quando l’uomo con Google incontra l’uomo con il terminale Bloomberg, l’uomo con Google è un uomo morto. O quasi. Più un’azienda è lontana dai riflettori dei media, più l’accesso alle informazioni è difficile e cresce il divario tra investitori istituzionali e privati. Considerato l’ammontare di informazioni a cui dobbiamo avere accesso per la valutazione dei punti visti prima e considerato che solo una parte di queste si trova all’interno dei bilanci depositati, l’asimmetria informativa è il primo problema del parco buoi.
  • Commissioni di negoziazione: per acquistare direttamente le azioni, senza passare da strumenti derivati (se ti interessa una cosa di questo tipo, leggi la guida apposita), ci vogliono capitali molto alti per riuscire ad ottenere condizioni vantaggiose. Maggiore è la percentuale del capitale che viene speso in commissioni, maggiore è la performance che un titolo deve avere per riuscire a riportarci al punto di pareggio (break even);
  • Rappresentanza: l’investitore può comprare le azioni di una società che sono reperibili presso le Borse, il flottante del capitale sociale. Anche con buoni capitali a disposizione, un privato non può arrivare a detenere una rappresentanza granché rilevante nell’assemblea degli azionisti in questo modo. Facendo confluire i tuoi soldi in un fondo che ha delle partecipazioni significative nelle società che ti interessano, invece, avresti un rappresentante delegato dal fondo che faccia l’interesse degli azionisti.

Questo significa che alle difficoltà oggettive nella ricerca di buoni titoli si sommano le difficoltà specifiche del nostro caso.

Le soluzioni possibili

Cerchiamo di capire come possiamo venire fuori da questa impasse. Le soluzioni possibili sono diverse, ma partono dal presupposto che l’idea di fare “cherry picking”, ovvero di comprare due o tre azioni con una gran parte del tuo capitale e confidare solo in quelle, sia la cosa peggiore.

Piuttosto, cerchiamo un modo per diversificare il rischio su più asset promettenti e ridurre al minimo i costi di negoziazione.

ETF

Gli Exchange-Traded Funds sono fondi che raccolgono capitali, li investono in titoli azionari o obbligazionari e poi vendono le proprie quote.

Ne esistono migliaia (qui c’è una lista di quelli che ho recensito) dunque ti do le mie raccomandazioni sulla base delle categorie che trovo più valide:

  • ETF sul Dax: l’economia tedesca è sempre solida e basata su un mix equilibrato di manifattura, finanza e terziario. Il rendimento dei Bund è quasi inesistente, ma un paniere di azioni prese dal Dax è un buon compromesso tra rischio e rendimento;
  • ETF su S&P500: la politica economica di Trump, volta alla riaffermazione di un’America industriale che sembrava ormai dimenticata, è andata meglio del previsto o, come pensa qualcuno, non ha fatto danni alla crescita economica. Ovviamente con il Covid-19 molte cose cambiano, sto scrivendo ad epidemia ancora in corso negli USA;
  • ETF Tech: la spinta delle blue chip dell’economia digitale non si arresta. Amazon, Google, Apple, Samsung, Facebook, sembra difficile mettere in dubbio questo oligopolio ed il loro mercato cresce sempre di più. Un ETF che investa su questi titoli mi attrae, perché non temo l’entrata di nuovi competitor nel breve termine; nel medio-lungo, tutto è invece ancora da scrivere;
  • ETF su MSCI World: questi ETF sono creati per rispecchiare un indice che segue i movimenti di 23 tra le economie più grandi del mondo. In un certo senso, è il massimo della diversificazione; dal momento in cui l’economia globale cresce, al di là di chi cresca di più e di chi invece cresca meno, mi sento al sicuro comprando questi titoli.

Questi sono alcuni suggerimenti tratta dalla mia esperienza personale e dal mio profilo di rischio.

Gli errori che devi evitare

Ci sono tanti errori da evitare sui mercati finanziari. Ad alcuni di questi, però, so quanto sia facile esporsi nel momento in cui si cercano online dei consigli sulle azioni da comprare. In particolare:

  • Una lista di cinque, dieci o venti azioni trovata su Google non significa nulla. Quali sono gli interessi, la formazione, qual è lo studio effettuato dalle persone che ti stanno proponendo quegli investimenti? Se non hai garanzie sull’autore, è inutile fidarsi di quel che dice;
  • Comprare cinque o sei titoli su cui pensi che valga la pena investire il 10% della tua liquidità è una cosa. Un’altra è cercare un ristretto numero di azioni su cui investire tutti o gran parte dei tuoi risparmi. Sul fronte della gestione del rischio, questa scelta sarebbe sbagliata per decine di motivazioni: mancata diversificazione, eccessiva esposizione a pochi titoli rischiosi, mancanza di obbligazioni in portafoglio e tante altre ancora;
  • Non fidarti semplicemente dei titoli blasonati: Amazon, Tesla, Snapchat, fanno tanto rumore perché appartengono a un settore in forte crescita ma questo non significa nulla. Se un’azienda è solida, produce utili ed ha buone prospettive di lungo termine, ma le sue azioni sono sovrapprezzate per un’eccessiva domanda di queste, quella non è un’azienda su cui investire. Devi identificare azioni che tra tot tempo varranno più di oggi, per cui è fondamentale capire se un’impresa è sottovalutata o sopravvalutata, non se questa è la più grande al mondo oppure no.

Ulteriori risorse per investire in azioni

Ora che abbiamo chiarito le basi, ecco altre risorse per te:

Conclusioni

Chiudo qui questa guida, l’argomento è complesso e spero di averti semplificato in pochi passi la mia visione.

Se sei nuovo nel campo degli investimenti e vuoi approfondire i contenuti di Affari Miei, comincia pure dalle seguenti risorse tematiche che ho creato nel tempo:

Buon proseguimento!


Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:

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Davide Marciano
Imprenditore e Investitore
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, ha sviluppato nel tempo la passione per la finanza personale e lo sviluppo individuale. Nel 2019 ha scritto il libro "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" ed ha fondato la Affari Miei Academy.

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