Investimenti per Principianti, Guida per Investire in Azioni da zero: tutto quello che devi sapere per iniziare

Come investire in azioni se si è principianti? Se hai deciso che è arrivato il momento di proteggere il tuo capitale e vuoi farlo sul mercato azionario, ma non sai da dove cominciare, allora sei arrivato nel posto giusto.

Capiremo insieme come far fruttare un investimento di questo tipo, che va pensato per il lungo periodo e che non va messo a punto con leggerezza. Continua a leggere!

Cosa vuol dire investire in azioni?

Ho deciso di scrivere questo articolo perché investire in azioni è un concetto che non è chiaro a tutti. Quando investiamo in azioni di fatto stiamo andando sui mercati finanziari, e nello specifico, stiamo diventando soci delle aziende nelle quali decidiamo di investire.

Esempio di scuola che si fa in Italia: se io acquisto le azioni di quello che una volta si chiamava Fiat che oggi si chiama Stellantis sto fatto sto diventando socio dell’azienda.

Ovviamente non siamo in una società di persone quindi non è che il giorno dopo vado a discutere con il management per decidere come bisogna fare le prossime automobili, la struttura societaria è più complessa ed anche solo per poter dire la nostra sulla gestione sono necessarie ben altre azioni.

La cosa che dobbiamo capire, però, nelle nostre vesti da investitori è che stiamo sottoscrivendo una parte del capitale di rischio dell’azienda in cui investiamo.

Ciò fa sì che abbiamo dei vantaggi e degli svantaggi da considerare.

Vantaggi 

Per prima cosa abbiamo diritto ad una maggiore remunerazione del nostro investimento: se le cose vanno bene e l’azienda produce utili, percepiamo un rendimento maggiore.

Inoltre, come vedremo tra poco, un’azienda che va bene aumenta anche la sua quotazione e, di conseguenza, fa crescere il valore del nostro investimento. Su questo tema abbi pazienza ma approfondiamo tra pochissimo.

Svantaggi

Prima cosa semplice da capire: possiamo anche perdere tutti i soldi che abbiamo investito, il nostro investimento è a rischio. Certo, investendo in aziende enormi è raro che il titolo possa valere 0 ma non è impossibile e non è infrequente: le aziende falliscono, fa parte del mercato.

Questa è una prima differenza fondamentale, per esempio, rispetto a quando sottoscriviamo le obbligazioni perché le obbligazioni, siano esse statali o corporate, sono un prestito che noi stiamo facendo all’entità che chiede i soldi.

Come si investe in azioni? 5 consigli

Vediamo 5 consigli indispensabili per elaborare il proprio approccio di investimento.


1. Determina il tuo approccio di investimento


Non puoi investire in azioni alla cieca. Queste operazioni richiedono un minimo di preparazione, come qualunque attività. Ad esempio, se vuoi iniziare ad andare a correre non andrai con le infradito e i jeans, ma ti procurerai l’abbigliamento adatto. Cercherai di procurarti anche una borraccia o di studiare un percorso che preveda delle fontanelle sulla via, in modo da poterti dissetare. Insomma… cercherai di non essere sprovveduto!

Lo stesso vale per gli investimenti. Prima di iniziare devi capire che approccio vuoi adottare.

Dunque, dovrai rispondere ad alcune domande:

  • ho molte ore a settimana da dedicare agli investimenti?
  • sono una persona analitica e amo fare ricerca?
  • oppure detesto la matematica e odio fare calcoli?

Queste sono alcune domande a cui devi dare risposta. Non preoccuparti, non c’è una risposta giusta o sbagliata! Tuttavia, avere idea di che investitore sei ti aiuterà a non infilarti in un tipo di investimento che poi non avrai tempo/voglia/competenze di gestire.

I diversi modi di investire in borsa

A questo punto possiamo vedere quali sono i vari modi di investire in Borsa. Puoi farlo optando per:

  • Singoli titoli: puoi investire in singoli titoli soltanto se hai il tempo e l’interesse di ricercare e valutare a fondo i titoli in maniera costante e continuativa. Ovviamente questo approccio richiede tempo e analisi, in quanto dovrai consultare numeri e rapporti trimestrali. Insomma, è un approccio molto attivo e, capirai bene, non è alla portata di tutti.
  • Fondi indicizzati: non solo titoli, ma anche fondi che replicano un indice azionario come l’ S&P500. Se bisogna scegliere tra fondi a gestione attiva e quelli a gestione passiva, personalmente consiglio i secondi. I fondi indicizzati in genere hanno costi significativamente inferiori e sono virtualmente garantiti per corrispondere alla performance a lungo termine dei loro indici sottostanti. Nel tempo, l’indice S&P500 ha prodotto rendimenti totali di circa il 10% annualizzato e prestazioni come questa possono creare una ricchezza sostanziale nel tempo;
  • Robo-advisor: infine puoi utilizzare questa soluzione più recente, ovvero un robo advisor, ovvero un intermediario che investe i tuoi soldi per tuo conto in un portafoglio di fondi indicizzati (il quale cerca di riflettere le esigenze di investimento adatte alla tua età, alla tua tolleranza al rischio e agli obiettivi di investimento).

2. Decidi quanto investire 


Ora che hai iniziato a delineare il tuo profilo, devi mettere a fuoco quanto devi investire. E soprattutto, quanto NON devi. Cosa significa? Che devi preventivare una cifra cuscinetto a cui puoi attingere in qualunque momento.

Infatti, devi considerare le spese di emergenza (automobile da riparare, caldaia rotta, occhiali del figlio da fare…), e anche le spese di svago (farai delle ferie?).

Insomma, i soldi investiti, poiché li investirai sul lungo periodo, dovranno essere off limits. Capisci che non puoi, quindi, investirli tutti!

Ora che abbiamo messo questa regola fondamentale, vediamo come allocare il patrimonio, ovvero dedichiamoci all’asset allocation. Ed è qui che dovrai usare le domande che ti sei posto su di te.

Iniziamo a prendere in considerazione il fattore età: c’è il pregiudizio che, man mano che si invecchia, le azioni diventino meno desiderabili per tutelare i risparmi, questo perchè un giovane hai tanti anni davanti per far fruttare il patrimonio e se sei più maturo non ne vale la pena.

In realtà viene utilizzata una regola per capire quanti soldi puoi destinare alle azioni, indipendentemente dall’età: prendi la tua età e sottraila da 110.

Il risultato ottenuto rappresenta la percentuale approssimativa del denaro che potresti approssimativamente investire in azioni o ETF azionari, mentre il resto puoi allocarlo su investimenti a reddito fisso come obbligazioni o CD ad alto rendimento .

Ovviamente il risultato è indicativo e va regolato sulla base della propria propensione al rischio. Specialmente se sei agli inizi, non esagerare! Soprattutto se sei giovane, non significa che dovrai investire davvero il 70% di risparmi in azioni, a meno che tu non sia a tuo agio con le varie operazioni. Significa che potrebbe essere vantaggioso far lavorare quella somma per tanti anni sul mercato azionario. Tutto dipende anche dal tuo buon senso.


3. Apri un conto titoli


E ora qual è il prossimo step? Ovviamente, aprire un tuo conto. Oggi con internet ci sono tante possibilità per investire in azioni, puoi farlo sia con la tua banca che con una piattaforma abilitata.

Per approfondire la parte puramente pratica puoi leggere questa guida.


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4. Scegli le tue azioni: come scegliere i titoli giusti?


Iniziamo subito questo paragrafo con alcuni consigli basilari ma che non possiamo ignorare o dare per scontati:

  • Diversifica il tuo portafoglio.
  • Investi solo in attività che conosci.
  • Evita le azioni ad alta volatilità fino a quando non avrai imparato a investire.
  • Evita sempre i penny stock .
  • Impara le metriche e i concetti di base per la valutazione delle azioni.

Facciamo un ripasso delle basi, giusto per assicurarci di partire dalle stesse premesse. Le azioni di un’azienda sono interessanti per gli investitori dal momento in cui:

  • Il mercato sta sottovalutando le attese sul valore futuro dei dividendi;
  • I vantaggi competitivi dell’azienda, il suo business model e il suo piano industriale sono coerenti con gli sviluppi economici in atto;
  • L’innovazione – fondamentale per sopravvivere in un contesto di repentini mutamenti continui – è abbracciata dall’azienda come parte integrante della sua strategia;
  • L’ambiente (politico, economico, sociologico e tecnologico) non rappresenta una minaccia per il suo business;
  • Sono verificati l’equilibrio economico, patrimoniale e finanziario dell’impresa, ovvero:
    • I ricavi sono superiori ai costi, con riguardo al lungo periodo e non esclusivamente al momento attuale;
    • Le fonti e gli impieghi, ovvero le risorse da cui proviene il capitale ed il modo di investirlo, sono coerenti fra loro;
    • Le entrate di cassa sono superiori alle uscite, prevenendo così situazioni di insolvibilità:
  • Viene prodotto valore lungo tutta la catena di Porter, che comprende:
    • Logistica in entrata;
    • Produzione;
    • Logistica in uscita;
    • Vendite;
    • Funzioni di supporto e amministrative.

L’azione perfetta è quella che riesce a verificare tutte queste condizioni. Facile? Assolutamente no. Qui sotto vediamo le tipiche criticità del processo di selezione dei titoli.

Il problema del “Parco buoi”

Tu sei un bue. Senza offesa (se ti aiuta a non prendermi in antipatia, lo sono anche io 😉 ), è solo il gergo finanziario con cui comunemente vengono chiamati i risparmiatori privati che cercano di comprendere come investire il proprio denaro.

Come puoi immaginare, l’espressione è nata come modo dispregiativo di rivolgersi a chi hanno più difficoltà a muoversi sui mercati; non importa quanto tu sia preparato, sia tu che io che tutti gli altri investitori privati abbiamo gli stessi limiti:

  • Accesso alle informazioni: quando l’uomo con Google incontra l’uomo con il terminale Bloomberg, l’uomo con Google è un uomo morto. O quasi. Più un’azienda è lontana dai riflettori dei media, più l’accesso alle informazioni è difficile e cresce il divario tra investitori istituzionali e privati. Considerato l’ammontare di informazioni a cui dobbiamo avere accesso per la valutazione dei punti visti prima e considerato che solo una parte di queste si trova all’interno dei bilanci depositati, l’asimmetria informativa è il primo problema del parco buoi.
  • Commissioni di negoziazione: per acquistare direttamente le azioni, senza passare da strumenti derivati (se ti interessa una cosa di questo tipo, leggi la guida apposita), ci vogliono capitali molto alti per riuscire ad ottenere condizioni vantaggiose. Maggiore è la percentuale del capitale che viene speso in commissioni, maggiore è la performance che un titolo deve avere per riuscire a riportarci al punto di pareggio (break even);
  • Rappresentanza: l’investitore può comprare le azioni di una società che sono reperibili presso le Borse, il flottante del capitale sociale. Anche con buoni capitali a disposizione, un privato non può arrivare a detenere una rappresentanza granché rilevante nell’assemblea degli azionisti in questo modo. Facendo confluire i tuoi soldi in un fondo che ha delle partecipazioni significative nelle società che ti interessano, invece, avresti un rappresentante delegato dal fondo che faccia l’interesse degli azionisti.

Questo significa che alle difficoltà oggettive nella ricerca di buoni titoli si sommano le difficoltà specifiche del nostro caso.

Le soluzioni possibili

Cerchiamo di capire come possiamo venire fuori da questa impasse. Le soluzioni possibili sono diverse, ma partono dal presupposto che l’idea di fare “cherry picking”, ovvero di comprare due o tre azioni con una gran parte del tuo capitale e confidare solo in quelle, sia la cosa peggiore.

Piuttosto, cerchiamo un modo per diversificare il rischio su più asset promettenti e ridurre al minimo i costi di negoziazione.

ETF

Gli Exchange-Traded Funds sono fondi che raccolgono capitali, li investono in titoli azionari o obbligazionari e poi vendono le proprie quote.

Ne esistono migliaia (qui c’è una lista di quelli che ho recensito) dunque ti do le mie raccomandazioni sulla base delle categorie che trovo più valide:

  • ETF su MSCI World: questi ETF sono creati per rispecchiare un indice che segue i movimenti di 23 tra le economie più grandi del mondo. In un certo senso, è il massimo della diversificazione; dal momento in cui l’economia globale cresce, al di là di chi cresca di più e di chi invece cresca meno, mi sento al sicuro comprando questi titoli;
  • ETF su S&P500: la politica economica di Trump, volta alla riaffermazione di un’America industriale che sembrava ormai dimenticata, è andata meglio del previsto o, come pensa qualcuno, non ha fatto danni alla crescita economica. Ovviamente con il Covid-19 molte cose cambiano, sto scrivendo ad epidemia ancora in corso negli USA;
  • ETF sul Dax: l’economia tedesca è sempre solida e basata su un mix equilibrato di manifattura, finanza e terziario. Il rendimento dei Bund è quasi inesistente, ma un paniere di azioni prese dal Dax è un buon compromesso tra rischio e rendimento;
  • ETF Tech: la spinta delle blue chip dell’economia digitale non si arresta. Amazon, Google, Apple, Samsung, Facebook, sembra difficile mettere in dubbio questo oligopolio ed il loro mercato cresce sempre di più. Un ETF che investa su questi titoli mi attrae, perché non temo l’entrata di nuovi competitor nel breve termine; nel medio-lungo, tutto è invece ancora da scrivere;
  • ETF invecchiamento della popolazione: la curva demografica sta mutando, e l’invecchiamento della popolazione è esponenziale. Ciò ha delle conseguenze anche sull’economia, e gli investitori più accorti lo sanno. Nel medio lungo termine potrebbero esserci delle soddisfazioni per chi investirà in questo settore;
  • ETF sui semiconduttori: i semiconduttori sono stati centrali negli ultimi mesi. La loro carenza può determinare una crisi nel sistema produttivo, quindi bisogna tenere d’occhio questo settore che potrà essere centrale nel prossimo periodo, andando incontro a cambiamenti che potrebbero incidere sull’economia e sui tuoi investimenti.

Questi sono alcuni suggerimenti tratta dalla mia esperienza personale e dal mio profilo di rischio.


5. Continua a investire


Ultimo consiglio, direttamente dalle labbra di Warren Buffett: continua ad investire, sii costante. Il modo più sicuro per fare soldi nel mercato azionario è comprare azioni di grandi aziende a prezzi ragionevoli e mantenerle finché le aziende rimangono grandi (o fino a quando non avrai bisogno di soldi).

Non farti spaventare dalla volatilità, perché sul lungo periodo avrai risultati soddisfacenti.

Azioni per principianti: investi come un cassettista

Se ti senti alle prime armi e non vuoi correre rischi esagerati, la cosa migliore da fare è evitare il trading ed attività speculative.

Investendo con una logica di lungo periodo e diversificando il tuo patrimonio su decine di strumenti, infatti, puoi ottenere anche con le azioni un risultato simile (ma non uguale) a quello fattibile con gli ETF.

Qui trovi una lista di risorse al riguardo:

Gli errori che devi evitare

Ci sono tanti errori da evitare sui mercati finanziari. Ad alcuni di questi, però, so quanto sia facile esporsi nel momento in cui si cercano online dei consigli sulle azioni da comprare. In particolare:

  • Una lista di cinque, dieci o venti azioni trovata su Google non significa nulla. Quali sono gli interessi, la formazione, qual è lo studio effettuato dalle persone che ti stanno proponendo quegli investimenti? Se non hai garanzie sull’autore, è inutile fidarsi di quel che dice;
  • Comprare cinque o sei titoli su cui pensi che valga la pena investire il 10% della tua liquidità è una cosa. Un’altra è cercare un ristretto numero di azioni su cui investire tutti o gran parte dei tuoi risparmi. Sul fronte della gestione del rischio, questa scelta sarebbe sbagliata per decine di motivazioni: mancata diversificazione, eccessiva esposizione a pochi titoli rischiosi, mancanza di obbligazioni in portafoglio e tante altre ancora;
  • Non fidarti semplicemente dei titoli blasonati: Amazon, Tesla, Snapchat, fanno tanto rumore perché appartengono a un settore in forte crescita ma questo non significa nulla. Se un’azienda è solida, produce utili ed ha buone prospettive di lungo termine, ma le sue azioni sono sovrapprezzate per un’eccessiva domanda di queste, quella non è un’azienda su cui investire. Devi identificare azioni che tra tot tempo varranno più di oggi, per cui è fondamentale capire se un’impresa è sottovalutata o sopravvalutata, non se questa è la più grande al mondo oppure no.

Ulteriori risorse per iniziare ad investire in azioni

Ora che abbiamo chiarito le basi, ecco altre risorse per te:

Conclusioni

Chiudo qui questa guida, l’argomento è complesso e spero di averti semplificato in pochi passi la mia visione.

Se sei nuovo nel campo degli investimenti e vuoi approfondire i contenuti di Affari Miei, comincia pure dalle seguenti risorse tematiche che ho creato nel tempo:

Buon proseguimento!


Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:

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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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