PIP, Piani Individuali Pensionistici: Cosa Sono e Come Funzionano

Hai mai sentito parlare dei PIP? Probabilmente, se sei arrivato qui, la risposta è sì. Diciamocelo, tutti, in tempi di crisi e di riforme, abbiamo sentito nominare i piani individuali pensionistici e la previdenza integrativa, pur senza magari sapere di preciso di cosa si tratti.

In questa guida voglio affrontare insieme a te questo tema, spiegandoti che cosa sonocome funzionano e se convengono.

Continua a leggere.

Cosa sono i PIP? Differenze con i Fondi Pensione

Il PIP è un contratto di assicurazione sulla vita con cui si versa il TFR (scegliendo di non lasciarlo in capo all’azienda) oppure una quota mensile o annuale all’interno di un fondo gestito da una società di assicurazioni.

Si tratta, quindi, di strumenti di tipo assicurativo mirati all’integrazione della pensione. Proprio per questo motivo, sempre più persone optano per questi piani di previdenza, con la speranza di poter vivere una vecchiaia più serena.

Sono simili ad un fondo pensione, da cui si differenziano perché, come già anticipato, sono strumenti assicurativi, oltre per il fatto che sono accessibili sia a i lavoratori dipendenti che a quelli autonomi.

Inoltre, diversamente dai fondi pensione, i PIP sono emessi dalle società di assicurazione, anche se sono gestiti tramite un patrimonio autonomo e separato con lo scopo di ripagare e garantire un profitto ai risparmiatori che hanno deciso di iscriversi, come avviene per i fondi pensione.


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Come funzionano?

I Piani Individuali Pensionistici funzionano sulla base del regolamento interno di ogni fondo, il quale ne stabilisce ogni dettaglio, a partire dalle modalità di costituzione, ai contributi che il risparmiatore deve versare, alle modalità di calcolo della rendita e alla tipologia di investimento che il fondo PIP andrà a fare tramite il mercato assicurativo per guadagnare un profitto.

Tipologie di PIP

Ci sono diverse tipologie di PIP, che si differenziano per il contratto stipulato prima dell’adesione, che indica al risparmiatore quale investimento assicurativo sarà applicato al gestore del PIP per creare un guadagno.

Vediamo quali possono essere i tipi:

  • PIP con polizze unit linked: tramite un contratto assicurativo di ramo III, la rivalutazione della posizione economica del risparmiatore è avviene direttamente in funzione all’ammontare della quota che il privato può vantare su uno o più fondi appartenenti alla stessa compagnia assicurativa;
  • PIP con assicurazione sulla vita: ossia i contratti assicurativi di ramo I, in cui il profitto del risparmiatore è legato alle gestioni interne all’impresa assicurativa che gestisce il patrimonio;
  • PIP misti: alcuni fondi prevedono una rivalutazione della posizione del risparmiatore mista, che prevede un calcolo sia sulla base sei contratti di ramo I che da quelli di ramo III.

La fase di accumulo

Abbiamo visto in apertura che per investire in questi strumenti bisogna versare dei contributi in base a quanto pattuito: la scelta è del risparmiatore, che può decidere di versare una quota mensile, trimestrale, semestrale o anche annuale, senza scordarsi che è possibile modificare questa cadenza nel corso stesso dell’investimento.

Tra le quote da versare possiamo anche includere il TFR, e non è da escludersi che il nostro datore di lavoro possa decidere di partecipare ai contribuiti verso il PIP prescelto dal dipendente, aumentandone le quote.

Ma come vengono investire le quote? Lo vediamo nel prossimo paragrafo.

Ecco come investono i Piani Individuali Pensionistici

Come viene generato il profitto per cui si è deciso di investire in PIP? Ricorda innanzitutto che la tipologia di investimento deve essere indicata nel regolamento del Piano e illustrata al risparmiatore che vi aderisce. Detto ciò, il profitto può essere creato tramite:

  • uno o più fondi assicurativi interni, o Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR), che investono in differenti strumenti finanziari, selezionandoli sulla base del profilo di rischio indicato. La decisione della tipologia di PIP a cui aderire può essere cambiata. Una volta individuato il parametro di valutazione del fondo (benchmark), si può calcolare il rendimento del PIP e quindi il guadagno del risparmiatore;
  • gestione separata, questa rappresenta la strada più prudente da intraprendere, che può anche garantire un guadagno certo a chi risparmia, anche se davvero basso;
  • soluzione mista tra le due tipologie elencate.

A questo punto dobbiamo specificare che i PIP possono essere:

  • azionari: investono in azioni;
  • obbligazionari: investono in obbligazioni;
  • bilanciati: investono in modo simile sia in bond che in titoli azionari.

Si tratta di strumenti sicuri? Vantaggi e svantaggi

Come spesso accade quando si investe, la sicurezza è legata al profilo di rischio per il quale si è optato. Puoi scegliere tra più opzioni, da quella meno pericolosa per il tuo capitale, a quelle più remunerative ma non garantite, che ti espongono ai rischi del mercato.

Vediamone i pro.

Vantaggi

Se decidi di optare per questo strumento potrai godere di:

  • deducibilità: puoi dedurre fino a 5164 euro in sede di dichiarazione dei redditi, ottenendo un risparmio fiscale fino a 2000 euro circa nei casi di maggior vantaggio;
  • nessun obbligo di versare un premio: il versamento, qualora tu non abbia vincolato il TFR, non è obbligatorio ed è libero;
  • lunghi periodi riducono il carico fiscale: l’aliquota calcolata al momento della liquidazione è del 15%. Se rimani nel PIP per oltre 15 anni hai diritto ad uno sgravio dello 0,3% per ogni anno in più, sgravio che può toccare vette del 9%;
  • accumulo di capitale e quindi, risparmio.

Svantaggi

Vediamo ora i contro di optare per questa soluzione:

  • rischio di perdere i risparmi: esistono comunque dei rischi che ciò accada, soprattutto se opti per linee più aggressive e soggette a pericolose oscillazioni di mercato;
  • costi elevati: i PIP hanno sovente dei costi di gestione che li rendono sconvenienti, e per questo bisogna leggere e analizzare con cura la nota informativa.

Cosa ne penso io?


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Sono generalmente sfavorevole al risparmio gestito, perché significa che qualcun altro ha la possibilità di vendermi “al dettaglio” pacchetti di investimento che, appunto, non ho scelto da me, e dovrò anche pagare una commissione.

Poiché non si tratta di chiedere a qualche fattorino di portarti una pizza, e lasciargli una mancia, ma di gestire i propri risparmi, penso sia sempre più saggio operare in autonomia (o chiedendo una consulenza, ma non delegare!).

I costi, come già detto, sono spesso molto alti, e ciò incide sui tuoi introiti. Infine, non si tratta di prodotti particolarmente flessibili, e questo elemento ci riporta alla scarsa autonomia che hai suoi tuoi soldi. Se opti per questa strada, sai quando versi il tuo denaro, ma non quando lo rivedrai!

Perché, dirai, non mi verrà ridato con la pensione? Certo, ti rispondo, ma come ben sai la materia pensionistica è sempre in movimento e le riforme sempre dietro l’angolo…

E quindi, conviene?

Ho voluto illustrarti la mia opinione su questo genere di prodotto, partendo comunque dal presupposto che ti sottopone a numerosi rischi. La convenienza, tuttavia, è soggettiva e ci sono persone per cui secondo me questa soluzione può apportare dei vantaggi.

Tra questi troviamo chi ha più di 50 anni e possiede un reddito medio-alto, magari investito in più strumenti. In questo caso, l’idea di diversificare versando una parte del proprio patrimonio in una pensione integrativa potrebbe essere una buona strategia, in vista dell’evidente vantaggio fiscale, grazie alla deducibilità.

Al contrario, però, se la tua situazione economica non è questa, allora il vantaggio fiscale del PIP non esiste. In questo caso il mio consiglio è quello di investire il tuo tempo in corsi formativi (ce ne sono anche di molto economici!) per accrescere le tue competenze, o cercare un lavoro/secondo lavoro per aumentare le tue entrate e migliorare le tue strategie di risparmio. In questo modo potrai accumulare capitale e quindi porti in seguito interrogativi su come investire e valutare eventualmente i PIP.

Se comunque hai deciso di voler pensare alla tua pensione, indipendentemente dalla tua attuale condizione economica, ti consiglio comunque di cercare sempre, nei tuoi investimenti, di essere più attivo possibile, e non delegare i risparmi e le strategie al 100%.

Certo, non è una soluzione semplice, bisogna studiare una buona strategia, e ciò richiede un certo tipo di conoscenza… E qui torniamo all’importanza della formazione, che non è solo studio in senso classico, ma anche apprendimento autodidatta.

Per questo motivo ho messo a punto per chi vuole mettersi in gioco prendendo in mano le proprie finanze il mio corso “100 Mila Euro sul Conto”, che mira a darti le competenze necessarie per essere autonomo nel leggere il mercato degli investimenti, muovendoti verso le soluzioni più adatte a te.

Si tratta di un corso che racchiude tutto ciò che ho imparato da solo, dopo prove e anni di studio e riflessioni.

Il corso si divide in tre sezioni:

  • Gestione quotidiana del denaro: risparmiare è il primo passo da compiere per poter gestire in modo ottimale le proprie entrate. Qui troverai piccoli consigli che ti faranno mettere da parte un gruzzolo inaspettato ogni mese;
  • Teoria degli investimenti: trovi la spiegazione su tutto, a partire dalla pensione integrativa fino alla polizza vita, per passare dal conto in banca e arrivare al libretto postale. Se vuoi gestire i tuoi risparmi devi imparare a conoscere gli strumenti;
  • Metodo per investire: infine, ti spiego il modo in cui io stesso investo.

Il mio corso è al momento in vendita in offerta a 97€: presto aumenterò il prezzo, per cui se stai pensando di acquistarlo ti consiglio di approfittarne ora. Dopotutto, il prezzo che pagherai non conoscendo le cose (e investendo in modo sbagliato) è di certo superiore al valore delle informazioni che acquisirai con il mio metodo.

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Conclusioni

Abbiamo visto cosa sono i PIP, come funzionano e tutti i pro ed i contro di questi strumenti.

Hai potuto anche analizzare le mie opinioni che mi fanno guardare con freddezza ai piani pensionistici (che per me sono comunque meno peggio delle polizze vita).

Per approfondire l’argomento ulteriormente, ti consiglio di leggere i seguenti contenuti:

Puoi, inoltre, seguire uno dei percorsi tematici che ho pensato per te:

Buon proseguimento su Affari Miei.

mm
Wealth Hacker
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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