Vera Vita Pensione Sicura: Pro e Contro del Piano Individuale Pensionistico

Sul mercato esistono numerosi prodotti assicurativi e finanziari studiati su misura per integrare la pensione pubblica. Parlo dei Fondi Pensione e dei Piani Individuali Pensionistici detti PIP. In questa recensione analizzo proprio uno di questi prodotti, si chiama “Pensione Sicura” ed è collocato dalla compagnia di Bancassicurazione Vera Vita. Insieme vedremo quali sono le caratteristiche del contratto per capire se vale la pena sottoscriverlo oppure no.

Sicuramente i prodotti previdenziali presentano dei vantaggi, a cominciare da quelli fiscali, ma hanno anche dei punti critici e, naturalmente, dei costi! Possono essere un’ottima soluzione d’investimento per alcuni risparmiatori ma non per tutti.

Prosegui per saperne di più!

Una breve presentazione

Come d’abitudine, faccio una piccola presentazione della compagnia che vende il prodotto, mi sembra un bel modo per cominciare a inquadrare la situazione.

Vera Vita è una joint venture con il Gruppo Bancario Banco BPM e Gruppo Cattolica Assicurazioni. L’offerta commerciale è costituita da prodotti assicurativi del Ramo Vita, soluzioni di investimento, di risparmio e di previdenza integrativa.

I requisiti di solidità e affidabilità sono pienamente soddisfatti, ma ciò non significa che il PIP sia privo di rischi e conveniente per le tue tasche, proseguiamo.

Quanto è sicuro investire i risparmi in un PIP?

I Piani Individuali finalizzati alla costruzione della pensione complementare non sono privi di rischi, il motivo è che investono i capitali dei sottoscrittori in attività finanziarie di varia natura.

Le perdite di capitale, anche per effetto dei costi, sono sempre possibili. Alcune soluzioni d’investimento sono coperte da garanzia, ma in nessuna circostanza c’è la promessa di un rendimento minimo.

In qualsiasi caso i risultati non sono assicurati, quindi la somma che riceverai come prestazione pensionistica non è predefinita.

Detto questo, occupiamoci del contratto.


Non sai come investire?

Scopri che investitore sei. Ti bastano 3 minuti per scoprire la strategia migliore per te.

>> INIZIA ORA! <<


Come funziona?

Il PIP è un contratto di tipo assicurativo, finalizzato alla costruzione di un capitale che servirà per integrare la pensione pubblica.

La prestazione pensionistica è preceduta da una fase di accumulo, nel corso della quale l’aderente versa alla Compagnia dei premi ricorrenti per un tot di anni.

La pensione complementare viene liquidata solo quando l’aderente raggiunge i requisiti di legge previsti per il pensionamento.

Versamento dei contributi

Il piano di accumulo dei contributi avviene con importo e frequenza liberi ma stabiliti al momento della sottoscrizione. Avrai comunque la possibilità di modificare gli importi e le rate nel corso del tempo, e di integrare il capitale con versamenti aggiuntivi facoltativi.

Se sei un lavoratore dipendente, il finanziamento può essere attuato anche con il contributo del datore di lavoro (su sua iniziativa o regolato da accordi collettivi), e anche mediante il conferimento del TFR. 

Salvo nel caso del TFR, è sempre possibile sospendere il finanziamento senza penalizzazioni e senza annullare il contratto – potrai riprendere i versamenti quando e se lo vorrai.

Dopo 2 anni di permanenza nel PIP avrai anche facoltà di trasferire la tua posizione individuale in un’altra forma pensionistica complementare.

Struttura dell’investimento 

Pensione Sicura prevede 4 linee di investimento a scelta libera; eventualmente puoi anche optare per una combinazione di più linee.

La tua scelta può ricadere sulla Gestione Interna Separata, “Popolare Vita Previdenza”, che è a capitale garantito.

La garanzia ti permetterà di ricevere una prestazione non inferiore ai premi investiti, al netto dei costi; ma non ci sono promesse per quanto riguarda il rendimento, che in genere è molto basso.

Se tolleri il rischio e speri in guadagni più consistenti, allora devi scegliere uno dei Fondi interni: 

  • Il fondo azionario “Popolare Vita Value”;
  • Il fondo bilanciato “Popolare Vita Bilanciato Global”;
  • Il fondo misto “Popolare Vita Prudente”.

Prima di scegliere una di queste linee d’investimento, o una combinazione di esse, valuta bene qual è la tua situazione personale ed economica, quanti anni di contribuzione ti aspettano e quali sono le tue aspettative di rendimento.

Erogazione della prestazione pensionistica: quando e come

Vera Vita paga la prestazione pensionistica quando il cliente matura i requisiti per il pensionamento (e a condizione di aver partecipato per almeno 5 anni a forme pensionistiche complementari).

La prestazione è liquidata in forma di rendita vitalizia, oppure, su richiesta, in forma di capitale ma limitatamente al 50% del totale.

Ma cosa determina l’ammontare della posizione pensionistica? Sicuramente la tua età, l’importo totale dei versamenti e la continuità degli stessi; incidono poi i costi e le spese del contratto, e i rendimenti raggiunti con l’investimento.

A titolo informativo, sappi che ci sono anche forme di rendita alternative:

  • la rendita vitalizia reversibile, corrisposta all’aderente finché è in vita e, successivamente, alla persona da lui designata;
  • la rendita certa e poi vitalizia, corrisposta per 5 o 10 in forma sicura, anche se l’aderente viene a mancare; dopodiché, se l’aderente sopravvive allora si trasforma in rendita vitalizia.

Prestazione in caso di decesso 

Se il decesso dell’aderente avviene prima del pensionamento, durante la fase di accumulo dei premi, allora la posizione individuale viene liquidata ai suoi eredi o ad altri beneficiari.

In tal caso, la prestazione sarà maggiorata di una percentuale variabile in ragione dell’età dell’assicurativa al momento del decesso. Si passa dal 100%, se il decesso avviene entro il 39° anno, al 10% se avviene tra il 60° e il 65° anno.

Pensione Sicura prevede, inoltre, la possibilità di sottoscrivere una copertura assicurativa accessoria e facoltativa che copre il rischio di invalidità (trovi maggiori info all’interno della documentazione).

Casi nei quali puoi disporre del capitale prima del pensionamento

Devi sapere che il PIP ammette richieste di pagamenti anticipati. Non è che puoi ritirare la tua posizione individuale quando ti pare, ma devono verificarsi alcune situazioni che ti permettono di averne diritto.

Ad esempio, puoi chiedere un’anticipazione fino al 75% del capitale in maturazione per far fronte a spese sanitarie di particolare gravità; se hai 8 anni di adesione alle spalle puoi anche chiedere un’anticipazione per l’acquisto della prima casa o per pagare delle spese di ristrutturazione.

Dopo 8 anni ti è anche concessa un’anticipazione fino al 30% del capitale per pagare altre spese personali.

In alternativa alle anticipazioni puoi chiedere direttamente il riscatto totale o parziale, a patto che ti trovi in una situazione lavorativa particolarmente difficile (disoccupazione, invalidità, cassa integrazione). Ricorda che il riscatto totale annulla definitivamente il contratto!

Sempre per vicende legate alla tua situazione lavorativa, hai la possibilità di beneficiare della Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA), che ti permette di riscuotere il tuo capitale in forma di rendita temporanea finché non raggiungi l’età della pensione. Trovi maggiori dettagli all’interno della Nota informativa del prodotto.

Occupiamoci dei costi.

Quanto costa il contratto?

Arriviamo finalmente a parlare di quello che ci preme di più: i costi a tuo carico per il mantenimento del contratto. Chiaramente ci sono delle spese da sostenere durante la fase di accumulo che comportano la diminuzione della tua futura prestazione pensionistica.

Le voci di costo comprendono:

  • La spesa di adesione di 25,00 €, prelevati dal primo contributo;
  • I caricamento sui premi nella misura del 2,50%;
  • Le commissioni di gestione annua prelevate dal patrimonio dei Fondi interni: (1,80% per Popolare Vita Value; 1,80% per Popolare Vita Bilanciato Global; 1,65% per Popolare Vita Prudente. La commissione di gestione annua prelevata dal rendimento della Gestione separata pari a 1,55 punti percentuali;
  • Una spesa amministrativa di 3 € prelevata da ogni rata di Rendita integrativa temporanea anticipata.

Non sono invece previste spese di anticipazione, trasferimento, riscatto e riallocazione della posizione individuale.

Per capire in quale misura il totale dei costi penalizzerà la prestazione pensionistica devi guardare l’Indicatore sintetico di costo. Il parametro ti dà una stima approssimativa dell’impatto che avranno i costi sul tuo rendimento nel corso degli anni. Il calcolo è fatto in riferimento ad un “cliente tipo” che versa un contributo annuo di 2.500 euro con un tasso di rendimento annuo del 4%.

Vantaggi fiscali

Esistono davvero questi vantaggi fiscali? Ebbene sì, tutte le forme pensionistiche complementari godono di un regime fiscale di favore, a partire dalla deducibilità dal reddito complessivo, fino a 5.164,57 € annui, dei contributi versati dall’aderente (inclusi gli eventuali contributi versati dal datore di lavoro ed escluso il TFR).

Aggiungo che…

  • I rendimenti generati dall’investimento sono tassati al 20% e non al 26% come gli altri investimenti; sulla quota di rendimento che deriva dal possesso di titoli di Stato e similari la tassazione è al 12,5%;
  • I prodotti previdenziali sono esenti dal pagamento dell’imposta di bollo;
  • La prestazione sotto forma di rendita o di capitale che deriva dai contributi non dedotti è esente dalla tassazione. Sulla parte rimanente, costituita dai contributi dedotti o dal TFR versato, l’aliquota è pari al 15% e si riduce dello 0,3% per ogni anno di partecipazione alla forma pensionistica successivo al 15°, con uno sconto massimo del 6%.

A tal proposito ti consiglio di leggere l’articolo di Affari Miei che ti spiega Come Pagare Meno Tasse Sfruttando i Fondi Pensione.


Non sai come investire?

Scopri che investitore sei. Ti bastano 3 minuti per scoprire la strategia migliore per te.

>> INIZIA ORA! <<


Opinioni di Affari Miei 

Giunti alla conclusione della nostra analisi posso dirti che, personalmente, non sono un sostenitore del risparmio gestito e quindi neanche della previdenza complementare.

I prodotti impacchettati hanno costi molto alti che si mangiano i rendimenti già risicati. Oltre a questo non mi piace la poca flessibilità, fondamentalmente non è possibile disporre liberamente dei propri soldi, eccetto in casi straordinari.

Ho scritto un articolo intero su questo argomento, leggilo per capire meglio il mio punto di vista: Pensione integrativa, conviene?

Dopo aver espresso le mie perplessità, aggiungo che i PIP possono comunque soddisfare le esigenze di alcuni risparmiatori…

Quando la pensione complementare fa per te

I maggiori vantaggi di un PIP sono sicuramente le agevolazioni fiscali. Non siamo tutti poveri in Italia, c’è anche gente che guadagna bene e paga ogni anno un’aliquota fiscale altissima, pari al 43%.

Se, per esempio, sei vicino alla pensione e disponi di un reddito medio-alto, hai altri investimenti attivi e quelli che vorresti versare per integrare la pensione non sono tutti i tuoi soldi, in un’ottica di diversificazione potresti aderire alla pensione integrativa perché il vantaggio fiscale per te è evidente.

Di contro, se ritieni di non far parte della categoria dei benestanti, sei ancora giovane e lontano anni luce dal raggiungimento della pensione, ti consiglio di leggere il paragrafo sotto.

Quando il PIP non fa per te

Abbiamo visto che il contratto ti permette di scegliere fra diverse linee di investimento in base alla classe di rischio; la maggioranza delle persone non ama rischiare inutilmente i risparmi destinati alla pensione, perciò tende a scegliere il comparto più bilanciato o la Gestione separata che hanno rendimenti medio-bassi.

Puoi immaginare, visti i costi, che non c’è una grande prospettiva di guadagno. Dove sta per te la convenienza di bloccare per anni i tuoi soldi in questo prodotto?

Forse nel fatto che sarà qualcun altro a gestire i tuoi investimenti, poiché tu non te ne vuoi occupare direttamente.

Se però non sei totalmente disinteressato, allora sappi che puoi realizzare rendimenti migliori senza pagare intermediari e senza “legare” i tuoi risparmi in un contratto.

Conclusioni

Credo sia fondamentale, oggi, prevedere un piano pensionistico integrativo e risparmiare per il futuro; ma penso anche che ci siano metodi più funzionali di altri e che il miglior modo per iniziare a gestire i tuoi risparmi sia formarti.

A tal proposito ti consiglio di leggere le guide per investire di Affari Miei:

Buona navigazione!


Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:

>> Inizia Subito <<


Avatar photo
Consulente Finanziario Indipendente e Co-Fondatrice di Affari Miei
Si è avvicinata al mondo della finanza per passione co-fondando Affari Miei nel 2014. Oltre all'abilitazione per l'esercizio della professione ha approfondito i suoi studi seguendo seminari e master formativi in Wealth Management e Protezione Patrimoniale. Nel 2023 ha pubblicato il libro "Investimenti Sicuri - Come Proteggere il Tuo Patrimonio e Vivere di Rendita" scritto a quattro mani con Davide Marciano.

2 Commenti

Carmen · 30 Ottobre 2020 alle 21:52

Ho un Piano Individuale Pensionistico di tipo assicurativo (Popolare Vita pensione sicura), vorrei cambiare banca, posso trasferirlo o devo riscattarlo/chiuderlo?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *