Obbligazioni da Comprare: Migliori Obbligazioni a Tasso Fisso e Variabile 2018

Le obbligazioni continuano ad essere, anche in un periodo durante il quale sono caratterizzate da rendimenti non entusiasmanti, uno degli strumenti preferiti di investimento sia per chi ha bassi profili di rischio, sia per chi invece vuole rischiare qualcosa in più.

Sì, perché il mondo delle obbligazioni è uno dei più variegati che la finanza e gli investimenti possono offrirci, e dunque qualunque patrimonio e qualunque investitore possono facilmente trovare cittadinanza all’interno di questo settore.

Scegliere però tra le migliori obbligazioni da comprare nel 2018 non è sempre facile, perché sono presenti sul mercato prodotti molto diversi tra loro, che offrono prospettive di rendimento molto diverse e che possono inoltre presentare rischi che vanno dal nullo (pensiamo alle obbligazioni Bund tedesche) al molto rischioso (compreresti oggi un’obbligazione venezuelana?).

Obbligazioni statali e obbligazioni corporate

Nel nostro paese (anche se si tratta di una norma comune in tutte le economie sviluppate), le obbligazioni che si possono immettere sul mercato sono fondamentalmente di due tipi:

  • le obbligazioni statali, che vengono emesse appunto dalle autorità statali come forma di finanziamento degli esercizi della spesa pubblica. Inutile forse anche ricordare che esistono autorità statali molto diverse tra loro e che soprattutto hanno uno stato dei conti che può andare dal molto in regola (pensiamo di nuovo ancora alla Germania) al caos totale (pensiamo agli stati che stanno affrontando guerre o che si trovano al centro di forti manovre di svalutazione della valuta locale). All’interno delle obbligazioni statali, al contrario di quanto spesso vorrebbero far credere le banche, si possono trovare anche strumenti molto rischiosi;
  • le obbligazioni corporate sono invece emesse da aziende di grandi dimensioni e che hanno una capacità finanziaria tale da poter raccogliere direttamente presso i risparmiatori capitali per finanziare attività correnti oppure future espansioni. Anche se mediamente le obbligazioni corporate sono più rischiose di quelle statali, non è detto che un’azienda in salute non possa presentare un profilo di rischio più basso rispetto a tante autorità statali.

Le obbligazioni statali hanno vantaggi fiscali

Vale la pena ricordare inoltre che le obbligazioni statali godono di importanti vantaggi fiscali. Per tutti i paesi che non sono inseriti in blacklist.

Si paga soltanto il 12,5% sui rendimenti delle obbligazioni statali, contro il 26% dovuto invece per i rendimenti sulle obbligazioni corporate.

Si tratta di un vantaggio accordato dallo stato italiano per spingere i risparmiatori verso prodotti emessi da autorità statali.

Non è un mistero per nessuno che tramite questo tipo di vantaggio fiscale lo Stato Italiano punta ad aumentare la quantità di investimenti anche nei confronti dei suoi titoli di stato, operazione che ha sortito effetti sicuramente positivi ma che non potrà che distorcere le nostre intenzioni di investimento.

Quello che ci preme ricordare in relazione all’imposizione fiscale che grava sulle obbligazioni è che spesso il vantaggio a favore di quelle statali viene completamente scontato dal mercato e può essere comunque meno conveniente investire su obbligazioni statali, a dispetto del risparmio di tipo fiscale.

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Le obbligazioni statali: come scegliere le migliori del 2018

Il mondo delle obbligazioni è stato letteralmente stravolto dalla crisi economica che ha colpito tutto il mondo sviluppato.

Da un lato le maggiori difficoltà di accesso agli strumenti finanziari più avanzati, data anche la paura che derivati e contratti scatenano nella testa e nel cuore di chi investe.

Dall’altro la sempre maggiore necessità di investimenti sicuri e dal rendimento certo hanno spostato un’enorme quantità di capitali verso questa tipologia di investimenti.

Per scegliere le obbligazioni più interessanti dovremo necessariamente passare ogni titolo al vaglio di un semplice schema, che organizzerò come segue:

  • rating: è un indice che deve accompagnare per legge ogni tipo di titolo, comprese le obbligazioni. I rating che accompagnano le obbligazioni sono relativamente precisi, nel senso che analizzano tutto quanto riguarda il titolo, passando principalmente dalla capacità dell’emittente di rimborsare il prestito che ha ottenuto. Ad un rating più alto corrisponde una maggiore capacità finanziaria presente e futura dell’emittente: per capirci quelle con rating più alto sono debitrici più solide;
  • interesse: ad ogni obbligazione è accompagnato un tasso di interesse che nella stragrande maggioranza dei casi è stabilito ex-ante, ovvero prima di sottoscrivere un’obbligazione. Il funzionamento di questi tassi di interesse è identico a quello degli altri tipi di investimento – al salire del rischio salgono anche in genere le ricompense. Non farti attrarre dunque dalle obbligazioni che offrono rendimenti molto alti; celano (e neanche troppo bene in genere) rischi altrettanto alti;
  • durata: ci sono obbligazioni a breve, medio e lungo termine. Negli ultimi anni gli stati che hanno avuto la necessità di ristrutturare il loro debito hanno addirittura cominciato a emettere titoli a 40 e 50 anni. Come regola generale, più un’obbligazione ha durata lunga, più è rischiosa.

Prima di scegliere inoltre una qualunque obbligazione statale, bisognerà passare al setaccio le autorità emittenti, ovvero analizzare per quanto possibile stato debitorio presente e futuro, informarsi sulla capacità di restituire debito in futuro e, cosa più importante, sulla solidità politica ed economica del paese che ha emesso il titolo.

Le migliori obbligazioni statali 2018

Di seguito analizzeremo comparto per comparto quelle che sono le migliori obbligazioni che possiamo trovare attualmente sul mercato, partendo da quelle più sicure e finendo su quelle invece che presentano rischi maggiori:

  • obbligazioni statali sicure 2018: il settore continua ad essere dominato dalla Germania, che pur offre attraverso le sue obbligazioni rendimenti molto bassi (fino a quelle a 7 anni, i rendimenti sono addirittura negativi). I titoli di stato tedeschi sono la scelta perfetta per chi vuole semplicemente parcheggiare i propri capitali e dormire sonni estremamente tranquilli. Interessanti anche quelle giapponesi, nonostante l’enorme debito pubblico che grava sul paese in questione. I rendimenti sono anche in questo caso molto bassi, ma almeno per le obbligazioni inferiori ai 10 anni, si può stare estremamente tranquilli. Nel secondo caso è necessario però tenere conto di quelli che sono i rischi di cambio: il grosso del debito giapponese è denominato in Yen e nel caso la moneta dovesse crollare, porteremmo a casa delle perdite nette molto importanti;
  • obbligazioni statali a medio rischio 2018: passiamo al settore del medio rischio, sebbene in parte io non condivida quelle che sono le determinazioni che i mercati hanno fatto per questo settore. All’interno delle obbligazioni di medio rischio rientrerebbero infatti quelle italiane, che pagano interessi molto più importanti di quelli pagati dal grosso degli altri stati europei. Interessi sì più alti, ma che forse non sono ancora in grado di inquadrare la situazione di estrema difficoltà per i conti pubblici italiani, cosa che se accompagnata alla cronica difficoltà del nostro Paese di crescere, rende l’outlook sul futuro molto negativo. Chi ha fiducia nel nostro Paese (e a guardare la quantità di investitori che continuano a investire in Italia e in obbligazioni italiane ci troveremmo in ottima compagnia) può però portare a casa una quantità di interessi corposa, pur rischiando molto meno delle obbligazioni emesse dagli stati in via di sviluppo. Interessanti in questo comparto anche le obbligazioni emesse dal Portogallopaese che sta dando (seppur timidissimi) indizi di ripresa per il breve e medio periodo;
  • obbligazioni statali ad alto rischio 2018: quello dell’alto rischio è un settore che mal si sposa con il pre-concetto che tutti abbiamo per quanto riguarda le obbligazioni. Siamo infatti davanti ad un comparto che ospita il grosso dei paesi in via di sviluppo, che sono costretti a finanziarsi ricorrendo a titoli con tassi di interesse stratosferici. Le cose però, per questa tipologia di economie, possono degradare molto rapidamente. Meglio, anche nel caso in cui si avessero interessi nelle obbligazioni turche, brasiliane e indiane, orientarsi verso prodotti con scadenze brevi.

Investire in obbligazioni corporate: cosa, come e quando scegliere

Il mondo delle obbligazioni corporate è altrettanto, se non addirittura più variegato. Siamo infatti davanti ad un mondo costituito da migliaia di aziende che scelgono di finanziare le proprie operazioni presenti e future ricorrendo proprio a questo tipo di strumento finanziario.

Il risultato è che è possibile scegliere tra obbligazioni molto diverse, che dovremo cercare di scremare ricorrendo sempre allo schema che ti ho presentato prima per le obbligazioni statali:

  • rating: per quanto sintetico è un indice che presenta un quadro relativamente preciso degli andamenti di mercato, dello stato di indebitamento e delle prospettive future che riguardano l’azienda che ha emesso l’obbligazione. Come sempre capita anche nel caso delle obbligazioni statali, ad un rating più basso corrispondono dei rendimenti più alti, e viceversa;
  • mercato di riferimento: il cosiddetto comparto; tipicamente le aziende della new economy, tanto per fare un esempio, hanno dei rendimenti e degli andamenti molto più altalenanti delle aziende del settore energetico; le banche di contro erano sempre state istituzioni molto solide e invece, soprattutto negli ultimi tempi, hanno mostrato criticità importanti che hanno finito per trasformarsi anche in fallimenti che hanno lasciato gli obbligazionisti a bocca asciutta;
  • durata dell’obbligazione: il discorso che ho fatto sulla durata delle obbligazioni statali è ancora più importante quando parliamo di obbligazioni corporate; in questo caso infatti anche una durata di soli 10 anni può esporre a rischi enormi; si sono già verificati casi di aziende molto solide che nel giro di qualche esercizio hanno peggiorato enormemente le loro posizioni; immaginate Yahoo, tanto per citare uno dei casi più eclatanti;
  • prospettive future: se ne devono calcolare principalmente di due tipi, ovvero sia per quanto riguarda la singola azienda, sia invece per quanto riguarda il settore di riferimento. Siamo pur sempre in un’economia instabile e che può variare nel giro di poche trimestrali; bisogna cercare di valutare nel modo più freddo possibile le chance di crescita o comunque di mantenimento della posizione acquisita.

Di seguito, per chi è interessato ad investire nelle migliori obbligazioni corporate, proporrò una lista per quanto possibile dettagliata di quelli che sembrano i migliori prospetti attualmente disponibili sul mercato.

Le migliori obbligazioni corporate del 2018

Dividerò la lista delle migliori obbligazioni corporate sul mercato per comparto, sia perché all’interno degli stessi le aziende sono esposte in via generale allo stesso tipo di rischi, sia perché aiutano a distribuire le proprie scelte lungo assi di rischio calcolato.

Il settore automobilistico continua ad essere molto interessante

Apro con uno dei settori che continuano ad offrire garanzie adeguate, nonostante le Cassandre ne abbiano dichiarato la morte a più riprese.

Nel settore delle obbligazioni corporate del segmento automobilistico siamo di fronte a prospetti di prima fascia per quelle aziende che sembrano dover guidare il presente e il futuro del mercato delle vetture.

Su tutte interesse massimo per FCA, ovvero la vecchia Fiat, che sotto la guida salda di Marchionne sembra aver finalmente trovato una sua importante dimensione all’interno del mercato mondiale delle autovetture personali e commerciali, nonché VolksWagen, che nonostante i problemi registrati negli USA e in Europa per lo scandalo emissioni, continua a poter guardare al futuro con un certo ottimismo.

Entrambe le aziende emettono obbligazioni diverse per genere e durata, un ventaglio di opzioni piuttosto ampio e adatto in via generale ad ogni tipo di investitore.

Il settore bancario: occhio ai pesci troppo piccoli, e anche a quelli grandi

Negli ultimi 10 anni è successo praticamente di tutto nel settore bancario. Sono morti e sepolti mostri sacri che nessuno, fino a qualche anno fa, avrebbe potuto immaginare nelle condizioni in cui si trovano attualmente.

Lo stesso può essere detto senza paura di essere smentiti di gruppi piccoli, quelle banche locali che sembravano assolutamente al di sopra di ogni tipo di crisi di carattere sistemico, e che invece hanno cominciato a scricchiolare l’una dopo l’altra.

Ci sono diversi gruppi che continuano a offrire rendite importanti di fronte a rischi relativamente moderati.

Chi vuole però investire in questo settore dovrà fare i conti bene e dovrà valutare rischi che potrebbero essere addirittura invisibili nel momento in cui scriviamo.

Bisognerebbe al tempo stesso lasciare da parte quelle che erano le convinzioni di un tempo, ovvero che alcuni dei gruppi bancari possano essere too big to fail, ovvero troppo grandi per fallire. Si stanno trovando in difficoltà al momento anche gruppi che fino a qualche anno fa erano sanissimi.

Qui trovate un articolo di approfondimento sulle obbligazioni bancarie.

La moda è un settore che continua ad offrire obbligazioni corporate molto interessanti

Per chi è deciso a rimanere sul mercato italiano vale la pena inoltre di ricordare che il caro vecchio comparto moda continua ad offrire, soprattutto nel settore del lusso, dei rendimenti molto, molto interessanti.

Pensiamo ad Armani, Cucinelli, Moncler e a tutti o quasi i marchi che appartengono allo stesso sub-segmento della moda. Sono aziende in salute e in forte espansione, con una percentuale di margini tale da far ragionevolmente sperare per il meglio anche per il futuro.

Anche in questo caso l’offerta è più che consistente e si dovrebbe e potrebbe scegliere con la massima tranquillità lo strumento più adatto ai nostri investimenti.

Obbligazione non vuol dire per forza basso profilo di rischio

Chiudo la trattazione ricordandoti che per investire al meglio diventa necessario andare oltre le etichette. Per decenni hanno insistito sul voler farci credere che le obbligazioni sono strumenti sempre sicuri e che non presentano rischi particolari per l’investitore.

Le cose non stanno ovviamente così, perché anche all’interno di questo mondo si possono trovare strumenti ad alto profilo di rischio, che potremmo aver problemi a valutare in quanto tali solo perché messi nel grande calderone delle obbligazioni.

Calcolare il rischio è sempre relativamente facile: basta controllare i rendimenti offerti e ricordarsi che a rendimenti molto alti corrispondono sempre o quasi rischi altrettanto alti.

Meglio drizzare le antenne, piuttosto che credere alle molte leggende metropolitane che continuano ad affollare, purtroppo, il mondo della finanza.

Approfondimenti sulle obbligazioni

Ho scritto moltissimi articoli sul tema, ecco i principali che puoi leggere per maggiori informazioni:

Per approfondire l’argomento legato agli investimenti, ti invito a leggere la sezione apposita e ti suggerisco di studiare a fondo il mio metodo per investire.

Buona lettura!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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