Obbligazioni Subordinate: Cosa Sono? Rendimento, Rischi e Prospettive di Investimento

Torno a parlarti di obbligazioni e lo faccio affrontando la tipologia di titolo appartenente a questa categoria che presenta il profilo di rischio più alto. Oggi è infatti il turno delle obbligazioni subordinate, tipologia di strumento del quale si è parlato relativamente tanto negli ultimi tempi, complici notizie di cronache non esattamente edificanti.

Come sempre faccio su Affari Miei, cercherò di separare il rumore della cronaca, spesso imbevuto di sensazionalismo, da quello è davvero bene sapere, soprattutto quando parliamo di investimenti e risparmio.

Cosa sono le obbligazioni subordinate? In che modo possiamo sfruttarle? Come si posizionano rispetto alle obbligazioni classiche? Chi può emetterle? Quando conviene acquistarle? Quanto rendono?

Vediamolo insieme.

Le obbligazioni subordinate: titoli per creditori di serie B

Il titolo potrà sembrare un po’ forte, ma è di fatto, senza peli sulla lingua, l’essenza del rapporto di cui ti sto parlando oggi. Acquistando una obbligazione subordinata si accetta infatti di venir retribuiti, nel caso di problemi dell’ente/azienda che ha emesso il titolo, successivamente agli altri creditori.

Quando acquisti un’obbligazione subordinata ti collochi in posizione, appunto, subordinata, rispetto ai detentori di obbligazioni ordinarie e anche rispetto agli altri creditori dell’istituto.

Perché fare una cosa del genere? Perché esporsi ad un rischio maggiore rispetto a quelli delle obbligazioni classiche? Semplice, perché questo tipo di obbligazioni offrono rendimenti più alti rispetto ai titoli emessi da enti e aziende della medesima affidabilità.

I tier delle obbligazioni subordinate

I bond subordinati possono essere divisi in diverse categorie, o Tier, che hanno funzionamento diverso tra loro e che presentano diverse tipologie di rischio.

Vediamo insieme quali sono le caratteristiche di ognuno.

Obbligazioni subordinate Tier 1

Sono le più rischiose: in questo caso rischi di perdere il 100% del capitale investito. Inoltre viene riconosciuto all’emittente il diritto a posticipare o cancellare una cedola (in casi specifici, che coincidono in genere con le ragioni che portano a evitare la distribuzione di un dividendo).

Le obbligazioni subordinate Tier 1 sono in genere emesse senza scadenza e possono essere “restituite” all’emittente alle condizioni indicate dal titolo stesso.

Nel caso di difficoltà dell’istituto o azienda che ha emesso questo tipo di prodotto, il rischio di perdere in tutto o in parte il capitale investito è molto alto.

Obbligazioni subordinate Upper Tier 2

Seguono le Tier 1 per rischio. Anche in questo caso c’è il rischio concreto di perdere la totalità del capitale che abbiamo investito.

Al contrario di quanto avviene però con le obbligazioni Tier 1, l’emittente può rimandare una cedola ma non annullarla.

Le cedole posticipate vengono poi pagate al primo esercizio chiuso in utile. Anche in questo caso, tipicamente, abbiamo dei titoli che vengono emessi senza scadenza.

Obbligazioni Lower Tier 2

È questa la tipologia più comunemente utilizzata tra quelle appartenenti a questa specifica categoria di prodotti. Hanno una durata di 10 anni in genere, anche se nulla vieta di emetterle con durate maggiori o minori.

In questo caso si può sospendere la cedola soltanto nel caso in cui l’emittente sia di fronte a gravissimi problemi di ordine economico e finanziario.

Il rischio è dunque minore, anche perché non è possibile ricevere indietro capitale inferiore a quello conferito, a meno che ovviamente non ci si trovi davanti a problemi estremamente gravi dell’emittente, problemi che in genere coincidono con i libri portati in tribunale.

Obbligazioni Tier 3

Sono le più sicure, anche se utilizzate molto di rado. Non è possibile in questo caso vedersi decurtare il capitale investito, anche se è ovviamente possibile perdere tutto nel caso di fallimento dell’azienda che ha emesso il titolo.

Rispetto ai Lower Tier 2, hanno una scadenza più breve.

Conviene investire nei bond Subordinati?

Si tratta di una determinazione molto difficile da fare, in quanto devono essere tenute in considerazione diversi fattori:

  1. l’effettivo rischio: un’azienda in salute non avrà problemi a rimborsarle, quelle che invece sono in difficoltà, hanno l’obbligo di rimborsare prima i detentori di obbligazioni ordinarie; questo vuol dire che nel caso di difficoltà estrema che comunque non porti al fallimento, si finirà per fare… la fila; prima verranno pagati i creditori ordinari, poi chi detiene bond, appunto, subordinati;
  2. la retribuzione del rischio: in genere in cambio della rinuncia a questo tipo di diritti, otteniamo in cambio dei rendimenti più elevati; questo non dovrebbe cogliere di sorpresa nessuno: come sempre avviene in finanza, più è alto il rischio, più è alta la potenziale retribuzione;
  3. le condizioni di salute dell’emittente, che se sono importanti per chi investe in obbligazioni ordinarie, e che lo diventano ancora di più per chi detiene questo strumento.

Vale la pena di ricordare inoltre che, soprattutto con le Tier 1, l’investitore in obbligazioni subordinate si trova in una situazione che ricorda molto da vicino quella dell’investitore azionario: se l’azienda dovesse andare male, si vedrà parte del capitale conferito decurtato, e le cedole non riconosciute, proprio come avverrebbe ai soci azionari.

Chi si vuole avvicinare a questo tipo di strumenti, pur lasciando da parte le pessime esperienze che negli ultimi mesi hanno occupato le prime pagine dei giornali, deve necessariamente tenere conto del fatto che pur chiamandosi obbligazioni, sono prodotti che ricalcano di più l’andamento delle azioni.

Se sei pronto ad investire in azioni, non dovresti avere problemi ad investire in questo tipo di strumento.

Non è sempre detto che le aziende che emettono questo tipo di titoli sono in difficoltà, e spesso si ricorre appunto alle obbligazioni ordinarie in quanto meno costose da collocare rispetto alle azioni.

Scegli con serenità, tenendo conto del fatto che pur chiamandosi obbligazioni, del funzionamento dell’obbligazione standard non hanno nulla o quasi.

La domanda da farsi è: investirei nelle azioni di questa azienda? Se sì, puoi considerare anche le obbligazioni subordinate; altrimenti, sarà il caso di investire altrove o in altri strumenti.

Difficile stimarne il rendimento

Diventa molto difficile stabilire inoltre il rendimento di questo tipo di titoli, in quanto non hanno spesso scadenza esatta e possono essere richiamate dall’azienda che l’ha emesse.

C’è la necessità di tenere conto dunque anche di questo altro fattore per fare una scelta che sia davvero congrua con le esigenze del nostro capitale.

Se vuoi investire in obbligazioni sicure, ti consiglio di leggere la mia guida dedicata a questo tema: forse guadagnerai meno, ma non metterai a repentaglio il tuo capitale.

Buona lettura!

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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