Quali sono i Titoli di Stato più Redditizi? Conviene Investire? Opportunità e Rischi delle Obbligazioni Statali per il 2022

Investire in strumenti sicuri ha sempre o quasi fatto rima con investire in titoli di stato. Le autorità di questo tipo vengono, spesso a buon diritto, altre volte no, ritenute più affidabili degli altri operatori di mercato, offrendo strumenti che vengono percepiti come tranquilli e sicuri.

In questa guida ti parlerò di tutti gli strumenti, dei BTP e Titoli di Stato Italiani ed Europei e tutte le opportunità per i tuoi investimenti in titoli di stato, settore che è diventato ipertrofico e che oggi offre diverse tipologie di strumenti, spesso anche difficili da comprendere. Puoi anche consultare l’apposita sezione oppure puoi dare uno sguardo alla guida generale sui migliori BTP da comprare oggi se preferisci avere una panoramica completa.

Che cosa sono le obbligazioni statali?

Prima di passare al vivo della questione, un breve ripasso sulle obbligazioni. Quando acquistiamo una obbligazione stiamo di fatto prestando denaro a chi l’ha emessa, denaro che ci verrà restituito a scadenza.

Le obbligazioni incorporano un tasso di interesse, che ci viene retribuito o periodicamente (come nel caso dei titoli con cedola, tipicamente ogni 6 mesi), oppure a fine del rapporto, ma questo non cambia la sostanza della cosa: stiamo prestando denaro ad uno stato ed è della sua affidabilità come debitore che dobbiamo preoccuparci.

Le obbligazioni possono essere anche aziendali: a qualche compagnia, che deve rispondere nel nostro ordinamento a requisiti relativamente restrittivi, è concesso approvvigionarsi di capitali ricorrendo a questo strumento.

Mediamente le obbligazioni corporate, questo il loro nome sui mercati, sono meno affidabili delle obbligazioni statali, anche se non è sempre questo il caso.


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I Titoli di Stato Italiani

Ci sono diverse tipologie di titoli italiani sottoscrivibili, lascia che te le illustri in breve.

BTP

I BTP sono di gran lunga lo strumento più diffuso per il finanziamento del debito pubblico. È l’obbligazione che ha la durata più flessibile, nel senso che possono essere emessi con scadenza a 3, 5, 10, 15 o 30 anni.

Il tasso di interesse viene retribuito con cedola semestrale a tasso fisso: qui puoi leggere una guida di approfondimento molto valida e dettagliata su tale strumento.

BOT

I BOT, acronimo che sta per Buoni Ordinari del Tesoro, sono uno degli strumenti più conosciuti tra quelli appartenenti a questa categoria.

Hanno tipicamente una scadenza molto breve, a 3, 6 o 12 mesi. Non prevedono cedole o pagamenti periodici: l’interesse viene rimborsato a scadenza del titolo.

In realtà non possiamo neanche parlare di interesse, perché in questo caso il rendimento è dato dalla differenza tra il costo del titolo e il capitale rimborsato.

Qui puoi trovare una guida che ho scritto per approfondire le competenze e le informazioni circa questo strumento di investimento.

CCT

I CCT, acronimo che sta per Certificati di Credito del Tesoro, sono titoli che hanno durata fissa di 7 anni e erogano cedole semestrali a tasso variabile. Il tasso di riferimento è quello EURIBOR, al quale viene aggiunto uno spread.

I CCT sono uno strumento tipicamente utilizzato per assicurarsi contro la crescita dei tassi eccessiva, che vedrebbe i titoli di stato a tasso fisso diventare molto meno convenienti.

Anche in questo caso ho redatto una guida: la puoi trovare qui. Se vuoi approfondire questo tema ti consiglio di leggerla!

CTZ

I CTZ, acronimo che sta per Certificati del Tesoro Zero Coupon, sono titoli che hanno scadenza fissa a 24 mesi e che non prevedono cedole (da qui appunto la dicitura Zero Coupon, dove Coupon sta per cedola).

Anche in questo caso siamo davanti a titoli il cui rendimenti è dato dallo scarto tra il prezzo d’acquisto e il capitale che si restituirà.

Se vuoi approfondire l’argomento non esitare a leggere l’articolo che lo approfondisce in maniera dettagliata, puoi trovarlo qui!

I BTP€i

I BTP€i erano, e usiamo il passato perché almeno per il momento non vengono più emessi, buoni poliennali che avevano capitale e cedole rivalutate all’inflazione europea.

Per il momento non è dato sapere se questi strumenti torneranno disponibili, e con il vento dell’inflazione che sembra essere tornato timidamente a soffiare, non pare che ci siano speranze, almeno per adesso.

Quale titolo scegliere?

In realtà i titoli sono equivalenti per affidabilità dell’emittente, nel senso che è sempre la Repubblica Italiana a far fronte ai pagamenti.

A fare la differenza è la nostra, se vogliamo, scommessa: preferiamo un titolo che abbia rendite periodiche? Preferiamo invece avere tutto dopo, per incassare qualche euro in più? Qual è la scadenza che ci interessa?

Dato che il rischio emittente è lo stesso, vale la pena di ricordare quali sono i fattori che dobbiamo considerare prima di scegliere questo o quell’altro titolo:

  • durata: più è alta, più sono alti i rischi (ci sono delle nobilissime eccezioni, che però nel caso dell’Italia possono essere ignorate);
  • cedola: ci interessa o meno avere delle rendite periodiche? Parliamo di pochi euro, dati i tassi di interesse estremamente bassi che per il momento vengono offerti dai mercati;
  • tasso fisso o variabile: il calcolo è molto meno semplice di quello che vorrebbe farti credere il promotore della banca; è una scelta molto complessa, dato che nessuno sa come si muoveranno i tassi da qui a 1, 2, 3, 10, 15 o 30 anni.

I Titoli di Stato Esteri

L’Italia è solo uno dei tanti emittenti ovviamente. Ogni Stato al mondo ha la necessità di emettere nuovi titoli e il nostro Paese, tra l’altro, non gode di una buonissima reputazione sui mercati finanziari.

Per questo sentiamo parlare spesso di spread con i Bund Tedeschi che altro non è che una formula che misura il differenziale tra il BTP decennale italiano e l’equivalente titolo di stato della Germania che è considerata il massimo dell’affidabilità.

Ad ogni modo, in base al rating puoi analizzare i titoli dei vari Paesi. La regola generale è che ad un rating migliore corrispondono interessi più bassi mentre, viceversa, se il rating peggiora i tassi tendono a salire.

In Europa questo aspetto è mitigato dalla BCE che, con le sue manovre di Quantitative Easing, sostiene soprattutto Paesi in difficoltà come l’Italia, la Grecia o la Spagna che, godendo di una reputazione non ottimale, fanno più fatica a collocare il proprio debito a tassi bassi.

Fuori dall’Europa, gli Stati Uniti continuano a conservare una grossa affidabilità agli occhi degli investitori mentre maggiori riserve mi sento di sottolineare per Paesi emergenti fuori da Europa o Nord America dal momento che valute più deboli, tensioni politiche e sociali possono far precipitare la solvibilità in poco tempo.

Venezuela e Argentina sono esempi recenti che vanno in tal senso.

Quali sono i titoli di Stato esteri più redditizi?

Dal momento che i titoli di Stato italiani non sono più redditizi come una volta e hanno perso il loro appeal da qualche anno (i tassi di interesse infatti oggi si attestano a meno dell’1%).

Proprio per questo motivo gli investitori spesso si rivolgono ai mercati esteri, per cercare di trovare dei rendimenti che siano perlomeno più interessanti e più redditizi di uno 0,5%.

Partiamo dal presupposto che comunque chi si rivolge ai titoli di Stato ha una bassa propensione al rischio, quindi non bisogna aspettarsi dei rendimenti elevatissimi, però è lecito cercare di ottenere qualche cosa in più.

Per esempio un paese come il Venezuela appartiene alla white list, e ha emesso obbligazioni con prezzo di emissione a 97,64 dollari (alla scadenza i titoli vengono restituiti a 100 dollari), con un tasso pari al 13,625% annuo.

Il tasso di interesse viene pagato ogni 6 mesi, e risulta essere molto interessante, anche se il Paese non lascia proprio dormire sonni tranquilli: non si tratta di un Paese con forte rischio di default, ma neanche così sicuro. In questo caso quindi l’investimento sarà molto rischioso e speculativo.

Facciamo un altro esempio: la Turchia.

Le ultime obbligazioni in lire turche sono state emesse con un tasso del 10,75% con scadenza a 5 anni (nel 2019). L’investimento minimo é di 1000 lire turche (circa 340 euro) e i guadagni vengono versati sul conto corrente ogni anno il 15 novembre.

La banca emittente é la BEI (Banca Europea per gli Investimenti) e, nonostante l’instabilità politica del Paese, questa banca é stata valutata con un rating di AAA, quindi il rischio che fallisca è estremamente basso.

Anche i titoli del Brasile sembrano essere interessanti, dal momento che presentano un tasso di interesse che si attesta sul 12%.

L’importante quando si valutano i titoli di Stato esteri è guardare alla situazione politica ed economica di quel Paese, per comprendere al meglio se si tratta di un paese sicuro oppure no, e tenere in considerazione la valutazione delle agenzie di rating. Infine ovviamente occorre guardare al tasso di interesse, che è poi quello che determina il “risultato” del nostro investimento.


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Tassazione

Veniamo a un aspetto molto importante, poiché va a incidere sui rendimento: come si pagano le tasse sui Titoli di Stato?

Partiamo dal presupposto che  I ogni titolo è  soggetti a una tassazione che muta in base alla  tipologia di reddito prodotto e del soggetto sottoscrittore.

    Come Investire in Titoli di Stato oggi

    I titoli di stato si possono acquistare su Borsa Italiana nel segmento dedicato alle obbligazioni che tecnicamente è definito MOT.

    Per accedere è necessario avere un conto titoli abilitato per gli acquisti.

    Comprare titoli di Stato Italiani conviene?

    Come comprare titoli di Stato? Un investimento in titoli di Stato è relativamente semplice ma non è un’attività esente da rischi: un minimo di informazione e pianificazione è pur sempre necessaria.

    Abbiamo visto che non tutti i titoli di stato sono uguali e che bisogna prestare cautela, in particolare questo vale per i titoli italiani il cui rischio risente molto delle dinamiche politiche e della credibilità che il nostro Paese riesce ad avere in campo internazionale.

    Quali sono i Titoli di Stato più sicuri?

    Generalmente sono considerati sicuri e affidabili Paesi come gli Stati Uniti (occhio però alle oscillazioni del Dollaro!) e la Germania, non a caso i Bund tedeschi sono il riferimento in base al quale si calcola il famoso spread dei BTP decennali italiani.

    In questa fase storica è importante ricordare che il rendimento delle obbligazioni è particolarmente basso e che quelle sicure, spesso, danno rendimenti negativi: in pratica siamo noi che paghiamo lo stato che riceve i soldi e non viceversa.

    Qualche rendimento in più si può ottenere sulle scadenze più lunghe ma ad oggi bisogna andare ampiamente oltre i 10 anni.

    Alternative principali per Investire in obbligazioni

    In questa fase storica molti investitori si chiedono dove investire per avere un rendimento maggiore rispetto ai titoli di stato pur senza esagerare con il rischio.

    Ti segnalo:

    Ulteriori risorse utili

    Se questa è la tua prima ricerca legata agli investimenti o sei arrivato per la prima volta adesso su Affari Miei, ti consiglio di iniziare la tua lettura dai seguenti percorsi tematici:

    Buon proseguimento.


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    Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
    Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.
    Categorie: Obbligazioni

    2 Commenti

    Michela · 6 Settembre 2022 alle 11:51

    Buongiorno, scrivo per un’informazione. Mi hanno detto che i BTP ormai non sono più sicuri e redditizi come una volta ma è meglio puntare su titoli stranieri. Quali sono i titoli di stato esteri più redditizi adesso? Grazie a chi mi vorrà rispondere.

      Davide Marciano · 6 Settembre 2022 alle 11:56

      Buongiorno Michela,

      grazie per il commento.

      In realtà l’informazione fornita è piuttosto parziale perché, se da un lato è vero che i titoli esteri possono essere più redditizi, dall’altro ci possono essere problematiche legate al rischio cambio e al rischio paese che vanno affrontate con attenzione.

      Se non si ritiene esperta e desidera approfondire, Le consiglio di guardare questo talk in cui parliamo degli investimenti obbligazionari: https://www.affarimiei.biz/investire-in-obbligazioni-talk/60903

      A presto.
      Davide Marciano

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