Come Investire in Titoli di Stato? Tutte le Opportunità per i Tuoi Investimenti

Investire in strumenti sicuri ha sempre o quasi fatto rima con investire in titoli di stato. Le autorità di questo tipo vengono, spesso a buon diritto, altre volte no, ritenute più affidabili degli altri operatori di mercato, offrendo strumenti che vengono percepiti come tranquilli e sicuri.

In questa guida ti parlerò di tutti gli strumenti e tutte le opportunità per i tuoi investimenti in titoli di stato, settore che è diventato ipertrofico e che oggi offre diverse tipologie di strumenti, spesso anche difficili da comprendere.

Che cosa sono le obbligazioni?

Prima di passare al vivo della questione, un breve ripasso sulle obbligazioni. Quando acquistiamo una obbligazione stiamo di fatto prestando denaro a chi l’ha emessa, denaro che ci verrà restituito a scadenza.

Le obbligazioni incorporano un tasso di interesse, che ci viene retribuito o periodicamente (come nel caso dei titoli con cedola, tipicamente ogni 6 mesi), oppure a fine del rapporto, ma questo non cambia la sostanza della cosa: stiamo prestando denaro ad uno stato ed è della sua affidabilità come debitore che dobbiamo preoccuparci.

Le obbligazioni possono essere anche aziendali: a qualche compagnia, che deve rispondere nel nostro ordinamento a requisiti relativamente restrittivi, è concesso approvvigionarsi di capitali ricorrendo a questo strumento.

Mediamente le obbligazioni corporate, questo il loro nome sui mercati, sono meno affidabili delle obbligazioni statali, anche se non è sempre questo il caso.

Cosa sono i BOT?

I BOT, acronimo che sta per Buoni Ordinari del Tesoro, sono uno degli strumenti più conosciuti tra quelli appartenenti a questa categoria.

Hanno tipicamente una scadenza molto breve, a 3, 6 o 12 mesi. Non prevedono cedole o pagamenti periodici: l’interesse viene rimborsato a scadenza del titolo.

In realtà non possiamo neanche parlare di interesse, perché in questo caso il rendimento è dato dalla differenza tra il costo del titolo e il capitale rimborsato.

Qui puoi trovare una guida che ho scritto per approfondire le competenze e le informazioni circa questo strumento di investimento.

Cosa sono i CCT?

I CCT, acronimo che sta per Certificati di Credito del Tesoro, sono titoli che hanno durata fissa di 7 anni e erogano cedole semestrali a tasso variabile. Il tasso di riferimento è quello EURIBOR, al quale viene aggiunto uno spread.

I CCT sono uno strumento tipicamente utilizzato per assicurarsi contro la crescita dei tassi eccessiva, che vedrebbe i titoli di stato a tasso fisso diventare molto meno convenienti.

Anche in questo caso ho redatto una guida: la puoi trovare qui. Se vuoi approfondire questo tema ti consiglio di leggerla!

Cosa sono i CTZ?

I CTZ, acronimo che sta per Certificati del Tesoro Zero Coupon, sono titoli che hanno scadenza fissa a 24 mesi e che non prevedono cedole (da qui appunto la dicitura Zero Coupon, dove Coupon sta per cedola).

Anche in questo caso siamo davanti a titoli il cui rendimenti è dato dallo scarto tra il prezzo d’acquisto e il capitale che si restituirà.

Se vuoi approfondire l’argomento non esitare a leggere l’articolo che lo approfondisce in maniera dettagliata, puoi trovarlo qui!

Cosa sono i BTP?

I BTP sono di gran lunga lo strumento più diffuso per il finanziamento del debito pubblico. È l’obbligazione che ha la durata più flessibile, nel senso che possono essere emessi con scadenza a 3, 5, 10, 15 o 30 anni.

Il tasso di interesse viene retribuito con cedola semestrale a tasso fisso: qui puoi leggere una guida di approfondimento molto valida e dettagliata su tale strumento.

I BTP€i

I BTP€i erano, e usiamo il passato perché almeno per il momento non vengono più emessi, buoni poliennali che avevano capitale e cedole rivalutate all’inflazione europea.

Per il momento non è dato sapere se questi strumenti torneranno disponibili, e con il vento dell’inflazione che sembra essere tornato timidamente a soffiare, non pare che ci siano speranze, almeno per adesso.

Quale titolo scegliere?

In realtà i titoli sono equivalenti per affidabilità dell’emittente, nel senso che è sempre la Repubblica Italiana a far fronte ai pagamenti.

A fare la differenza è la nostra, se vogliamo, scommessa: preferiamo un titolo che abbia rendite periodiche? Preferiamo invece avere tutto dopo, per incassare qualche euro in più? Qual è la scadenza che ci interessa?

Dato che il rischio emittente è lo stesso, vale la pena di ricordare quali sono i fattori che dobbiamo considerare prima di scegliere questo o quell’altro titolo:

  • durata: più è alta, più sono alti i rischi (ci sono delle nobilissime eccezioni, che però nel caso dell’Italia possono essere ignorate);
  • cedola: ci interessa o meno avere delle rendite periodiche? Parliamo di pochi euro, dati i tassi di interesse estremamente bassi che per il momento vengono offerti dai mercati;
  • tasso fisso o variabile: il calcolo è molto meno semplice di quello che vorrebbe farti credere il promotore della banca; è una scelta molto complessa, dato che nessuno sa come si muoveranno i tassi da qui a 1, 2, 3, 10, 15 o 30 anni.

Come investire in titoli di stato?

Investire in titoli di stato è quanto di più semplice ci possa essere. Ogni banca offre un conto deposito titoli che permette di acquistare sia all’emissione sia sul mercato secondario i titoli che preferiamo.

C’è inoltre la possibilità di investire sia in ETF, che sono fondi a gestione automatica, che includono diversi tipi di obbligazioni statali e aziendali come indice di riferimento e anche di scegliere fondi comuni di investimento obbligazionari, che in portafoglio hanno in percentuale preponderante di obbligazioni, appunto.

Per concludere, voglio rimandare alla lettura di questo articolo: troverai 13 consigli per i tuoi investimenti.

Buona lettura!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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