Obbligazioni Convertibili e Convertende: Caratteristiche

Torno a parlare di mercato obbligazionario e lo faccio con uno degli strumenti più interessanti (e meno conosciuti) dell’intero settore. Se stai già spulciando i mercati alla ricerca di qualche opportunità, ti sarai probabilmente già imbattuto nelle obbligazioni convertibili e anche delle loro cugine più prossime, le obbligazioni convertende.

Vediamo insieme, nella guida di oggi, quali sono le particolarità di questi titoli, di quanto si discostano dalle obbligazioni standard e se sono più o meno convenienti rispetto a queste.

Se vuoi investire in questo tipo di titoli oppure se vuoi semplicemente saperne di più, sei nel posto giusto.

Parlerò di tutti i dettagli che riguardano questo particolare (ma in realtà molto diffuso) strumento di risparmio o investimento.

Un piccolo ripasso: che cos’è un’obbligazione?

I fondamentali dovremmo ormai conoscerli, anche se un breve ripasso non può nuocerci. Sei sicuro di sapere cos’è un’obbligazione? Un’obbligazione altro non è che un pagherò a favore di chi lo acquista, con obbligo che insiste su chi ha emesso il titolo.

La definizione semi-scolastica potrebbe non essere chiara, e per questo procederò con un esempio.

Immaginiamo di avere l’azienda PincoPallo SPA, che ha bisogno di approvvigionarsi di capitali e non vuole passare dal classico circuito bancario. Decide dunque di emettere un tot di titoli di debito, che corrispondono un certo interesse, che saranno acquistati da risparmiatori.

Il titolo non è altro che una cambiale: ogni tot (in genere 6 mesi, ma ci sono anche obbligazioni che pagano tutti gli interessi al termine del rapporto) viene pagato un interesse e a scadenza del titolo viene restituito il capitale.

Le obbligazioni convertibili e convertende, come avremo modo di vedere più avanti nel corso della nostra guida, sono obbligazioni che funzionano in tutto e per tutto come le obbligazioni classiche, fino al momento della restituzione del capitale.

Che tipo di titolo sono le obbligazioni

Le obbligazioni sono “debito” e non sono partecipazione ad un’azienda. Per intenderci, quando acquisti un’azione, stai acquistando una quota societaria (per quanto piccola questa possa essere). Diventerai dunque socio/azionista dell’azienda alla quale fa capo il titolo.

Con l’obbligazione, convertibile e non, il discorso è invece completamente diverso: stai letteralmente prestando denaro all’azienda, nella speranza che ti sia restituito.

Cosa sono le obbligazioni convertibili? Come funzionano?

Le obbligazioni convertibili sono titoli che, al momento della restituzione del capitale, offrono al detentore del titolo la possibilità di convertirlo in azioni, ad un prezzo che è stabilito nel titolo stesso.

Senza entrare nei particolari, potremmo vedere l’obbligazione convertibile come un prodotto obbligazionario al quale è associata una opzione di acquisto, ad un prezzo che è stabilito al momento dell’emissione del titolo.

Perché esistono tali titoli? Perché emettendo obbligazioni di questo tipo il management/CDA dell’impresa manda un messaggio forte e chiaro ai mercati: “Crediamo nella crescita di questa azienda, anche se stiamo chiedendo credito”.

Il messaggio, come ho già detto, è particolarmente forte, nonché gradito per i mercati, motivo per il quale non è raro imbattersi in questo tipo di titoli.

Quando conviene convertire?

Diventa conveniente convertire quando il valore delle azioni al momento della scadenza dell’obbligazione è più alto rispetto al valore dell’obbligazione stessa. È un calcolo elementare, che è possibile fare con una semplicissima calcolatrice, e che ti andrò ad illustrare tra pochissimo.

Immagina di acquistare un’obbligazione convertibile che per ogni titolo da 1.000 euro offre inoltre la possibilità di acquistare, a scadenza, 1.000 azioni invece di ritirare il capitale versato. Il prezzo dell’azione sarà dunque a scadenza di 1 euro.

Immagina che a scadenza il titolo azionario sia quotato 1,12 euro. 1,12 per 1.000 = 1.120 euro. Andando a convertire dunque guadagneremo 120 euro (da aggiungersi agli interessi che abbiamo già incassato).

Se l’azione a scadenza dovesse invece valere meno di 1 euro, non sarebbe conveniente andare a scegliere la conversione.

Perché e quando le obbligazioni convertibili sono convenienti rispetto alle obbligazioni classiche

Le obbligazioni convertibili in azioni possono essere convenienti rispetto a quelle classiche in quanto incorporano un’opzione. Nel caso in cui l’azienda alla quale abbiamo prestato denaro dovesse comportarsi bene sui mercati, avremmo la possibilità di conseguire un’ulteriore guadagno.

Vale la pena di ricordare però che questa opzione ha un costo: nel caso di non conversione del titolo obbligazionario convertibile, il rendimento tende ad essere più basso di una obbligazione “vanilla” (ovvero standard) emessa dalla stessa azienda.

C’è quindi un “rischio insito”, e la migliore possibilità per chi acquista un titolo convertibile è che si verifichino le condizioni per le quali diventerà conveniente convertire in azioni.

Perché e quando le obbligazioni convertibili sono convenienti rispetto alle azioni?

Le obbligazioni convertibili possono essere più convenienti rispetto alle azioni in quanto:

  1. nel caso in cui il prezzo dell’azione non dovesse crescere, potremmo comunque evitare di convertire le obbligazioni in azioni;
  2. nel caso di fallimento o di difficoltà dell’azienda che ha emesso i titoli, chi detiene obbligazioni ha priorità nel rimborso rispetto all’azionista;
  3. per tutta la durata del titolo si percepiscono comunque rendite sotto forma di interessi.

Sono dei vantaggi non da poco, soprattutto per il risparmiatore con un basso profilo di rischio, che con questo strumento può virtualmente godere soltanto degli eventuali rialzi del mercato azionario.

Le obbligazioni convertende

Discorso ancora diverso per le obbligazioni convertende, tipologia di bond che prevede la conversione obbligatoria del titolo in azioni al termine del rapporto.

In linea di massima possiamo considerare le obbligazioni convertende come un prestito che prevede la restituzione del capitale in azioni. Il capitale di debito che abbiamo investito si trasforma dunque in capitale di rischio, con un passaggio che deve essere attentamente valutato prima dell’acquisto di questo tipo di strumenti.

Nonostante il funzionamento di questa particolare obbligazione possa sembrare in linea di massima vicino a quello delle obbligazioni convertibili, vale la pena di ricordare che siamo davanti invece ad uno strumento che c’entra poco, anzi pochissimo, con il titolo di cui ho parlato fino ad adesso.

Manca la tutela dal rischio, manca la scelta, manca la possibilità soltanto potenziale di godere di eventuali rialzi di mercato. Stiamo semplicemente comprando azioni in differita, facendoci pagare una piccolissima somma in interessi, che in genere viene comunque scontata sul tasso di cambio tra obbligazione e azione.

Un prodotto sicuramente meno vantaggioso per il piccolo risparmiatore, che diventa molto più complesso da valutare e da gestire.

C’è un rischio sicuramente maggiore per chi sottoscrive questo tipo di titoli.

Occhio: l’opzione d’acquisto si paga sempre!

Non esistono pasti gratis, soprattutto nel mondo della finanza, e vale la pena di ricordarsi, prima di scandagliare i mercati alla ricerca delle migliori obbligazioni convertibili, che l’opzione d’acquisto, anche se indirettamente, ha un prezzo.

Questo prezzo, al contrario di quanto avviene con le opzioni classiche, purtroppo non è espresso chiaramente, ma può essere determinato calcolando la differenza di rendimento tra un’obbligazione classica e una convertibile emesse dalla stessa azienda.

Quando però l’azienda non emette titoli identici, l’uno convertibile, l’altro no, è estremamente difficile valutare il costo di questa opzione d’acquisto che ci viene garantita dal titolo in questione.

Le obbligazioni convertibili non vanno mai associate alle obbligazioni classiche, dato che sia il funzionamento, sia i rendimenti, viaggiano su binari diversi.

Se vuoi approfondire il tema legato agli investimenti, ti consiglio di leggere la sezione dedicata di Affari Miei: troverai moltissime guide e consigli per far fruttare i tuoi risparmi!

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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