Obbligazioni Strutturate e Non Strutturate: Cosa Sono? Conviene Investire?

Il mondo dei bond si è fatto estremamente variegato, seguendo un po’ quel trend ipertrofico della finanza che ha finito per moltiplicare le tipologie di contratto e di titolo disponibili anche per i piccoli e medi risparmiatori.

Tra gli strumenti più complessi, seppur appartenendo ad una categoria con la quale tutti abbiamo familiarità, troviamo le obbligazioni strutturate che al contrario di quelle che sono appunto le cosiddette obbligazioni non strutturate, incorporano contratti derivati al loro interno, che ne rappresentano in tutto o in parte il rendimento.

Cercherò di fare un po’ di chiarezza su questa tipologia di strumento, evidenziandone punti di forza e punti di debolezza e soprattutto individuando se sia questo o meno lo strumento che può fare al caso tuo per investire.

Se vuoi saperne di più sulle obbligazioni strutturate, continua a leggere.

Che cos’è un’obbligazione strutturata?

Un’obbligazione strutturata è un titolo misto che oltre ad una componente obbligazionaria incorpora anche un contratto derivato, che può essere legato a diverse tipologie di negozio e di sottostante.

In realtà non stiamo acquistando due diversi contratti, ma un’obbligazione che vede una parte o il totale della retribuzione che viene legata all’andamento di altri sottostanti, secondo modalità che negli anni sono diventate un insieme standard.

Non è facile intuire il funzionamento delle obbligazioni strutturate, anche perché come avremo modo di vedere insieme tra qualche riga, ne esistono di diverso tipo e che incorporano diversi tipi di funzionamento.

Sono rischiose?

Decisamente sì, o comunque lo sono più delle obbligazioni classiche, in quanto incorporano appunto una componente aleatoria importante, che può finire per modificare di molto non solo il rendimento, ma in alcuni casi anche il capitale che abbiamo conferito.

Sì, con alcuni tipi di obbligazioni strutturate possiamo perdere parte del capitale investito, senza che l’emittente debba necessariamente fallire.

I diversi tipi di obbligazioni strutturate

Di seguito ti illustrerò i tipi più classici di obbligazioni strutturate.

Obbligazioni Floor

Le obbligazioni floor sono delle obbligazioni a struttura con interesse variabile, che stabilisce un minimo al di sotto del quale l’obbligazione non può scendere di rendimento. Floor vuol dire appunto “pavimento” in inglese e rappresenta in questo tipo di titolo il limite minimo al di sotto del quale il rendimento dell’obbligazione non può scendere.

Si tratta dunque di una sorta di obbligazione che pur avendo un rendimento variabile, non può mai scendere al di sotto di un determinato livello.

Il lettore più scaltro capirà già che nessuno è disposto ad assicurare un rendimento in cambio di niente, e questo vuol dire che a parità di andamento un’obbligazione strutturata floor e una non strutturata, vedrà la prima avere un rendimento leggermente più basso.

Sono comunque obbligazioni abbastanza sicure, nel senso che come rischio corrispondono a quanto viene offerto dalle obbligazioni standard: l’unico rischio che corriamo è che l’emittente fallisca.

Obbligazioni Cap

Le obbligazioni Cap, che spesso vengono combinate all’interno dello stesso titolo delle obbligazioni Floor, includono invece un limite massimo di retribuzione.

L’andamento del titolo è legato al derivato collegato e al suo sottostante, ma ha un rendimento massimo del quale dobbiamo tenere conto e che non potremo mai superare. In questo caso i rendimenti medi sono leggermente più alti, nel senso che a parità di andamento non dovremo pagare il “fattore assicurazione” incorporato nelle floor.

Nel caso in cui tutti e due i limiti siano presenti, possiamo parlare di obbligazione collared, dove il collare è appunto costituito dai limiti massimi e minimi.

Obbligazioni step up

Le obbligazioni step up sono un’altra delle categorie molto comuni di obbligazioni strutturate: in questo caso il rendimento è variabile e cresce al crescere della durata del rapporto. Per intenderci, i rendimenti di questi titoli crescono con il tempo: si riceverà una quantità di rendimento sempre più alta con il passare del tempo.

In questo caso potremmo confonderci con le obbligazioni a tasso variabile, anche se esiste una differenza fondamentale: lo step up è già integrato nel contratto e sapremo già quanto andremo a guadagnare nel tempo.

Non è possibile per chi deve “pagare” gli interessi muoversi da quanto stabilito per contratto. Nel caso delle obbligazioni a tasso variabile invece, il rendimento è legato ad alcuni indici di mercato e quindi, per sua natura, non prevedibile.

Obbligazioni step down

Le obbligazioni step down sono speculari a quelle step up. Ne condividono il funzionamento in tutto e per tutto, per andare però in questo caso a offrire un rendimento decrescente nel tempo.

In questo caso può essere conveniente investirvi nel caso in cui dovessimo prefigurarci un rendimento dei mercati che scenda più rapidamente dello step down incorporato nel titolo.

Sono valutazioni che in genere sono riservate agli operatori di mercato e questo genere di titoli finisce per essere appetibile solo per investitori istituzionali o fondi comuni di investimento.

Obbligazioni strutturate Fixed Floater

Le obbligazioni strutturate Fixed Floater sono uno strumento dal rendimento variabile che è strutturato come segue:

  • per il primo periodo, in genere molto breve, corrispondono un tasso di interesse fisso ed elevato;
  • per la seconda fase della loro vita, si trasformano in strumenti obbligazionari strutturati che hanno una rendita legata ad indici di mercato; il rendimento in questo caso scende praticamente sempre e si è esposti a tutti i rischi di un rendimento legato ad indici di mercato (il che vuol dire che in assenza di floor, si finisce per mettere a rischio anche il proprio capitale).

Obbligazioni strutturate reverse convertible

Questo titolo è estremamente complesso, perché mescolano una obbligazione ordinaria standard a brevissima durata (meno di un anno in praticamente tutti i casi) e un contratto di opzione all’acquisto di un determinato sottostante.

Alla scadenza, si può esercitare l’opzione put, che ha un costo al momento della sottoscrizione, che finisce per essere vantaggiosa soltanto nel caso in cui il sottostante dovesse avere un rendimento superiore rispetto ai prezzi di mercato correnti.

È un titolo molto complesso e che presenta rischi molto elevati, anche se ovviamente dipende dal tipo di sottostante al quale viene collegato.

 

 

Conviene investire in obbligazioni strutturate?

Sebbene condividano il nome con le più popolari obbligazioni standard, le obbligazioni strutturate sono uno strumento estremamente complesso e che in alcuni casi può essere estremamente rischioso.

Ci sono sicuramente strumenti più semplici, meno volatili e meno rischiosi per integrare il proprio capitale oggi, soprattutto se non siamo investitori professionisti.

Il consiglio di Affari Miei è di evitare questi strumenti, a meno che non si abbiano portafogli di enormi dimensioni e che soprattutto abbiano bisogno di gestioni davvero complesse.

La complessità è spesso nemica del piccolo e del medio risparmiatore, soprattutto quando cela costi aggiuntivi come nel caso delle obbligazioni strutturate.

Ulteriori risorse utili

In campo di obbligazioni, possiamo trovare moltissimo materiale che merita approfondimenti. Qui puoi trovare un elenco di alcune risorse:

Insomma, ce n’è per tutti i gusti! L’importante è essere sempre informati e consapevoli dei pass che si stanno compiendo.

In bocca al lupo!

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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