BTP Italia 2049: Rendimenti e Rischi, Conviene Investire?

Il BTP Italia con scadenza a 30 anni, detto anche BTP Italia 2049 (ISIN IT0005363111), è uno dei titoli su cui mi vengono chiesti più pareri e consigli. In questa guida voglio delineare un quadro della situazione che sia utile a chi sta pensando di investirci.

Dal momento in cui il rendimento è del 3,85% annuo, che può aumentare se pensiamo di reinvestire le cedole, capisco che un titolo di Stato di questo genere possa attirare facilmente l’attenzione. Soprattutto in un mercato molto liquido come quello delle obbligazioni governative, in cui è facile rivendere gli strumenti finanziari anche prima della loro naturale scadenza, un tasso di questo genere fa gola a molti.

Eppure nasconde, in realtà, delle forti preoccupazioni dei mercati nei confronti del nostro Paese che dovrebbero darci più di un elemento di riflessione.

Caratteristiche dei BTP Italia 2049

Come nel caso di ogni BTP, stiamo parlando di un’obbligazione emessa dal Tesoro che rilascia cedole semestrali. Va comprato ad un prezzo superiore a quello di rimborso, per lo meno al momento, dello 0,4%; questo si configura come il tipico acquisto di un’obbligazione sopra la pari.

Dal momento in cui il tasso di interesse annuale è del 3,85%, ogni cedola “staccata” vale 1,925 euro. Questi rendimenti sono decisamente maggiori a quelli tipici delle economie avanzate, che soprattutto in Europa offrono per dei titoli equivalenti un interesse annuo inferiore, in media, al 3%. Queste caratteristiche spaccano l’opinione degli investitori in due:

  • Ci sono quelli che reputano i BTP italiani a trent’anni molto convenienti, in quando pensano che in futuro la situazione macroeconomica dell’Italia andrà migliorando. Questo dovrebbe portare a rendimenti minori sui titoli di nuova emissione, facendo così schizzare verso l’alto il valore di vendita di questi BTP;
  • Altri pensano che siano i primi segnali di un serio tracollo economico del sistema finanziario italiano, che potrebbe avvenire nei prossimi anni. Il debito pubblico è decisamente alto, effettivamente, e per il momento sembra che la classe politica al governo sia intenzionata a proseguire una politica economica espansionistica. Questo, nel lungo termine, potrebbe portare al default dell’Italia: lo testimoniano i rating delle agenzie, che collocano i nostri titoli di debito poco sopra al livello di “spazzatura”. Il rendimento alto, insomma, nasconderebbe il rischio di insolvenza che porterebbe al mancato rimborso delle obbligazioni.

Conviene comprarli?

A mio modo di vedere, il timore che il debito pubblico italiano possa portare al totale tracollo del sistema-Paese è davvero infondato.

Non stiamo parlando di un Paese come il Venezuela o la Grecia, ma di un polo che rappresenta una delle dieci economie più grandi al mondo, nonché di una potenza industriale che in Europa viene superata soltanto dalla Germania.

Qualora la situazione dovesse peggiorare, i governi potrebbero essere costretti a creare tasse patrimoniali scomode o a tagliare qualche programma di assistenza sociale. Nel complesso, però, il rischio di default rimane un’ipotesi decisamente remota.

Malgrado ciò, personalmente credo che vada tenuta a mente una delle regole fondamentali della finanza personale: la diversificazione. Per creare un portafoglio bilanciato di obbligazioni governative non bisogna guardare soltanto ai BTP; piuttosto, anche senza avere a disposizione dei capitali enormi ci si può sempre orientare sugli ETF obbligazionari.

Questi permettono di dividere il rischio su più obbligazioni governative, hanno costi di gestione estremamente bassi e ci mettono al riparo dall’avere un singolo punto di rottura nel nostro portafoglio.

Su Affari Miei sono tornato diverse volte a parlare di ETF, di BTP ed in generale di investimenti.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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