BTp in Perdita: Che Fare?
I BTP sono tra gli strumenti più amati dagli italiani. La cedola arriva regolarmente e, se il titolo viene portato a scadenza, è previsto il rimborso del valore nominale. Poi però apri il conto titoli, vedi un numero in rosso e ti chiedi: «Il mio BTP è in perdita. Devo venderlo, aspettare o approfittarne per comprarne altri?»
È una domanda comprensibile, soprattutto se pensavi di aver scelto un investimento tranquillo.
Per rispondere, dobbiamo distinguere tre cose: perché il prezzo sta scendendo, che cosa significa quella perdita per chi possiede già il titolo e come valutare i rendimenti offerti oggi a chi vorrebbe comprare.
Perché i BTP stanno perdendo valore?
Il prezzo di un BTP può cambiare ogni giorno, anche se la cedola rimane quella stabilita all’emissione. Il meccanismo di base è questo: quando sul mercato salgono i rendimenti richiesti dagli investitori, il prezzo dei titoli già in circolazione scende.
Immagina di possedere un BTP che paga una certa cedola. Se oggi vengono scambiati titoli con rendimenti più alti, chi compra il tuo deve poterlo acquistare a un prezzo più basso per ottenere un rendimento competitivo. Ecco perché puoi vedere una perdita sul conto titoli senza che lo Stato abbia smesso di pagare le cedole.
In questa fase pesano l’aumento dei tassi deciso dalla BCE a settembre e le preoccupazioni per l’inflazione, alimentate anche dalle tensioni in Medio Oriente e dai prezzi dell’energia. Il movimento riguarda i titoli di Stato europei, anche se ciascun Paese ha poi i propri rischi.
Alla chiusura del 28 settembre 2026, il rendimento del BTP decennale era circa 4,59% lordo, mentre quello del Bund tedesco era al 3,64%. Sono dati riferiti a quella giornata, non rendimenti validi per qualunque BTP o prezzi a cui potrai acquistare quando leggi.
Perché i BTP lunghi scendono di più?
La scadenza fa una grande differenza. Un titolo che verrà rimborsato tra pochi anni ha meno tempo davanti a sé durante il quale il mercato può richiedere rendimenti diversi. Per un BTP che scade tra venti o trent’anni, invece, quel cambiamento incide su molti più flussi futuri: il suo prezzo può oscillare molto di più.
Per questo non basta dire «ho comprato titoli di Stato» per descrivere il rischio che hai assunto. Un BTP vicino alla scadenza e uno che scade nel 2052 o nel 2072 possono comportarsi in modo molto diverso quando i rendimenti salgono.
Non è la prima volta che accade: nel 2022 il rapido rialzo dei tassi mise sotto pressione i prezzi delle obbligazioni, con effetti particolarmente forti sui titoli a lunga scadenza. È un precedente utile per capire quanto possano oscillare questi strumenti; non ci dice dove andranno i prezzi da oggi in avanti.
Ho un BTP in perdita: devo venderlo?
Io partirei da una domanda più precisa: di quale perdita stiamo parlando?
Il prezzo che vedi sul conto titoli indica quanto vale il BTP se lo vendi sul mercato in questo momento. Per capire com’è andato l’investimento, però, devi considerare anche il prezzo a cui lo hai acquistato, le cedole già incassate e i costi sostenuti.
Se non vendi, la perdita sul prezzo non viene realizzata. Questo non significa che sia finta o che tu possa ignorarla: oggi il tuo titolo ha quel valore di mercato e, se ti servono i soldi, è a quel prezzo che devi confrontarti. Significa soltanto che vedere il BTP sotto il prezzo d’acquisto non impone, da solo, una vendita.
Se pensi di portarlo a scadenza
Per un BTP ordinario, il rimborso previsto alla scadenza è pari al valore nominale, salvo il rischio che lo Stato non rispetti i propri impegni. Le oscillazioni intermedie del prezzo non cambiano le cedole contrattuali né il valore nominale da rimborsare.
Attenzione, però, a non trasformare questa caratteristica nella frase «allora non ho perso niente».
Se hai comprato un titolo a un certo prezzo, il rendimento del tuo investimento dipende da quel prezzo. Inoltre, mentre aspetti la scadenza, il capitale è impiegato in un titolo che potrebbe non essere più quello più coerente con i tuoi obiettivi. Conta anche l’inflazione: ricevere una somma nominale in futuro non ti dice da solo quale sarà il suo potere d’acquisto.
Se potresti avere bisogno del capitale prima
Qui il prezzo di mercato diventa ancora più importante. La scadenza non è un obbligo di tenere il BTP, perché puoi venderlo prima; ma non hai la garanzia di poterlo vendere al prezzo che hai pagato.
È il motivo per cui considero un errore acquistare un titolo molto lungo pensando: «Se mi servono i soldi, lo rivendo». Certo che puoi rivenderlo. La questione è a quale prezzo potrai farlo nel momento in cui ti serviranno quei soldi.
Aspettare che il prezzo torni su è una strategia?
Può essere una scelta, ma non la darei per scontata. Non sappiamo se il prezzo tornerà al tuo livello d’acquisto, né quando. E il fatto che tu abbia pagato un BTP 100 non crea una forza che lo spinge a quotare di nuovo 100.
Proverei piuttosto a guardare in avanti: se oggi non avessi questo titolo, lo comprerei a questo prezzo, con questa scadenza e in questa quantità? Se la risposta è no, vale la pena capire perché. Forse hai bisogno del capitale prima della scadenza; forse hai assunto più rischio sui tassi di quanto immaginassi; forse hai già troppo patrimonio legato all’Italia.
Questo ragionamento non produce un «vendi» automatico. Ti aiuta a prendere una decisione sul patrimonio che hai oggi, anziché restare fermo soltanto perché vuoi rivedere il prezzo a cui hai comprato.
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Vendere un BTP in perdita per comprarne uno che rende di più conviene?
Anche qui starei attento alle scorciatoie. Può sembrare allettante vendere il vecchio BTP e acquistare un titolo nuovo con un rendimento più alto. Ma il maggiore rendimento che vedi oggi deriva anche dal fatto che il vecchio titolo è sceso di prezzo.
Per confrontare le due possibilità devi partire da quanto valgono adesso i titoli, non da quanto avevi pagato il primo. Poi devi guardare le rispettive scadenze, le cedole future, i prezzi, i rischi, i costi dell’operazione e gli eventuali effetti fiscali.
In certi casi cambiare titolo può avere una logica, per esempio se vuoi una scadenza più adatta alle tue esigenze. In altri rischi soltanto di fare due operazioni e ritrovarti con un’esposizione molto simile a quella che avevi prima. La perdita passata, da sola, non rende migliore né peggiore il prossimo BTP che compri.
E se invece stessi pensando di comprare BTP adesso?
Quando i prezzi scendono, i rendimenti a scadenza salgono. È naturale che chi ha liquidità disponibile inizi a guardarli con interesse. Il punto è capire che cosa promette davvero il numero che leggi accanto a un titolo.
Un BTP comprato sul mercato sotto 100 può avere un rendimento a scadenza superiore alla sua cedola. Quel rendimento considera le cedole e la differenza tra il prezzo pagato e il valore nominale rimborsato alla fine, sulla base dei flussi previsti e del mantenimento fino alla scadenza. Non significa che ogni anno ti verrà versata sul conto una cedola pari a quel rendimento.
Questo è particolarmente importante quando il rendimento che ti attira appartiene a un BTP con una scadenza molto lontana. Prima di entusiasmarti per il numero, chiediti per quanti anni dovresti tenere il titolo per ottenere i flussi previsti e che cosa accadrebbe se volessi venderlo prima.
La mia opinione sui BTP a lunga scadenza
Te lo dico fuori dai denti: non comprerei un BTP lunghissimo solo perché il rendimento mostrato oggi sembra alto. Quel numero va letto insieme alla durata, alle possibili oscillazioni del prezzo e al rischio di concentrazione.
Nel video ragiono proprio su questo: quando leggi che un BTP rende più del 5%, quanto di quel rendimento ricevi attraverso le cedole e quanto dipende dal rimborso alla scadenza? E quanti anni devi attendere per arrivarci?
Sento spesso dire «ne compro un po’ per diversificare». Ma diversificare rispetto a cosa? Se vivi e lavori in Italia, magari possiedi un immobile qui e hai già altri BTP, fondi o polizze molto esposti al nostro Paese, aggiungere un altro titolo italiano non diversifica automaticamente il tuo patrimonio.
Questo non vuol dire che i BTP non possano avere una funzione nella componente obbligazionaria di un portafoglio. Vuol dire che la funzione va decisa prima di scegliere il titolo: quanto denaro vuoi destinare a quell’obiettivo, quando potrebbe servirti e quanta esposizione all’Italia hai già. Solo dopo guarderei rendimento e scadenza.
Un BTP lungo non diventa un’alternativa all’azionario soltanto perché oggi mostra un rendimento interessante. E non diventa l’equivalente di un conto deposito perché paga una cedola: se dovrai venderlo prima della scadenza, il suo prezzo potrà essere molto diverso da quello a cui lo hai comprato.
Quindi, che fare con un BTP in perdita?
Non deciderei guardando soltanto il segno meno sul conto titoli. Ricostruirei prezzo d’acquisto, cedole incassate, scadenza, necessità di liquidità e peso complessivo dei BTP nel patrimonio. Sono questi elementi che permettono di capire se il titolo serve ancora allo scopo per cui lo detieni.
La domanda più utile, per me, resta questa: «Con quello che so oggi, questo BTP è ancora adatto al posto che occupa nel mio patrimonio?» È una domanda meno consolante di «tornerà al mio prezzo?», ma è quella che può aiutarti a ragionare meglio.
Ulteriori risorse utili per approfondire
Se vuoi chiarire come inserire titoli singoli, fondi ed ETF obbligazionari in un portafoglio, puoi partire dalla nostra guida su come investire in obbligazioni. Per valutare la tua situazione concreta, invece, bisogna guardare l’insieme del patrimonio e gli obiettivi per cui quei soldi sono investiti.
- Che Investitore Sei? Scopri Subito il Tuo Percorso
- Percorso per Investire: Guida per Neo Lavoratori
- Percorso per Investire: Guida per Giovani Coppie con Figli
- Percorso per Investire: Guida per Mezza Età
- Percorso per Investire: Guida per Over 65
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Buona lettura.
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8 Commenti
Giovanni · 26 Agosto 2025 alle 17:06
Ho letto con vivo interesse i vs consigli nel caso di acquisti di btp a lunga scadenza, attualmente in forte discesa.
Io mei trovo in questa situazione:
posseggo btp 54 con perdita di 1800€ su 50000€ nominali
ma ho altri 50000€ investiti in btp Valore con 1 plusvalenza di 1700€.
Ho pensato di vendere i btp54 realizzando la relativa perdita di 1800€ e dopo vendere i btp Valore,monetizzando il guadagno dei 1700€ ed evitando cosi di pagare il capital gain.
Successivamente potrei rientrare su entrambi i tipi di btp a piccole dosi e regolandomi secondo la evoluzione del mercato e secondo suoi eventuali suggerimenti professionali.
Che gliene pare?
Confido in un cortese ma tempestivo consiglio.
e spero in successivo suo supporto e collaborazione professionale.
Saluti,Giovanni Concilio
Davide Marciano · 8 Settembre 2025 alle 14:54
Buongiorno Giovanni,
grazie per averci scritto.
Non posso dirle di comprare o vendere perché quella che sta chiedendo è una consulenza finanziaria personalizzata che non si può esercitare in questa sede e che viene svolta, su richiesta e previa analisi, dal mio socio Maria Carrano.
https://www.affarimiei.biz/maria-carrano
Mancano troppi elementi per poter anche esprimere un parere generico quali:
– ammontare del patrimonio;
– asset allocation generale;
– propensione al rischio;
– conoscenza generale del mercato.
Insomma, sarebbe poco serio darle una risposta perché mancano troppi elementi nelle premesse.
Continui comunque a seguirci perché condividiamo tanti contenuti per investitori come lei che vogliono gestire il patrimonio al meglio.
Un caro saluto.
Davide Marciano
Francesco · 2 Ottobre 2023 alle 16:16
ho comprato btp valore a giugno 3023 adesso vedo che ogni giorno perdono valore, la prima cedola è a dicembre quanto perderò?
Stella · 28 Novembre 2022 alle 21:45
Consigli utili e da professionisti. Congratulazioni vivissimi
Davide Marciano · 29 Novembre 2022 alle 10:23
Grazie!
franco · 5 Ottobre 2022 alle 15:13
io dovrei investire nel medio periodo, 5/6 mesi, una cifra di c.ca 1.5 mln.
Profondamente deluso da Provate bnking e dalle solite gestioni patrimoniali che propongono, vorrei un vs. parere su come investire questa cifra,
In una private banking ho fatto di testa mia ed ho avuto una grossa perdita.
In attesa di proposte
Distinti Saluti
Franco Oblatore
Davide Marciano · 6 Ottobre 2022 alle 9:56
Buongiorno Franco,
5-6 mesi non sono medio periodo, sono brevissimo periodo e non si investe per periodi così brevi.
Chi Le propone investimenti a 5-6 mesi è un pazzo pericoloso.
Vista l’importanza della cifra, io le consiglio di farsi assistere professionalmente per non subire ingenti perdite.
Qui trova i nostri contatti:
https://www.affarimiei.biz/contatti
Cordialmente,
Davide Marciano
Stella · 12 Aprile 2023 alle 1:03
Io somo soddisfattissima delle notizie che date ai vostri simpatizzanti e affidabili.
Ma dalla Sua esperienza e competenza consiglierebbe di comprare “Biticon”?, ultimo ritrovato emesso in collaborazione con Amazon. Grazie.