Investire in Fondi Comuni: Tutto Quello che Devi Sapere

State pensando di investire in fondi comuni di investimento? I fondi comuni di investimento sono una delle tipologie di strumenti per il risparmio più popolari negli ultimi anni, complice anche il fortissimo interesse a vendere questo tipo di strumento da parte delle banche, che spesso li gestiscono.

I fondi comuni di investimento possono essere un’ottima opportunità, anche se come spessissimo capita, all’interno della categoria stessa possono trovarsi strumenti molto diversi tra loro, che affrontano il mercato con spirito e con regole interne diverse e che offrono potenzialmente tipi di rendimento molto diversi tra loro.

Ne parleremo in dettaglio nella guida di oggi, una guida che ha comune unico obiettivo quello di analizzare i pro, i contro e il funzionamento dei fondi comuni di investimento.

Parleremo di fondi aperti, di fondi chiusi, di fondi per tipologia di investimento detenuto in portafoglio, nonché della possibilità di ricorrere ai “nuovi” strumenti di replica di determinati indici, come gli ETF.

Investire in fondi comuni di investimento: di cosa si tratta?

I fondi comuni di investimento sono una tipologia di investimento tipicamente “gestito”, nel senso che il denaro conferito alla sottoscrizione o all’acquisto delle quote viene poi amministrato da una società di gestione, che ha come obiettivo principale quello di aumentare per quanto possibile i rendimenti del fondo stesso.

I fondi comuni di investimento sono dunque una forma di risparmio che permette di godere delle professionalità degli investitori professionisti anche a chi non è esattamente un esperto di finanza e di prodotti finanziari, senza che si debba dunque acquistare questo o quel titolo direttamente.

Questo ovviamente di fronte al pagamento di commissioni a favore della società di gestione, dei quali ci occuperemo nel dettaglio più avanti e che sono la contropartita per l’avere un investimento completamente gestito da altri.

Perché investire in fondi comuni di investimento?

Oggi è possibile, mentre si è seduti comodamente a casa, operare tramite conto online per acquistare titoli finanziari di qualunque tipo, su praticamente qualunque mercato e crearsi da soli il proprio portafogli.

Sembrerebbe dunque strana, o potrebbe comunque sembrare non in linea con le ultime evoluzioni del risparmio, la rimonta dei fondi comuni di investimento rispetto ad altre forme di investimento.

I vantaggi insiti nella forma di investimento in questione sono però importanti e sono i motivi che hanno portato moltissimi investitori a scegliere proprio questo strumento come destinazione principale dei loro risparmi:

  • forma di risparmio gestita: non vi è la necessità di seguire l’investimento giorno per giorno, in quanto se ne occuperanno le società di gestione. Questo vuol dire potersi disinteressare almeno relativamente degli andamenti di mercato;
  • gestione comunque controllata: a seconda del tipo di fondo che si sceglie si possono avere gestioni più o meno aggressive, partecipando a portafogli che devono essere comunque gestiti secondo quando indicato dallo statuto; questo vuol dire mettere a disposizione il proprio capitale a società di gestione che dovranno amministrarlo secondo comunque delle norme particolarmente rigide;
  • accesso a diverse forme di investimento: i nostri capitali investiti in fondi vengono accorpati a quelli di altri investitori, creando una mole di denaro importante, che permette alla società di gestione di intervenire sui mercati più redditizi, mercati che potrebbero essere preclusi agli investitori piccoli e medi;

Sono diversi dunque i vantaggi che vengono offerti dai fondi, vantaggi che più avanti compareremo con gli svantaggi (che pur ci sono, come per ogni forma di investimento).

 

Fondi aperti e fondi chiusi: quali sono le differenze?

La prima grande differenza tra i fondi attualmente disponibili sul mercato è quella tra fondi aperti e fondi chiusi.

Fondi comuni chiusi – sono fondi che raccolgono una quantità prestabilita di capitale. Una volta raccolto il capitale, la società di gestione chiude le sottoscrizioni e si potrà entrare a far parte del fondo soltanto acquistando quote da chi ha precedentemente sottoscritto.

Fondi comuni aperti – sono fondi che non hanno una quota fissa di capitale. Si può fare il proprio ingresso, al prezzo attuale della quota del fondo, acquistandone dalla società di emissione.

Per quanto riguarda la differenza in questione, si tratta di una particolarità che rende il fondo più o meno liquido, ma che per i fondi quotati è ormai quasi completamente irrilevante.

Fondi per composizione: ecco le principali

La differenza più importante tra i fondi che sono attualmente proposti sul mercato ai risparmiatori è quella che riguarda la composizione e la tipologia di titoli che il fondo può acquistare.

Troveremo infatti:

  • fondi obbligazionari: sono una tipologia di fondo comune di investimento che contiene al suo interno principalmente strumenti obbligazionari, titoli di debito emessi da autorità statali oppure da grandi aziende; sono ritenuti (non senza un pizzico di generalizzazione) fondi piuttosto affidabili e che presentano un profilo di rischio molto minore rispetto a quello offerto dalle altre forme di fondi comuni; in misura minore all’interno del fondo possono trovarsi anche azioni ed altri titoli;
  • fondi azionari: qui invece abbiamo una forma di fondo che contiene in misura quantitativamente più importante titoli azionari; sono meno sicuri, nel senso che espongono a rischi più importanti il capitale, rispetto a quelli obbligazionari; possono essere la scelta giusta per chi è alla ricerca di rendimenti più alti;
  • fondi bilanciati: sono fondi dalla composizione mista azioni e obbligazioni e possono avere un profilo di rischio che va dal prudente al rischioso. La composizione esatta del portafoglio del fondo è sempre riportata in calce sul documento informativo allegato al prospetto di sottoscrizione; all’interno di questa categoria, è bene ricordarselo prima di sottoscrivere, possiamo trovare strumenti molto diversi sia per composizione sia per profilo di rischio. Meglio studiarne diversi prima di avventurarsi, pena il ritrovarsi con un titolo che abbia davvero poco da offrirci o sulla sicurezza o sui guadagni potenziali;
  • fondi immobiliari: sebbene negli ultimi anni siano stati al centro di discussioni anche piuttosto accese, complice il crollo del loro mercato di riferimento tra il 2007 e il 2013, i fondi immobiliari sono tornati prepotentemente a farsi sentire negli ultimi mesi; i fondi immobiliari possono contenere nel loro portafoglio soltanto immobili o quote di società immobiliari e sono dunque una delle migliori opportunità per chi vorrebbe investire nel mercato immobiliare pur non avendo i capitali adeguati per acquistare più immobili; i fondi immobiliari sono inoltre relativamente liquidi, perché tutti quotati su mercati regolamentati;
  • fondi hedge: li citiamo soltanto per dovere di completezza, in quanto fondi che sono destinati a investitori con risorse importanti (quote a partire da 500.000 euro) e che non possono essere oggetto di pubblicità e di pubblica sottoscrizione almeno nel nostro Paese.

Scegliere il fondo più adatto alle nostre esigenze non vuol dire soltanto scegliere un fondo della tipologia giusta, ma anche uno di quelli che offre un profilo di rischio adeguato e in linea con le nostre aspettative.

Fondi a gestione attiva e fondi a gestione passiva

Altra differenza fondamentale tra i diversi fondi che sono presenti attualmente sul mercato è quella tra fondi a gestione attiva e fondi replicanti, ovvero a gestione passiva.

I fondi a gestione attiva sono fondi dove la società di gestione investe negli strumenti singoli più interessanti, con lo scopo di superare un benchmark e rendere l’investimento più proficuo per chi ne ha sottoscritto le quote. Sono i fondi più comuni, anche se negli ultimi tempi stanno subendo l’attacco dei fondi a gestione passiva.

I fondi a gestione passiva sono fondi che replicano 1:1 e dunque in modo perfetto l’andamento di un determinato indice azionario, obbligazionario o di altro tipo. Volete investire nella borsa italiana nel suo complesso?

Vi interessano le Blue Chip americane? Non dovrete più scegliere un fondo particolare o questa o quella azione, perché sono in commercio prodotti, tipicamente detti ETF, che possono garantirvi la replica di quanto avviene a livello di indice in un determinato mercato.

I fondi che replicano l’andamento di un indice, ovvero i fondi a gestione passiva, hanno anche costi molto ridotti, in quanto vengono gestiti automaticamente.

Il problema dei fondi: le commissioni

Nonostante la competizione tra diverse banche e tra diversi gestori abbia abbassato di molto i prezzi di questo tipo di investimento, i fondi comuni continuano ad essere lo strumento finanziario con i più alti costi per il piccolo e medio risparmiatore.

Questo perché il fondo è tipicamente accompagnato da 3 diverse commissioni:

  • commissione di ingresso o di sottoscrizione: che viene tipicamente richiesta quando si entra a far parte del fondo comune di investimento;
  • commissione di gestione: che è sempre dovuta, a prescindere dall’eventuale guadagno o dalle eventuali perdite del nostro fondo;
  • commissione di uscita: per chi si vuole liberare delle quote prima del termine naturale del fondo stesso;

Sono costi che possono essere in diversi casi importanti e che dunque devono essere debitamente considerati anche di fronte alla possibilità di scegliere dei fondi con delle ottime performance. Prima di sottoscrivere una qualunque offerta, sarà sicuramente il caso di individuare un fondo dalle commissioni contenute.

Non sono rari infatti i casi nei quali anche eventuali importanti guadagni conseguiti dal fondo vengano “mangiati” completamente dalle commissioni di cui abbiamo parlato sopra.

Ulteriori risorse utili

Prima di salutarci, ecco qualche altro articolo che potrebbe tornare utile a coloro che vorrebbero investire il proprio denaro:

Buona lettura!

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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