Crowdfunding in Italia: Come Funziona e Migliori Piattaforme

Nell’articolo di oggi torno a parlarti di crowdfunding, uno strumento di finanza alternativa sempre più popolare nel nostro paese. In particolare, ti parlerò del crowdfunding in Italia, cercando di comporre un quadro approssimativo della situazione nel nostro paese, focalizzandomi sul crowdfunding come strumento d’investimento (crowdinvesting).

Dagli anni 2000, quando comparvero i primi segni del fenomeno in Italia, ne è stata fatta di strada, oggi la realtà italiana è ben variegata con numerose piattaforme settorializzate e altre che nasceranno prossimamente. 

C’è sempre un maggior numero di soggetti (privati e non) che ne fa uso per finanziarsi e reperire capitali, e quindi cresce l’interesse da parte di piccoli risparmiatori e investitori professionali in cerca di fonti di guadagno alternative.

Nei prossimi paragrafi tratterò in particolar modo dei 2 o 3 modelli più noti di crowdinvesting che hanno una presenza già forte e ben strutturata; nella seconda parte dell’articolo troverai anche un elenco dei principali portali italiani esistenti con le loro caratteristiche più rilevanti e che ho già recensito su Affari Miei.

Cominciamo!

Cos’è il Crowdfunding?

Come sai, “crowdfunding” significa alla lettera “finanziamento dalla folla”. Il termine generico descrive diverse modalità di raccolta e reperimento di fondi dal basso, cioè dalla collettività – difatti in Italia viene anche chiamato “finanziamento collettivo” o “finanziamento dal basso”.

Questo meccanismo ha trovato piena applicazione su Internet, il canale preferenziale per mettere in contatto moltissime persone con esigenze opposte.

Sulla rete sono perciò nati gli Internet marketplace, dei portali che consentono a coloro che hanno necessità di reperire delle risorse economiche di farlo online raccogliendo fondi da una moltitudine di utenti disposti a contribuire, vuoi per beneficienza o per ricevere in cambio una “ricompensa” di tipo finanziario e non.

Tipologie di crowdfunding

Proprio a partire dai vari tipi di ricompense che il crowdfunding contempla è possibile fare una prima grande scrematura del fenomeno, in genere vengono universalmente riconosciute 4 grandi categorie:

  • Donation; modello che in genere viene utilizzato dalle realtà no-profit perché è finalizzato alla raccolta di donazioni per cause sociali, benefiche e culturali. Chi devolve il denaro lo fa senza aspettarsi una ricompensa, al più riceve un ringraziamento simbolico;
  • Reward, solitamente viene utilizzato da creativi e inventori che hanno un’idea di prodotto o servizio da realizzare ma non hanno i fondi per farlo. Coloro che supportano economicamente l’idea ricevono una ricompensa materiale ma non monetaria, rappresentata solitamente dal prodotto che verrà realizzato grazie alla raccolta, per questo motivo il modello reward è spesso assimilato ad un pre-ordine o pre-acquisto;
  • Social Lending, è una forma di prestito sociale a cui possono rivolgersi privati e aziende che hanno bisogno urgente di liquidi per pagare delle spese eccezionali ma anche ordinarie. I soggetti che investono il loro denaro lo fanno a titolo di prestito e quindi hanno diritto alla restituzione del capitale più gli interessi, che rappresentano la “ricompensa”;
  • Equity, è il modello che consente a Startup, PMI e altre società di raccogliere capitali dal basso per finanziare la propria crescita in cambio della vendita di quote o azioni. In tal modo gli investitori diventano soci delle imprese finanziate e la “ricompensa” è rappresentata dal complesso dei diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione al capitale sociale.

Queste, in parole povere, sono le 4 grandi tipologie di crowdfunding più conosciute, anche se poi esistono moltissimi sottogeneri e stanno nascendo nuove forme ibride. Poiché su Affari Miei mi occupo di finanza, quello che interessa a noi adesso è il crowdfunding inteso come una vera e propria forma d’investimento, di cui fanno parte le 2 ultime tipologie elencate, lending e equity.

Investire con il crowdfunding in Italia

Il crowdinvesting è un canale alternativo d’investimento accessibile un po’ a tutti, sia investitori retail che investitori istituzionali e professionali. Perché è di interesse? Perché offre dei vantaggi innegabili.

Anzitutto sfrutta la tecnologia. Gli investimenti avvengono su piattaforme online specializzate ed autorizzare, basta avere una connessione a Internet, un pc, e poi chiaramente dei soldi da investire.

Il fatto che l’intermediazione è ridotta all’essenziale permette di ridurre al minimo o di eliminare completamente i costi di utilizzo della piattaforma. Chiaramente rimangono le tasse previste dalla regolamentazione fiscale e altre spese accessorie.

Il secondo grande vantaggio del crowdinvesting è che ha reso accessibili investimenti con buone opportunità di rendimento anche a chi non dispone di grandi capitali e non possiede comprovata esperienza in materia – molte piattaforme ammettono investimenti a partire da cifre irrisorie, anche sotto i 100 euro.

Neppure occorre essere dei massimi esperti di finanza e dei mercati, anche se studiare è sempre la strategia migliore, perché in genere l’investimento tramite le piattaforme di crowdfunding è in parte o completamente automatizzato, inoltre sono molto intuitive e facili da utilizzare.

Chiaramente, questi vantaggi sono relativi. Nel nostro paese, dove l’alfabetizzazione digitale è drammaticamente sotto la media, anche l’uso di un semplice sito può essere un grosso limite, e forse questa è una delle ragioni che motiva l’arretratezza del crowdfunding in Italia rispetto ad altri paesi.

Svantaggi dell’investimento online

Per il crowdinvesting valgono le stesse regole degli strumenti finanziari tradizionali. Se vuoi maggiori guadagni devi sopportare maggiori rischi. Il tipo di rischio e l’entità della rendita variano da investimento a investimento e seguono regole specifiche in base al modello di crowdfunding, se lending o equity o altro.

Facendo un discorso approssimativo l’investitore è sempre soggetto a questi rischi:

  • Che il capitale investito vada perduto, in parte o completamente, a causa dell’insuccesso dell’investimento e di una scorretta comprensione dello strumento (nel caso dell’equity), oppure perché il debitore non ha ripagato quanto dovuto (nel caso del social lending);
  • Che i guadagni sperati siano inferiori al previsto. Soprattutto nel caso degli investimenti in equity, non ci sono guadagni certi, tutto dipende dal successo che avrà l’impresa o Startup finanziata;
  • Rischio di truffe; è un’eventualità marginale se si utilizzano portali regolamentati dagli organi di vigilanza (ad esempio Consob o Banca d’Italia), in genere le piattaforme effettuano controlli accurati sui richiedenti che avanzano proposte di finanziamento, però mai dire mai.

La peculiarità del crowdinvesting consente però di mitigare questi rischi perché in pratica si condivide la perdita con tutti gli altri investitori quindi il danno personale è diluito. Questo discorso vale solo nell’ottica che l’investimento sia stato adeguatamente diversificato, perciò è sempre bene studiare e informarsi sulle caratteristiche dello strumento prima di utilizzarlo.

La situazione in Italia

Come al solito l’Italia è indietro rispetto alla media europea – non è un caso che la maggior parte delle piattaforme di crowdfunding hanno sede in paesi esteri, Stati Uniti ma anche Est Europa. Tuttavia, i dati mostrano che il fenomeno è in crescita costante e ci sono tutte le premesse perché continui così anche in futuro.

Il modello equity based è ampiamente sfruttato e lo dimostra il fatto che possiede una sua regolamentazione specifica, inoltre da poco tempo i finanziamenti collettivi per le Startup e PMI innovative sono stati estesi anche alle PMI tradizionali. Non meno significativo l’incremento delle agevolazioni fiscali per chi investe nelle Startup.

Le richieste di prestiti sul modello Social lending aumentano, per cui ci vorrebbe una regolamentazione specifica, di recente è stata introdotta l’applicazione della ritenuta sostitutiva del 26% ai guadagni derivati dall’attività d’investimento.

Si riscontrano soprattutto numeri importanti per quanto riguarda l’Invoice Trading, un modello di fundraising meno noto che consiste nell’anticipo di fatture online.

Negli anni recenti anche il mercato immobiliare italiano ha iniziato a sfruttare le piattaforme di crowdfunding, aprendo così le porte ai piccoli investitori. L’Italia può vantare ottimi portali di Real Estate Crowdfunding che fanno da concorrenza a quelli esteri.

Per avere dati aggiornati al 2019 bisogna però aspettare che l’Osservatorio del Politecnico di Milano pubblichi il prossimo Report italiano sul Crowdinvesting. Nel frattempo, per raccogliere informazioni più tecniche o per approfondire l’argomento può essere utile consultare questi siti autorevoli: Crowdfunding Cloud, P2P Lending Italia e Crowdfunding Buzz.

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Lista delle principali piattaforme italiane

Arriviamo alla seconda parte dell’articolo, quella più pratica e meno teorica: se tu, per dire, volessi iniziare a investire… quali sarebbero le principali piattaforme italiane di crowdfunding da passare al vaglio?

Di seguito ti propongo un elenco ricco ma non completo di quelli che sono i portali – solo italiani – più noti e/o più interessanti per fare crowdinvesting.

Sono suddivisi per categoria e se poi vorrai approfondire le caratteristiche di ognuno, trovi le recensioni complete su Affari Miei (te le linko in ogni paragrafo).   

Buona lettura!

Piattaforme Equity based

Partiamo con l’equity crowdfunding che rappresenta l’investimento più rischioso ma proporzionalmente più profittevole. Ho trattato l’argomento nel dettaglio in questo articolo che ti invito a leggere.

In ragione della sua natura di investimento rischioso la Commissione Nazionale per la Società e la Borsa (Consob) ha redatto uno specifico Regolamento che ogni piattaforma che voglia operare nel settore deve tassativamente rispettare. I portali qui elencati sono proprietà di gestori autorizzati e iscritti nel Registro Consob.

Il principio di funzionamento di queste piattaforme è il seguente: l’utente deve iscriversi al portale, in tal modo può investire liberamente in Startup e PMI acquistando una partecipazione al loro capitale di rischio, proporzionata alla cifra investita. In genere c’è una cifra minima di partenza.

Per investire occorre aderire alle campagna di raccolta che vengono pubblicizzate attraverso apposite schede-progetto; hanno una durata stabilita e seguono il modello All-or-nothing, solo se viene raggiunto in tempo il traguardo di finanziamento la società può incassare i capitali e gli investitori diventano titolari della loro quota.

MamaCrowd

MamaCrowd è il più noto portale italiano di equity crowdfunding, leader nella raccolta collettiva di capitali per Startup e PMI innovative – conta il maggior numero di investitori e di campagne avviate. La piattaforma è gestita dalla società italiana SiamoSoci, iscritta nel Registro Consob dal 2014.

Chiunque può investire su MamaCrowd, purché maggiorenne e in possesso di codice fiscale italiano. Non occorre disporre di grossi capitali perché l’investimento minimo oscilla tra i 250 e i 500 euro a progetto. Chiaramente, se si vuole investire è obbligatoria la creazione di un account – la registrazione, il caricamento dei fondi e l’investimento avvengono in maniera guidata e completamente informatizzata. Il sito non prevede fees dirette a carico dell’investitore.

Il portale mette a disposizione informazioni dettagliate sulle singole offerte in finanziamento. I progetti in vetrina abbracciano diversi settori: ICT, servizi alle imprese, green economy, food e agroindustriale, turismo, settore immobiliare, biotecnologie, sharing mobility ecc.

Se vuoi cimentarti con gli investimenti in equity è bene partire da una piattaforma qualificata e trasparente. MamaCrowd è una prima scelta perché finora ha registrato ottimi risultati, offre valide opportunità d’investimento nel rispetta del Regolamento Consob, ha un sito ricco di contenuti, chiaro e facile da utilizzare.

CrowdFundMe  

La principale concorrente di Mamacrowd è CrowdFundMe, sia per quanto riguarda il numero di investitori, sia per la quantità di capitale raccolto, sia per il numero di campagne lanciate e concluse con successo.

Anche questa piattaforma rispetta tutte le caratteristiche che un portale di equity crowdfunding dovrebbe avere: aderenza al Regolamento Consob, affidabilità, trasparenza, facilità d’uso, offerta di progetti interessanti e buone recensioni da parte di chi l’ha utilizzata.

Il gestore di CrowdFundMe è una società con sede legale a Milano, pienamente operativa dal 2016, il suo compito è di mettere in contatto diretto le Startup e PMI italiane in cerca di capitali con una collettività di potenziali finanziatori.

Chiunque può partecipare con i propri capitali e le proprie conoscenze perché il sito è semplice da utilizzare e l’investimento minimo, in genere, è di appena 250 euro. Non sono previste fees nascoste a carico degli investitori.

CrowdFundMe non ha nulla da invidiare a Mamacrowd, è una piattaforma funzionale, propone progetti in svariati settori e corredati da schede ricche e dettagliate, inoltre presenta la funzione “Follow” che permette di seguire automaticamente ogni aggiornamento importante sulle campagne di raccolta di maggiore interesse.

200Crowd

Tra le migliori piattaforme italiane si annovera anche 200Crowd, proprietà di Two Hundred, una società fintech di Brescia esperta in finanza, information technology e digital marketing.

L’iscrizione alla piattaforma è gratuita e non prevede commissioni. Molti dei progetti proposti riguardano l’high-tech e si parte da un investimento minimo fisso di 500 €, valido per tutte le campagne di raccolta.

Gli investitori che hanno finanziato una Startup o altra azienda ricevono normalmente una percentuale di quote o azioni, ma in alcuni casi ottengono anche delle ricompense speciali diventando i primi utilizzatori del prodotto o servizio commercializzato.

200Crowd è un sito ricco di contenuti, non solo per gli investitori ma anche per gli utenti di passaggio. Senza essere registrati è possibile accedere agli Investor Deck, le schede-presentazione dei progetti (già molto esaustive), in più gli utenti iscritti possono scaricare l’Investor Kit, il file contenente la documentazione completa.

Il gestore offre anche un servizio di consulenza in videochiamata, privo di costi, da usare in caso di dubbi sull’investimento o sul funzionamento del sito stesso. Anche il blog è ricco di approfondimenti, molto utile per aumentare la propria cultura finanziaria e imparare ad orientarsi nel mondo delle startup.

BacktoWork24

BacktoWork24 è uno dei principali gestori di portale di crowdinvesting, è iscritto nel Registro Consob dal 2015 e il suo scopo principale è di supportare le Startup e PMI nella fase di crescita, offrendo servizi di consulenza professionale e aiutandole nel reperimento di capitali, online e offline.

La raccolta online viene svolta per mezzo di campagne di equity crowdfunding a cui possono partecipare investitori privati e professionali – l’iscrizione al sito è gratuita e non ci sono fees dirette.

La piattaforma seleziona solo i progetti più promettenti, in genere da parte di Startup tecnologiche e PMI innovative, ma accoglie anche progetti immobiliari. È possibile visionare le campagne attive anche senza essere registrati, le schede descrittive e la documentazione fornita sono davvero complete. Nel complesso il sito web è gradevole e user friendly.

Il servizio di supporto svolto dalla piattaforma prosegue anche dopo il termine della campagna di raccolta: l’investitore può accedere ad una sezione del portale dedicata al monitoraggio costante dell’Impresa di cui è diventato socio e riceve comunicazioni aggiornate.

Degno di nota è il fatto che BacktoWork24 promuove e favorisce l’incontro e la collaborazione attiva tra le aziende finanziate e quei soci investitori che possiedono competenze manageriali e vorrebbero contribuire al business direttamente.

Next Equity

Next Equity Crowdfunding è una società attiva dal 2014 ed è stata la prima nelle Marche ad aver ottenuto dalla Consob l’autorizzazione alla raccolta online di capitali per finanziare progetti e idee imprenditoriali.

Il procedimento con cui si svolgono le campagne di raccolta sul portale è comune alle altre piattaforme: Next Equity valuta le richieste di finanziamento pervenute e seleziona solamente i progetti che potrebbero essere maggiormente remunerativi per gli investitori.

Quelli che passano la verifica sono pubblicati online e visti dagli investitori ma anche dagli utenti non registrati che possono eventualmente iscriversi e partecipare ad una raccolta. Le campagne di crowdfunding coprono diversi settori: farmaceutica, biotech, edilizia, domotica, digital, medical, sharing economy.

Per ogni progetto viene stabilita una somma minima di investimento. Una campagna per avere successo deve raggiungere un obiettivo minimo di raccolta entro un periodo prestabilito, solo in quel caso la società richiedente entra in possesso del capitale raccolto e gli investitori diventano soci a tutti gli effetti.

Opstart

Opstart è quello che si può definire un ottimo portale di equity crowdfunding: è affidabile, trasparente e in regola, inoltre comunicare in modo completo tutte le informazioni necessarie per comprendere il suo funzionamento.

Il sito è gestito dalla società italiana Opstart S.r.l., iscritta nel Registro dei gestori di portali autorizzati da Consob. Dal suo lancio nel 2015 la piattaforma è stata costantemente attiva e i risultati raggiunti finora sono molto positivi.

Opstart organizza e promuovere campagne di raccolta fondi in favore di Società Offerenti che necessitano di capitali per sviluppare e far crescere il proprio business, principalmente Startup innovative e a vocazione sociale, PMI Innovative e tradizionali.

Opstart seleziona esclusivamente i progetti più interessanti con il ROE potenziale (return on equity) più promettente. Ogni progetto è corredato dalla sua scheda descrittiva che permette agli investitori di raccogliere le informazioni chiave e fare una scelta di investimento consapevole.

Inoltre è presenta l’opzione “Regime alternativo” per l’intestazione delle quote.

Il servizio offerto dalla piattaforma si estende anche oltre la raccolta dei capitali: Opstart continua per almeno tre anni a monitorate l’andamento delle aziende finanziate, nell’interesse degli investitori.

StarsUp

Un altro network molto qualificato è StarsUp, è stato il primo gestore a ricevere l’autorizzazione Consob e così a comparire per primo sul Registro ufficiale.

Questo portale raccoglie online fondi per finanziare le Startup e le PMI innovative e le supporta in tutte le fasi di raccolta del capitale, di sviluppo e di gestione del progetto. Lo scopo di StarsUp è quello di valorizzare la crescita del Paese, perciò promuove l’innovazione italiana nei campi dell’eccellenza: manifattura, turismo, cultura, agricoltura e biomedical. Cerca soprattutto di proporre progetti di “new economy” e selezionare aziende innovative con idee vincenti.

Il sito è molto efficiente, ricco di contenuti e user friendly; l’investimento minimo parte da 500 euro e non ci sono fees dirette a carico dell’investitore.

Il sito propone svariati contenuti di approfondimento in tema di crowdfunding e investimenti che possono risultare molto interessanti per qualsiasi utente, anche non registrato. Sicuramente è un portale da tenere in considerazione.

Action Crowd

Action Crowd è una piattaforma meno competitiva rispetto ai portali che ho elencato in precedenza, non ha i numeri per essere una prima scelta però è in regola e consente di investire in sicurezza – il gestore di Action Crowd è presente nel Registro Consob.

La piattaforma svolge un duplice servizio:

  1. Le Startup e PMI italiane in cerca di capitali online possono candidarsi tramite la sezione del sito “PROPONI UN’IDEA” e sottoporre il loro business plan al team di Action Crowd;
  2. Attraverso la sezione “INVESTI SU UN’IDEA” gli investitori retail possono creare un account e finanziare i progetti imprenditoriali che sono stati approvati e pubblicati sul sito.

Il funzionamento delle campagne di raccolta è il solito: ogni campagna ha un tempo limitato per raggiungere il target di raccolta altrimenti l’operazione si conclude con un nulla di fatto e gli investitori rientrano in possesso dei loro soldi.

Se un progetto raccoglie abbastanza fondi gli investitori che hanno contribuito diventano titolari di una quota di partecipazione della società in misura proporzionale alla cifra versata.

Fundera

Fundera ha saputo distinguersi rispetto alla concorrenza specializzandosi nel settore “cleantech” (clean technology). La piattaforma lancia campagne di raccolta per finanziare progetti ed iniziative che promuovono tecnologie e servizi a basso impatto ambientale attraverso il miglioramento dell’efficienza energetica, l’uso sostenibile delle risorse e di fonti energetiche alternative.

Un investimento tramite Fundera può rappresentare un contributo concreto allo sviluppo delle tecnologie pulite.

Il Gestore della piattaforma è la società Fundera S.r.l. con sede legale a Milano, autorizzata da Consob nel 2014. Oltre alle campagne di equity, Fundera si dedica anche al crowdfunding di tipo donation e reward.

La selezione dei progetti viene fatta dal team di Fundera avvalendosi anche del supporto professionale di terzi. Purtroppo non è possibile visionare anticipatamente i progetti attivi ma è necessario registrarsi.

Fundera, a fronte dei servizi offerti sul portale, applica dei costi a carico dell’investitore che arrivano fino ad un massimo di 30,00 € per ciascun investimento effettuato.

Ecomill

Ecomill S.r.l. è una società costituita nel 2013 a Milano che si occupa di sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Ecomill ha ottenuto nel 2014 l’autorizzazione Consob ad operare come piattaforma di equity crowdfunding ma il lancio effettivo della prima campagna di finanziamento avverrà solo nel corso del 2019.

Ad oggi Ecomill non è ancora attiva ma la cito comunque perché si tratta di un altro esempio di piattaforma “green”: permetterà agli investitori di diventare soci di imprese innovative nei settori energetico e ambientale.

Sarà possibile investire in progetti che utilizzano fonti rinnovabili e promuovono l’efficienza energetica e la mobilità sostenibile, ci saranno anche progetti strettamente legati alla tutela dell’ambiente e alla riqualificazione territoriale.

Muum Lab

Muum Lab non è una delle piattaforme più note però può offrire interessanti opportunità d’investimento. È autorizzata da Consob alla raccolta di capitali di rischio per le Piccole e Medie Imprese, Startup, Fondi e Holding di partecipazioni che investono prevalentemente in imprese innovative.

Una Commissione di valutazione esterna si occupa della selezione dei progetti da presentare sul portale. L’investitore, dopo essersi registrato, può aderire alle campagne di raccolta disponibili che hanno una durata di 90 giorni.

Le offerte si concludono al raggiungimento del target di raccolta stabilito e quindi anche prima del loro termine temporale. L’investimento non ha una soglia minima ma non deve superare i 500 € per volta.

WeAreStarting

WeAreStarting permette di investire in Startup innovative che operano in settori altamente remunerativi: settore hi-tech, biotech, IT, finanza e fintech, cleantech, ma non solo… c’è sempre la possibilità di investire in aziende più tradizionali nel settore food, nel turismo, nell’immobiliare e nel manifatturiero.

Il team della piattaforma selezione le idee imprenditoriali di qualità che possono apportare del valore aggiunto all’economia e alla società.

La piattaforma è semplice da utilizzare e non prevede costi a carico degli investitori. L’utente che vuole investire deve seguire il solito procedimento: iscriversi sul portale, scegliere il progetto tra quelli attivi ed effettuare l’ordine d’investimento, autenticarsi e caricare i soldi, infine investire la somma prescelta.

Ogni progetto pubblicato sul sito è accompagnato da una scheda descrittiva abbastanza esaustiva e l’utente può visionare lo stato di avanzamento delle campagne in corso.

L’investimento di partenza è variabile in base al progetto scelto ma può essere anche molto basso, fino a 100 € o anche meno.

WeAreStarting adotta l’Intestazione conto terzi come modalità d’investimento preferenziale.

Piattaforme di Social Lending

Ho trattato l’argomento del Social Lending in questo articolo in cui spiego bene come funziona. In genere, su queste piattaforme si può prestare denaro a priva o aziende. Non si investe mai in un unico prestito ma si suddivide il proprio capitale fra più debitori in modo da diversificare l’investimento.

Questa operazione può essere fatta manualmente, scegliendo le richieste di prestito da una lista, oppure in modalità automatica: è il sistema che investe per conto dell’utente in base alle sue direttive.

Il pagamento del debito avviene a rate, distribuite su più mesi o anni, oppure avviene con un solo pagamento. Con il capitale si ricevono anche gli interessi maturati, variabili in base al tipo di prestito, alla sua durata e al livello di affidabilità del debitore.

Non esiste una regolamentazione specifica per i portali di lending però un buon gestore si riconosce dalla trasparenza e chiarezza con cui comunica le informazioni e dall’affidabilità del suo nome.

Smartika

Smartika è forse il principale portale italiano di social lending. Il sistema è uno di quelli classici di prestiti P2P, ovvero prestiti tra privati diretti che non fanno capo a nessun istituto di credito. Dal 2012 la società è autorizzata da Banca d’Italia ad operare come Istituto di Pagamento – si occupa di gestire i trasferimenti di denaro dai Prestatori ai Richiedenti e viceversa.

Le richieste di prestito vengono accolte da Smartika e selezionate, passano solo quelle che provengono da soggetti meritevoli e che hanno un reddito in grado di sostenere i pagamenti.

Chi vuole investire deve fare un’offerta indicando importo e durata del prestito, tasso di interesse desiderato e classe di rischio. A quel punto, Smartika divide in parti uguali l’offerta e la distribuisce su più prestiti.

Quindi, ogni Richiedente riceve un’offerta di prestito combinata da Smartika mettendo insieme diversi Prestatori. Se il Richiedente accetta riceve il pagamento e si impegna a ripagare i creditori con rate mensili, capitale più interessi.

Questo sistema di suddivisione permette di diversificare l’investimento e di minimizza le perdite, nel caso un debitore non dovesse ripagare.

L’investimento minimo è di 100 €, i rendimenti all’anno non superano il 6,5% e gli investitori devono pagare una commissione annuale.

Prestiamoci

Anche Prestiamoci è un classico marketplace per prestiti tra privati peer to peer, di proprietà della società Prestiamoci S.p.A. che ha sede a Milano.

Il portale permette ai piccoli investitori di prestare i propri soldi ai privati e guadagnare dagli interessi. La selezione dei debitori da parte della piattaforma è fatta sulla base della loro storia creditizia.

L’investimento minimo è un po’ altuccio, parte da 1.500 euro, e i piani di rimborso variano dai 12 mesi ai 6 anni, quindi l’investimento richiede tempi medio-lunghi. L’investitore deve anche sostenere una commissione d’iscrizione annuale.

Prestiamoci funziona un po’ come Smartika: permette di investire in modalità automatica e di diversificare il portafoglio su più prestiti – l’eventuale inadempienza di un debitore comporta una perdita solo marginale rispetto al totale dell’investimento.

La piattaforma nel complesso è valida e può competere con Smartika: è facile da utilizzare, ha un Mercato secondario e non manca la disponibilità di prestiti attivi, i rendimenti attesi oscillano tra il 3,62% e il 6,60%.

October   

October non è propriamente una piattaforma made in Italy, si tratta di un gestore internazionale, attivo in Italia come in altri paesi europei. Qui da noi è una delle realtà principali che si occupano di prestiti online. Diversamente dalle piattaforme elencate prima, October si occupa solo di prestiti peer to business, cioè tra investitori privati e aziende.

Il marketplace mette in contatto domanda e offerta dando l’opportunità alle piccole e medie imprese italiane di ottenere finanziamenti senza ricorrere al sistema bancario tradizionale. Gli utenti che vogliono prestare alle aziende devono registrarsi su October Italia, non devono pagare commissione e possono investire anche un importo minimo di 20 euro.

Il team di analisi del credito di October seleziona accuratamente le imprese che richiedono i finanziamenti e attribuisce loro un rating di rischio. Da questo rating e dalla durata del prestito dipende il tasso di interesse che riceve l’investitore, variabile tra il 2,5% e il 9,9%.

A fianco dei prestatori privati partecipano automaticamente a tutti i progetti anche gli investitori istituzionali e October stessa. Questo modello di finanziamento misto istituzionale-privato garantisce che tutti i progetti ottengano i fondi e rassicura l’investitore del fatto che pure October è interessata alla buona riuscita dell’investimento.

Soisy

Si tratta della fintech che ha raccolto nel nostro Paese la cifra più alta in una campagna di crowdfunding, e nel minor tempo: lo scorso novembre, infatti, Soisy ha raccolto 1.250.000 euro in soli 8 giorni, con un overfunding di 350.000 euro rispetto al primo obiettivo prefissato.

Soisy è un Istituto di Pagamento autorizzato e vigilato da Banca d’Italia a operare nell’ambito del peer to peer lending ma secondo un modello di business leggermente diverso: gli investitori finanziano altri privati nei loro acquisti effettuati su siti eCommerce convenzionati con Soisy.

Il funzionamento è molto semplice: gli investitori prestano il loro denaro agli acquirenti anticipando la spesa direttamente ai gestori degli eCommerce, che così incassano subito l’importo totale del prodotto e consegnano la merce all’acquirente. Infine, gli acquirenti ripagano comodamente in rate mensili il capitale e gli interessi ai prestatori.

I prestiti su Soisy vantano tassi di interesse che partono dal 5,5% fino ad arrivare al 13,5%, con un rendimento lordo annuale atteso che oscilla tra il 5% e il 7%. Non vi sono costi di registrazione ma l’investitore deve sostenere una fee per ogni rata di pagamento avvenuta.

BorsadelCredito.it

BorsadelCredito è un marketplace di tipo lending per finanziare le aziende italiane in cerca di capitali. Si tratta della prima piattaforma di peer to business nata in Italia. Riesce a dare credito alle imprese italiane in 3 giorni offrendo a chi presta un rendimento medio annuo lordo del 5%.

BorsadelCredito è nata nel 2013 come piattaforma digitale di brokeraggio per il credito alle aziende e solo nel 2015 ha sviluppato una piattaforma di P2B lending ed è diventato Istituto di Pagamento autorizzato da Banca d’Italia.

Per prestare bisogna iscriversi alla piattaforma con una registrazione semplice e veloce. Gli investitori possono prestare qualsiasi somma a partire da un minimo di 100 euro. La piattaforma fornisce tutti i dati relativi al settore di appartenenza delle aziende oggetto di finanziamento.

La restituzione del prestito avviene con una rata mensile fissa e il tasso complessivo applicato ai finanziamenti (il TAEG) si aggira tra il 7% e il 15%, in base al rischio.

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Piattaforme di Real Estate Crowdfunding

Il settore immobiliare è da pochi anni un sottogenere di successo del crowdinvesting. Esistono piattaforme focalizzate esclusivamente sul mattone, che permettono ai piccoli investitori di accedere ad un mercato ricco di opportunità ma che prima era esclusivo di investitori professionali.

Il modello di investimento del Real estate crowdfunding può essere del tipo equity based o social lending o entrambi, l’unica differenza rispetto alle piattaforme prima elencate è che alla base del finanziamento c’è sempre un progetto di tipo immobiliare. Per avere maggiori dettagli leggi questo articolo.

Walliance

Iniziamo citando Walliance, è stato il primo portale ad aprire in Italia per quanto riguarda gli investimenti online nel settore Real Estate – oggi è un punto di riferimento negli investimenti immobiliari di tipo crowdfunding. Walliance è una piattaforma equity based, pertanto è iscritta al Registro Consob e rispetta la regolamentazione messa a tutela degli investitori retail.  

Walliance seleziona per il finanziamento vari progetti immobiliari con finalità di tipo residenziale, turistica o commerciale, e che abbiano un ritorno tra il 10 e il 20%. Gli immobili possono essere collocati in Italia ma anche all’estero.

Al solito, bisogna prima registrarsi, gratuitamente, così da poter visionare interamente tutte le offerte disponibili e scegliere quelle più in linea con i propri interessi. La somma minima che si può investire è di 500 €.

Il capitale investito finisce in mano alla società immobiliare e con il buon esito del progetto, cioè se l’immobile viene venduto entro il tempo pattuito, l’investitore riceve una parte degli utili generati, in proporzione al valore della quota posseduta.

A parità di guadagni si tratta di una piattaforma per investimenti anche molto rischiosi, però il portale è affidabile, trasparente e qualificato. Per chi sceglie di cimentarsi in questo settore sicuramente Walliance è la scelta più ovvia.

Concrete

Concrete è una piattaforma da poco entrata nel business del mattone online: è stata ammessa nel Registro Consob nell’aprile 2018. Su Concrete si raccolgono fondi per finanziare progetti immobiliari di sviluppo con destinazione residenziale ma anche turistico/ricettiva.

Il tipo di investimento è equity based quindi gli investitori partecipano al capitale di rischio delle società che realizzano i progetti immobiliari e ne diventano soci effettivi. Le quote/azioni oggetto della raccolta appartengono a società di diritto italiano ma i progetti possono avere luogo sia in Italia che in altri paesi. Questi vengono vagliati e selezionati dal Comitato di Valutazione di Concrete che è formato da professionisti del settore.

Ogni progetto stabilisce un limite minimo di partecipazione ma non c’è un limite massimo d’investimento. La registrazione al portale è completamente gratuita, tuttavia su ogni investimento effettuato grava una “Investment fee”.

I progetti scelti da Concrete hanno un ROI potenziale molto elevato ma visto che si parla di una piattaforma relativamente recente è presto per giudicare se sarà una degna concorrente di altri player del Real Estate.

Trusters

Trusters è invece il primo esempio italiano di piattaforma di crowdfunding immobiliare del tipo lending, nata per fare concorrenza della spagnola Housers. Gli investimenti avvengono quindi nella forma di presti “peer to peer” nei confronti di società immobiliari.

La piattaforma appena nata (2018/2019) è gestita da Truster Italia; è agente di pagamento autorizzato dalla Banca di Francia e opera in convenzione con Lemon Way (Istituto di pagamento indipendente). Trusters porta avanti una partnership commerciale con il gruppo immobiliare in franchising RE/MAX Italia.

La piattaforma predilige investimenti a basso rischio su suolo italiano ma in grado di generare redditi interessanti: immobili all’asta, cambi di destinazione d’uso, frazionamenti con ristrutturazione e riqualificazioni.

Gli utenti possono investire a partire da 100 euro, il prestito viene ripagato al termine dell’investimento e inizia a maturare gli interessi all’atto della conclusione della raccolta. Su Trusters i prestiti hanno una durata relativamente breve, è possibile incassare i rendimenti nel giro di 9 mesi con tassi di interesse in media del 6%.

L’iscrizione al sito è gratuita e non ci sono commissioni dirette per l’investitore. Trusters è una piattaforma promettente ma bisogna vedere come evolverà.

Rendimento Etico

Cito un’altra piattaforma italiana di crowdfunding immobiliare di recentissima creazione (febbraio 2019) che è un caso un po’ particolare, si chiama Rendimento Etico e tratta prestiti peer to peer con finalità sociali.

La piattaforma è nata dall’idea dell’investitore ed esperto nel settore immobiliare Andrea Maurizio Gilardoni, e si appoggia a Credito Italia, un società di sua proprietà che si occupa in modo specifico di affrontare il problema del debito ipotecario.

Credito Italia entra in trattativa con i creditori prima che una casa venga messa all’asta e si impegna a saldare il mutuo in sofferenza acquistando l’immobile. L’obiettivo della società è quello di azzerare il debito delle persone che vivono una situazione economica difficile condividendo questi progetti sulla piattaforma Rendimento Etico, secondo il meccanismo tipico del crowdfunding.

In tal modo i membri della community online possono creare profitto con le opportunità del mercato immobiliare aiutando al tempo stesso le persone in difficoltà finanziaria.

Nonostante questo tipo di funzionamento, che è piuttosto innovativo rispetto a quello messo in atto da altre piattaforme, Rendimento Etico si impegna anche a promuovere operazioni immobiliari proposte da soggetti terzi.

E il modello Reward? Eppela

Avevo detto che mi sarei focalizzato esclusivamente sul crowdinvesting, tuttavia ho piacere di citare anche quest’ultima piattaforma, che si occupa di reward crowdfunding, il motivo è che si tratta di un portale molto noto in Italia la cui attività è spesso pregevole: aiuta idee e progetti di grande valore a venire alla luce. Sto parlando di Eppela…

Eppela è la principale piattaforma reward based italiana, potremmo definirla la versione nostrana di Kickstarter perché supporta iniziative e progetti in ambito creativo, artistico e artigianale.

Il principio di Eppela è che sia la community del web a venire in soccorso di artisti e creativi. A proporre i progetti possono essere individui comuni, persone giuridiche, enti (sia pubblici che privati), aziende, associazioni e fondazioni. Il gestore fa una valutazione di fattibilità delle candidature ricevute, seleziona quelle valide e le guida nella creazione della loro campagna di promozione.

Chi vuole sostenere un progetto deve invece registrarsi gratuitamente su Eppela e accedere alla scheda del progetto interessato. Nella pagina della campagna è possibile selezionare l’importo della propria donazione: a diversi importi corrispondono diversi tipi di ricompense, da quelle semplicemente simboliche fino a quelle più ghiotte.

Eppela prevede due campagne di raccolta: All or nothing e Keep it all. Se la campagna ha successo, il titolare entra in possesso dei fondi raccolti e le persone che hanno contribuito maturano il diritto a ricevere la ricompensa, con le modalità e i tempi comunicati dal creatore del progetto.  

Conclusioni

Questo è quanto c’è da sapere (a grandi linee) sul fenomeno del crowdfunding in Italia. Ora sai quali sono le principali piattaforme per investimenti online, puoi approfondire l’argomento spulciando la sezione riservata al Crowdfunding su Affari Miei.

Se poi vorrai informarti in maniera più seria e acquisire conoscenze professionali in fatto di crowdinvesting, sappi che nella mia Academy è da poco presente una nuova guida dedicata alle piattaforme online: “Crowdfunding Italia. La Guida per Investire Consapevolmente

L’ho realizzata con lo scopo di aiutare i lettori a comprendere i reali vantaggi e i rischi nascosti degli investimenti su piattaforme online. La Guida è in offerta lancio a 19 euro, si tratta di una cifra onesta e piuttosto irrisoria se paragonata all’eventualità di perdere i tuoi soldi perché utilizzati nel modo improprio.

Buona fortuna e buon proseguimento su Affari Miei!


Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:


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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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