Crowdfunding: Come Funziona e Come Investire

Benvenuto su Affari Miei, il blog #1 in Italia dedicato alla finanza personale, alla crescita economica e alla gestione dei risparmi. In questo articolo ti propongo una piccola guida al fenomeno del Crowdfunding: cos’è, come funziona e come puoi servirtene per investire i tuoi soldi. 

Ne ho lungamente parlato sul blog, di questo tema, nell’apposita sezione, ma era giusto dedicare uno spazio apposta per chiarirne le caratteristiche. Continua a crescere, infatti, il numero di risparmiatori che fa investimenti attraverso le piattaforme di crowdfunding; ed è per questo che ritengo utile fare un sunto delle caratteristiche, potenzialità e dei rischi degli investimenti online in modo che, quando ti approccerai all’equity crowdfunding o al social lending saprai farlo responsabilmente e senza commettere errori inutili.

L’argomento è ampio perciò cercherò di concentrare gli aspetti più rilevanti senza dilungarmi troppo. Cominciamo…

Cos’è il crowdfunding

Tutti sappiamo che il crowdfunding consiste nella raccolta di fondi su Internet, è una forma di finanziamento alternativa ai consueti canali di credito: non è la banca a concedere un prestito al soggetto richiedente ma è una collettività di finanziatori a fornire i capitali necessari per la realizzazione di uno scopo preciso. Il termine inglese “crowd-funding” significa letteralmente “finanziamento dalla folla”.

Le parti in gioco sono tre:

  1. Il promotore della campagna di crowdfunding, colui che necessita di risorse economiche per realizzare un progetto, finanziare un’attività o sostenere delle spese ma non ha i mezzi per farlo, sia esso un’impresa, un ente pubblico o un privato;
  2. La folla, ovvero tutti i soggetti, persone fisiche e giuridiche, che partecipano con le loro risorse economiche al finanziamento, vuoi per beneficienza o per ricevere in cambio una “ricompensa” materiale o di tipo finanziario;
  3. L’intermediario, ovvero una società fintech che gestisce una piattaforma online sulla quale avviene l’incontro tra la domanda e l’offerta.  

Due parole sulla storia

Le prime forme di finanziamento collettivo risalgono al 1700, ma indubbiamente Internet e la moderna tecnologia finanziaria hanno reso possibile in termini pratici lo sviluppo del crowdfunding.

Nel 1997 il gruppo rock britannico Marillion finanziò il suo tour con le donazioni dei fan raccolte attraverso un giro di email. Ispirandosi a questo e ad altri episodi isolati, nacquero poco per volta i primi Internet marketplace.

Le fonti sono discordanti nel riferire quale sia stata la prima piattaforma di crowdfunding ma possiamo affermare che nei primi anni 2000 comparvero negli USA le piattaforme ArtistShare, per finanziare artisti e progetti musicali, e Kiva per finanziare piccoli imprenditori nei paesi in via di sviluppo. Qualche anno dopo fu il turno delle note piattaforme reward based, Indiegogo (2008) e Kickstarter (2009). Il termine ufficiale “crowdfunding” comparve nel 2006.

Una svolta decisiva è stata rappresentata dalla crisi finanziaria del 2008 che ha reso sempre più difficile per le imprese ottenere finanziamenti attraverso i canali tradizionali. L’industria del crowdfunding è rapidamente diventata un’opzione gettonata sia come risorsa di finanziamento che come opportunità d’investimento, tanto che oggi esistono diverse forme di crowdfunding e decine di portali settorializzati.

Tipologie di crowdfunding

Esistono 4 tipologie principali di crowdfunding, distinguibili per il tipo di “ricompensa” che prevedono:

  • Modello Donation – in genere utilizzato dalle realtà no-profit perché finalizzato alla raccolta fondi per cause sociali, benefiche e culturali. Chi devolve il denaro lo fa senza aspettarsi una ricompensa, al più riceve un ringraziamento simbolico;
  • Modello Reward – molto sfruttato da artisti e creativi con un’idea di business in testa ma senza i fondi per realizzarla. I sostenitori ricevono in cambio il prodotto o servizio realizzato grazie ai fondi raccolti, per questo motivo il modello reward è spesso assimilato ad un pre-ordine o pre-acquisto; 
  • Modello Social Lending – permette di erogare micro-prestiti a privati o aziende che hanno bisogno urgente di liquidi per pagare delle spese eccezionali ma anche ordinarie. I creditori riottengono poi la somma prestata maggiorata degli interessi;
  • Modello Equity – consente a Startup, PMI e altre imprese di raccogliere capitali dal basso per finanziare la propria crescita in cambio della vendita di quote o azioni. In tal modo i finanziatori partecipano al capitale sociale dell’impresa diventandone soci a tutti gli effetti e godendo del complesso dei diritti patrimoniali e amministrativi che ne derivano.

I vantaggi del crowdfunding

Il crowdfunding realizza lo sviluppo e il progresso attraverso la democratizzazione della finanza e dell’economia, è un modello flessibile che può essere sfruttato per diversi scopi.  

Il primo vantaggio è sicuramente per coloro che sono esclusi dai canali di credito tradizionali, in questi casi il crowdfunding rappresenta davvero una risorsa importantissima.

Il crowdfunding è un mezzo per supportare i settori dell’innovazione: tantissimi progetti di alto valore tecnologico e scientifico hanno visto la luce grazie al crowdfunding, e recentemente si sta diffondendo un nuovo filone, il crowdfunding energetico, che prevede il finanziamento esclusivo di progetti “green” a ridotto impatto ambientale.

Oltre a dare una spinta verso il futuro il crowdfunding è anche un canale di sostegno dell’economia locale: è un trampolino di lancio per le Startup e le PMI innovative, ma non solo, moltissime aziende già avviate fanno ricorso al prestito sociale per finanziarsi.

È un mezzo per sostenere gli artisti, la cultura e le iniziative sociali. Permette di coinvolgere direttamente le persone in progetti che apporteranno beneficio alla collettività, ad esempio il civic crowdfunding ricorre alla comunità per il finanziamento di opere pubbliche.

Una campagna di crowdfunding è anche un ottimo mezzo per un promotore di raggiungere visibilità, fare marketing e testare la validità del progetto per cui raccoglie i finanziamenti.

In ultimo, grazie alle piattaforme di crowdfunding sono nate nuove opportunità d’investimento accessibili a tutti – sul piano teorico chiunque può diventare creditore, acquistare quote di una società o investire nel mercato immobiliare.

Crowdinvesting e crowdfunding: differenze

Il crowdinvesting è una sottocategoria del crowdfunding, riguarda esclusivamente quelle modalità di finanziamento che prevedono un ritorno economico per i sostenitori a fronte della sopportazione dei classici rischi di un investimento. Delle 4 categorie di crowdfunding che ho elencato prima, quelle che rientrano in questa descrizione sono l’Equity crowdfunding e il Social lending, più il filone del crowdfunding immobiliare.

Il Real estate crowdfunding, non è propriamente una categoria a sé poiché segue i modelli equity based o social lending, ma da solo rappresenta una fetta importante delle piattaforme di crowdfunding per cui ha una dignità propria. L’oggetto dei finanziamenti è sempre un progetto di tipo immobiliare.

Oltre alle tipologie principali esistono forme di crowdinvesting meno note:

  • il modello royalty prevede che i finanziatori ricevano i diritti di proprietà intellettuale del progetto supportato, ossia una quota dei profitti che verranno generati dal suo sfruttamento per fini commerciali;
  • l’invoice trading è un sottogenere del social lending che consiste nella cessione di fatture commerciali da parte di PMI ad investitori che ne anticipano il saldo.

Perché investire con le piattaforme?

Le piattaforme di crowdinvesting sono un canale alternativo d’investimento accessibile un po’ a tutti, sia investitori retail che investitori istituzionali e professionali. Dalla loro hanno dei vantaggi innegabili:

  • Sfruttano la tecnologia, basta avere una connessione a Internet, un pc, e poi chiaramente dei soldi da investire. Sono facili da utilizzare e completamente automatizzate;
  • Non hanno costi di utilizzo, e se li hanno sono molto bassi, per il fatto che la gestione degli account degli utenti e dei loro investimenti è automatizzata. Per ripagarsi del servizio, le piattaforme trattengono delle percentuali dal capitale raccolto che non pesano direttamente sull’investitore;
  • È possibile investire a partire da cifre minime, anche sotto i 100 euro;
  • Non è necessario essere investitori esperti, anche se un po’ di cultura finanziaria non fa male;
  • Le piattaforme hanno reso accessibili ai piccoli investitori mercati che prima erano esclusivi, ad esempio il mercato immobiliari ma anche gli investimenti in Startup innovative;
  • Ti permettono di diversificare il tuo investimento puntando ai mercati migliori a livello europeo e mondiale;
  • Puoi finanziare progetti in cui credi davvero, che ti coinvolgono emotivamente e intellettualmente o che pensi avranno un impatto positivo sulla società e sull’economia;
  • I rendimenti sono sicuramente interessanti, in certi casi anche superiori ad altri strumenti finanziari più tradizionali, ma ciò dipende dal tipo di investimento.
  • Le piattaforme di crowdfunding autorizzate dagli organi di vigilanza sono sistemi relativamente sicuri;
  • Il danno personale per gli investitori è “diluito” perché, in pratica, si condivide fra tutti il rischio di perdita;
  • In alcuni casi, ad esempio per gli investimenti in Startup e PMI innovative, ci sono degli sgravi fiscali.

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Come funzionano le piattaforme

Esistono importanti differenze da piattaforma a piattaforma in ragione della diversa destinazione d’uso. Sono numerose le piattaforme estere a cui possono accedere gli investitori internazionali, ma non mancano le opportunità anche in Italia. La regola sempre valida è di utilizzare operatori autorizzati dall’autorità del paese di riferimento.

In generale un marketplace è una piazza d’incontro tra domanda e offerta. Coloro che hanno bisogno di un finanziamento e coloro che vogliono finanziare si rivolgono al portale che combina le esigenze opposte di ambo le parti e favorisce lo scambio economico.

Il ruolo principale della piattaforma è di selezionare le richieste di prestito o di finanziamento pervenute. Solo quelle giudicate più solide e affidabili vengono pubblicate sul sito-vetrina dove gli investitori possono vederle e valutarle.

Nota bene: una piattaforma di crowdfunding non è una società di servizi di investimento e neppure un istituto di credito.

Per investire è necessario creare gratuitamente un account sulla piattaforma, da cui si effettueranno le operazioni di caricamento fondi, investimento e prelevamento, tramite bonifico da e verso il proprio conto bancario. In genere i marketplace si appoggiano ad una banca partner per quanto riguarda l’apertura dei conti deposito intestati agli investitori.

Piattaforme di Social lending

In genere, su queste piattaforme si può prestare denaro a privati o aziende, le finalità dei prestiti sono molteplici, spesso le piattaforme si settorializzano su specifiche tipologie di credito.

L’investitore non si impegna mai in un unico prestito ma suddivide il suo capitale fra più debitori in modo da diluire il rischio. Questa operazione può essere fatta manualmente, scegliendo le richieste di prestito da una lista, oppure in modalità automatica, lasciando che sia un algoritmo a investire per proprio conto.

Il ritorno dall’investimento è rappresentato dal tasso di interesse applicato dalla piattaforma al prestito in corso. Il tasso di interesse dipende da vari fattori: durata del prestito, piano nei pagamenti, affidabilità del debitore, somma investita ecc.

Quando il capitale investito viene ripagato si ricevono anche gli interessi maturati. La piattaforma si occupa inoltre della gestione delle attività di recupero crediti nel caso in cui un debitore diventi insolvente. Ho trattato l’argomento del social lending in questo articolo.

Piattaforme di Equity crowdfunding

Il principio di funzionamento di queste piattaforme è il seguente: l’utente può investire liberamente in progetti di sviluppo promossi da startup e piccole e medie imprese, acquistando una partecipazione al loro capitale di rischio proporzionata alla cifra investita. In genere le società che fanno richiesta di finanziamento sono attive nel settore tecnologico o in ambiti altamente innovativi.

In base alla sua forma giuridica la società oggetto del finanziamento può rilasciare quote societarie (in caso di S.r.l.) o azioni (in caso di S.p.A.).

Per investire occorre aderire alle campagne di raccolta che vengono pubblicizzate sul portale attraverso apposite schede-progetto; le campagne hanno una durata stabilita e seguono il modello All-or-nothing: la società può incassare i capitali raccolti solo nel caso in cui la campagna raggiunga il target minimo di finanziamento prima della sua scadenza, altrimenti si conclude con un nulla di fatto.

Chi investe in startup e PMI ha prospettive di guadagno a lungo termine: l’investimento avrà successo se la società saprà sviluppare il proprio business, in caso di andamento positivo del progetto imprenditoriale la quota in possesso crescerà di valore ben oltre l’investimento iniziale. Potrebbe anche accadere l’opposto, cioè che la società fallisca, pertanto non vi è alcuna garanzia per il capitale investito.

Le forme più comuni di remunerazione per gli investitori sono queste:

  • La vendita della quota ad un altro investitore per un valore maggiore rispetto a quello d’acquisto;
  • La vendita della quota nel caso in cui la società venga acquistata da un soggetto terzo;
  • La distribuzione degli utili della società tra i suoi soci.

Per saperne di più puoi leggere l’articolo in cui tratto l’equity crowdfunding.

Piattaforme di Real estate crowdfunding

Queste piattaforme permettono ai piccoli investitori di accedere ad un mercato ricco di opportunità ma che prima era esclusivo di investitori professionali.

L’investimento immobiliare non ha nulla a che fare con il possesso e l’amministrazione di un immobile, perché il modello segue le logiche dell’equity crowdfunding o del social lending o di entrambi, a seconda della scelta della piattaforma.

Nel modello equity i profitti possono essere realizzati attraverso il reddito da locazione che viene distribuito dallo sponsor immobiliare tra i soci-investitori, oppure dal guadagno derivato dalla rivendita dell’immobile. Nel modello lending invece, i finanziatori investono nel prestito ipotecario associato a una proprietà.

Per il resto, il funzionamento delle piattaforme di crowdfunding immobiliare è analogo alle precedenti. Per avere maggiori dettagli leggi questo articolo.

Rischi degli investimenti online

Per il crowdinvesting valgono le stesse regole degli strumenti finanziari tradizionali: se vuoi maggiori guadagni devi sopportare maggiori rischi. Il tipo di rischio e l’entità della rendita variano da investimento a investimento e seguono regole specifiche in base alla piattaforma di riferimento.

Facendo un discorso approssimativo l’investitore è sempre soggetto a questi rischi:

  • Che il capitale investito vada perduto, in parte o completamente, a causa dell’insuccesso dell’investimento e di una scorretta comprensione dello strumento (nel caso dell’equity), oppure perché il debitore non ha ripagato quanto dovuto (nel caso del social lending);
  • Che i guadagni siano inferiori al previsto. Soprattutto nel caso degli investimenti in equity non ci sono guadagni certi, tutto dipende dal successo che avrà l’impresa finanziata;
  • Rischio di truffe; è un’eventualità marginale se si utilizzano portali regolamentati dagli organi di vigilanza, in genere le piattaforme effettuano controlli accurati sui richiedenti che avanzano proposte di finanziamento, però mai dire mai.

I guadagni e rischi maggiori sono sicuramente quelli legati agli investimenti in equity. Essere azionista significa partecipare al rischio d’impresa: il tuo investimento sarà fallimentare se la società subirà una forte perdita, se invece sarà in grado di generare utili e si pagare i dividendi, allora il valore del tuo investimento potrà aumentare.

Nel caso delle Startup e PMI innovative tutto il discorso si complica, si tratta di società neo-costituite o molto giovani, senza una storia alle spalle e che spesso non hanno un mercato di riferimento proprio in virtù della loro componente “innovativa”.

Esistono poi delle regolamentazioni in Italia che vietano la distribuzione degli utili tra i soci finché permane lo status di startup. Inoltre, gli strumenti finanziari emessi dalle società innovative non possono essere negoziati nei mercati organizzati per cui può diventare difficile venderli al loro reale valore – rischio di illiquidità.

Un altro rischio dell’equity crowdfunding è legato alla mancanza di esperienza e conoscenza in ambito finanziario. L’investitore principiante può essere penalizzarlo nel momento in cui deve stimare il valore futuro dell’impresa in cui intende investire.

In generale, un titolo di capitale è più remunerativo e rischioso di un titolo di debito, ma ciò non significa che il prestito sociale sia un investimento “leggero”. La maggior parte dei prestiti non sono garantiti: se il debito non viene pagato e le manovre di recupero del credito sono infruttuose restano poche possibilità di ricorso. Il creditore rischia di perdere l’investimento.

Purtroppo il default del debitore è un’eventualità tutt’altro che rara, alcuni portali prendono infatti delle misure extra a tutela dei creditori, ad esempio offrono l’opzione buyback guarantee che permette di uscire da un prestito problematico rientrando in possesso del proprio capitale.

In sintesi, gli investimenti su piattaforme di crowdfunding sono molto rischiosi e non vanno presi alla leggera. Trovi gli stessi concetti spiegati in modo più incisivo nel mio Podcast:

Regime fiscale

La fiscalità e la tassazione nel crowdfunding variano da paese a paese e in base alla tipologia dell’investimento, perciò spesso non è facile capire quale regime fiscale bisogna seguire.

A grandi linee occorre far riferimento alla disciplina prevista per:

  • La regolamentazione dell’IVA all’interno dei vari modelli di finanziamento;
  • Le esenzioni e gli sgravi fiscali previsti per gli investimenti in Startup e PMI innovative;
  • La tassazione dei guadagni derivati dagli investimenti di tipo social lending.

I miei consigli per investire

Supponendo che tu stia per entrare nel giro del crowdinvesting, voglio darti alcuni suggerimenti per aumentare le tue possibilità di riuscita e per limitare i danni:

  1. Affidati ad un sito con buone credenziali: trasparente, affidabile, regolamentato, con buone recensioni, che offra varie proposte di investimento e forme a tutela dell’investitore;
  2. Impegnati in attività che sono proporzionate al tuo profilo di rischio, alle tue risorse economiche e alla tua disponibilità temporale;
  3. Limita la tua esposizione ai rischi diversificando il più possibile l’investimento all’interno di una stessa piattaforma e anche fra più piattaforme diverse;
  4. Investi solo cifre che sei disposto a perdere e che rappresentino una piccola percentuale del tuo portafoglio complessivo;
  5. Prima di investire analizza bene il business plan di un progetto o i termini di un prestito, tra cui il merito creditizio del debitore;
  6. Inserisci questo tipo di investimenti in una strategia di più ampio respiro, non ne hai una? Studia e scopri come costruirla.

Da dove cominciare

Da dove puoi partire per iniziare a investire con le piattaforme di crowdfunding? Se hai già una buona conoscenza finanziaria e un piano di crescita personale significa che i mezzi non ti mancano. Il web, del resto, è una fonte inesauribile di informazioni e trovi diversi contenuti di approfondimento anche su Affari Miei, esiste infatti (come anticipato) una sezione riservata interamente al Crowdfunding con tantissime recensioni di piattaforme italiane ed estere.

Se poi vorrai informarti in maniera più seria e acquisire conoscenze professionali in fatto di crowdinvesting, nella mia Academy trovi una guida dedicata alle piattaforme online: “Crowdfunding Italia. La Guida per Investire Consapevolmente”.

Se invece sei alle prime armi, non possiedi ancora una corretta cultura finanziaria e ti manca proprio una strategia di crescita ben pianificata, allora investire in questo o quello strumento non farà molta differenza. Prima devi formarti e acquisire gli strumenti per poter fare delle scelte davvero consapevoli. Una buona strategia d’investimento individuale va affrontata a monte della scelta della piattaforma o dello specifico servizio.

È quello che spiego nel mio corso-metodo: “100 Mila Euro sul Conto”, l’unico corso che ti insegna a proteggere i tuoi risparmi e a investire senza rischi inutili e fregature.

Ti propongo di cliccare sul link e darci un’occhiata senza impegno, se poi non sei interessato ti consiglio caldamente di servirti di Affari Miei, con tutta la mole di articoli, podcast, video, recensioni e guide, per acquisire quella formazione di base che ti manca.

Conclusioni

Siamo arrivati alla fine della guida sul crowdfunding e sul suo utilizzo per investire. Se poi vorrai riascoltare i contenuti chiave illustrati in questo articolo ti propongo il video qui sotto.

Prima di salutarti ti ricordo che sul mio blog puoi accedere a una serie di guide studiate per orientare le tue scelte d’investitore in base alla tua età e alla tua situazione personale:

Buona fortuna e buon proseguimento su Affari Miei!


Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:


mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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