CrowdFundMe: ecco Come Investire in Startup con Questa Piattaforma!

In Italia l’equity crowdfunding permette alle imprese di raccogliere capitali attraverso piattaforme online. Il settore è disciplinato dal Regolamento UE 2020/1503 e dalla normativa nazionale applicabile. Oggi analizzeremo la piattaforma CrowdFundMe.

Una buona piattaforma di crowdfunding presenta queste caratteristiche: affidabilità, trasparenza, facilità d’uso, offerta di proposte interessanti e buone recensioni. Oggi scopriremo se CrowdFundMe risponde alle aspettative e, alla fine, ti darò anche alcuni consigli in fatto di investimenti ad alto rischio, perché l’equity presenta opportunità di rendimento ma anche la possibilità di perdere l’intero capitale investito. Se vuoi approcciarti allo strumento lo devi fare con massima consapevolezza e responsabilità!

Cominciamo!

Che cos’è CrowdFundMe

CrowdFundMe nasce nel 2013 e diventa pienamente operativa nel 2016. Il portale è autorizzato come fornitore di servizi di crowdfunding ai sensi del Regolamento UE 2020/1503, con delibera Consob n. 22885 del 10 novembre 2023.

Nel 2026 la società ha incorporato Smart4Tech e WeAreStarting. Dall’integrazione è nato il gruppo Entera, che continua a operare nel crowdfunding attraverso le piattaforme CrowdFundMe e Trusters. Il marchio CrowdFundMe e il relativo portale restano attivi.

La piattaforma opera come portale online di equity crowdfunding, cioè mette in contatto le startup e PMI, innovative e non, che vogliono finanziarsi raccogliendo fondi da una collettività di potenziali investitori. Da parte loro, i privati che investono nei progetti imprenditoriali con il loro denaro entrano nel capitale delle imprese acquistando quote societarie o azioni, una volta perfezionata l’operazione.

Tutto questo processo avviene online. CrowdFundMe non richiede agli investitori un compenso per le attività del portale: viene remunerata dalle società che raccolgono capitali. Possono investire sia le persone fisiche che le persone giuridiche, nel rispetto dei requisiti applicabili.

Possono però esserci costi bancari e spese per servizi accessori. Per esempio, l’adesione al regime alternativo di intestazione delle quote tramite Directa SIM prevede costi specifici, che vedremo più avanti.

La procedura online rende accessibile la partecipazione anche con importi contenuti, ma questo tipo di investimento non è adatto a tutti, vedrai il perché.

Perché investire con l’equity crowdfunding?

Gli investitori che aderiscono alle campagne diventano soci delle imprese finanziate. Possono quindi beneficiare della loro crescita, attraverso un eventuale aumento del valore della partecipazione e, quando consentita e deliberata, la distribuzione di utili.

Intuisci benissimo che potrebbe volerci del tempo e potrebbe anche non andare così. Il successo dell’impresa e il rendimento dell’investimento non sono garantiti.

L’investitore può anche avere un ritorno dall’investimento rivendendo le sue quote. Inoltre, alcuni investimenti in società innovative possono beneficiare di agevolazioni fiscali, purché siano rispettati i requisiti e sia effettivamente applicabile il relativo regime.

Gli investimenti in equity su CrowdFundMe possono interessare chi valuta opportunità nel medio-lungo periodo e ne accetta i rischi. Si tratta di investitori interessati al potenziale di un progetto e al contributo che potrebbe apportare all’economia, all’industria, alle nuove tecnologie o all’ambiente.

Chi può dire con assoluta certezza quale sarà una startup di successo e quale no? Forse nessuno. Per analizzare un progetto bisogna leggere il business plan, che ne descrive lo scopo, i presupposti, i risultati attesi, il mercato d’appartenenza e le strategie da adottare nel futuro.

CrowdFundMe svolge un processo di selezione delle società candidate. La valutazione della piattaforma, però, non sostituisce l’analisi dell’investitore e non rappresenta una garanzia sui risultati. Prima di aderire occorre leggere anche la scheda contenente le informazioni chiave sull’investimento, chiamata KIIS, e gli altri documenti dell’offerta.

Quanto si guadagna?

Per quanto riguarda i guadagni derivanti dall’investimento in startup e PMI vale lo stesso discorso degli investimenti azionari: non ci sono rendimenti certi. Il risultato può dipendere dall’aumento di valore dell’impresa, dall’eventuale distribuzione di utili e dalle condizioni a cui riuscirai a vendere la partecipazione.

Si tratta dunque di una tipologia di investimento a rendimento variabile. Una rivalutazione stimata dell’azienda non equivale a un guadagno incassato: per realizzarlo serve un’effettiva vendita o distribuzione di proventi.

Per minibond e lending valgono condizioni differenti, perché l’investitore finanzia l’impresa e assume il rischio che questa non paghi gli interessi o non restituisca il capitale.


Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:

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Come iniziare a investire

Il processo di investimento si svolge online:

  1. Registrati sul portale e completa il tuo profilo e le verifiche richieste.
  2. Scopri i progetti attivi e leggi il business plan, il KIIS e la documentazione di ciascuna società.
  3. Scegli il progetto e decidi quanto vuoi investire, rispettando il minimo della campagna.
  4. Se sei un investitore non sofisticato, completa i controlli sulle conoscenze e sulla capacità di sostenere le perdite.
  5. Inserisci l’ordine e segui le istruzioni ricevute per perfezionare l’investimento.

Riceverai una email con le indicazioni per effettuare il pagamento tramite bonifico alla banca depositaria indicata. Il semplice inserimento dell’ordine non perfeziona l’investimento.

Il fatto che puoi investire la somma che preferisci è solo parzialmente vero: ogni società stabilisce una quota di partecipazione minima per la propria campagna. La piattaforma indica che, in molti casi, il minimo parte da 250 o 1.000 euro, ma va sempre controllato nella specifica offerta.

Non è comunque detto che una campagna raccolga tutti i fondi necessari. C’è un tempo stabilito per raggiungere l’ammontare minimo di capitale richiesto: se la raccolta si conclude con successo e vengono completati gli adempimenti previsti, otterrai la partecipazione sottoscritta.

Se invece la campagna non raccoglie abbastanza fondi, i capitali versati vengono restituiti agli investitori. Eventuali costi accessori possono seguire regole diverse: il costo una tantum di attivazione della rubricazione Directa, quando dovuto, non viene rimborsato in caso di mancato successo della campagna.

Come funziona

CrowdFundMe è un portale di finanza alternativa autorizzato da Consob, che presenta diverse opportunità di investimento:

  • Equity crowdfunding: investimenti nel capitale di startup e PMI.
  • Real estate crowdfunding: investimenti equity in società che realizzano operazioni immobiliari.
  • Minibond: investimenti in strumenti obbligazionari o di debito delle imprese, soggetti a specifiche condizioni di accesso.
  • Lending crowdfunding immobiliare: finanziamenti a progetti immobiliari attraverso Trusters, piattaforma del gruppo Entera.

Gli investitori possono valutare le varie opportunità per diversificare il proprio portafoglio, mentre le imprese possono finanziarsi ed essere supportate da un team di esperti. Investire in più campagne non elimina comunque il rischio, soprattutto se le operazioni sono esposte agli stessi settori o fattori economici.

Le imprese possono avviare raccolte per ottenere i fondi necessari per crescere e scegliere tra:

  • Equity: aprire il capitale sociale a nuovi soci.
  • Debt: raccogliere risorse attraverso minibond e altri strumenti di debito ammessi.
  • Lending immobiliare: ottenere finanziamenti per operazioni immobiliari attraverso la piattaforma dedicata.

Le forme di investimento non sono equivalenti: nell’equity diventi socio, mentre con minibond e lending assumi una posizione di creditore. Per i titoli di debito possono essere previsti requisiti che ne limitano la sottoscrizione a determinate categorie di investitori.

Cos’è la verifica di appropriatezza?

Il questionario verifica il livello di conoscenza, esperienza e comprensione dei rischi dell’investitore non sofisticato. È prevista anche una simulazione della capacità di sostenere le perdite.

Un esito negativo non consente di procedere senza condizioni. I termini del portale prevedono restrizioni per il profilo “base”: senza simulazione non sono ammessi importi pari o superiori a 1.000 euro; con simulazione, importi pari o superiori al 5% del patrimonio netto dichiarato.

La verifica non è una raccomandazione di investimento e non certifica che la società scelta sia sicura o conveniente.

Cos’è l’overfunding?

Overfunding significa che una campagna ha raccolto più capitali rispetto all’obiettivo minimo prestabilito e continua la raccolta entro il massimo previsto dall’aumento di capitale.

Il superamento dell’obiettivo minimo non significa che la tua quota perda automaticamente valore. L’azienda raccoglie più risorse e la percentuale finale di partecipazione dipende dall’importo complessivamente sottoscritto, dalla valutazione e dalle condizioni dell’offerta.

Per capire quale partecipazione riceverai bisogna quindi esaminare i documenti della campagna. La raccolta non può superare il massimo previsto senza le eventuali modifiche e gli adempimenti necessari.

Quanto è rischioso l’equity crowdfunding?

Gli investimenti in startup e PMI non quotate sono ad alto rischio. Con le somme investite si partecipa al capitale di rischio di un’impresa, che può essere giovane e priva di una lunga storia economica.

A seconda dell’andamento futuro dell’impresa c’è la possibilità che il proprio capitale vada perduto tutto o in parte. Nell’equity l’investitore non ha un diritto di credito alla restituzione del capitale.

Esiste anche il rischio di illiquidità delle partecipazioni, che non sono generalmente negoziate su mercati organizzati: può risultare difficile venderle nel breve e medio periodo, oppure trovare un compratore al prezzo desiderato.

Un ultimo appunto riguarda la distribuzione degli utili: le startup innovative non distribuiscono utili finché mantengono tale status. La disciplina prevede condizioni di permanenza ed eventuali estensioni, quindi non è corretto collegare il divieto soltanto a un periodo fisso di cinque anni.

Gli utili eventualmente trattenuti possono essere utilizzati per sostenere l’attività, ma questo non garantisce un aumento del valore della partecipazione. Le altre società possono distribuire dividendi soltanto in presenza delle condizioni di legge, di utili distribuibili e delle necessarie decisioni societarie.

I servizi di crowdfunding non rientrano nel sistema di garanzia dei depositi e gli strumenti sottoscritti tramite il portale non sono coperti dallo schema di indennizzo degli investitori indicato nelle avvertenze della piattaforma.

Posso recedere dall’investimento?

Gli investitori non sofisticati dispongono di un periodo di riflessione di quattro giorni di calendario dall’ordine, durante il quale possono revocarlo senza motivazione e senza penalità. CrowdFundMe indica di scrivere all’indirizzo recesso@crowdfundme.it.

È inoltre prevista la revoca quando emergono omissioni, errori o imprecisioni rilevanti nel KIIS, secondo le modalità comunicate dal portale.

Le condizioni attuali prevedono la restituzione delle somme già accreditate da parte della banca depositaria, senza spese, entro i successivi 15 giorni lavorativi. Restano da considerare le eventuali spese non rimborsabili dei servizi accessori.

Come puoi rivendere le quote

Dopo il perfezionamento dell’investimento è possibile trasferire la partecipazione a un altro investitore, nel rispetto della legge, dello statuto e delle condizioni applicabili. Il prezzo può essere superiore o inferiore a quello d’acquisto: non è garantita né la vendita né la realizzazione di una plusvalenza.

Esiste poi la possibilità di vendere la propria partecipazione quando la startup o PMI viene acquisita da un’altra società, secondo le condizioni dell’operazione e i diritti delle quote o azioni possedute.

CrowdFundMe mette a disposizione una bacheca elettronica sulla quale gli utenti possono pubblicizzare l’interesse ad acquistare o vendere strumenti inizialmente offerti sul portale. La bacheca non garantisce un compratore e non equivale a un mercato con liquidità assicurata.

Nel regime ordinario, per il trasferimento di quote di S.r.l. può essere necessario rivolgersi a un notaio o a un commercialista abilitato.

Per le campagne che lo consentono è disponibile il regime alternativo di intestazione delle quote tramite Directa SIM. Per le raccolte avviate da marzo 2025, il servizio è riservato alle persone fisiche residenti in Italia e riguarda le quote di S.r.l., non le azioni di S.p.A.

Le condizioni pubblicate indicano 15 euro una tantum per l’attivazione e 30 euro per ciascuna adesione al regime alternativo su un’offerta conclusa positivamente. È inoltre indicato un costo di 5 euro per la certificazione della titolarità delle quote. Verifica sempre le condizioni applicabili prima di aderire.

La rubricazione permette di trasferire le quote attraverso l’intermediario senza ricorrere al notaio o al commercialista per la relativa annotazione. Semplifica gli adempimenti, ma non elimina il rischio di illiquidità.

Se hai usufruito di agevolazioni fiscali, la cessione prima del termine minimo di mantenimento può comportarne la decadenza. Anche questo aspetto va valutato prima della rivendita.

Detrazione fiscale

Alcuni investimenti in startup innovative possono beneficiare di incentivi fiscali. Il beneficio non riguarda automaticamente qualsiasi società o campagna di equity crowdfunding.

Per le persone fisiche è operativo l’incentivo IRPEF del 65% in regime de minimis per investimenti nel capitale di startup innovative, subordinato ai requisiti e agli adempimenti previsti dalla normativa.

L’investimento agevolabile è limitato a 100.000 euro per periodo d’imposta e deve essere mantenuto per almeno tre anni. Devono essere rispettati anche i requisiti della startup e i limiti degli aiuti de minimis. La società beneficiaria deve seguire la procedura di accesso all’incentivo: il solo investimento tramite il portale non basta a ottenerlo.

Il regime ordinario ha previsto una detrazione IRPEF del 30% per le persone fisiche e una deduzione del 30% dal reddito imponibile per i soggetti IRES, con limiti e condizioni specifici.

Per nuovi investimenti nel 2026, l’effettiva disponibilità del beneficio ordinario del 30% richiede una verifica della disciplina e delle autorizzazioni applicabili: la precedente autorizzazione europea prevedeva una durata fino al 31 dicembre 2025. Non considerare quindi questa percentuale come un vantaggio automaticamente disponibile.

Il regime de minimis per le PMI innovative ha riguardato gli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2024 e non va confuso con quello attuale per le startup innovative.

Prima di investire, verifica con l’offerente quale incentivo sia applicabile alla campagna, quali adempimenti siano necessari e quale documentazione fiscale venga rilasciata. Per la dichiarazione dei redditi confrontati con il commercialista.

L’agevolazione fiscale non è un rendimento e non garantisce la restituzione del capitale investito.


Scopri che Investitore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di investitore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:

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Opinioni di Affari Miei su CrowdFundMe

Siamo giunti al fondo di questa recensione su CrowdFundMe ed è arrivato il momento di fare alcune considerazioni. Se vuoi dedicarti agli investimenti in equity crowdfunding è bene verificare l’identità e l’autorizzazione del gestore. L’autorizzazione, però, non rappresenta una garanzia sulla qualità economica o sul successo dei progetti proposti.

CrowdFundMe propone progetti in svariati ambiti di interesse, corredati da schede e documentazione. Presenta inoltre la funzione “Follow”, che permette di ricevere notifiche sui principali aggiornamenti delle campagne che ti interessano.

Tuttavia, nessuna piattaforma può darti delle garanzie rispetto alla buona riuscita dell’investimento. Siccome stiamo parlando di investimenti ad alto rischio voglio darti alcuni consigli.

Anzitutto, devi considerare che chi investe in startup ha normalmente un orizzonte di lungo periodo: il risultato dipende dalla capacità dell’azienda di sviluppare il proprio business. Anche investire in una PMI già operativa non garantisce tempi brevi di uscita o guadagni immediati.

Chi sceglie l’equity crowdfunding deve disporre delle risorse economiche per affrontare l’eventuale perdita del capitale. Quando si tratta di investimenti ad alto rischio è importante limitarne il peso rispetto al proprio patrimonio e diversificare il resto del portafoglio tra strumenti coerenti con obiettivi, esigenze e capacità di sostenere le perdite.

La valutazione del business plan deve essere approfondita. Una campagna di equity crowdfunding deve comunicare con trasparenza i suoi obiettivi e quali saranno le azioni successive. Il dialogo tra la società e i soci deve rimanere attivo anche dopo la raccolta di capitali.

Controlla il progresso del tuo investimento e fai attenzione all’eventualità che la società effettui ulteriori aumenti di capitale. Se non partecipi, la percentuale della tua partecipazione potrebbe ridursi: è il rischio di diluizione, da valutare insieme alle condizioni dell’aumento e ai diritti attribuiti alle tue quote.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo analizzato la piattaforma CrowdFundMe; ora sai come funziona e come puoi diventare investitore; conosci anche i rischi che comporta l’equity crowdfunding, non resta che iscriverti oppure leggere altre recensioni di piattaforme, qui su Affari Miei.

Se invece sei un potenziale investitore con le idee ancora confuse ti allego dei contenuti extra che penso ti saranno utili, si tratta di percorsi guidati per investire adatti a tutte le fasi della vita.

Un saluto da Affari Miei!


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Consulente finanziario
Ha fondato Affari Miei nel 2014. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente. É autore dei libri "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" (2019), "Investimenti Sicuri - Come Proteggere il Tuo Patrimonio e Vivere di Rendita" (2023) e "Indipendenza Finanziaria for Dummies" edito da Ulrico Hoepli (2026).
Categorie: Crowdfunding

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