Buoni Fruttiferi Postali 2017: Rendimento e Interessi, Conviene investire?

Volete un investimento sicuro? I “vecchi” buoni fruttiferi postali di Poste Italiane restano attuali per chi desidera tutelare i propri risparmi senza rischiare nulla.

Facendo un calcolo degli interessi non si ottengono cifre esorbitanti e tanti si chiedono se conviene veramente sottoscrivere i Bfp collocati in esclusiva da Poste Italiane.

Questa forma di investimento postale sicuro ha dei vantaggi da un punto di vista della tassazione (12,50% contro il 26% dei conti deposito e 20% dei conti correnti) e dei rischi: non c’è niente di più sicuro ad oggi.

Come i Bot, i Bfp sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti e sono garantiti dallo Stato Italiano. La differenza è che il prezzo dei buoni postali non oscilla: è quello nominale con cui si sono acquistati mentre i titoli di stato fluttuano sul mercato e la quotazione potrebbe aumentare o diminuire ogni giorno.

rendimenti dei Bfp sono mediamente inferiori rispetto ai Bot. Secondo diversi analisti le ragioni sono legate essenzialmente al rischio: i buoni delle Poste appaiono più “sicuri” rispetto ai titoli di Stato e dunque gli interessi corrisposti sono più bassi.

C’è anche un altro aspetto, a nostro avviso: le Poste sono presenti praticamente ovunque, anche in realtà periferiche e piccoli paesi dove molto spesso ci sono pochissimi sportelli bancari.

Con i clienti, specie con i più anziani, si è instaurato storicamente una sorta di rapporto di fiducia, per cui come accade in economia la fiducia molto spesso porta un vantaggio a chi deve vendere che, in questo caso, remunera meno.

In questo articolo guida, oltre a fornire tutti gli elementi per valutare se conviene oppure no sottoscrivere i Buoni Postali, archiviamo di volta in volta le condizioni delle varie emissioni.

Voltiamo pagina e scopriamo insieme tutto (ma veramente TUTTO) quello che c’è da sapere sui BFP!





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3 COMMENTI

  1. Verificate il regime fiscale: mi risulta che i buoni postali fruttiferi sono tassati al 2 per mille fin dal primo euro, e non, come dite nell’articolo:
    “…se l’ammontare complessivo posseduto supera i 5 mila euro. L’importo è pari al 2 per mille (0,2%) della somma posseduta”.

  2. No hanno ragione. Se l’importo non supera euro 5000 come totale dei buoni intestati alla stessa persona nulla è dovuto come bollo.

  3. non riesco piu a calcolare il valore di buoni fruttiferi postali sottoscritti qualche anno fa in particolare quelli 18 mesi serie d 53.posso avere un suggerimento… grazie

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