Cosa sono i Buoni Fruttiferi Postali Dematerializzati: Rendimento e Funzionamento

Cosa sono i buoni fruttiferi postali dematerializzati? Quali vantaggi comportano? Convengono?

Queste sono le domande che viene logico porsi quando si cercano strumenti di risparmio. I buoni postali sono definiti  “BFP” e si possono sottoscrivere anche su internet, e no in forma cartacea, come invece si può fare per i buoni “tradizionali”.

L’opzione è riservata a chi ha un Libretto Smart oppure un conto corrente postale: piuttosto che avere il titolo di carta, si registra la sottoscrizione mediante scrittura contabile.

Come accade per la versione cartacea più vecchia, anche i buoni dematerializzati possono essere cointestati tra due persone.

Il rendimento degli investimenti postali dematerializzati è lo stesso di quelli cartacei: cambia la forma ma non la sostanza. Per capire meglio il funzionamento dei buoni postali, invitiamo a leggere la nostra guida completa ai BFP.

Parliamo di un argomento molto importante: tanti sono gli italiani che nel 2016 continuano a scegliere la Posta per affidargli i propri risparmi. Conviene questa strada? E’ l’opzione migliore?

Probabilmente per chi non vuole avere troppe preoccupazioni, vale la pena seguire questo percorso piuttosto che altre soluzioni assai più contorte.

Buoni fruttiferi postali dematerializzati: cosa sono?

In questo paragrafo vogliamo approfondire il tema dei BFP. Questo strumento rappresenta uno strumento finanziario comodo, utile e elastico.

Tuttavia non è il più redditizio: essi sono una delle modalità di erogazione dei BFP rivolta ai clienti di  Poste Italiane, in particolare ai possessori di un libretto di risparmio postale o di un conto corrente postale di qualsiasi tipo (Conto BancoPosta, Conto BancoPosta Più e così via).

Essi sono sottoposti alle stesse regole e agli stessi rendimenti dei BFP tradizionali, da cui si differenziano esclusivamente per la possibilità di sottoscrivere sul web, senza bisogno di perdere tempo allo sportello dell’ufficio postale.

Come abbiamo detto, è necessario che vi sia un conto, il quale deve coincidere con quella del buono fruttifero dematerializzato.

Rendimento Buoni Fruttiferi Postali dematerializzati: calcolo 2016-2017. Scopriamo il Funzionamento

Quasi tutte le tipologie di buoni sono sottoscrivibili online. Dal sito di Poste Italiane specificano che solo per l’acquisto dei BFP3x4Fedeltà, dei BFP Eredità Sicura, dei BFP Dedicati ai minori e dei BFP Impresa è necessario recarsi presso lo sportello.

Se si scelgono i buoni dematerializzati, l’investimento minimo è di 250 euro e dei multipli di questa cifra: più basso, invece, il valore della forma cartacea.

I buoni fruttiferi postali sono nominativi e possono essere cointestati.

I rendimenti non sono altissimi anche se si tratta di un investimento sicuro, garantito dallo Stato Italiano, e senza vincoli particolari: il denaro può essere ritirato in qualsiasi momento e molto spesso si ha diritto anche agli interessi che sono maturati fino a quel punto.

Conviene sottoscrivere i buoni fruttiferi postali (siano essi dematerializzati o cartacei) oppure il Libretto Smart?

Ad oggi, come abbiamo avuto modo di vedere, gli interessi del LibrettoPostale Smart su base annua sono abbastanza appetibili rispetto ai Buoni Fruttiferi Postali Dematerializzati 18 mesiper esempio.

Chi vuole “divertirsi” con i risparmi può iniziare aprendo un Libretto (attenzione, il tasso premiale varia e tende a ribassarsi negli ultimi tempi e si è in pratica azzerato nel mentre vi scriviamo) e magari decidere in forma dematerializzata di acquistare BFP in caso di emissioni convenienti. 

Sia presso l’ufficio postale che online potete calcolare il rendimento dei vostri buoni postali e scoprire a quanto ammontano.

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Risparmio postale e tassazione

Una voce che preoccupa i possessori di qualunque strumento di risparmio postale è legato alle tasse: quanto sono tassati i buoni fruttiferi postali dematerializzati?

Ad oggi la tassazione è agevolata, ossia pari al 12,50% sui rendimenti, mentre l’imposta di Bollo è uguale agli altri redditi da capitale, ovverosia al di sotto i 5000 euro di valore dei Buoni non si paga, mentre sopra, si paga il 2 per mille o 0,02%.

Poste Italiane: buoni fruttiferi tra pro e contro

Vediamo in questo paragrafo i pro ed i contro dei buoni postali fruttiferi: il primo vantaggio è che essi rappresentano un risparmio certo, in quanto sono garantiti dallo Stato italiano, senza contare che il loro rendimento, per quanto attualmente basso, è certo.

Anche i BPF legati alle oscillazioni dell’inflazione hanno parte del rendimento certa.

Altro vantaggio è l’assenza di spese e la tassazione agevolata, come abbiamo già detto.

Per quanto riguarda invece lo svantaggio principale è che questo strumento garantisce davvero rendimenti irrisori.

In conclusione non vi sono assolutamente differenze con il buono fruttifero postale ordinario, nè in termini di rendimento, nè di Isee, nè di tassazione: l’unica differenza è legata alla comodità della tecnologia, che permette di gestirli interamente online.

Tuttavia attualmente essi non rappresentano la soluzione più redditizia per coloro che stanno cercando di “investire” e far fruttare in qualche modo il proprio denaro.

Per ulteriori consigli, infine, rimandiamo alla nostra guida su come investire i risparmi che ricostruisce sistematicamente la nostra visione.

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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