Quanto Risparmiare al Mese per Vivere più Sereni: Come Migliorare le Proprie Finanze in Pochi Anni?

Una delle domande più frequenti che mi vengono poste generalmente ruota intorno al tema del denaro. Quanto risparmiare al mese per non avere problemi? Qual è la somma ideale da mettere da parte per poter affrontare serenamente eventuali spese improvvise o pianificare investimenti redditizi in grado di aumentare nel lungo periodo il patrimonio?

Ci sono molte leggende intorno a cifre e numeri e diverse scuole di pensiero, scrivo dopo aver letto libri e fatto esperimenti sul tema in prima persona: come per ogni metodo impostato su ragionamenti di tipo ideale, è estremamente difficile dare una risposta precisa e valida per tutti.

Quello che segue, dunque, è il mio pensiero e non pretende di rappresentare la verità assoluta ma il punto di vista personale del sottoscritto.


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Per prima cosa, mettiamo ordine!

Sia che sia un lavoratore autonomo o dipendente, il primo passaggio fondamentale che consiglio è la creazione di un bilancio familiare molto semplice.

Non serve niente di straordinario per iniziare, vanno bene anche due colonne in Excel con entrate ed uscite. Essere in grado di quantificare le spese mensili è il primo passaggio fondamentale per un risparmio ottimale.

Se sei un lavoratore dipendente con ogni probabilità conosci il tuo stipendio che, generalmente, si compone per larga parte di una componente fissa ed eventuali altre variabili (straordinari, premi di produzione etc).

Se, invece, sei un lavoratore autonomo o un imprenditore è più difficile quantificare il tuo stipendio anche se, in realtà, probabilmente sei costretto a monitorare con maggiore attenzione i flussi e sei forse più abituato a fare i conti.

Fatte le premesse, veniamo al merito.

Quanto mettere da parte per accumulare un buon gruzzolo

La quantità di denaro da risparmiare non è sempre la stessa, varia soprattutto in funzione dell’età: da giovani, si sa, non ci sono le incombenze familiari e potenzialmente la disponibilità dovrebbe essere superiore.

La famiglia, per buona regola, dovrebbe arrivare dopo un’accurata pianificazione finanziaria così da evitare di incorrere in ansie di vario tipo legate ai soldi: tuttavia sappiamo benissimo, ormai, che viviamo in una società così liquida e dinamica che anche il più qualificato dei professionisti può trovarsi improvvisamente fuori dal mercato. Sul tema, comunque, ho scritto tantissimo nella sezione di crescita personale.

Tornando a noi, le due situazioni sono agli antipodi: maggiori sono le spese ricorrenti, minori sono le capacità di risparmiare.

Parliamo di capacità potenziali perché in molti, proprio quando si parla di soldi, arrivano ad essere responsabili molto tardi quando il potenziale a cui ho fatto riferimento tende a ridursi.

Conosco molte persone che, al primo contratto di lavoro, hanno deciso di “festeggiare” sottoscrivendo un finanziamento per comprare un’automobile o che comunque mensilmente spendono gran parte del proprio stipendio confidando nel fatto che un piatto caldo a casa di mamma e papà c’è sempre, il vitto e l’alloggio sono gratuiti ed il mese successivo il capo paga di nuovo.

Lungi da me fare la morale, qui si parla di come risparmiare e quanto risparmiare, è chiaro che il ragionamento deve essere espresso in maniera schietta e se non siete d’accordo con l’idea che il denaro non va sperperato siete semplicemente nel posto sbagliato.

La mia idea è che nei primi anni di lavoro, specie prima di avere famiglia, bisogna risparmiare di più. La prima scelta per capire a fondo il denaro, a mio avviso, passa dall’andare a vivere da soli.

Ma come, parli di risparmiare e vuoi subito che mi metta addosso fitto, spesa alimentare e altre uscite?

Si, perché è la base per cominciare a capire come amministrare al meglio le proprie finanze. Fino a che si resta a vivere presso la propria famiglia, inoltre, non si è stimolati ad impegnarsi per aumentare le proprie entrate in quanto si vive nella zona di comfort del “posto sicuro” dove stare se tutto dovesse andar male.

Sia chiaro che non è per tutti così ma la famiglia allargata è innegabilmente uno sprone quanto meno a rilassarsi.

Espressa l’idea di base, proviamo a fare qualche calcolo partendo dalla situazione di un single.

Mettiamo di avere un’entrata composta da 13 stipendi da 1.100 euro al mese netti: parliamo di un reddito annuo netto di 14.300 euro. Andando a vivere da soli, le voci di spesa più significative sono:

  • affitto;
  • spesa alimentare;
  • eventuale automobile (fortemente sconsigliata, specie se si vive in città medio grandi);
  • bollette;
  • altre spese (visite mediche, abbigliamento, divertimento).

Su Affari Miei ho pubblicato un articolo su come vivere da soli in cui tracciavo qualche conto, diciamo che la cifra da spendere varia da città a città. E’ molto probabile che, se non si eccede nelle spese, si possa tranquillamente risparmiare tra il 30% ed il 40% del proprio reddito.

Altri suggerimenti pratici si trovano nella lista di 35 Consigli per Risparmiare: prendi appunti!

Alcune spese si possono ottimizzare, per esempio:

  • la casa si può condividere con altre persone, almeno nella prima fase, così da risparmiare sull’affitto, sulle bollette e su altre spese connesse all’abitazione;
  • l’automobile se si vive in grandi centri è oggettivamente una spesa paragonabile ad un giocattolo;
  • se si ha un po’ tempo libero si può risparmiare sulla spesa alimentare (qui una guida utile per crearsi un metodo) e si può imparare a cucinare, attività che riduce gli acquisti di cibi già pronti che notoriamente sono molto più costosi;
  • se si dispone di una buona dose di tempo libero, inoltre, si possono fare acquisti mirati approfittando dei saldi o degli sconti online, così da risparmiare anche su voci importanti come l’abbigliamento.

Attenendoci alle percentuali indicate, non è impossibile risparmiare tra 4.290 euro (circa 357 euro mensili) e 5.720 euro (circa 476 euro al mese). Si tratta di cifre interessanti sulle quali successivamente, e non prima, si può ragionare.

Per esempio, le vacanze o eventuali altri beni che intendi acquistare perché devi valutarli partendo dalla disponibilità di questa cifra e non pensando al totale dello stipendio: è sicuro che, comparando le spese extra a cui non si vuole rinunciare con la cifra che si risparmia (e di cui effettivamente si dispone in maniera razionale) la scelta diventa più oculata.

Diciamo che, in una situazione di questo tipo, al netto delle concessioni che ci vogliamo fare, possiamo tranquillamente risparmiare tra 2.000 e 3.000 euro sottraendo una cifra che va dalle 1.300 euro in su da destinare alle spese extra.

Nel caso in cui dovresti trovarti in una situazione economica di base migliore, con uno stipendio più elevato, restano identiche le proporzioni del risparmio, cambiano solo le cifre.

Per quanto ci sforziamo, infatti, di classificare le spese, in realtà le macro aree su cui andiamo a destinare parte dei nostri soldi sono più o meno sempre le stesse.

Se si vive in coppia, la situazione differisce leggermente perché è vero che le entrate, lavorando in due, sono superiori ma su alcune uscite si fa economia di scala. Per esempio:

  • la spesa alimentare può essere concordata meglio e, comunque, quando si segue lo stesso processo di ottimizzazione delle uscite insieme si ottengono dei risparmi maggiori;
  • se si possiede un mezzo per spostarsi, pur essendo una spesa extra (necessaria, a mio avviso, solo nelle zone servite poco dai mezzi pubblici o per le famiglie con bambini piccoli) la si divide in due.

Non bisogna cadere nell’errore, quando si vive in due, di pensare che il doppio stipendio autorizzi maggiori spese.

Se non si hanno figli, l’ideale è riuscire a risparmiare sempre tra il 30% ed il 40% delle entrate nette alle quali sottrarre eventuali extra: la cifra che ti resta in tasca, a fine anno, dipende da quanti “extra” vuoi concederti ed è maggiormente controllabile adottando questo metodo.

Quanto risparmiare con una famiglia a carico

Avere una famiglia implica costi maggiori, inutile girarci intorno. Essere genitori è una responsabilità fondamentale soprattutto dal punto di vista umano ma anche economico.

In un mondo ideale, fatto di persone che si organizzano razionalmente come spesso suggerisco di fare dalle pagine di Affari Miei, la famiglia rappresenta una comunità organizzata di persone che sono aumentate dopo un’attenta pianificazione finanziaria che passa per una ottimizzazione delle spese, sulla falsariga di quanto indicato fino ad ora, ed un aumento progressivo delle entrate (esempi: promozioni, aumenti di stipendio).

Se tutto viene svolto in questo modo, il 30-40% ideale di risparmio potrebbe persino mantenersi perché, dopo aver limitato le uscite, gli aumenti di stipendio che arrivano con il passare del tempo tendono a compensare le maggiori uscite.

Tuttavia si tratta di una situazione appunto ideale, non sempre infatti il tempo porta alla crescita salariale e l’unica dinamica su cui si può intervenire direttamente resta il risparmio. In questo caso, dunque, non resta che farsi bene i conti e fare in modo di essere in grado di spendere circa il 15%-20% in meno di quello che si guadagna.

Così facendo, unitamente ad una oculata gestione precedente, si riesce sempre a mantenere un cuscinetto minimo per far fronte a spese improvvise e non preventivabili.

Come gestire il patrimonio accumulato

Portando avanti questo progetto per un po’ di anni (ragioniamo almeno su 3-5 anni), dovresti facilmente raccogliere un gruzzolo discreto che va dai 10 mila ai 20 mila euro, a seconda delle tue entrate di partenza e del numero degli “extra” che vuoi concederti.

I soldi vanno investiti, non tenuti sotto la mattonella: questo non significa che bisogna diventare dei trader professionisti ma, semplicemente, che da buoni risparmiatori dobbiamo far sì che il capitale accumulato si adegui all’inflazione e, quindi, non si svaluti.

In questa fase storica le banche offrono tassi d’interesse veramente bassi, pertanto i conti di deposito non rappresentano la soluzione ideale visto che non riescono spesso a garantire nemmeno il 2% netto di interessi.

Su Affari Miei, comunque, è presente una guida completa per investire che analizza tutte le soluzioni offerte dal mercato in questa fase: preferisco rimandare a quella per maggiori approfondimenti.

In questa sede ci serve sapere che, anno dopo anno, i risparmi vanno protetti dall’inflazione e che, se gestite attentamente, le finanze possono essere una sfida stimolante e non un blocco di un cahier de doléance da sfogliare con fatica.

Conclusioni

Pianificare il futuro è una scelta consapevole per vivere alla lunga più sereni e non avere l’ansia che l’azienda per cui lavoriamo tardi ad inviare il bonifico o che si rompa all’improvviso la caldaia e dobbiamo decidere se sostituirla o se avere freddo.

Con pochi accorgimenti possiamo, nel giro di qualche anno, disporre della cifra necessaria per affrontare eventuali imprevisti con serenità maggiore limitando lo stress.

Affari Miei è un blog pensato per chi vuole prendere in mano la propria vita e gestirla autonomamente: viviamola organizzandoci al meglio e non subiamola passivamente!

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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
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Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

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