La Gara dei Miliardari: Allo Spazio? No, ai Mercati Emergenti

Saturazione.

Per anni in Silicon Valley non se n’è mai sentito parlare. Il boom degli smartphone ha seguito quello dei computer, il boom delle app ha seguito quello degli smartphone, il boom del cloud ha seguito quello delle app, il boom delle crypto ha seguito quello del cloud.

Ma ora che si fa?

Con i vari metaversi che, di successo o meno, sono ancora lontani anni…gli investimenti vengono rivolti ai mercati emergenti.

I dati parlano chiaro:

  • Nel 1990 il 36% della popolazione mondiale viveva con meno di 1,90$ al giorno. Oggi la percentuale è scesa al 9% (aggiustando per l’inflazione);
  • Negli ultimi 30 anni, 1,2 miliardi di persone sono uscite dalla soglia della povertà estrema;
  • Stando alle stime, altri 200 milioni di persone supereranno questa soglia entro il 2030.

Nel frattempo, nel Vecchio Selvaggio Occidente, anche il mercato tech inizia a conoscere la sua saturazione. Quando Meta (Facebook) ha annunciato il primo calo nel numero di utenti attivi della sua storia, durante la presentazione degli ultimi dati trimestrali, è diventato chiaro.

Per quanto ci sono e ci saranno aziende tech in forte espansione, servizi che hanno già raggiunto tutto il loro potenziale mercato occidentale come Facebook o Google devono fare i conti con la saturazione.

Non tanto una saturazione data dalla concorrenza, ma dalle loro stesse dimensioni. Semplicemente, nei paesi avanzati non c’è più abbastanza massa critica da coinvolgere per continuare a crescere.

Così è iniziata la corsa dei miliardari ai mercati emergenti.

Facebook ha deciso di puntare sugli operatori di telefonia. Li paga affinché i clienti nei paesi in via di sviluppo non paghino il traffico di dati mobili quando accedono alle app di Meta. In sostanza non rientrano nei “giga” dei vari abbonamenti. Le stime della società parlano di 10 milioni di nuovi utenti al mese grazie a questo programma.

Google ha stanziato 1 miliardo di dollari per la “digital transformation” in Africa. Il piano include la posa di cavi per la fibra ottica e finanziamenti agevolati per startup locali.

Binance ha deciso di istruire gratis 1.000 sviluppatori africani per renderli “Blockchain developers” e nel 2020 ha educato a sue spese 70.000 persone, sempre in Africa, sui fondamentali delle criptovalute.

Elon Musk ha creato Starlink, società controllata da SpaceX, per permettere alle nazioni con scarso accesso ad internet di avere una copertura capillare e ad alta velocità via satellite.

Microsoft negli ultimi anni ha iniziato a investire nel Continente Nero, supportando ad oggi più di 300 startup e formando da zero 2.400+ sviluppatori attraverso programmi di educazione sparsi in 13 nazioni.

I mercati emergenti spesso seguono traiettorie di sviluppo diverse dai paesi che oggi hanno già economie avanzate. Questo rende più difficile allocare il capitale in modo efficiente su ETF e azioni dedicati a questi paesi, spesso anche data la regolamentazione scarsa o poco chiara delle Borse locali.

Investire in modo diversificato sulle global companies è un modo concreto per esporsi all’andamento dei mercati emergenti, perché le grandi multinazionali non si lasceranno sfuggire le opportunità che si presenteranno in Asia, in Africa o in Medio Oriente.

Allo stesso tempo, la loro contabilità rispetta gli standard internazionali e le loro azioni sono negoziate su Borse affidabili.


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Imprenditore e Investitore - Co-fondatore di Affari Miei Società di Consulenza Finanziaria Indipendente
Ha iniziato il suo percorso nel 2014 scrivendo i primi articoli su Affari Miei. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha approfondito la sua storica passione per l'economia e la finanza conseguendo un Master Executive in Consulenza Finanziaria Indipendente.

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