Eurizon Azioni Italia Classe R: Conviene Investire?

Torniamo a parlare dei Fondi comuni, strumenti per investire molto diffusi ma che spesso non sono per niente convenienti. Poiché ogni fondo vuole un discorso a parte, oggi analizzo il KIID (Key Investor Information Document) di Eurizon Azioni Italia Classe R.

Si tratta di un fondo gestito da Eurizon Capital SGR S.p.A., nota società di gestione del risparmio appartenente al gruppo di Intesa San Paolo. Se la tua banca ti ha proposto di investire in questo fondo è probabile che ti serva leggere qualche opinione in più, non falsata da interessi economici. 

Con questa recensione intendo fornirti tutti i mezzi per poter fare la tua valutazione sull’investimento; forse Eurizon Azioni Italia fa al caso tuo ma potrebbe anche non essere lo strumento migliore per impiegare i tuoi soldi.

Buona lettura.

Identikit del fondo 

Cerchiamo subito di inquadrare il fondo che abbiamo davanti: dove investe e qual è il suo obiettivo. Si tratta di un fondo aperto, gli investitori hanno facoltà di entrare e uscire in qualsiasi momento.

Lo scopo di Eurizon Azioni Italia Classe R è intuibile già dal nome: investe principalmente in azioni italiane in valuta Euro, emesse da società a capitalizzazione medio/elevata e quotate alla nostra Borsa valori. Ciò non significa che il fondo investe solo in questo comparto.

La “Classe” identifica invece quale categoria di quote del fondo stai sottoscrivendo. Nel nostro caso la lettera “R” indica che sono quote sottoscrivibili anche dagli investitori retail; le lettere “I” o “X” avrebbero indicato, invece, delle quote riservate esclusivamente ai clienti professionali. Le classi si differenziano inoltre per il regime commissionale applicato.

Politica di investimento

Il fondo è gestito seguendo un benchmark, cioè un parametro di riferimento rappresentato per il 95% dall’indice FTSE Italia All-Share Capped e solo per il 5% dall’indice Bloomberg Barclays Euro Treasury Bill (Buoni del tesoro in Euro).

L’indice FTSE Italia All-Share è un indice azionario gestito da Borsa Italiana rappresentativo delle azioni di 220 società italiane. All’interno del paniere si trovano società molto importanti come Enel, Eni, Intesa San Paolo, Unicredit, Generali, FCA, Ferrari, Atlantia, Juventus ecc. 

Siamo davanti a un indice che rappresenta l’economia del nostro paese ma che ha un peso anche a livello europeo. Il gestore del fondo investe il patrimonio tenendo questo importante indice come riferimento, ma precisa che la composizione del benchmark non viene replicata 1:1.

In altri termini, il fondo prende iniziative autonome al fine di ottenere delle performance migliori del mercato. Questa modalità di gestione dell’investimento si chiama “attiva” poiché il fondo non si limita a copiare passivamente un indice ma ci sono degli esperti che fanno previsioni, analisi e scelte mirate.

La gestione attiva potrebbe sembrarti vantaggiosa ma nei paragrafi finali ti spiego perché le cose non stanno proprio così.

Modalità di sottoscrizione e politica di distribuzione dei proventi

La partecipazione al fondo si realizza con la sottoscrizione di quote a fronte del versamento di un importo corrispondente al loro valore. L’investimento minimo per entrare nel fondo è di 500 €.

Il fondo si può sottoscrivere sia con versamento unico (PIC) che con versamenti periodici (PAC) e viene distribuito dal gruppo Intesa San Paolo.

È possibile, in qualsiasi momento, chiedere alla SGR il rimborso totale o parziale delle quote possedute, il valore del rimborso è determinato in base al valore unitario delle quote in quel momento, perciò se disinvesti cerca di farlo quando ti conviene economicamente! 

Il fondo è ad accumulazione, ciò vuol dire che i proventi maturati ogni anno vengono accumulati e reinvestiti nel fondo stesso.

Profilo di rischio

L’indicatore di rischio è un parametro molto importante, lo trovi segnalato all’interno del KIID e ti dice quanto è rischioso (e proporzionalmente profittevole) l’investimento. 

Trattandosi di un fondo azionario rappresentativo di un solo paese, l’Italia, il grado di rischio è alto, identificato col 6 su una scala da 1, rischio più basso, a 7, rischio più alto. 

Il prodotto potrebbe avere una grande volatilità e causare la perdita del capitale se disinvesti troppo presto o nel momento sbagliato. 

Ciò accade perché lo scopo principale di questo prodotto è la crescita economica e, ovviamente, il valore delle quote potrebbe risentire delle dinamiche di mercato a livello nazionale e internazionale. 

Non essendoci una grande diversificazione a livello geografico il rischio aumenta.

I Costi 

La gestione attiva costa di più, perché fare meglio del mercato richiede più lavoro, ecco la prima falla. 

Vediamo quali sono le spese che devi sostenere per l’investimento:

  • Spese una tantum di sottoscrizione, sono variabili ma non superano l’1,50% del capitale investito;
  • Non ci sono spese per chiedere il rimborso e uscire dal fondo;
  • Dal fondo è prelevata una spesa corrente annua pari all’1,91% del patrimonio, l’1,80% serve esclusivamente per pagare il gestore;
  • Infine c’è una commissione annua di performance legata al rendimento raggiunto, è pari allo 0,20% della differenza tra l’incremento del valore delle quote del fondo e l’incremento del benchmark.  

In pratica, ottenere rendimenti migliori del parametro di riferimento costa di più.

Rendimenti Storici

Per vendere il fondo, le banche e i promotori fanno molta leva sui rendimenti passati. In realtà, è spiegato anche nel KIID, i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri, perciò vanno presi con le pinze.

E c’è un’altra questione da considerare… se guardi il grafico qui sotto, puoi constatare come raramente il gestore del fondo sia riuscito a battere il benchmark.

Alle volte il gestore ha fatto leggermente meglio, altre volte ha raggiunto gli stessi risultati del benchmark, ma in alcuni anni ha anche fatto visibilmente peggio. 

Se i risultati sono così altalenanti e ci sono pure dei costi di performance che penalizzano, allora dove sta la convenienza della gestione attiva? Non sarebbe uguale, a questo punto, replicare passivamente il benchmark e pagare di meno?

Opinioni di Affari Miei sul fondo Eurizon Azioni Italia

Conviene investire nel fondo Eurizon Azioni Italia Classe RDipende da tanti fattori, anzitutto da qual è la tua propensione al rischio. Trattandosi di un fondo azionario, è da sottoscrivere solo in presenza di elevata propensione al rischio e, soprattutto, facendo un’adeguata diversificazione delle risorse fra più strumenti di investimento. 

Per capire se questo strumento fa per te, devi chiederti se conviene ancora investire in Italia: il nostro paese continua ad essere una delle economie di rilievo a livello internazionale (anche se non è tra le principali), nonostante le enormi difficoltà, continua ad offrire, soprattutto a chi vuole operare nel settore privato, delle ottime possibilità.

Personalmente preferisco gli indici che effettuano una diversificazione anche su scala geografica, tuttavia, se hai fiducia nel nostro paese, ci sono anche altri fondi passivi che operano in diversi settori dell’economia, sia in Italia che all’estero.

Ricorda, però, che il fondo Eurizon prenderà delle decisioni che si discostano dal benchmark di riferimento e potrebbe includere investimenti alternativi, ragion per cui non hai la certezza assoluta di come saranno impiegati i capitali. 

Quando e perché lasciar perdere

Il fondo non va assolutamente bene se hai un orizzonte temporale di breve periodo e un profilo di rischio molto basso. Il mercato azionario non è proprio l’ideale per te, lascia perdere.

Non è comunque detto che un fondo comune sia per forza la soluzione più indicata, anche nel caso tu fossi deciso a puntare alle azioni delle aziende italiane. Hai mai sentito parlare dei vantaggi dei fondi a gestione passiva, gli ETF

Sono una categoria, molto vasta, di fondi che replicano passivamente un indice di riferimento, non c’è il gestore che prende iniziative, magari discutibili, per conto proprio e cerca di fare meglio del mercato. 

Con la gestione passiva hai il vantaggio di:

  • Replicare perfettamente il benchmark;
  • Avere costi di gestione inferiori;
  • Sapere sempre in cosa investe il fondo;
  • Avere moltissima scelta di indici, asset e mercati;
  • Operare sui mercati regolamentati.

I fondi a gestione passiva possono arricchire il tuo portafoglio di investimenti. Scegliendo dei buoni ETF potrai godere di tutti i lati positivi dei fondi comuni di investimento, ma senza esporti a quelli che sono i problemi più comuni che riguardano appunto la gestione attiva.

I fondi a gestione attiva, a causa dei costi superiori e di altre criticità, non sono, a mio avviso, altrettanto vantaggiosi; ti promettono di fare meglio del benchmark di riferimento e in alcuni casi ci riescono pure, ma tu non hai oggettivamente alcuna garanzia che ciò accada e non sai bene dove e come investe il gestore.

Conclusioni

Se vuoi approfondire il discorso che abbiamo iniziato riguardo alla gestione dei risparmi e desideri migliorare le tue conoscenze nel campo degli investimenti, allora puoi cominciare dal corso gratuito: “Investi con Buon Senso”.

Se vuoi investire con me e scoprire la strategia adottata dai miei studenti avanzati, ti consiglio invece di dare uno sguardo alla recensione di “Fast Investments Planner”.

Qui, poi, puoi trovare alcune risorse da leggere se vuoi ampliare la tua conoscenza in materia di investimenti:

Non mi resta che augurarti un buon investimento e sperare che investirai anche sulla tua formazione.

A presto!


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Davide Marciano
Imprenditore e Investitore
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, ha sviluppato nel tempo la passione per la finanza personale e lo sviluppo individuale. Nel 2019 ha scritto il libro "Vivere di Rendita - Raggiungi l'Obiettivo con il Metodo RGGI" ed ha fondato la Affari Miei Academy.

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