Come Aprire una Pizzeria: Consigli Fondamentali per Mettersi in Proprio

Aprire una pizzeria? Perché farlo? Quanto costa? Cosa serve? Si può davvero cambiare vita tornando a quelle che sono… le origini?

La pizza è uno degli alimenti più popolari non solo in Italia, ma come avremo modo di vedere più avanti anche all’estero, dove la pizza soprattutto se italiana è sempre sulla cresta dell’onda.

La pizza è stata anche recuperata, negli ultimi anni, come alimento gourmet e alle pizzerie classiche si affiancano con sempre più convinzione esercizi commerciali che propongono sì pizza, ma con qualche originalità.

La solita pizza? Forse non funziona più

La pizza è cambiata. I grandi maestri continuano a lavorare esclusivamente il prodotto vecchia maniera, ma chi è arrivato sul mercato da poco ha dovuto invece cercare di adeguarsi a quelle che sono le richieste, sempre più esigenti, da parte del mercato.

La pizza si è trasformata ed è diventata a chilometro zero, senza glutine, senza lattosio, vegana, con farine speciali e anche con farine antiche.

Si trova praticamente di tutto, soprattutto nelle grandi città e almeno a guardare i dati sembra che la “pizza alternativa” riesca a macinare utili più della sua controparte tradizionale.

Chi voglia aprire una pizzeria dovrà dunque cercare di tenere conto di quelle che sono le nuove tendenze, cercando anche di individuare quelle che sono destinate a rimanere.

Non solo la pizza, ma anche la posizione è importante

Oltre che a considerare la qualità della pizza che venderemo (è importantissima, per carità) dovremo tenere anche conto però di altri fattori, su tutti il posto in cui andremo ad aprire la pizza.

Dove pensiamo di aprire il nostro locale? Che tipo di clientela potrebbe frequentarlo? È trafficato di giorno o soltanto la sera? Che tipo di clientela vogliamo attrarre?

Ha poco senso un locale chic in zona universitaria infatti, dove la clientela è principalmente alla ricerca di prezzi bassi.

Allo stesso modo un locale alla mano potrebbe non avere successo nelle zone più care della città.

IL primo passo dunque, subito dopo aver messo giù un’idea su quello che andremo a vendere, è di scegliere dove operare. Sono importantissimi da consultare:

  • gli affitti: ogni zona della città ha costi molto diversi per quanto riguarda gli esercizi commerciali dati in affitto
  • che tipo di persone frequentano il posto: è luogo di lavoro? C’è attività anche di sera? È facile da raggiungere? C’è parcheggio? C’è traffico?

Cosa serve per aprire una pizzeria?

Aprire una pizzeria non è soltanto questione di talento, di prodotti da servire e di buona volontà.

Servono anche alcuni percorsi burocratici, fissati dalla legge, non seguendo i quali sarà impossibile aprire un’attività in piena regola.

La burocrazia non è imponente, ma è comunque un ostacolo con il quale dovremo fare, volente o nolente, i conti:

  • bisogna innanzitutto iscriversi all’albo degli artigiani
  • una volta iscritti, sarà necessario ottenere i permessi dalla ASL che certificano che il luogo che abbiamo scelto è a norma e adatto alla preparazione di cibo, nonché alla somministrazione dello stesso e anche delle bevande;
  • chiunque entri a contatto con il cibo, che si tratti di chi prepara la pizza, sia di chi invece la serve al pubblico, deve essere dotato di libretto sanitario;
  • bisogna iscriversi alla Camera di Commercio
  • È necessario nel caso non si operi da soli costituire società, che si tratti di società di persone oppure di società di capitali
  • Bisogna entrare in possesso della partita IVA

Si tratta di un iter che è comune all’apertura di qualunque attività, con la differenza per la pizzeria che sarà necessario ottenere anche i permessi sanitari da parte dell’ASL.

È importante la pubblicità per una pizzeria?

Per una pizzeria appena aperta (e anche per una che punti a mantenere i clienti acquisiti) è assolutamente necessario preparare un buon piano pubblicitario, che possa attirare la clientela e soprattutto dare l’impressione che si tratti di un business serio, legittimo e riconosciuto.

Non fidatevi di chi continua ad insistere che il grosso della pubblicità corre ormai sul web: siamo davanti infatti ad un particolare lavoro che opera sul territorio e solo soltanto sul territorio!

Certo, potremo accompagnare alla nostra attività di pizzeria anche le consegne a domicilio, magari con la possibilità di ordinare su Internet, ma questo non sarà mai e poi mai il nostro core business (a meno che non avessimo appunto concentrato gli sforzi proprio in questo senso).

Parte della pubblicità va sicuramente indirizzata anche verso i vecchi metodi: volantinaggio, pubblicità in città, pannelli, cartelloni e promozioni.

L’ideale, anche se la spesa sale, è quello di affidarsi ad una buona agenzia, anche se la cosa può ovviamente far salire i costi: ogni euro investito così però vuol dire un euro investito nel benessere della nostra pizzeria, nel nostro brand e nel nostro giro di affari.

La pubblicità è l’anima di ogni commercio, soprattutto di uno che deve differenziarsi e distinguersi dove c’è molta concorrenza, come appunto le pizzerie.

Quali sono i costi per aprire una pizzeria?

A meno che non avessimo preso in gestione una vecchia pizzeria (con tutto quello che ne consegue: anche cambiando il nome ne ereditiamo la reputazione, per migliorare la quale dovremo farci in quattro, soprattutto durante i primi periodi), i costi che riguardano l’apertura di un locale del genere riguardano principalmente arredamenti e macchinari.

Tra i costi più importanti troviamo:

  • il forno: se è elettrico o a gas dovremmo cavarcela con circa 2.500 euro. Si può guardare anche al mondo delle offerte di seconda mano, facendo però attenzione che il macchinario funzioni a dovere;
  • il frigo industriale, necessario per la tipologia di cucina che stiamo organizzando, costa non meno di 1.500 euro, una buona macchina invece si aggira intorno ai 2.000-2.500 euro, ovviamente a seconda delle dimensioni;
  • una buona impastatrice costa dai 500 ai 1000 euro. Anche qui la quantità è importante: di quanta pasta avrete bisogno al giorno?
  • gli arredi: qui variano molto: per aprire una pizzeria da asporto ce la potremmo cavare anche con 5.000 euro. La spesa si può fare più che doppia invece per le pizzerie che hanno tavoli, bar, etc. Si può arrivare anche a spendere 20.000 euro in arredi. Si può risparmiare su questo specifico punto? Forse sì, anche se l’arredo contribuisce in modo sostanziale al benessere e alla piacevolezza dell’esperienza per il cliente.

Soltanto di spese di messa in opera del locale dunque saremo tra i 10.000 e i 20.000 euro, con somme che possono farsi ancora più alte per quanto riguarda i locali di lusso, dove l’arredamento sarà consono al tipo di prodotto pizza che verrà venduto.

Ai costi di avvio vanno aggiunti altri tipi di costi:

  • pubblicità: dipende da dove operate; una pizzeria del centro, che opera in ambienti sicuramente più ostili perché ricchi di concorrenza, avrà sicuramente bisogno di spendere qualcosa di più;
  • affitto: se non avete un locale di proprietà sarà una voce importante delle vostre spese fisse mensili; anche nel caso in cui il locale dove operate sia di vostra proprietà, quello che non ottenete di affitto lo dovreste iscrivere a spesa: dopotutto guadagnereste una somma fissa semplicemente dandolo in affitto, no?
  • il personale: di quanto personale avete bisogno? I pizzaioli guadagnano buoni stipendi, i camerieri meno, ma vanno comunque calcolati nel conto delle spese mensili;
  • costi di gestione: ci sarà da pagare un commercialista per tenere la contabilità,
  • le tasse: sì, anche i guadagni delle pizzerie sono tassati, e di quello che ci mettiamo in tasca una parte, anche relativamente importante, finirà all’Erario.

Esistono inoltre i costi per la materia prima: farina, olio d’oliva, acqua, mozzarella, altri ingredienti.

Dovranno essere acquistati e più sarà alta la qualità del prodotto che vogliamo offrire, più questa voce di spese sarà importante.

Le spese per gli ingredienti però, con una gestione relativamente oculata, sono ampiamente coperti dal prezzo al quale venderemo la pizza.

Come si fa e quanto costa aprire una pizza in franchising?

Aprire un franchising è un’idea molto diffusa. Per chi volesse invece lavorare meno per conto suo e semplicemente aprire una pizzeria da gestire, quasi già pronta, con un prodotto riconoscibile, senza occuparsi inoltre della parte pubblicitaria, può sicuramente orientarsi verso le pizzerie in franchising.

Ci sono moltissimi marchi che offrono la possibilità di aderire a franchising, offrendo, dietro una quota di associazione:

  • arredi
  • materia prima
  • metodo per la pizza
  • copertura pubblicitaria
  • utilizzo del marchio

I costi in questo caso sono però superiori rispetto all’apertura di una pizzeria di piccole dimensioni per conto proprio.

I prezzi variano molto e si passa dai marchi che offrono la possibilità di utilizzare il marchio semplicemente pagando le forniture (e dunque anche le materie prime che si utilizzeranno per preparare le pizze, ai marchi che invece possono chiedere somme anche importanti, fino ai 100.000 euro.

Tra i vantaggi dell’aprire una pizzeria in franchising troviamo, come abbiamo detto sopra:

  • niente problemi per gli arredi: saranno in genere uniformi con quelli della casa madre e saranno relativamente meno costosi di quelli “non standardizzati”
  • niente problemi per la materia prima: sarà fornita dalla casa madre a prezzo concordato, e soprattutto permetterà di avere una pizza identica, seguendo la stessa procedura, a quella della sede centrale;
  • nessuna spesa per la pubblicità, soprattutto se il marchio è già riconoscibile e se il marchio comunque ha le sue campagne pubblicitarie a livello nazionale.

Ci sono però anche dei lati negativi che riguardano il ricorso ad un’apertura di una pizzeria in franchising, che si tratti di pizzeria al taglio oppure di pizzeria completa, quindi anche con la vendita di pizze al piatto e la possibilità di consumare in loco:

  • non abbiamo la proprietà del marchio: dovremo sottostare, quantomeno indirettamente, alle scelte che compierà la casa madre che ha dato il via al franchising, con tutto quanto ne consegue;
  • non abbiamo controllo sulla materia prima: non ci piace? Pazienza; costa troppo? Ancora pazienza; Se il gruppo è forte non ci dovrebbero essere problemi, soprattutto se è in linea con la nostra idea qualità; nel caso in cui le divergenze dovessero diventare molte, la cosa potrebbe cominciare a starci stretta.
  • i costi sul lungo periodo possono essere decisamente più alti: non dovrete mangiare soltanto voi, ma anche il fornitore di franchising; spesso le economie di scala hanno senso e potremo in realtà acquistare ingredienti a prezzo più basso; per le pizzerie di grandi dimensioni però non è così, dato che in quel caso gli acquisti fatti per conto proprio può avere molto più senso.

Aprire una pizzeria in Germania: per chi vuole cambiare vita

La Germania si è trasformata nell’America della nostra generazione: ottimo stato sociale, possibilità di guadagnare cifre anche importanti con il proprio lavoro, un certo fascino del Made in Italy, che è marchio ancora apprezzatissimo dai tedeschi, soprattutto se parliamo di alimentazione e di ristorazione.

Aprire una pizza in Germania può essere un’ottima idea abbiamo detto, anche se le cose possono essere molto meno idilliache di quello che potrebbe sembrare ai più sognatori dei nostri lettori:

  • sono in molti, non adesso ma negli ultimi 40 anni, ad essere arrivati in Germania proprio per aprire una pizzeria o comunque un ristorante italiano; il mercato è relativamente saturo e per proporsi con successo da quelle parti sarà necessario avere un buon piano e qualcosa di nuovo da offrire;
  • l’approvvigionamento per le materie prime è decisamente più complesso. Quelle buone, senza eccezioni, arrivano dall’Italia e in Germania hanno prezzi decisamente più alti;
  • bisognerà anche adeguarsi a quelli che possono essere i gusti dei tedeschi: capita ovunque; spesso il prodotto italiano italiano deve adeguarsi alle abitudini di chi andrà a mangiarlo.
  • Bisogna imparare il tedesco.

Anche in Germania, così come in Italia, è necessario affrontare qualche piccolo ostacolo di carattere burocratico prima di aprire una pizzeria:

  • si dovrà trovare un locale e poi farlo controllare dalle autorità sanitarie locali, che devono concedere nulla osta per la preparazione di cibo e somministrazione di bevande
  • si dovranno inoltre aprire società e partita iva, indispensabili per operare
  • dovrete registrarvi presso il comune dove si trova la pizzeria, riempiendo il modulo specifico per aprire una pizzeria; si paga un bollo di 30 euro
  • il giorno successivo potrete già operare

Tra i consigli che possiamo dare a chi voglia aprire una pizzeria in Germania non possono mancare i seguenti:

  • cercate di presentarvi con personale italiano: non è detto che conosca il prodotto meglio del personale tedesco, ma è sicuramente un ottimo biglietto da visita; l’essere italiani, all’estero, è davvero un marchio;
  • soprattutto nelle grandi città preparatevi ad essere aperti praticamente sempre, dal mattino alla sera, dato che difficilmente ci si uniforma agli orari del pranzo e della cena;
  • di preparare un’offerta al pubblico che abbia delle particolarità: in Germania, così come in Italia, senza glutine e biologico sono ormai delle offerte complementari imprescindibili per chi lavora nel settore alimentare; organizzatevi di conseguenza.

Quella di aprire una pizzeria può essere davvero la scelta di una vita, una di quelle che possono aprire un mondo di opportunità: sarà comunque necessario del duro lavoro, costanza, capacità di comprendere l’andamento del mercato. Non è un lavoro per tutti, anzi, sono in pochissimi a farcela.

Chi però ha le qualità e la volontà giuste per emergere, troverà nella cara vecchia pizzeria un ottimo esercizio commerciale, uno di quelli che, nonostante le mode arrivino e vadano via, continua ad offrire una base molto solida.

mm
È nato nel 1985. Laureato in Giurisprudenza, con una forte preferenza per l'economia e la finanza. Scrive da sempre, forse da prima di imparare a leggere.

Restiamo in Contatto!

Vuoi Restare informato sulle ultime novità dal settore? Puoi ricevere le informazioni gratis iscrivendoti al nostro servizio

Inserisci i tuoi dati!

Nome:
Cognome:
email:

Usi Telegram? Iscriviti Gratis al Nostro Canale!

Affari-Miei-telegram

mm
È nato nel 1985. Laureato in Giurisprudenza, con una forte preferenza per l'economia e la finanza. Scrive da sempre, forse da prima di imparare a leggere.

LASCIA UN COMMENTO