3 Leggi Fondamentali per Creare un’Azienda di Successo e Mettersi in Proprio nel 2019

Nel corso degli ultimi anni ho ricevuto tantissime richieste di consigli più o meno specifici riguardo l’avviamento di nuove attività. Sono moltissimi i lettori di Affari Miei che vorrebbero creare un’azienda, spesso da zero, e non sanno da dove iniziare perché gli manca l’esperienza di business.

Ho riflettuto a lungo sulle domande più comuni anche alla luce di un sondaggio che ho lanciato per i lettori del blog qualche tempo fa nel corso del quale sono emersi tantissimi altri aspetti molto interessanti.

Per questo motivo ho pensato di scrivere un articolo dedicato al tema business con un obiettivo come sempre ambizioso: creare la migliore guida in lingua italiana per aspiranti imprenditori.

Una guida che possa esserti utile e che ti sia da “antipasto”, se così possiamo definirlo, per il mio programma “Da Zero a Imprenditore” che ho realizzato proprio per chi si trova in questa situazione.

Se non lo conosci, puoi iniziare scaricando il video corso gratuito “Business con Metodo” in cui ti introduco al tema.

No, non ti voglio dire come puoi arricchirti né fornirti una soluzione magica ma, con le prossime righe, voglio trasferirti una serie di concetti importanti che devi assolutamente fare tuoi se vuoi fare davvero il grande salto.

Le informazioni che trovi qui sono attendibili perché non le ho prese a caso su internet ma sono il frutto dell’esperienza che ho accumulato sia come divulgatore che come imprenditore e fondatore di diverse aziende ed innumerevoli progetti di business da esse derivanti.

Ho schematizzato il tutto in 3 Leggi Fondamentali per mettersi in proprio e startuppare un business di successo: allaccia la cintura!

Sempre più gente vuole creare un’azienda

Nonostante l’attaccamento al posto fisso sia ancora piuttosto saldo, il numero di persone interessate a mettersi in proprio è in costante aumento: me ne rendo conto dai dati analitici di cui faccio uso per pianificare la produzione dei miei contenuti e, soprattutto, dal fermento che caratterizza ormai il settore.

In molti, come me, hanno poca fiducia nella possibilità di trovare un’occupazione stabile, altri invece si sono lanciati o vorrebbero lanciarsi nel business perché il mercato li respinge come lavoratori e, in assenza di alternative, pensano a procedere in autonomia.

Se non conosci il mio pensiero, te lo spiego chiaramente nell’articolo in cui sostengo che Mettersi in Proprio è una necessità.

A chi si rivolge questo articolo

Torno a parlarti del sondaggio di qualche tempo fa: la maggior parte dei lettori di Affari Miei è rappresentata da operai, impiegati e studenti che, insieme, rappresentano circa il 60% di coloro che hanno compilato il questionario.

Considerevole, poi, è il 18% di professionisti che hanno già conosciuto il lavoro autonomo ma che, magari, leggono il blog perché vorrebbero creare una vera e propria attività imprenditoriale espandendo la propria professione o pacchettizzando servizi che sono in grado di erogare in quanto esperti.

Se fai parte del 10% di chi si dichiara imprenditore, quindi, potresti trovare i miei contenuti per te scontati o potresti non condividere il mio modo di vedere le cose (però una lettura, dai, non ti fa male 😉 ).

Se, invece, rientri nel 12% dei pensionati che leggono Affari Miei è probabile che le tue priorità siano altre e che il mondo in cui hai vissuto fino ad oggi possa apparirti in contrasto con quello che vedo io.

Il 41% della platea che ha ispirato questo mio ragionamento vorrebbe cambiare vita in qualche modo mettendosi in proprio o cambiando lavoro: so che cosa hai dentro se stai attraversando questa fase, l’ho vissuta in prima persona quando stavo finendo l’università e non vedevo l’ora di liberarmi del fardello delle scadenze imposte e non decise dal sottoscritto.

Insomma, se sei qui è perché vuoi darti da fare e non vedi l’ora di spiccare il volo.


Legge Numero 1 – Impara a leggere i numeri prima di prendere decisioni


Uno dei miei soci ha avviato diverse attività andando a sensazione: ho provato tante volte a chiedergli dati analitici sulla base dei quali ha preso e prende le decisioni ma, ogni volta, mi ha sempre parlato del suo intuito infallibile per gli affari.

Non metto in dubbio che abbia intuito e talento – altrimenti col cavolo che eravamo soci! – però sono consapevole che la dote di capire velocemente le cose devi averla dentro.

E’ come saper giocare a calcio o comunque praticare uno sport: se hai la propensione di base riuscirai comunque a combinare buone cose e, con l’allenamento ed i giusti maestri, magari arriverai in Serie A.

Il problema fondamentale, non solo rispetto al business, è che la stragrande maggioranza di noi è “normale”: io e te probabilmente non siamo dei fenomeni, non abbiamo un tocco di classe che fa la differenza e dobbiamo organizzare le cose partendo da questo presupposto.

Da quando mi sono avvicinato ad internet come imprenditore e non solo come consumatore sono abituato ad associare il web al business, quindi applico l’approccio tipico del web a tutte le cose e penso che possa tornare utile anche a te.

Prima di lanciare l’ennesima app che fa cose, prima di avviare il novantacinquesimo bar del paese che si sta spopolando (informarsi all’anagrafe prima di partire, no?) o prima di schiantare una valanga di soldi nel tentativo scellerato di riprodurre pensieri che hai nella tua testa e che non vuoi validare, impara ad esplorare quello che cerca la gente.

Oggi, rispetto ad una volta, abbiamo in mano strumenti straordinari spesso gratuiti oppure con costo veramente ridicolo. Probabilmente stai leggendo questo articolo con lo smartphone, facciamo tutto con il cellulare e, piaccia o no, ormai le cose le chiediamo a Google prima ancora che alle persone che abbiamo intorno.

Esistono una serie di strumenti che ti permettono di esplorare le domande degli utenti su internet. Per esempio, se vuoi aprire un agriturismo nella tua città puoi farti subito un’idea provando a vedere quanta gente cerchi esplicitamente il servizio.

Provo a farti un esempio pratico: io vivo a Torino e mi piacerebbe, una domenica di primavera, andare a pranzo fuori, possibilmente in una zona di campagna. Servendomi di Ubersuggest, un servizio che puoi usare gratuitamente per molte funzioni, ho cercato gli intent di ricerca più diffusi e la mia attenzione è caduta su questa:

“agriturismo cuneo pranzo”

Come vedi, la media delle ricerche mensili è 70. Significa che statisticamente 70 persone scrivono “agriturismo Cuneo pranzo”, persone che, come me, vogliono fare una gita fuori porta e pranzare in un agriturismo.

I risultati che mi restituisce Google sono, per la stragrande maggioranza, portali che aggregano agriturismi.

Grazie ad Ubersuggest ho trovato altre 590 keywords (keyword = domanda a Google) e, come vedi, le persone chiedono di tutto e vanno proprio nello specifico.

L’immagine è un estratto, tra le ricerche c’è chi chiede che l’agriturismo abbia la piscina, che sia economico, che abbia intrattenimento per bambini eccetera eccetera.

Ovviamente non ti sto invitando ad aprire un agriturismo a Cuneo o nei dintorni, ti sto dicendo che anche se stai pensando di avviare un’attività ritenuta da tutti offline puoi accedere gratuitamente ad una serie di informazioni che, quanto meno, ti classificano la domanda.

Da questi dati puoi capire per sommi capi se c’è una domanda di un determinato servizio insoddisfatta: se, per esempio, notassi che c’è una domanda di agriturismi con piscina ed esplorando Tripadvisor ed i vari aggregatori venisse fuori che la concorrenza non offre il servizio, lo offre male (commenti negativi dei clienti) o c’è poca alternativa rispetto alla quantità di domanda, avresti già le idee più chiare su un aspetto che potrebbe differenziarti rispetto agli altri.

E’ semplice, veloce e gratuito ed in mezza giornata di ricerche, senza tirar fuori i soldi, puoi capire rapidamente e in maniera più analitica se una cosa può funzionare oppure no. Nel mio video corso gratuito “Business con Metodo” ti spiego meglio queste cose che poi approfondisco con i miei studenti ma, anche se non te ne frega niente della Academy di Affari Miei, stai imparando gratis delle cose secondo me utilissime.

Pensa come è bello il mondo attuale rispetto ad una volta: non devi, in molti casi, aprire un’attività e pregare che vada bene ma in tantissimi settori puoi sapere prima se c’è un interesse e se ha senso per te colmare quel vuoto.

Ti dico ancora un’altra cosa sul metodo che ti sto offrendo: i numeri che puoi estrarre sono indicativi e mostrano la domanda profilata e manifesta. In tanti, magari, danno per assodata l’esistenza di una cosa e quindi non googolano oppure lo fanno in maniera più specifica

Per ogni servizio c’è sempre una domanda definita latente che non si esprime attraverso ricerche su Google perché l’utente, magari, non sa che esiste ciò di cui ha bisogno.

Un business molto valido nato sulla base di questo principio è Escapologia Fiscale di Gianluca Massini Rosati che ha creato un corso per imprenditori con cui insegna ad abbattere legalmente il carico fiscale.

Prima che nascesse il suo progetto non c’era una domanda specifica di utenti che cercavano corsi sull’argomento o, se c’era, non era grande ed estesa come il suo brand che ormai viene digitato da migliaia di persone.

In questo caso, quindi, per usare il nostro approccio analitico (cosa che sicuramente Rosati ha applicato con maggiore precisione di quella che sto utilizzando io a titolo di esempio) si sarebbe concentrato sulle ricerche informative che manifestino il problema: molto probabilmente la gente cercava e cerca ancora consigli e informazioni per pagare meno tasse in generale oppure per abbattere il peso della specifica imposta.

Ricapitolando, grazie al web e ai dati (io ti ho fornito una visione parziale e semplice, ci sono decine di servizi molto più precisi di quello che ti ho mostrato) puoi capire velocemente:

  • se c’è una domanda precisa di un determinato servizio: in questo caso, devi individuare le strategie per differenziarti o per fornire il servizio stesso se l’offerta dello stesso è carente;
  • se c’è un problema specifico che accomuna molte persone (domanda latente) al quale puoi fornire una soluzione.

Questo procedimento semplice, economico e veloce può impedire sul nascere di far partire idee e progetti che non hanno ragione di esistere.


Legge Numero 2 – Se sai fare delega…Se non sai fare studia!


Ti dico chiaramente il concetto di questo paragrafo in maniera telegrafica: cerca prima possibile di insegnare ad altri le cose che sai fare, imposta la tua azienda fin da subito per essere composta da più persone e non fondare tutto su di te.

La piccola impresa italiana è per la maggior parte dei casi composta da tecnici specializzati o professionisti che, dopo aver lavorato per conto di altri, decidono di aprire bottega per conto loro.

Parlando con un amico imprenditore che ha compiuto una scelta simile da poco, qualche giorno fa, ho voluto metterlo in guardia sul fatto che, a suo parere, in pochi mesi è riuscito a costruire una realtà qualitativamente superiore, per certi versi, a quella in cui si è formato.

Questo aspetto indubbiamente gli fa onore ma gli ho fatto notare che, sulle sue qualità di “tecnico specializzato”, non nutrivo alcun dubbio e che, ora che il suo obiettivo non è più barattare le sue qualità in cambio di uno stipendio (il che rende giustissimo migliorarsi per far pagare di più il proprio prodotto-lavoro con un aumento salariale) ma incrementare i guadagni della sua azienda.

Il focus non deve essere imperniato soltanto sul prodotto, che deve comunque essere accettabile, ma sull’acquisizione di nuovi clienti che gli facciano produrre maggiore valore.

La stragrande maggioranza di chi si mette in proprio commette l’errore madornale di continuare a concentrarsi su quello che faceva prima e spesso riesce anche a farlo meglio: non a caso “Made in Italy” nel mondo rappresenta ancora sinonimo di qualità in molti ambiti.

E cosa fa dopo averlo fatto meglio? Si propone al mercato proponendo un prezzo più basso, così da far percepire al cliente che si può avere di più a meno.

Il risultato che ciò può produrre varia a seconda del contesto, se stai pensando di fare una cosa simile potrebbe verificarsi uno dei seguenti scenari:

  • il mercato è ancora giovane e immaturo quindi riesci a stare in piedi perché la domanda è superiore e crescente rispetto all’offerta di servizi. Sei fortunato perché sei capitato al posto giusto nel momento giusto ma non sei assolutamente Steve Jobs;
  • vieni scelto solo per il prezzo ed appena arriva il prossimo avventuriero come te il cliente che è venuto da te andrà via con la stessa facilità perché gli interessa solo pagare meno. Prima eri una commodity, cioè da dipendente ti “vendevi” al miglior offerente e subivi le oscillazioni del mercato: ti sei sottratto a questo gioco creando soltanto una commodity più grossa con la medesima natura volatile e la condanna già scritta a patire i flussi al ribasso del mercato;
  • non hai abbastanza appeal ed il tuo ex capo o le aziende principali del tuo mercato, nonostante abbiano un prezzo più alto e facciano le cose peggio di te, vengono percepite nella mente delle persone come “migliori” e quindi hai scarso appeal. Quest’ultima cosa mi succedeva quando lavoravo come giornalista in un quotidiano locale: nonostante il mio lavoro fosse determinante, nessuno ne era a conoscenza e nella mente delle persone il “merito” era del mio capo.
    Quando, qualche anno dopo, una delle mie aziende ha avviato un progetto che in qualche modo era concorrenziale a quello in cui lavoravo, non ho puntato sulla riconoscibilità del nuovo progetto ma sull’innovazione tecnologica che lo rendesse più profittevole da un punto di vista editoriale nell’immediato.
    Se fossimo andati a chiedere soldi agli sponsor subito, come si faceva una volta, oppure a domandare alle persone come ci percepivano, implorando loro di far arrivare le notizie al nostro portale e non agli altri, i risultati sarebbero stati scadenti. La riconoscibilità del progetto, poi, è arrivata ma è stata una conseguenza della giusta pianificazione.

Se stai pensando di aprire un’attività è molto probabile che tu sappia fare gran parte di ciò che serve per farla funzionare da un punto di vista pratico: sei un bravo meccanico, muratore, barista, informatico o ingegnere. Tutto questo non basta, o meglio, non è sufficiente per garantire il successo nel lungo periodo.

Sebbene all’inizio ci sarà da sgobbare e probabilmente ti toccherà lavorare il doppio rispetto a prima, il tuo obiettivo fin da quando inizi deve essere quello di trasformare la tua azienda in un processo spacchettabile in tante piccole task.

Anche qui ci sarebbe da scrivere un libro, se vuoi approfondire cerca la letteratura che riguarda proprio la delega a livello aziendale.

Il consiglio smart che posso darti è il seguente: immagina tutto quello che la tua futura attività dovrà fare, azione per azione. Scrivi su un foglio tutti passaggi ed accanto inserisci il nome di chi deve svolgerli: non ti preoccupare se all’inizio farai il 90% di tutto questo, ti serve per capire esattamente quali sono tutte le parti dell’ingranaggio.

La tua vittoria, nel lungo periodo, sarà quella di svolgere operativamente il 10% delle task, in particolare quelle che hanno a che fare con gli aspetti decisionali più importanti e producono maggior valore.

Partire con le idee chiare, fidati, aiuta tantissimo perché ti permette di far volare la tua azienda servendoti degli ingredienti che, strada facendo, deciderai di aggiungere e far preparare da altri.

Se ti concentri sull’organizzazione del processo e non sulle singole fasi non dovrai fare altro che scegliere gli ingredienti migliori che, e qui torna il concetto della commodity di cui sopra, “acquisterai” sul mercato del lavoro o dei servizi.

Un po’ come, nella tua precedente vita da dipendente, venivi “comprato” tu dal tuo precedente capo, devi puntare esattamente a questo, se non ti è ancora chiaro, perché il valore aggiunto reale sta nella direzione e non nella mera esecuzione.

Ripeto il concetto:

Direzione => Imprenditoria

Esecuzione => Lavoro dipendente o Tecnico specializzato che si mette in proprio e fa il dipendente di sé stesso

Se non sai fare…studia

Le istruzioni del precedente paragrafo valgono per il tecnico specializzato che si mette in proprio.

E se non hai questo profilo? Il business non ti è precluso e quelle cose valgono anche per te, solo che prima di metterle in pratica è il caso che acquisisca le competenze che ti mancano.

Anche qui sei nell’epoca storica migliore: ci sono libri e corsi per fare ogni cosa, online trovi tante informazioni gratuite come quelle che stai leggendo che ti servono per indirizzarti.

L’offerta di corsi è talmente ampia che molti giocano sul sensazionalismo per tirare dentro iscritti. In genere funziona così: “Con il trading diventerai ricco”, “Compra case all’asta e vivi di rendita”, “Acquista immobili e mettili a reddito subito anche se non l’hai mai fatto”,Diventa ricco con questa o quella attività”.

Non ho niente contro questi corsi e contro chi li organizza, voglio solo fornirti gli strumenti per fare una valida selezione.

Per prima cosa, non sarà un corso da 3 mila euro a permetterti di acquisire le competenze che ti mancano. Il corso, magari, è un’occasione per accendere la tua attenzione su aspetti che ignori, poi sta a te studiare e mettere in pratica.

Io leggo almeno 40 libri annualmente, seguo i principali siti italiani ed internazionali dei settori in cui opero e sperimento quotidianamente.

Quella odierna è una società fondata sulle informazioni, se vuoi fare l’imprenditore devi essere costantemente informato.

L’asset principale è la tua testa, i soldi e le altre cose vengono dopo.

Come studiare quando le risorse sono scarse

“Non ho soldi per fare corsi a pagamento”. E’ un’ipotesi nemmeno tanto rara, io stesso quando ho iniziato non avevo il becco di un quattrino. Non devi deprimerti, anzi, questo aspetto deve stimolarti ad avere il giusto slancio.

La soluzione ideale, in questo caso, può essere varia a seconda della tua situazione:

  • Non hai soldi e ne hai bisogno per vivere: ti cerchi un lavoro come tutti e sfrutti il tempo libero che la vita da dipendente ti concede per pensare ai tuoi progetti. Non sei pronto mentalmente ed economicamente per partire domani mattina ma, con sacrificio e abnegazione, puoi riuscirci nel giro di pochi mesi/anni. In questo articolo ho tracciato una road map in punti per prendere in mano la tua vita;
  • Non hai soldi ma puoi permetterti di non guadagnare: è il contesto tipico degli studenti oppure di chi ha perso il lavoro ed ha dinanzi a sé 24 mesi di assegno di disoccupazione. In questo caso hai un periodo di tempo limitato per darti da fare e non avere ritorni immediati. La decisione più saggia, a mio parere, è quella di offrirti gratuitamente a chi svolge un’attività simile a quella che vorresti fare e andare a lavorare senza stipendio. Non sai fare nulla, sei solo un ingombro per chi ti offre questa opportunità, però il fatto che sia “gratis” potrebbe ingolosire qualche imprenditore: proponiti ad un numero di aziende consistente (se chiedi a quella che ha la sede sotto casa tua e ti dice di no non è un campione rilevante) e, vedrai, sui grandi numeri qualcuno ti dirà di si. Una volta dentro, assorbi come una spugna e cerca di trarre quanto più possibile da questa esperienza.

Il concetto espresso nella seconda opzione vale anche se vuoi avviare un business in un settore che non è il tuo: se hai fatto il cameriere per 10 anni non è detto che tu sappia gestire un bar sulla spiaggia, se hai lavorato come ingegnere non è detto che tu sappia costruire una pizzeria di successo.

Se ti trovi in una situazione simile vale lo stesso concetto: offriti gratis se puoi, investi il tuo tempo e apprendi, ti farà benissimo.

Con questi consigli, quindi, abbiamo visto come puoi acquisire una base di competenze se non ne possiedi: è più faticoso ma, se sei arrivato fin qui, sono certo che non hai voglia di passare i prossimi anni a girarti i pollici e sei motivato almeno quanto me a proseguire.


Legge Numero 3 – La compagnia è la cosa migliore: W le società


Ho sempre sopportato poco l’idea di dover condividere con altri le decisioni che riguardano la mia vita, tuttavia nel business ho imparato ad apprezzare il valore inestimabile dell’operare con dei soci.

Avere dei soci è molto utile non solo perché ti permette di distribuire onori ed oneri ma, soprattutto, ti consente di crescere molto più rapidamente se l’alchimia funziona.

Occhio, però, a non commettere l’errore molto diffuso del parente/socio che apre l’attività insieme a te senza la giusta pianificazione. Non escludo che possano esserci società con amici, parenti, fidanzati, coniugi e amanti, anzi, se si creano le condizioni ben vengano, tuttavia è fondamentale che la scelta avvenga per ragioni diverse da quelle sentimentali o familiari.

Ecco alcuni prototipi di soci.

Socio di capitali

E’ in genere una persona o un’azienda che crede nel tuo progetto e contribuisce una parte importante del capitale necessario in cambio di una parte del progetto stesso.

E’ importantissimo quando si deve entrare in un settore in cui servono tanti soldi e, in generale, è una soluzione adatta a te se hai già esperienza e sai dare valide garanzie di successo delle tua iniziativa.

Se sei alle prime armi gli unici a poter scommettere sul tuo futuro da imprenditore oltre a te possono essere i tuoi parenti o i tuoi amici ma rischi di compromettere i rapporti se le cose dovessero andar male, quindi evita come la peste questa soluzione estrema.

Socio con competenze complementari

E’ la soluzione migliore perché ti permette di avere “gratis” le competenze che ti mancano per avviare un business.

Per esempio a me piacerebbe avviare un business basato sulle sublocazioni immobiliari ma credo di non avere tutte le competenze che servono: se decidessi veramente di entrare in questo mercato cercherei un partner o dei partner con una certa esperienza nel campo a cui magari mancano le mie competenze di analisi e la mia cultura finanziaria.

Il mio partner ideale potrebbe essere un agente immobiliare o, comunque, un venditore a cui mancano alcuni pezzi a livello di pianificazione e gestione di un business.

Più in generale, per funzionare bene un’azienda si deve fondare su tre pilastri:

  • prodotto o servizio;
  • marketing e vendita;
  • gestione finanziaria.

Il progetto ideale si fonda sulla copertura di queste tre aree, l’ideale sarebbe se ogni socio si occupasse di uno di questi aspetti.

Se, per esempio, vuoi creare un’azienda che vende un servizio specifico che migliora l’operatività delle PMI italiane occorrono:

  • una persona che stia dietro al prodotto/servizio: non deve necessariamente essere un tecnico ma deve sapersi relazionare con chi “produce” quello che ti serve;
  • una persona che sappia creare le condizioni per vendere il prodotto/servizio: per farla semplice, deve parlare con i clienti, deve organizzare gli eventuali venditori e curare tutti gli aspetti legati alla commercializzazione del servizio;
  • una persona che non ha paura dei numeri: il nostro deve essere capace di reperire risorse dall’esterno (se necessario), di gestire le finanze (cassa, stipendi, bollette, etc.), di effettuare controllo di gestione periodico e di risolvere tutte le rogne burocratiche e amministrative.

Puoi anche partire da solo senza uno di questi tre pezzi, però arriverai ad un punto tale che per crescere significativamente avrai bisogno di far entrare altra gente in società o di delegare (pagando profumatamente) alcuni aspetti a tecnici esterni i quali, comunque, non avranno mai a cuore le sorti dell’azienda quanto te.

L’ideale è questo, se stai pensando di avviare la tua attività con una compagine sociale che risponde a questo schema tripolare sei sulla buona strada.

Socio mentore

E’ una figura se vogliamo ibrida perché potrebbe essere un soggetto con più anni di esperienza di te nel tuo mercato o comunque nel campo dell’imprenditoria, disposta magari a mettere qualche soldo nel tuo progetto e un po’ di competenze che ti mancano.

Recentemente, per esempio, ho avviato un progetto di questo tipo investendo un piccolo capitale ed un po’ di esperienza insieme ad un’altra persona che ha competenze verticali sulla materia che si completano con le mie.

Il vantaggio è reciproco: io so di fare le cose con una persona valida, motivata e disposta ad imparare alcune cose che non sa e mettere a disposizione del know how che mi manca, l’altra persona invece “sfrutta” il mio aiuto per accelerare il progetto.

Conclusioni

Ho racchiuso consigli che valgono migliaia di euro in 3 leggi fondamentali per creare un’azienda.

Queste informazioni sono il frutto di anni di lavoro, tentativi, successi, insuccessi, letture, riflessioni e confronti: se chiedessi ad altri esperti una consulenza su questa materia avrebbe un costo orario mostruoso, io ti ho schematizzato alcuni concetti basilari in poco più di un quarto d’ora di lettura.

Per approfondire ulteriormente, ti consiglio di dare uno sguardo al video corso “Business con Metodo” in cui ti spiego come far partire la tua attività senza rischiare l’osso del collo con un metodo efficace e collaudato.

Ovviamente ti saluto invitandoti a leggere la sezione del blog dedicata alle idee di business in cui trovi tantissimi spunti pratici per attuare le più svariate attività imprenditoriali.

Un grandissimo in bocca al lupo!


Scopri che Imprenditore Sei

Ho creato un breve questionario con cui ti aiuto a capire che tipo di imprenditore sei. Al termine, ti guiderò verso i contenuti migliori selezionati in base alla tua situazione di partenza:

>> Inizia Subito <<


 

mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.
mm
Fondatore di Affarimiei.biz nel 2014. Laureato in Giurisprudenza, da sempre divoratore di libri e divulgatore sul web in campo economico e finanziario. Principali passioni: business, finanza personale e investimenti.

4 COMMENTI

  1. Buonasera Sig. Marciano , trovo interessantissimi e molto chiari da comprendere i suoi preziosi consigli per chi come me nn ha avuto l’opportunita’ di studiare. Da qualche tempo sto pensando di voler fare il gran salto ho tre figli maggiorenni a cui pensare e nn trovano lavoro. Io ho il posto fisso ma lavoro 15 ore sett. Una miseria. La nostra vita fino ad ora e’ stata molto molto difficile e tra poco potro’ disporre di una somma da investire. Ho scaricato il suo video sul bisness e saro’ attentissima. Ho trovato questo sito due giorni fa’ e credo che nn lo abbandonero’. Grazie per dedicarsi a noi mettendo a disposizione il suo sapere. Un saluto

    • Ciao Alessia,

      benvenuta su Affari Miei, mi fa piacere che stia trovando utili i contenuti del blog.

      Il primo consiglio che mi sento di darle, in maniera spassionata, è quello di lasciare spazio ai suoi figli facendogli vivere la vita secondo le loro ambizioni e aspettative.

      Come spiego anche nel video corso gratuito, il business non è un’alternativa alla disoccupazione e va preso con molta serietà: nei video ci sono molti spunti pratici per non commettere errori 😉

      Le auguro tante belle cose!

      A presto!

  2. buongiorno Davide
    sono una persona che “altrui” comincia a pensare in pensione. e’ vero ho 64 anni e sono stata una business woman per un quarto della mia vita. il futuro che avevamo pensato io e mio marito era ben altro, ma per l’andamento del caso della vita i progetti sono andati in fumo e mi ritrovo da sola da 1 anno con il cervello in ebollizione e con una fascia davanti agli occhi senza riuscire a capire cosa posso fare. continuo ad avere idee ma molte volte se ne parlo vencgo presa per imbecille in quanto dovrei accontentarmi del mio essere….pensionata e vedova!
    non accetto questo sistema e vorrei capire come districarmi dal cerchio in cui mi sono rinchiusa senza venirne fuori.
    sono sempre stata innovativissima in tutte le mie operazioni di vita ma mi ritrovo di fronte gente che mi sconsiglia, che mi dice stai attenta non essere alice nel paese delle meraviglie.
    ma un mondo pieno di possibilita’ e’ il paese delle meraviglie perche’ io riesco a vederle e il 99% no? perche’ io mi trovo a pensare cose che dopo 5/6 anni vengono fatte da altri??
    forse sbaglio e con questo mio pensiero mi blocco e non vado avanti. l’essere sola e non avere piu’ un appoggio morale con mio marito mi rende fragile e senza la grinta che avevo.
    potrebbe darmi un consiglio?
    grazie
    giuse

    • Salve Giuseppina,

      da come scrive traspare in maniera abbastanza evidente che l’età spesso è solo un fatto anagrafico visto che sembra molto più dinamica di molti ventenni.

      Mi dispiace per la situazione, le sono vicino per quanto può essere di aiuto e di conforto.

      Mi è molto difficile dare un consiglio perché dovrei conoscere la situazione particolare però, in generale, io ho sempre pensato che è vero quel detto secondo il quale siamo la media delle 5 persone che frequentiamo ed io, in generale, tendo a consigliare ed evitare persone negative che parlano di cose che non conoscono.

      E’ l’unica cosa che mi sento di dire: se i consigli/pareri degli altri non sono qualificati rispetto al tema – sia esso il business ma qualsiasi altra cosa – semplicemente cercherei altri pareri / consigli più qualificati.

      In bocca al lupo!

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